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Diario


20 dicembre 2004

R. S. 3... Ah! Se avessi saputo...

Se avessi saputo, durante la mia vita passata tra scostati libri di scuola e rare feste da "tempo delle mele", che sarei diventato in qualche modo "pubblico o pubblicabile"...
Se avessi immaginato che le mie dissertazioni e le mie "opere di penna, matita e voce" sarebbero potute diventare potenzialmente disponibili per l'interezza della popolazione mondiale... Beh!
Avrei prestato più attenzione alla cura... dei punti neri, della manicure e alla conoscenza dei profumi e gomme per l'alito!
Ma tant'è: sono qui che scrivo sul web di cose accadutemi e collegate in modi diversi ad altre accadute a generazioni intere, a loro volta incatenate ad infinite cose accadute ad altri individui... è un giro dtrano ad affascinante che stimola me e tanti come me ad intrattenere sguardi e menti intorno ad un blog.
Il mezzo espressivo, il ragionamento, l'astrazione, l'immaginazione, la cultura in perenne inseguimento dell'irragiungibile ignoranza... riescono insieme a trasformare le sensazioni, le storie, gli aneddoti di un piccolo, umile essere umano, (per di più appartenente a quell'oramai deprecato, vetusto, sorpassato, gretto, consumato e granitico sesso maschile... si sente l'ironia?...), in intuizioni, idee, analisi... Romanzi, dipinti o musiche di interesse mondiale!!! Quante volte è accaduto nella storia dell'uomo... Quando con "puntuti" sassi grezzi, quel primo primordiale comunicatore, scalfiva forme di animali, uomini e scene di caccia e vita preistorica sulla nuda roccia di una caverna, non immaginava affatto che migliaia di anni dopo quelle sarebbero diventate per tutti opere d'arte di incommensurabile valore...
Quando Shakespeare scriveva le sue tragedie, non penso lo facesse per rimanere nella storia... ma per l'urgenza di comunicare, rappresentare le sue emozioni, intuizioni... la necessità di confrontarle con il pubblico e assaporare l'effetto di quell'amplificazione, della condivisione o subirne il morente "afflato" dell'incomprensione...
L'inconsapevolezza del risultato! Desiderare che abbia effetto ciò che si fa, ciò si propone, ma non premeditarlo, condizionarlo e che tali ragionamenti non condizionino il messaggio stesso! Difenderne la realtà, la purezza; lasciarsi stupire dall'imprevisto e dalla grandezza della gioia che potremmo provare e trasmettere... O dal coraggio che dimostreremmo nell'affrontare un fallimento... Insomma... Forse "Comunicare" vuol dire solo trasmettere messaggi a chi ti trasmette i propri... Essere universali... Artisti... "Opinionisti"... Filosofi, vuol dire riuscire ad attivare in altri il desiderio di dire la loro intorno a qualcosa che senza il tuo messaggio non avrebbero mai notato...
Essere Uomini vuol dire accettare che altri uomini possano non essere d'accordo... ma bearsi per averli stuzzicati. Accettare che tale azione potrebbe svegliare animi sopiti, ma ben più acuti e dotati di noi! Scoprire che tecnica, finezza, metodo, organizzazione, forza, ricchezza di contenuti e forma non bastano al valore di un messaggio, di un'opera... Senza quell'urgenza del segnale a venir fuori, senza quella necessità inevitabile di vita di un'intuizione rivoluzionaria... si potrebbe produrre soltanto croste vuote o molli pienezze senza dorsale!
... Mammamia! Se avessi saputo... Immaginato... Ma mi sono lasciato stupire e ora...
Sono qui che senza troppi studi umanistici, senza conoscere pentagramma e scale, senza aver mai studiato prospettiva e "oli su tela", racconto storie, disegno scenografie e ritratti, stono, molesto, sax e percussioni... bacchetto come Elvin Jones il materasso e spero che tutto ciò abbia un effetto su tutti voi...
Col coraggio della possibile delusione e la sorpresa della agognata approvazione!
Provateci!

Seconda puntata
Nighty




permalink | inviato da il 20/12/2004 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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