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Diario


24 gennaio 2005

L'Italia che parla

Tempo fa, quando facevo cabaret semi-professionistico nella mia zona, scrissi, insieme ai miei amici-collaboratori dell'epoca, uno Sketch intitolato così:

"L'Italia che parla"

... ...Entra da destra sul palco il presentatore: Giacca scura, cartellina, parlata spigliata e scevra di cadenze particolari.
P- Buonasera! Buonasera a tutti! Benvenuti al nostro consueto appuntamento dedicato alle tradizioni, alla nostra terra... alla nostra lingua.
Questa sera, mentre parlavamo e studiavamo la scaletta del nostro intervento, pensavamo a cosa si conosce del nostro dialetto nel resto della nazione... Soprattutto perchè il Napoletano, il Siciliano, il Milanese e i Romano, ad esempio, sono diventati, oltre che dialetti, anche dei modi gergali per caratterizzare una regione, un personaggio teatrale o cabarettistico, e invece l'Abruzzese no!?... E il Marsicano?!? Abbiamo avuto un'idea: abbiamo invitato due rappresentanti dell'Italia conosciuta, un Milanese...
... ...Entra un ragazzo ben vestito, passo discreto e eretto come uno studente di Cambridge
P- Ambrogio Brambilla Fumagalli! Benvenuto! Grazie per la disponibilità... Si accomodi lì
        Il giovane si siede sulla prima sedia a destra sul palco.
P- Poi, scendendo lungo la nostra nazione, un Romano...
... ...Entra un altro giovane, molto casual, passo simil John Wayne, strascicando i piedi e smascellando un chewyngum...
P- Signor?...
R- Rocco detto Er Duca!
P- Possiede illustri ascendenti?... Per il suo animo nobile?... E' un riferimento a qualche suo atto di grande generosità...
R- ... Er Ducapelli!... Con permesso io me metto a séde!
P- Prego! E in fine, in rappresentanza del sud, non tanto geograficamente, ma nello spirito e nelle tradizioni popolari, un Marsicano D.O.C.: Ginetto Zumpafosse!
G- Cia' Vaju'! Addo m'adenga mette?
P- L'ultima sedia a sinistra, prego...
G- E cché te so' ditte Grazie?
P- Prego?
G- Aridaje!...
... ...IL presentatore ora si rivolge al pubblico spiegando come si svolgerà la serata.
P- Come potrete immaginare, oggi confronteremo tra loro tre dialetti molto diversi per vocaboli ed espressività.  Individueremo delle  frasi, dei modi di dire e li faremo tradurre dai nostri ospiti... Iniziamo con un bell'applauso...
Allora, iniziamo con un saluto molto semplice...
... ...Il MIlanese si alza lentamente e poi con molta no-chalance:
A- Ueh! Bella lì! Ciao Raga...
... ...Rocco squadra il meneghino... poi con una smorfia dura, impettito, si alza:
R- Aoh! Ragà, sciao a tutti!
... ...Ginetto li ha guardati entrambi... si è stupito della loro loquacità... si alza:
G- Oh!
... ...Si siede!
P- Bene! Abbiamo notato come tra i vari dialetti ci siano già le prime differenze: diciamo che il Marsicano è di poche parole... Andiamo avanti! In un ristorante...
A- Garson! Sénta, vorrei ordinare... grazie!
R- Ggiòvanee! Ecchime qua! Vojo magna' mica so' venuto pe vedè le tende!
... ...Ginetto si alza, quasi ad imitare la spavelderia degli altri due, si prepara, alza il braccio destro e:
G- Oh!...
... ...
P- Ora un incontro con amici in piazza.
A- Ehilà ragazzi, non fate i maranza, dai facciamoci una stòria tranquilla...
R- A Seccoo! Sciao Spadì! Nun vedo 'r Caccola...'ndò 'nnamo?
... ...L'abruzzese si apre in un sorriso amichevole, rivolge lo sguardo al pubblico, e con la mano aperta:
G- ...Oh!
... ...
P- Vediamo i diversi comportamenti all'appropinguarsi di una bella giovine donzella...
G- Eh? 'Na gazzella?
A- Ma no! una ragazza!... Che esiguità di vocaboli ha il tuo vernacolo!
G- ... Pe' mmo' vaffanculo! Po' me faccio spiega' che significa e tte meno pure!
P- Calmi Ragazzi! Andiamo spediti: arriva una ragazza...
A- Ueh! Bèlla figa! cusa l'è che fai?
R- ... A Fataa!
... ... Ginetto carica l'espressione come se mimasse il lento attraversare il campo visivo della donna e d'improvviso...
G- Piccòo!
... ...
P- Ehm! Bene... Vediamo ora le espressioni secondo le variazioni di un accadimento. Per esempio leggete sul giornale di aver vinto alla lotteria.
A- Ragazzi che figaata! E' proprio vero: "Chi volta l'cul a Milàn volta l'cul al pan!"
R- Aoh! So 'r mejio! Mo v'aricompro a tutti!
... ... Mima la lettura e poi esplode incontenibile:
G- 'Ncùlo!
... ...
P- Ora invece scoprite che avete perso irrimediabilmente il biglietto vincente.
... ... Ginetto irrompe:
G- E tte pareva! Je Cane mòcceca sempre a je stracciare!
P- Attenda il suo turno... è una finzione non si inalberi... prego!
G- Prego de che?... e qquisht' rentòna?!
P- Ambrogio?...
A- Che down ragazzi! Questa è sfiga!...
R- Aoh! Che botta! Sto sotto tera...
... ... Abbassa lo sguardo, quasi piangente dondola la testa...
G- ...'Nculo!...
... ...
P- Ripassa la ragazza di prima... notate un particolare molto... evidente... a posteriori... Ehm!
A- Ueh! Cusa l'è ches' chì: un mandulin'?
R- Anvedi come c'ha 'n sorriso verticale!
... ... Gino sgrana gli occhi, segue il passaggio, si abbassa al livello del... e...
G- 'Nculo!!!
... ...
P- Ora vedete il conto del ristorante di prima.
A- Ehi! La Madòona! La prossima volta mi lascio perquisire...
R- Aoh! Hai sbajato! Questo è 'r conto de tu moje... Ma a me me fa lo sconto!
... ... il Fucense si alza di scatto leggendo il foglietto immaginario, poi scatta in avanti:
G- Fatti 'nculo!
P- ... E' notevole la varietà di vocaboli ed espressioni del nostro amico marsicano... Perchè non salutiamo con un incoraggiamento i nostri spettatori... Prego.
... ... Ginetto ascolta contrariato l'ennesimo "prego" immotivato secondo la sua logica...
A- Ciao a tutti! Andrè a laurà!
R- Aoh! Siete 'n tajo! Se vedemo!
... ... Ginetto si alza, braccia in alto richiama attenzione e...
G- Spigni Compa'!!!
... ...
P- Salutiamo con un grande applauso i nostri amici ringraziandoli per la gentile partecipazione: Grazie!
G- E mmo' ce va! Prego!
... ... Escono tutti.
... ...
[Fatta durante il "Rock Festival di Avezzano" nel 1995, in Piazza Risorgimento davanti a più di 2000 persone!... 'Nculo!]

I vostri 
Proverbi e detti... qui!
Nighty




permalink | inviato da il 24/1/2005 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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