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Diario


18 febbraio 2005

... ...Oppure... Anche... Semplicemente niente!... ...

Che cosa scrivo oggi? Cosa impressiona le mie pupille o la mia pelle?
Cosa convince le mie dita ad impugnare la penna e sporcare il Moleskine con qualcosa di notevole o almeno curioso?...
... ...Oppure... Anche... Semplicemente niente!... ...
Guardo casualmente uno scorcio metropolitano...
Distratto da pensieri sull'ultimo lavoro fatto, sull'appuntamento successivo... Oppure su quegli occhi dell'ennesima impossibile fata, che penetra come un inafferrabile serial killer, il burro tra le mie costole e, lama sibilante e bollente, scivola via!
... Tra quel pilastro grigio e l'edicola "verdona" ingolfata di carta sporca di tette, culi infranti e lettere in "Times New Roman" che a volte riescono a suggerire all'affranto lettore, frasi di senso compiuto...
Tra la bicicletta guidata da passi lenti d'anziano e l'auto maleducata tra vetusti sampietrini e posteriori e posticce toppe d'asfalto...
Tra un intrepido attraversamento con "l'alt" lampeggiante e un bus in frenata fischiante e il successivo, giustificante e caldo abbraccio sotto il giallo semaforo...
Tra fumi velenosi, grida irriconoscibili e orologi che corrono ben più veloci delle loro lancette...
Tra il "grigio-a-colori acquerello" del 2005 e i sogni in biancoennero anni '50 che frenano l'incipiente e indelicata calvizie...
Lo vedi!
Uno tra gli altri!
... E non per l'azione o il volto oscuro e nascosto ai tuoi occhi confusi; non per l'importanza della sua voce o del suo tragitto in quello specchio fotografico... No!
Semplicemente perchè lì il tuo Occhio-cuore-cervello si posa, tutto il resto appare una dinamica introduzione alla sua storia!
Quale storia?... Dunque:
Lui aprirà il giornale
, avrà un'espressione sorpresa e immediato, a scatti, prenderà maldestro il cellulare come se non fosse il suo, chiamerà qualcuno... Chi?!
Ah! Certo!
Un figlio lontano e deluso dalle strade prese e dal corrimano incerto montato dalla sua famiglia umile, ahilui!
... Poi l'uomo salterà su un autobus e scenderà fuori città, al 1001 di quella strada del nucleo industriale.
... ...Suonerà con un sorriso nuovo e sicuro, a quel luccicante portone di vetro e metallo!
... ... ...Gli verrà aperto quasi immediatamente, soprendendo suoni e colori avulsi alla sua immagine dimessa.
Salirà su... Su all'ultimo piano!
Davanti ad un importante uomo d'affari stringerà forti mani e si chiuderà in un colloquio tanto atteso e cordiale.
L'orologio continuerà a correre!
Il figlio a disperare sperando!
...Una telefonata cruda e definitiva gli spezzerà l'ultimo spigolo vivo dell'anima... Tenterà di riattaccarlo, ma cadrà in altri mille frantumi luminosi, accecanti, fastidiosi.
... ...Tornerà a guardare il silente telefono e il biglietto per quel volo verso un paese lontano!
... ... ...Avrà debiti da giovane scellerato...
... ... ...Avrà vissuto storie e giochi che non gli appartenevano...
... ... ...Avrà tentato di dissimulare le sue umili origini... Non avrà mai fatto domende di "storia" al padre e neanche dato mai alcuna risposta!
Poi solo e malato lo avrà riconosciuto unico, ultimo e forse troppo debole amico...
Tremante di reazioni violente di impotenza e rabbia, gli avrà raccontato tutto a occhi bassi a voce rotta.
Si sarà stupito della voce grintosa e calda che gli intimava di alzare lo sguardo, che lo illuminava di possibilità e sincero aiuto...
Avrà riconosciuto nelle moventi labbra, negli aghi di barba grigia, tra le rughe di una vita sofferente e fiera... Suo Padre!
Avrà sentito di appartenere a quella storia sconosciuta grazie a quella pacca sulla spalla, la repentina uscita col cappotto buono in mano e il solito bacio alla mamma!
Ora è lì, a cellulare spento e occhi fissi sul fisso che spera; pronto a spararsi verso il passato in un paese lontano...
...No! Polizia no! Che ne ha più paura lui dei suoi aguzzini!
... ...No! Amici non ne ha più... Non ne ha mai avuti!
Solo papà e il suo cappotto buono o quell'aereo!
... ...
L'uomo uscirà da quel portone accompagnato dal dirigente, che gli chiamerà un'auto scura, lo saluterà amichevolmente, lo abbraccerà, lo farà salire e lo guarderà tornare verso casa.
Dal lunotto posteriore noterà l'anziano padre fare un gesto brusco e impulsivo, come di un'improvvisa onda di memoria che si infrange alle tempie... Aprire il cellulare, prestatogli dalla figlia, ricomporre l'ultima chiamata, unica funzione conosciuta e parlare...
Poco prima della curva all'incrocio che lo allontanerà dal suo cono visivo... Lui che...
Ebbe bisogno d'aiuto una notte
come tante, poco prima di una importante riunione di lavoro! Vitale! Inevitabile! Improrogabile!
...Che rimase senz'auto in una "rua" paesana e sterrata...
... ...Che fu preso su da una bicicletta di un coetaneo con gambe forti e sorriso inflessibile e lo portò a destinazione...
... ... ...Quel ragazzo che riparò l'auto e lo invitò poi a festeggiare il suo recente successo professionale!
Che poi non vide più... Lasciandolo con una muta promessa di ricambiargli la cortesia se ne avesse avuto modo e necessità.
Aprirà le mani dopo il dolce ricordo, sorriderà nel leggere la pubblicità della sua azienda e la sua foto campeggiare al centro pagina... Quella pubblicità che gli ha dato la possibilità di mantenere la promessa...
Lascerà poi il giornale al portiere...
Il portone di vetro e metallo si chiuderà componendo una parete lucida e adombrata che sembra...
Uno specchio fotografico...
Un pilastro vicino ad un'edicola... Un riflesso che pare un uomo ricurvo tra tante figure in movimento... Prende un giornale...
... Oppure...
Un battito di ciglia e l'uomo cammina, giornale sottobraccio e aria assente, urta la tua spalla decontratta e l'abbraccio sotto il semaforo è diventato un gocciolare di note di piano jazz, di calore e colori, di sorrisi e parole; le auto sulla toppa d'asfalto non si contano più; e la bicicletta e il suo anziano camminare e diventata fumosa tra i fumi e i rumori...
Grigio e colori acquerello...
Tu... Sei in ritardo! Voli via silenzioso...
Anche così è lo stesso identico specchio fotografico; gli stessi identici cinque minuti...
Perchè a volte un pilastro vicino ad un'edicola verde è... soltanto un pilastro vicino ad un'edicola verde!
Allora chiudi il Moleskine intonso e...
Oppure... Anche... Semplicemente niente!
Nighty




permalink | inviato da il 18/2/2005 alle 18:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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