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Diario


16 marzo 2005

Racconto interattivo 3° parte

Points of Suspence
L'inizio...

Terza parte

- Lascia perdere!

Di nuovo quella presenza.
- Ma fa ridere!
- E’ un casino! Senti: tu mi hai chiamato, mi hai detto vieni a sentire se sono sulla buona strada, e io sono qui! Non dirmi che conosci degli editori che fanno da balia agli scrittori, perché ti picchio! E io ti dico che sembra una macchietta napoletana…
- Si, ho preso spunto da De Filippo, però…
- Però non c’è suspence! Ti perdi l’attenzione del lettore! Cambia! Suspence, mistero, morbosità! E’ un racconto: deve avere l’immediatezza di un pugno allo stomaco e il finale di un volo di piume!
- Ummmh! Suspence… Mistero… Vabe’: ricomincio!
- E sarà meglio! Non ho molto tempo e vorrei lasciarti almeno sulla buona strada…
- Si! Ma non pressarmi…
… … …
Lampeggiano puntini di sospensione sullo schermo del portatile.
Il chiarore dalle finestre ritaglia un quadro luminoso sulla parete.
Lui, chino sulla tastiera e i fogli di “brutta”, non si cura del via vai della donna innervosita.
- Hai sentito stanotte quei rumori?
Silenzio dal giaciglio ticchettante di tasti di computer e fruscio di lenzuola disfatte.
- Allora? Niente? Non hai sentito niente?- Ripete.
- No…- E legge…
- Ma mi ascolti?
- Si!…- E scrive…
- Ti ricordo che ci sono state due aggressioni nel quartiere, in un mese! Tutte le volte in casa…
- Si! Va bene, ma ci sono io ora, non preoccuparti! Poi… Se si è sfogato stanotte al piano di sopra, oggi stiamo tranquilli, no?
- Chi!… Si è sfogato?
- Ma come: se hai sentito dei rumori, vorrà dire che il “mostro” ha agito stanotte, avrà consumato l’ennesimo, efferato delitto e ora, sazio e satollo di sangue umano e reliquie preziose… sarà tornato a casa…!?
- Scherza tu sai? Prendimi pure in giro: hai sentito che ha un’abilità mai riscontrata nel penetrare nelle abitazioni?…
Lui scrive e non sembra seguirla.
- Si! Si! Scrivi, continua a scrivere: niente ti tocca, vero?
Nervosa, impulsiva nel continuo percorrere la stanza, attraversa il cono di luce e incurante della posizione si ferma, sta per riprendere il discorso…
- Oh! Dai levati di lì: mi chiudi la luce!
- E accendi l’abat-jour no?- Si sposta oltremodo alterata.
- Dai non ti arrabbiare… Perché non fai un caffè?
- Fai un caffè, fai un caffè…- Mentre va in cucina di malavoglia.
- Ma stai tranquilla! Se ti fa stare meglio, dopo salgo su…- Inseguendola con la voce:- …A chiedere se va tutto bene, okkey?
- Si, si. Lo vuoi forte?
- Certo… Chi abita sopra di noi?
- Eh?…
Lui alza la testa dai fogli, scavalca il monitor con lo sguardo e intravede la porta della cucina, la luce sulla parete a ombra tutto intorno; ripete:
- Chi abita sopra di noi?
- …Marchetti… Mi pare, no?
- No! Marchetti è sul lato opposto… del pianerottolo- E riabbassa gli occhi sul suo lavoro, assorto da nuovi pensieri creativi.
Lei esce dalla cucina, incuriosita torna in camera…
- Come dall’altra parte?
- Si! E’ l’altro portone… Ma togliti dalla luce! E sono due!
- Scusa!- Tornando in cucina:- Ma allora su di noi…
- Si?…
Silenzio…
Lei riflette un po’, si distrae, cade la macchinetta del caffè.
- Ehi! Cosa succede? Non rompermi la moka, sai quanto ci sono affezionato…
- …Non c’è nessuno sopra di noi?
Silenzio…
Lui legge le ultime parole scritte, si adagia sulla spalliera del letto, risponde all’ennesimo rotolare in terra di oggetti…
- Allora? Non sfasciarmi la cucina per un caffè…
Lei ribatte decisa… forse troppo:
- Ma chi!?…
Forte e strozzata la voce dall’altra stanza.
- Non ricordo… Forse è vuoto- Distrattamente e annoiato dalla conversazione troppo prolungata:- …Vuoto… Si cara: mi sa tanto che l’appartamento sopra di noi è vuoto, la famiglia, quella straniera ha traslocato… Togliti dalla luce per favore… Il mese scorso… E non è stato più occupato. La luceee!
Grida di nuovo, mentre batte al computer.
- …E’ mai possibile che ti incanti sempre davanti alla finestra?…
Con sufficienza alza lo sguardo…
- Chi…?!…
Forte e strozzato!
Silenzio!…

… … …
- Senti, io vado! Ho fretta e mi sono rotto di aspettare che tu partorisca un’idea decente.
...
Continua qui

Altre ipotesi a nighty@katamail.com
Le vostre precedenti stanno diventando un racconto "patchwork"...
Continuate!!!
Ciao
Nighty




permalink | inviato da il 16/3/2005 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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