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Diario


4 gennaio 2006

A chi si riconoscerà...

Lady “D”

…Quando “D” guarda il mare si mette sempre seduta sulla stessa panchina del porto, sola…
Quando “D” guarda il mare, ondeggia con lui e colora i suoi pensieri del blu petrolio, dei riflessi verde smeraldo, di azzurro lucido e specchiante… poi li muove spumeggianti come la bianca schiuma dei flutti sul bagnasciuga…
Quando”D” guarda il mare, ondeggia solitaria e da il tempo alle sue parole, come una bambina quando racconta la sua storia di Natale al Papà.
Quando “D” è sola e guarda il mare, vive della sua solitudine, desiderosa che essa sappia cibarsi di quel piacevole silenzio per germogliare in compagnie che sappiano danzare il suo intimo moto ondoso, che sappiano riconoscere i colori e ascoltare le sue storie… e che non abbiano paura di mescolare su quella tavolozza gigante che è il mare e la sua panchina del porto, i loro colori, le loro storie… il loro tempo.
… …
Così perlomeno mi appare quella ragazza elegante, apparentemente distante, silenziosa ma con un velato sorriso dolce e delicato che sfuma lo scuro dei uoi grandi occhiali da sole.
… …
Ecco, quando ho visto “D” ballare la sua musica di sogni e pensieri, che guarda il mare, mi sono chiesto…
…Com’è possibile che esista qualcuno che osi spezzare, frantumare quel moto morbido, sinfonico, con sprezzanti richieste manifestamente inguinali?
… …Come ci si può accontentare di un’ipotesi di mero strofinio poco meno che ginnico?…
… … …Come si può pensare che quella creatura segretamente sorridente, intensa di emozioni sconosciute e stuzzicanti, si trasformi in un semplice oggetto di desiderio?… Come una scarpa da tennis ultimo modello, una sciarpa…
… … … …Come ci si può accontentare di essere per lei al più solo una scarpetta da tennis… una sciarpa?

Come si può solo pensare che lei stia cercando una “cosa”
per indebolire quella apparente solitudine?

Eppure ora lo vedo anch’io: goffo come un romano tra le straniere a Piazza di Spagna, grezzo come un pastore abruzzese tra i monti della Maiella, approssimarsi, tentare una frase ad effetto, strappare il pentagramma intessuto di quella musica, rompere il suo dolce oscillare col mare… beccarsi un freddo “No Grazie!” e andare via maledicendo la sostenuta donna.
Sostenuta? Fredda?
Mi avvicino silenzioso…
Sorpasso la panchina, le do le spalle e guardo il mare come se stessi ascoltando mio padre raccontarmi l’ultima storia…
Mi scopro dondolante come un bambino che attende il suo tempo, fischietto una melodia e scarabocchio il Moleskine ad imitare quel maestoso intreccio di onde e tratteggi dell’acqua che muove la terra e plasma la storia…
Odo:
- Cosa disegni?- Delicata e soffiata come un flauto…
Rispondo:
- Il mare…
Lei allora:
- Io ascoltavo la sua musica, il suo fragore… ma non riuscivo a ricordare… mi mancano le parole…- Mi dice quasi sottovoce, come se si vergognasse del pensiero…
Quindi io, sempre di spalle, ma morbidamente baritonale…
- Io le ricordo… se vuoi…
Allora ho scoperto la verità.
Allora ho avuto la certezza di tutto ciò che fino a quel momento avevo soltanto immaginato, fantasticato…

Perché lei mi ha sorriso grande sopra lo scuro degli occhiali, più forte della voce del mare, più calda del sole che improvviso squarcia nubi invernali…

Ciao “D”

...Continua(?)...
Nighty




permalink | inviato da il 4/1/2006 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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