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Diario


16 febbraio 2011

Sanremo 2011 prima serata

Devo dire che la curiosità c’era, nonostante il popolo “contro” oramai sia forte e abbia conquistato spazi nell’umore comune amplificando lo scollamento del pubblico televisivo dal Festival.
Morandi come conduttore nei varietà non mi era dispiaciuto e ora alla prova Sanremo era da vedere.
Poi l’annno scorso per fortuna poco calcolata e poco compresa ancora oggi, la manifestazione ha avuro ascolti dignitosissimi nonostante la Clerici, ma la preoccupazione negli ambienti Rai era rimasta: sembra sempre più dificile per loro comprendere e programmare questo evento con certezza di risultato.

Insomma, poi Belen e Canalis che promettevano di non essere oche Baudiane, ma non cosa sarebbero state e Luca e Paolo oggetti misteriosi da quando fanno solo Tv a comando e scritta e poco a braccio

Anteprima

Casino nel Backstage, ripreso con telecamera a spalla, claustrofobico e frenetico… mancano 5 minuti, dai… squadra!

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La Clerici con la figlia, che deve essere più intelligente della mamma (poco sforzo in verità) e che si chiede che cavolo ci fa lì a con chi ce l’ha la mamma… e sotto sotto, quanto è sfortunata! Sarebbe potuta essere figlia di una casalinga grintosa e fiera, che le avrebbe spiegato tante cose, invece a lei ora sembra che dovrà vivere con dei dubbi eterni.

La fagottona dedica alla bimba “A Te” di Jova, che però era dedicata alla moglie, mentre era “Per Te” quella dedicata alla figlia, ma vabbe’!
 poi chiama Gianni che entra passando dalla platea, mai accaduto forse al festival, e lui che carezza gli spettatori e stringe mani e poi sale sul palco e dice “mi stanno sudando l mani, sono emozionato”… e se sudano la mani a Gianni, rischia la disidratazione in 5 minuti!

Inizio vero!

La scenografia di Castelli (o d chi gliele disegna) è da anni incentrata sugli schermi hd a led che modella intorno a balaustre, balconate del teatro ed elementi scenici e quinte. Stavolta però mi piace lo spazio che dona al palco pur non ottenendo l’effetto solitudine della versione di Panariello (non era Castelli in quell’anno), l’elicoide-scivolo che scende e cela l’ingresso degli artisti è suggestivo, anche se le palle che girano sulle rampe rischiano di essere metaforicamente l’ironia più riuscita dell’edizione 2011.
Come sempre Sanremo è una grande produzione televisiva e anche quando le canzoni non arrivano, il prodotto tecnico è sempre pregevole e comunque esempio delle capacità realizzative di mamma Rai.
Lo Show di Herzalow con le atlete della ritmica è suggestivo ed è una bella copertina, iniziano le canzoni.

Saranno giudicate da una giuria di 300 persone presenti in galleria, credo poco a queste rappresentanze demoscopiche poi spesso addomesticate e ininfluenti e poco rappresentative delle vendite, dei passaggi radio e del gusto popolare in genere di nicchia o no!

Giusy Ferreri: Il Mare Immenso
tra gli autori c’è Bungaro, che è bravissimo, quasi una garanzia.
lei ha una voce che… beh se canta Duffy… Giusy almeno ha un po’ più di dinamica e grinta e potrebbe anche avere la capacità di abbandonare il pedissequo intonare balbettante, per ora è così, con qualche incertezza verso il basso. Canzone tradizionale con una buona spinta rock sul bridge, le do un
6.

Presentata la squadra sul palco, tanti impacci nella conduzione mi pare, Luca dice il primo “merda” del festival.

Luca Barbarossa & Raquel del Rosario: Fino In Fondo
Luca zoppica nel ritornello e l’impasto delle due voci non è sempre riuscito, anche questo pezzo è tradizionale e non mi prende come invece il precedente “Via Delle Storie Infinite” che ritengo il miglior pezzo di Luca.
5+

Roberto Vecchioni: Chiamami Ancora Amore
una certa paura di udire una canzone d’amore dal Roberto, e invece è un accalorato e ispirato inno alla rinascita dell’istinto creativo, della cultura personale, delle passioni. Lui canta con trasporto e ha anche qualche momento memorabile la canzone, va riascoltata, ma il pubblico da subito gli regala un bell’applauso!


Anna Tatangelo: Bastardo
scritta da gigi D’Alessio… cerco di rimanere freddo e obiettivo, ma è difficile, solito pezzo ipocrita che cade nel testo con rime ridondanti o assonanze banali, spicca solo la parla del titolo, la musica è la stessa delle altre 100 canzoni dello scantante neomelodico dei casalesi (ooops) arrangiata benino da Pennino,a non si alza mai dal 5.

Gianni Morandi legge troppo il gobbo… Paolo è bravo.

La Crus: Io Confesso
Mi aspetto molto da loro, anche sotto l’aspetto produttivo…
il brano è molto ’60, il ritornello e l’impasto orchestrale arrivano subito, belle le sonorità degli ottoni e i corni, c’è la soprano di Morricone, un po’ diagonale e un po’ dritta sta canzone, forse un cambio in più, un’apertura armonica e straniante avrebbe giovato, vista la classicità dell’inciso e avrebbe trasportato meglio nel 2011 la canzone.
6+

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Entrano le due Donne: la Canalis è oramai così spigolosa che sembra una bella quarantenne, e… non ha più il senooo!
Belen si è asciugata troppo quasi da perdere anche il seno siliconato.

Continuo ad avere perplessità serissima sulla qualità dei testi dei conduttori e sulle fantomatiche prove strazianti alle quali si sarebbero sottoposti tutti, bah!

Max Pezzali: Il Mio 2° Tempo
è tornato il citofono più famoso d’Italia, con tutti i suoi accenti spostati e i ritornelli cavalcanti, ma sembra rimasto al 1995. Tentativo di tormentone come sempre fa Max,
5½.

Gianni presenta la diretta di RaiStereo1 e mi chiedo: Laura Freddi, Arianna Campoli e… un’altra che non ricordo nemeno e… che cavolo c’entrano con la radio e con la musica? Bah!

Davide Van Der Sfroos: Yanez
bella Folk, danzereccia e orecchiabile e cela qualche perla nel testo, giusto il dialetto, come qualunque forma di italiano,e gli do un
6+

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fin’ora la conduzione è assolutamente in calando, ad ogni uscita peggiorano e incespicano. Tentano di leggere con ansia il mega gobbo sulla balconata e solo Luca e Paolo a tratti si sganciano dando un po’ di ritmo. L’unico pregio è che le canzoni sono in primo piano e il resto è solo contorno.

Luca e Paolo al rientro omaggeranno le coppie comiche durante queste serate, iniziano con… Gianfranco e Silvio: Ti Sputtanerò!
7½.
Masi chiamerà?

Anna Oxa: La Mia Anima d’Uomo
è entrata sua figlia? Oppure siamo nel bel mezzo di “The Island”…
Ritmicamente sembra la più moderna fin’ora, ma lei è incomprensibile, gorgheggia e gracchia, non trasmette e credo che indispettisca le orecchie degli ascoltatori. Negli anni ’90 riuscì a smussare questi suoi eccessi e fece alcune cose in stile acidjazz-soul niente male, poi tutto finì, ora non si solleva più da sto strano modo di non cantare i brani. Il pezzo sarebbe bello, lei lo rovina
6+.

Ma… dov’è finito il corpo di Elisabetta Canalis???

Tricarico: Tre Colori
Scritta da fausto Mesolella, fantastico chitarriere degli Avion Travel, resta un po’ troppo sullo spartito sto pezzo, ma lo stralunato Tricarico la porta da noi ugualmente, riesce a dare anima a ciò che interpreta pur con uno stile molto particolare che può piacere, ma può anche infastidire. Il pezzo risulta alla fine come un fumetto d’autore.
6-.

Gianni vuole presentare l’orchestra a belen, ma il direttore non c’è (cazziata notturna in vista)

Modà e Emma Marrone: Arriverà
Qui si sono uniti due fenomeni mediatici, ma non certo artistici.
Uno è il classico prodotto del talent show dove il linguaggio dei fan impelouchati e urlanti e le diatribe di fantomatici giudici alzano il grado di interesse verso interpreti altrimenti meno che da Karaoke, l’altro è un passaparola radiofonico che potrebbe laciarci in attesa di qualcosa di incredibile e sorprendente e invece sono i primi neomelodici meneghini!
Emma sarebbe carina, ma ha le movenze di un camionista in cerca di una toilette.
La canzone è classica tanto da poterla pensare per una tatangelo (la ragazza più vecchia d’Italia) o una Zanicchi, invece la cantano ragazzi che tutti insieme forse non arrivano a 100 anni, comunque il ritornello passa e la grinta alla fine c’è.
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Riecco tutta la squadra sul palco, stavolta si incartano talmente tanto da farmi dubitare che possano giungere indenni al Sabato.

Luca Madonia & Franco Battiato: L’Alieno.
Luca è tanto che non si fa ascoltare, mario Venuti, anche lui ex Denovo, è risorto da tempo e tornato al successo con continuità, ma Luca ci mancava.
canzone interessante e personale, richiama lo stile del gruppo siciliano degli anni ’80, senza cadere nelle sonorità nostalgiche, forse non spicca per novità, ma ascoltabile, elegante e rimandabile ad un ascolto successivo. Come una colonna sonora finale di una commedia romantica
6.

Patty Pravo: Il Vento e Le Rose
Appare come una Visitors, sembra imitare Patty Pravo che canta Vasco Rossi… la canzone ha dei pregi, sembra effettivamente già ascoltata, ma alcune variazioni e la melodia non sono male, anche se poco intellegibili dalla sconnessa e indefinibile interpretazione della cantante meno cantante di sempre!
Se riesce a cantarla potrebbe vincere Sanremo.
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Tango con Belen sul Palco, poi le presenta il grande Tanguero Miguel Angel Zotto
Quando riesce a scollarsi dal gobbo è brava, dovrebbe puntare alla conduzione, studiare e lasciare tette e culi a piccole parentesi.

Nathalie: Vivo Sospesa
Vorrei ma ancora non riesco, ma potrò!
Ecco la Nathalie che vedo io: sfiora gli anni ’70 ma il pezzo non mi prende, anche se è certamente tra i più originali, scritto da se stessa quindi ben attaccato a lei e calzante, ma non arriva moltissimo in verità, mi appare come una cantante di nicchia che deve ancora studiare molto la composizione e l’arrangiamento, poi nei testi cercare più spigoli e temi che si sgancino dal suo “già” solito intimistico scavare.
promettente
5½.

Albano: Amanda è Libera
Oramai è rarissimo assistere a tonfi stilistici come negli anni ’80 o ’90, anche se il trio dell’altro anno ha messo alla prova le nostre coronarie, i pezzi sono tutti ben studiati e quindi appaiono magari ripetitivi o poco coraggiosi, ma mai orrendi in tutto e per tutto, ma Albano non si smentisce, ce la fa: ritma quasi al funky una melodia che gli serve per gridare un po’ sul finale e narrare di una Amanda che è libera in non so quale realtà.
4.

Pubblicità: pensavo che nella reclame Grissinbon è l’unica occasione che abbiamo di veder Karolina Kostner che pattina restando in piedi!

Rientro in onda in stile vagamente pulp fiction, ma Elisabetta è un pezzo di legno e riesce ad essere meno sexy del mio tavolinetto ikea per il pc.
Non comprendo molto questo intermezzo mal introdotto, mal eseguito e probabilmente mal pensato: Franco Miseria, un cognome una carriera!

Presentano i giovani di domani e… da tenere d’occhio una raffinata e bella ragazza, un crooner jazzante e un altro paio di ragazzi… invece da riuscire a decomporre prima che possano far del male: una clone della Pausini e il duo para-Sonohra!

Fuori la tatangelo e la Oxa… in fondo l’avevo previsto, anche se Albano era molto peggio di entrambe.

Sul termine della serata mi vien da dire che la manifestazione è più incentrata sulle canzoni rispetto al passato, molto veloce nel presentarle, ma qualitativamente gli intermezzi dei conduttori, tranne i due pezzi del duo comico, sono molto al di sotto degli standar Sanremesi.
Ciò potrebbe farsi sentire più che in questa puntata, negli ascolti delle successive, se non apporteranno qualche miglioria immediata, sono curioso della conferenza stampa di domani.
Le Canzoni sono troppo medie, quasi tutte… nessuno rischia nulla e alla fine sembra un minestrone fatto con le verdure e la pasta avanzata dall’inverno, a Teramo si chiamano “Le Virtù”, buonissima, ma se ne mangiassimo solo uno degli elementi che la compongo, sarebbe insufficiente a sfamarci.
Vediamo dopo i successivi ascolti se qualche puntura in più riusciranno a donarcela tanto da farci alzare dalla poltrona… oggi qualcosa di simile è riuscito, pare, solo all’ispirato Vecchioni col pubblico dell’Ariston.

tutto mi appare troppo “compitino”
a domani(oggi)

Nighty


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 16/2/2011 alle 2:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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