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Diario


20 febbraio 2011

Sanremo 2011 quarta serata

prima serata

seconda serata

terza serata


Intro
Backstage, ballerini che provano, che si concentrano, che si truccano: ancora pochi minuti

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Gianni davanti al Teatro Ariston
Inizia un Walzer tra la gente e poi con la gente, flash mob poco flash e molto salone del mobile.
blen ed Elisabetta sembra stiano tirando il collo ad un pollo ma invece ballano sul palco.
iniziano loro: Belen vestita come Nefertiti, Elisabetta tutta d’oro.

Stasera le canzoni dei big saranno rivisitate con ospiti e duetti, io spero sempre in cose che stravolgano un po’ la “medio mania” sanremese degli ultimi anni che ci evita oscenità come “Cara Terra Mia” ma anche piccole perle come “Dormi e Sogna” o “Lasciarsi un Giorno a Roma” oppure “Replay”.
Stasera le canzoni ammesse alla finale saranno scelte dal televoto e dai maestri d’orchestra: sarà un bagno di sangue!

“Io credo da sempre, fin da piccolino e timido sbarbatello davanti alle lezioni di musica della professoressa Concordia(che cognome per una prof di musica) e quelle di storia dell’arte del maestro indimenticato Ennio di Vincenzo, che l’Arte sia un rischio, un’avventura, una proposta nuova e spiazzante almeno nelle intenzioni di chi la pensa, realizza e manifesta...
Solo successivamente deve essere scelta da chi la guarda, ascolta, ne subisce influenze e ispirazione: la gente!
Invece da anni, dai tempi della schedina totip(ve la ricordate?) ipocritamente alla ricerca del voto perfetto, e in realtà per confondere e rendere ancor più legati a logiche prezzolate di mercato i risultati, non facciamo altro che ribaltare tutto: prima facciamo scegliere cosa piace alla gente e poi diciamo agli artisti cosa devono creare!
E poi ogni anno, proprio quelli che dicono: però piace, perché passa in radio o “vende”, si mostrano annoiati e sprezzano eventi come il festival, salvo poi ascoltare alla radio gli stessi prodotti in fondo da loro PREscelti!
E come si fa in questo modo a suscitare curiosità, passione e anche controversia se diamo loro ciò che si aspettano e che hanno già... oltretutto come si fa a vendere qualcosa che è una copia di mille riassunti(cit. Bersani a colori).
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nelle fredde logiche di mercato applicate all’arte: dagli anni ’80 ad oggi il settore ha perso il 70-80% delle vendite e una susseguente ristrettezza di varietà musicale proposta e distribuita dai media, una sorta di appiattimento della biodiversità creativa.
Soddisfacendo sempre più gusti già consolidati non abbiamo nutrito abbastanza la curiosità e la ricerca di forme nuove, la passione e il desiderio/bisogno di possedere l’opera originale che ci piace(l’avvento della pirateria sul web e degli mp3 ha fatto il resto, ma non tutto a mio avviso).
Le major poi si sono trasformate agli occhi dei giovani, in nemici del loro libero divertimento, lasciando percepire il costo del cd o del download legale come illegittimo e spropositato.
Il futuro ora credo sarà sempre più musica live, ma l’assenza di un supporto solido per la nostra musica danneggerà la memoria e il bagaglio del musicista di domani, e già oggi odo giovani suonare del rock senza sapere chi fosse Jimi Hendrix, oppure suonare uno swing imitando qualche house jazz di moda semza avere minimamente idea di cosa sia quella roba.
La copertina, le note sui musicisti e quelle di produzione, le grafiche... tutte cose che ci ammalano di sana curiosità”


Luca Barbarossa si introduce con Neri Marcorè con un siparietto comico simpatico, poi entra Raquel e inizia la canzone, fatta a tre voci ma esattamente uguale a quella di sempre.

primi errori e accavallamenti vocali nelle presentazioni e disannunci.

La Cruz con Nina Zilli, che considero sopravvalutata, scientificamente imitante Mina, ma troppo atteggiata e poca sostanza in fondo, sento, ascolto e... inizia spostandosi dal microfono e quindi azzoppando le prime note, poi una serie di imprecisioni di intonazione e una voce anche afona: o non stava bene o è come dico io.
la canzone a due voci migliorerebbe anche ma la regge da solo Giova.

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tra poco la Bellucci

La
tatangelo(in minuscolo) canta con Errore...
e dico tutto!
La ex di Amici del marito di Costanzo è un’invasata, fa smorfie voci e gesti inquietanti... ho paura che venga fuori dal corpo una BrundleMosca!

Max Pezzali con Lillo e Greg... Gianni non capisce che l’assenza di Max dal palco è voluta e sfiata il numerello.
Iniziano i due Attori cantanti romani, swingano e son divertenti, poi entra Pezzali, la canzone torna normale e un po’ tutto l’effetto sfuma, tranne l’incredibile fermo immagine di Greg.

Tricarico e il coro SiLaSol
la canzone che era nata per lo Zecchino d’Oro torna dai bimbi e commuove un po’ quel coro di voci bianche, il fumetto si colora e scappa via dallo spartito.

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Gianni presenta Monica Bellucci.
Appare impacciato, quasi terrorizzato, eppure nei varietà da lui condotti ha fatto interviste molto più fluide e con personaggi prestigiosi... mah!
Segue ingresso di Robert De Niro e...
il contenuto è inutile narrarlo, ma invece è importante vedere questa intervista perché contiene indicazioni utili per chi volesse fare questo mestiere sulle cosa da non fare: indecisione e zoppìa nelle domande ficcanti e quasi autocensura, poi interruzioni alle risposte e alle riflessioni libere dell’intervistato, incapacità di lasciarsi stimolare una domanda in più, niente ritmo, assenza di spirito, Moccia ai testi.

Scendono dalla scala le due donne del festival... è da denuncia all’ispettorato del lavoro sta rampa Gaeta’ (Castelli)
I Fotografi che gridano e fanno versi animaleschi a De Niro e a chiunque passi sul palco invece andrebbero sospinti energicamente con brevi e ripetuti contatti di poderosi arti inferiori di energumeni predisposti nelle terga!

Giusy Ferreri e Francesco Sàrcina (Vibrazioni)
Ieri lo sfacelo di Il Cielo in una Stanza e oggi... boh, la Giusy deve assoldare un buon vocal coach e un produttore-direttore artistico illuminato!

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Luca Madonia, Franco Battiato, Carmen Consoli: Sicily Power!

Belen cazzia Luca per un anticipo di presentazione, favoloso.
La canzone migliora col tempo, Carmen fa il wa-ea con la sua jazzguitar fender e se le radio la passano Luca è tornato!

Nathalie e L’Aura
Due pianoforti, in realtà due tastiere raffinatissime tecnologicamente incastonate in telai mezza coda, e l’inizio prende corpo e migliora molto, poi si alzano e il resto è del tutto simile alle precedenti esibizioni, resta diagonale e un appesa nel vuoto la canzone!

Di nuovo Robert de Niro
Gli autori sono il vero punto debole del festival, insieme ai tecnici di studio e regia che continuano a disseminare errori e rumori le serate.
La costruzione delle scalette e i contenuti dei testi dei conduttori a tratti sono imbarazzanti.

Alla fine bel tormentone De Niro di  Luca e Paolo!

Roberto Vecchioni e PFM
Beh! “quishti sònano!”(questi hanno notevoli capacità esecutive ed espressive nei loro rispettivi strumenti musicali)
Lucio “Violino” Fabbri: Guitar & Violin
Franco Mussida: Guitar
Patrick Djivaz: Bass
Franz Di Cioccio: Drums & Vocals

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Ecco i Take That
Solito minuto di rumori, ritardi di innesco microfoni, poi i “Prendilo” cantano.
Robbie Williams torna nel gruppo dopo aver fatto fallire praticamente da solo la Emi, e mi riaggancio al discorso sul mercato musicale... soldi dati in anticipo seguendo cose che vanno di moda e che poi non rientrano dalle vendite...

Elisabetta e Belen tentano un’intervista ma i tecnici giocano a tetris con i microfoni, ma che Moccia è salito in regia?

Gianni ricorda che al termie della serata due artisti lasceranno per sempre il palco di Sanremo per non farvi più ritorno; poi si corregge precisando “per questa edizione”, ma io ne avrei un paio ai quali applicare tale veto a vita!

Davide van de Sfroos e Irene Fornaciari
di lei ricordo il potente strillare e la pedissequa smorfia di fastidio in volto, oltre essere figlia d’arte di uno senz’arte: miracolo!

Luca e Paolo eseguono una parodia di Uno Su Mille dedicata alla sinistra, bella l’idea, ma il risultato è meno efficace della precedente dedicata ai due comici di stato. Fatta la par condicio in tutto e per tutto, è chiaro che il problema della destra non è la satira.

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Albano e Michele Placido
Eemende è lebereeee!

Queste rivisitazioni non mi esaltano, PFM a parte, rimpiango la funkOff band, o i 5 minuti extra di jam di Arigliano e i vecchi leoni del jazz!

Modà, Emma e Francesco “Altipiano d’Abruzzo nei pressi della Valle Roveto (Renga)”
Si triplica con Francesco il tono malinconico della canzone, nulla di nuovo rispetto alle versioni precedenti, vivrà di una bella spinta dal pollice opponibile degli adolescenti muniti di apparecchi per la comunicazione remota.

Finiti i Big, riparte la gara dei giovani
prima Micaela, il clone della menopausini, che essendo 17enne deve cantare prima di mezzanotte (ma mi chiedo. Non è ipocrisia sta cosa? Non basta una liberatoria dei genitori? Boh!)
sbaglia molto più della prima volta e conferma v’è nelle parole di Morandi che dice “molto meglio di ieri no?”

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Raphael Gualazzi con Fabrizio Bosso alla Tromba: questo ragazzo compone, scrive. Canta e suona... dai, magari vince!

Roberto Amadè si conferma sul livello della precedente esibizione, mah, non ha molta grinta.

Serena Abrami è brava, ma non pulisce molto la sua interpretazione, sovrastata dalla canzone di Fabi.

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Luca e Paolo: Siamo come Lui, fine, tempi comici, pulizia e parole giuste e misurate eppur sferzanti e toste!

Ancora errori sul palco e in regia, realmente inizio ad infastidirmi, un paccheto ben confezionato, raffinato, scenografato e poi un crescendo di imprecisioni e ritardi che non mi spiego.

Belen canta e balla un bolero e conferma che dovrebbe aspirare ad essere frustata da un Antonello Falqui e magari lavorare spalla a spalla con un Vianello o un Corrado e invece alla fine di tutto questo avrà delle gran scudisciate da... Corona!

Vince Raphael Gualazzi, anche il premio della critica e della stampa, bene! Credo sia il primo pezzo jazzato che vince qualcosa a sanremo, finalmente ci siamo convinti in Italia che The Music non è la musica del diavolo?

Gianni imbarazzante: “ti ha dato una mano anche il tuo amico musicista”...
Ah Mora’, mo’ te cito pe’ diffamazione conto terzi: Fabrizio Bosso, so’ tre giorni  e ddai!!
Verso la fine delle serate il Gianni nazionale non ne prende più una, si stanca, i testi sono brutti e poco intuitivi e non riesce ad andare a braccio, ma oramai va bene così!

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Riappare tutta la squadra per annunciare gli esclusi.
Ci deve essere un vento tremendo in sala, sembra New Orleans, i microfoni rumoreggiano e frusciano!

Allora alla fine escono Tricarico e Max Pezzali, ma i loro nomi giravano in rete una buona mezz’ora prima della diretta...
Notte
a domani!

 


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 20/2/2011 alle 2:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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