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Diario


16 febbraio 2012

Sanremo 2012 prima serata

 

 
Cosa ci aspettiamo da questo Sanremo?
Cosa crediamo possa dare di diverso Gianni Morandi ad un impianto comunicativo collaudato, di successo, anche se ancora in massima parte incompreso, e relativamente a basso costo?
Io attendo essenzialmente le canzoni, è a questo che hanno lasciato intendere vogliono dare peso e lustro, più che a ospiti freddi ai quali chiede se piacciono spaghetti e donne o uomini italiani... al di là di budget risicati.
Quindi mi attendo colori e scene votate all’esaltazione di testi e musica.
Mi attendo i ritorni a spot nelle varie puntate di Luca e Paolo, delle due ragazze, anche per sostituire l’infortunata Ivanka, le novità di Geppi Cucciari e i duetti del giovedi e... insomma attendo.
E lo faccio tendendo all’equilibrio e cercando l’equilibrio in ciò che sentirò.
Equilibrio tra vocalità e parole, tra melodia e ritmo, tra composizione e arrangiamento...
Vediamo.
Inizia la prima!
 
Anteprima
Ricalca lo schema dell’anno passato con le riprese “involontarie” e da telecamera a spalla o seminascosta del back stage nell’immediato preserata: telefonate rapide, camerini, voci confuse fuoricampo, ansie e tensioni, auguri e inboccallupo... poi la voce che chiama tutti sul palco, via!
 
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“...la pubblicità del superenalotto con la canzone di Cutugno è quanto di più tremendamente aderente alla realtà e nel contempo deprimente manifestazione della regressione morale, culturale, creativa degli italiani...”
 
Apertura secca senza fronzoli su Luca e Paolo che iniziano una gag musical-parodistica sul confronto ieri e oggi festivaliero.
Rimpiangono i vecchi tempi con un satira semplice e diretta dedicano ai comici soli dopo l’avvento del governo tecnico...
(malamusica?)
Ora ricordano Benigni dell’anno passato e salgono anche un po’ di livello nell’imitazione a due voci tra i sinonimi del toscanaccio per la gnocca e il pupparuolo.
Ora a ruota libera funzionano ancor di più e chiudono con un Va Pensiero ironico e con un aggiuntina di “zebedei” finale!
(malamusica?)
Forse ora entra Morandi, intanto anticipano la presenza di Celentano il “noleggiato” e lo sfidano a gara di silenzio con countdwn e applausi.
(malamusica?)
Passeggiano qua e là, entra una lavagna, scrivono: “Adriano avevi sbagliato, La foca ha rovinato il paese...”
Girano la lavagna e
“Signore e signori Gianni Morandi!”
Entra Gianni
Luca e Paolo son stati bravi, ma se fosse stato un varietà normale nulla da eccepire, in realtà credo che come in me ancor più in un medio avventore che aspetta le canzoni il lungo intro dei due comici deve essere risultato appena piacevole solo grazie alle risate, ma comunque probabilmente prolisso e disorientante.
(malamusica?)
Prendono in giro Gianni per i suoi impacci e lanciano finalmente il festival
Attendo anche l’apertura dell’astronave di Castelli (ma ci sarà qualche altro scenografo in Rai?)
Eccola! Bello l’inizio con la semisfera illuminata e colorata sul palco, si apre e al fine del movimento scenico risulta forse troppo glaciale e “lontana dal focus scenico.
Balletto di “indovinaunpo’Ezralow” (anche Andrea Vianello si chiede se c’è un altro coreografo su piazza)
Poi lancio della pubblicità...
(malamusica?)
Intro su intro... ancora non si sa se inizia o no sto Sanremo (Mazzi, qui la colpa è tua che sei il Dir Art)
Giro gli altri canali per vedere che contro programmazione c’è:
Criminal Minds
Ballarò
Wild
Un Film con Clint
Vabe’ dai...
 
Sanremo!
 
Attacco l’impianto audio “serio” e finalmente inizia la musica...
(malamusica? Eccola!)
 
- Dolcenera – Ci Vediamo a Casa
 
Com’è bella ‘sta ragazza, e ora che se n’è accorta anche lei lo è anche di più... fa un po’ troppe boccacce quando canta ma vabe’!
La canzone mi appare all’orecchio un po’ “normale”, contrariamente alle sue solite un po’ slegate da schemi canonici almeno in apparenza.
Le strofe lente e il crescendo del ritornello con cassa in quattro con i bassi che pompano non è malaccio, potrebbe crescere se cresce l’intensità d’interpretazione e l’ascolto nelle orecchie del pubblico. 6
 
Gianni aspetta il suono di fine voto e spiega, presentandola, che la giuria in galleria è formata da gente che asciolta abitualmente musica... Voglio i nomi e cognomi!!!
 
- Samuele Bersani – Un Pallone
 
Si presenta con i suoi ipergraduati occhiali neri e un paio di scarpini da calcio ai piedi.
Samuele ha più di una forma canzone che pratica abitualmente.
Qui a Sanremo ha già portato la ballad lirica e crescente, ora arriva con il suo stile filastrocca molto verboso ma fluido, fitto di mezzenote l’andamento melodico e qualcuna forse non la centra perfettamente, ma le paroile rotolano lungo la canzone, raccontano sempre come fa lui chiaramente senza esserlo... dovrà più di altri lavorare le orecchie dei giudici e del pubblico ma rischia ed è bravo. 6 ½
 
Il Sistema di voto si blocca  come il collo della sfortunata Ivanka e urlanti i giurati fanno comprendere che non sembra facile il riavvio: arriveranno fisioterapisti informatici?
Poi Gianni presenta Rocco Papaleo che entra sulle note del mitologico serial tv Stanford & Son.
Il Concetto di ritmo di nella conduzione di Morandi è fermo a quello dell’auto anni ’80!
Il sistema di voto è ancora bloccato
 
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Gianni presenta Noemi e scomoda Billie Holiday, ci toccherà ora spiegare a milioni di ascoltatori chi fosse, intanto parte la canzone...
 
- Noemi – Sono Solo Parole
 
Saluta. Il suo rosso non è molto televisivo, va oltre Biscardi.
L’autore Fabrizio Mori si riconosce subito, non è Bindi e neanche Fossati, al suo forse quinto pezzo composto sembra già copiarsi e l’errore della pur brava cantante sta più o meno tutto qua.
Lei interpreta bene, con intensità e tecnica la canzone che ha un suo crescendo ma non si stacca dall’imitazione del “vasco-style” che è abusato anche all’originale oramai, e risulta un po’ ripetitiva sul finale. 6
 
- Francesco Renga – La Tua Bellezza
 
Attacca come un pezzo dei Coldplay, poi inizia a cantare con quelle sue vocali arrotondate e gonfiate e stacca ulteriormente la voce dal brano, più di quanto già noi italiani non si faccia per sciocca abitudine forse derivante dalla tradizione melodrammatica.
Mi torna in mente la frase utilizzata nella presentazione “...melodia italiana e rock...”
Ma cos’è sta melodia italiana nel pop?
Prima o poi tenterò di spiegarmelo-velo.
Sulla strofa soffre di difetti compositivi, sul ritornello si coldplayzza troppo senza originalità.
Soddisferà i suoi fan più fedeli, ma non si stacca da un... 5
 
- Chiara Civello – Al Posto del Mondo
 
Un pezzo Tango’s Flawour si lega molto bene ai suoi lineamenti forti, da un bell’impatto globale a chi non la conosce.
Io però la conosco, ho i suoi album e mi chiedo perché non si è scritto lei la canzone?
Non ha carattere, musicalmente non ha nessuna delle sue particolarità ben evidenti nei lavori precedenti.
Il suo canto dietro le note “esatte” del pop-e-basta risulta costretto e poco fluido, questo si migliorerà con l’andare del festival , ma la canzone sembra non andare molto oltre.
Mi aspettavo una Ivan Segreto in gonnella, mi ritrovo i Matia Bazar?!
Peccato. 5 ½
 
- Irene Fornaciari – Grande Mistero
 
Anche qui si scomodano nomi come Janis Joplin e Aretha Franklin per presentarla, come se queste fossero solo un lungo preludio a ciò che la figlia del più noto plagiatore del pop italico saprà darci da oggi...
Poi però inizia a cantare e rimette subito a posto le cose.
Canta con le “E” come le voci radiofoniche di “tuttoilcalciominutoperminuto” una canzone nata per essere suonata con lo stile a quattro chitarre e scantonamento festaiolo, qui pompa l’orchestra e si raffina l’arrangiamento, ma non dice nulla e lei non si comprende perché sia tra i big, questo si un grande mistero. 4 ½
 
Pubblicità, vedo Giorgia Surina e mi innamoro!
 
Rifletto su ciò che ho visto finora e mi sembra un impianto non errato nell’idea, asciutto e legato alle canzoni, se non fosse per quell’intro prolungato e diviso in due tre parti che si rincorrevano e non terminavano mai.
Gianni come l’altro anno pare sempre non sapere dove andrà a parare il suo partner sul palco e perde sempre il ritmo spalla delle gag.
Le canzoni sono medie direi, senza le cretinate degli anni ’80-’90, ma ancora neanche un pezzo che spezzi qualcosa sul palco.
Alcuni sembra debbano decisamente migliorare con le prossime interpretazioni, altre par non si elevino mai da un pur ottimistico 5...
 
Celentano!
Guerra, rumore di bombardamenti ed elicotteri, effetti video evidentemente aggiunti e quindi non della stessa qualità delle scene e delle luci dello show.
Lui appare al centro tra i ballerini... in silenzio!
 
Poi parla...
Non comprendo bene dove vada a parare.
Poi canta
“tu, troppo stupenda ma come fai ad essere così”
Poi parla ancora...
 
Il Bello di Celentano è sempre stato quello di replicare l’ovvio rischiando la banalità ma entrando in modo semplice nei concetti base, scolastici ma in qualche modo importanti della gente.
Il Brutto è spesso che incappa in cose importanti e le trasforma in ovvie
Il Bello è che comunque cerca il bello e buono
Il Brutto è che a volte stimola giudizi distaccati e distratti sottovalutanti i temi trattati.
Il Bello è che è unico.
Il Brutto è che non è vero, purtroppo di ovvi personaggi scontati che senza rischiare nulla però, offrono e svendono l’ovvio celando ben altri importanti valori ce ne sono troppi e... non fanno i cantanti!
 
Si allunga, sembra perdere il filo, attacca dei giornali facendo autogol: lui che combatte i poteri che censurano e bloccano iniziative, censura alcuni che evidentemente non scrivono come lui vorrebbe...
Tutto fuori tempo, gli interventi di un poco credibile Pupo, di un imbarazzato Morandi che deve fare da spalla a temi no-global ad Adriano e uno spaesato Papaleo che avrebbe volentieri curato la regia de sto casino se glielo avessero chiesto, data la bolgia infernale che ne sta venendo fuori.
 
Ora canta un po’ di Rock&Roll ed è molto meglio.
 
Misatantochè darà una bella mazzata al gradimento e all’auditel, se non oggi alle puntate a venire: la montagna ha partorito un fastidiosissimo topolino.
 
Pubblicità!
 
Ricomincerà la gara, finalmente si deve dire perché stavolta l’intervento del personaggio di punta non ha dato le sensazioni di Benigni o di altri negli anni passati. Gli argomenti trattati c’erano e sarebbero stati fonte di un bel pezzo, ma serviva scrittura, regia e un fine dicitore. Adriano altrimenti avrebbe dovuto metterla sul giocoso, ma non l’ha fatto.
Il Pubblico credo abbia sopportato il peso dell’evento, non ne ha percepito il messaggio e forse ne subirà solo gli effetti collaterali.
Abbiamo probabilmente assistito alla fine televisiva di Celentano?
 
Domani Fluidità, equilibrio, leggerezza e musica, gli unici semplici ingredienti per uscire dal gorgo.
 
- Emma – Non è l’Inferno
 
Bella Emma, presenza fisica e tonicità.
Sta bene in minigonna e tacchi e la postura aggressiva che assume aggrada!
La canzone dal tema sociale almeno fa dimenticare il pianto neoromantico dell’altro anno, però anche questa non spicca per originalità, sfrutta tutta la fisicità interpretativa della ragazza, il testo arriva, non è certamente Bennato e neanche De Gregori, ma per il pubblico giovane che vorrebbe raggiungere è un buon pezzo.
Si poteva fare qualcosa di più a livello compositivo e di arrangiamento. 6
 
- Marlene Kunz – Canzone per un Figlio
 
Il brano inizia morbido ma con un bel sound pieno.
I fiati in registro basso e gracchiante si appoggiano molto bene alle sonorità rockeggianti di questo middle-tempo portandolo verso il R’n’B.
La linea di basso ammicca al suono cool degli Zero7 ultimo grande gruppo acidjazz di fine ’90 inizi 2000.
Il groov potrebbe essere esaltato ancora di più ma poi risulterebbe esageratamente distante dalle sonorità abituali di Sanremo e va bene così.
È il pezzo che mi è piaciuto di più fin’ora. 7
 
E alla fine arrivano le “gnocche” tanto reclamate da Rocco, sdrammatizzando l’infelice idea di contattare la Ecclestone(esempio che la lobotomia genetica è presente anche nel resto del mondoi) e l’assenza dell’ultima rimasta per motivi di salute improvvisi.
Belen scende cantando...
Anche la Canalis e quindi è playback!
Disimpegnate e leggere, sembrano più sciolte, anche se Belen appare fuori misura e il suo sottovalutare la cosa a volte infastidisce.
 
- Eugenio Finardi – E Tu Lo Chiami Dio
 
Il buon vecchio Finardi torna a Sanremo dopo anni di tour semiacustici a suonare blues-rock.
Qui si presenta più melodico con un tema cha ha il difetto di risultare abusato anche se non lo tratta nessuno prima di te...
Più sintetico nei testi di altri, una melodia incerta che forse ha bisogno di più ascolti ma il brano nel complesso mi appare più adatto agli anni ’70-’80 e non tanto per la musica o l’arrangiamento, ma proprio l’insieme parole-musica appare fuori dal linguaggio musicale odierno e quindi faticoso... non tanto per me ma per chi dovrà esprimere voti o acquistare un disco. 5 ½
 
- Gigi D’Alessio e Loredana Bertè - Respirare
 
Ueh! Parte Funky Gigi!
Però “...Formolo on momontooo...” frena tutto quasi subito!
Loredana fedele a se stessa è inascoltabile e inguardabile, e non si tratta di giudicare l’invecchiamento di una star, è proprio la scelta di trucco e parrucco, lo stile e l’impatto che da che distoglie dalla canzone quasi più della sua voce afona!
Incredibilmente Gigi sembra aver azzeccato un pezzetto leggero e cantabile senza troppe inflessioni neomelodiche, ma poi lo da in mano a lei e diventa un ruggito post digestivo.
Operazione Salviamo la Bertè 2.0 quasi riuscita comunque. 5
 
- Nina Zilli – Per Sempre
 
Se la tira più di una modella alle prime sfilate quando torna nella sua comitiva al paesello.
Tanta, troppa Mina, anche se non fa che negarlo.
Mineggia le prime note anche con la mano sinistra, poi attenua i gesti.
Il bridge e il ritornello appaiono davvero un brano di Mina.
Il pezzo non è male ma è anche l’unico che non appare totalmente originale fin’ora. 5 ½
 
Rocco Spezza la sequenza di canzoni con un monologo di buona scuola, ma con un “fanculo” di troppo e dopo i tre-quattro cazzi fioccati qua e là stasera, forse si poteva evitare... oppure proprio per questo non farci neanche caso.
Stile comunque totalmente differente da Luca e Paolo, ma il pubblico sembra aver capito bene, segno che Papaleo giunge al pubblico da buon animale da teatro, oltre che da cinema!
 
- Pierdavide Carone e Lucio Dalla - Nanì
 
Dalla dirige.
Inutile dire che tutti ci aspettiamo faville dal bolognese più famoso della musica italiana.
Waltz già affrontato in questa forma  Dalla-Style richiama a tratti “Canzone” e le ultime produzioni di Lucio.
Non è male, il ragazzo canta abbastanza ispirato.
Forse un po’ lontanno da suo di stile più vicino a Rino Gaetano.
Un altro pezzo che soffre dopo un solo ascolto, potrebbe inserirsi tra i migliori 6 ½
 
- Arisa – La Notte
 
Sembra la prima volta in vita sua che vede un certo numero di scalini davanti a se, manca poco che appare un sottotitolo personalizzato che glieli descriva con le istruzioni per affrontarli.
Lei lascia la filastrocca da cartone animato stavolta e canta serissima.
La sua voce è capace di grandi interpretazioni ed è quasi impossibile sentirla steccare.
La difficoltà per lei come per molte nuove interpreti, sta del dare peso ad un inedito così come riescono a volte a darlo ad uno standard o una cover.
Ballad che anche qui non aggiunge molto al panorama come originalità compositiva, ma resta abbastanza in mente.
Lei però è troppo “usignoleggiante” e scopre un testo troppo Gigi D’Alessio prima maniera.
Se sporca un po’ l’interpretazione e le dona intensità potrebbe salire un po’. 5 ½
 
Incredibile! Siamo giunti all’ultimo artista in gara...
Un gruppo
 
- Matia Bazar – Sei Tu
 
Attacca che nella metrica sembra un pezzo di Edo Bennato.
Ma come arriva il ritornello... penso... penso... e...
“Addio alle Armi” di Mario Venuti da “Recidivo”.
Un richiamo, non appare come un plagio, per carità, ma la canzone scivola via senza infamia e senza neanche lodi sperticate. 5+
 
Alla fine si comprende che il sistema di votazione si è bloccato e non è ripartito più e quindi Gianni, tra le grida della giuria, annuncia che domani ricanteranno tutti e si elimineranno 4 big e non più 2.
 
Insomma...
Se avessero curato con più criterio l’intro, nel ritmo e nella sequenza, e se avessero avuto il miglior Adriano bello sul pezzo, e non il peggiore che si ricordi smarmellato a caso qua e là nei 40 minuti che si è preso alla serata...
Sarebbe stato buono come inizio.
 
Scenografia sempre più glaciale, ma dall’effetto iniziale suggestivo.
Luci e sound dell’orchestra buoni.
Canzoni certamente non esaltanti come invece avevano annunciato, ma sono certo che le orecchie di tutti, anche le mie, hanno sofferto più di altre volte una sorta di straniamento dalla serata per i succitati motivi di forma e contenuto di alcune parti dello show.
 
Alla fine quindi è risultato spezzato, lungo nella percezione al pubblico più della reale durata, le canzoni si sono perse e l’umore si è secondo me alterato dentro e fuori dal palco.
 
Domani assoluta fluidità ritmica delle sequenze di cantanti e di intrattenimento, stachi pubblicitari che non somiglino più a “tackle da dietro di Materazzi” come da Twitter suggerivano e: “...se l’ammazzano fanno pari!”


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 16/2/2012 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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