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Diario


1 ottobre 2008

nuovi sogni autunnali


... intanto vi piace la copertina?
Nighty


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 1/10/2008 alle 21:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


31 maggio 2008

Intro quattro... e ultimo

Se Rinasco Suono Il Basso 

Intro

Sono un carabiniere!

Vivo in una tranquilla località del Centro Italia, le mie giornate di lavoro sono condite di controlli e pattuglie di “cortesia”, di ronde di saluti mattutini e appostamenti per qualche piccolo pilota fatto in casa che sceglie le curve della S.P.43 per provare freni, ripresa e tenuta di strada della sua auto…
Si vive di turismo da queste parti, e quando per anni vedi migliaia di persone alternarsi di settimana in settimana lungo queste strade, senza conoscerne e riconoscerne alcuna, non percependo il contributo di tanta umanità allo spessore dei tuoi sogni e delle tue soddisfazioni… un po’ perdi la capacità di credere all’esistenza, all’improvvisa ed illuminante manifestazione di valori più profondi di quelli che riesci a sfiorare per pochi giorni sull’epidermide di questa gente.
Sono fermo ad un appostamento a pensare alla primavera che avanza, alla residua umidità dei ricordi dell’intensa stagione invernale, quando sbuca uscendo dalle mie spalle, sullo svincolo di entrata ai prati bassi, contromano, uno dei ragazzi che lavora in un grande albergo della zona. Fischio con un ritardo dovuto allo stupore di tale abbaglio.
Si ferma un po’ distante, lo raggiungo accompagnandomi con gesti enfatici.
- Ma che cazzo fai?
- No… scusa… ma mi sono fatto male in cucina e andavo al pronto soccorso.
- Mi dispiace, ma se imboccavi il lato giusto non perdevi mica tempo?… E soprattutto se passava qualcuno e svoltava per i Prati Bassi facevi ‘na strage: ti devo fare un verbale e togliere un po’ di punti dalla patente.

Mentre mi passa i documenti mi racconta lo sventurato fatto: praticamente si sveglia tardi per le colazioni, si becca un cazziatone, si incupisce, si accanisce con un cazzotto contro una porta, la sfonda ferendosi la mano e addebitandosi un salato conto per la riparazione, prende l’auto per correre a medicarsi la profonda ferita, passa in contro senso, poi la multa e una bella scalata di punti dalla patente…
No! Il ritiro della patente:
- Ragazzo, hai solo tre punti sulla patente, devo ritirartela!
- Ma che cazzo! Ma allora sei proprio uno str… esagerato! Come ci vado a medicarmi? E che cazzo!
- Senti, sei un po’ nervoso quindi ti consiglio di stare in silenzio e farti accompagnare comunque… per evitare che ti metta in altri guai.
Ammutolisce.
Risale in auto, fa manovra per tornare verso l’albergo e io un po’ sorrido.
Questi sono i casi che devo sbrogliare da queste parti: un po’ di grida nervose, guida scellerata e nervosismo giovanile… ci si può aggiungere qualche ubriaco molesto a capodanno e qualche tamponamento scivolato via dal ghiaccio delle strade invernali.
Non avrei mai pensato di incappare in un fatto degno di essere raccontato, oltretutto la mia misurata e limitata competenza con il racconto o la parola scritta si appoggia instabile alla stesura di rapporti e denunce.
Certo che la fama di illetterati e “tonti” che abbiamo noi carabinieri in Italia è inferiore soltanto a quella dei Belgi in Olanda… o all’infamia degli avvocati nel mondo anglosassone, ma si sa: ogni storia è unica e ha un suo passo lungo il tragitto che la vita le propone, e ogni tragitto risolve i traguardi in modi assolutamente singolari.

Io immaginavo il lavoro delle forze dell’ordine come un film di Starsky e Hutch: ero solo un bambino. Poi quando partii militare sotto l’arma, volevo soltanto fare un servizio militare meglio pagato e più onorevole, ma la passione tornò: firmai e continuai la carriera. Certo non sono diventato generale, e non comando una caserma a Roma o Milano… non comando proprio nulla: sono qui a Pietracamela, tra le montagne teramane, in mezzo a duecento anime che odorano ancora di legno di faggio e pascoli d’altura, anche se hanno i figli all’università e gestiscono attività legate al turismo più che mandrie di bestiame…
E anche io oramai ho un figlio che studia scienze ambientali, che vedo solo un paio di fine settimana al mese, che mi vuole bene e… una moglie che si è innamorata dei silenzi e della pace di questi posti, così che non ho esitazioni nell’affermare che… sto bene.
Cosa costringe il mio palmo destro a chiudersi intorno ad una penna, e a muoversi lungo i ghirigori calligrafici che la mia memoria e le mie emozioni sputano sui fogli bianchi che ho dinnanzi?

Una storia…

Una piccola, sconosciuta e silenziosa storia, che non aveva desiderio di gridare a nessuno la sua presenza, ma che una notte la casualità della vita ha spezzato improvvisamente cacciandole in gola un urlo sordo!
Un uomo giovane e incompiuto.
Un ambiente che non sembrava trattenerne le tracce… quelle tracce di vita, armonici di pensieri e idee che invece mi hanno colpito al ventre e stordito la mente sedentaria.
Il mio lavoro, oltre che rapportare e relazionare i fatti, mi ha permesso di raccogliere testimonianze, dati e date, immagini e pensieri, poi terminato tutto, ho deciso di radunare, ordinare, rendere più leggibile e percettibile ogni cosa e omaggiare la storia e l’uomo.
La vicenda si tingerà del nero della notte subdola che l’ha generata, dei diari di “Lui” e i loro incroci inaspettati con le mie divagazioni lungo l’indagine; gonfierà il petto degli scritti rari ed imbarazzati di “Lei” e della splendida testimonianza di un suo vecchio amico incontrato, ancora una volta, per caso.

Ciao a tutti, ci si legge ad Ottobre.
Nighty

Ah! Se siete stuzzicati dall'idea di passare qualche giorno nel Parco Nazionale d'Abruzzo... a Bisegna... scrivete pure qui: bisegnabb@gmail.com


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25 aprile 2008

Sergio Caputo

 “Disperatamente e in Ritardo Cane”

Sergio e la sua musica, inarrivabile per il suo originale insieme di profondità, complessità eppur semplice ed orecchiabile.
Sergio e il suo Jazz, il suo swing, il suo pop-jazz, e il brit-pop… prima del jazz, lo swing, il pop-jazz e il brit-pop nelle produzioni e nelle classifiche italiane.
Sergio e i suoi testi-mini sceneggiature cinematografiche.
Sergio e i suoi incubi-sogni-esperienze reali, liberati in canzoni memorabili eppur troppo spesso dimenticate dalle antologie, dalla stampa, dalle radio e le televisioni.
Sergio e i tour complicati, odissee di hotel di provincia, orari impossibili e luoghi sconosciuti.
   Sergio e lo Star-system italiano anoressico;
      l’alcool e i suoi casini personali;
         la voce che va e che viene;
            le voci che lo rincorrono;
               il successo che morde e fugge;
                  l’America;
                     la musica… di nuovo;
                        e…
Parole nuove, amici dal web e piccoli tour house-made.

Ora Sergio Caputo è un romanzo, discretamente autobiografico, incredibilmente aneddotico e curioso, fantasioso e ironico.

Scrive di un suo Alter-ego credibilissimo.
Fantastica di storie ed imprevisti che gli ingarbugliano l’esistenza di per sé già sufficientemente intricata e difficile.
Snocciola le sue memorie, i suoi pensieri, le passioni vecchie e nuove e…
Il lettore scoprirà la fluidità di un racconto, che senza mai pesare sulle sue gambe, lo porterà avanti e indietro nella storia del costume e della musica Romana: i suoi locali, le strade, la gente, la vita più o meno recente della città che ha visto germogliare il genio creativo di Sergio dalla pubblicità alla musica d’autore.
Scoprirà come è reale, possibile e piacevolmente libero, il suo trasversale, politicamente ed artisticamente, modo di attraversare e vivere mode, esperienze e passioni: il “trinkangolo”, la notte romana, le donne e gli amici, la famiglia e i figli, i soldi e la stanchezza.
Poi c’è l’eterna lotta con la propria personalità che lo incalza di domande scomode, richieste molto più pesanti di quelle di qualunque pur esigente compagna, curiosa più di qualunque talk-show gossipparo.
Il romanzo ti prende, ti sorprende, corre via con un filo di gas e ti lascia con un imprevedibile imprevisto finale che… ti viene voglia di ricominciare (io l’ho appena ripreso)…
Sicuro che, da qualche parte, tra quelle pagine, il “libro magico” cambi direzione.

Grazie Sergione!
E ora a quando il tuo progetto musicale in italiano che da circa quattro anni giace sospeso?
…E quello in inglese?

Ci vediamo a Luglio dal vivo e sempre nelle nostre orecchie e nei nostri cuori.
Nighty-Salvelox


    Sergio Caputo
“Live at Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi”
    
Rome 07-04-2008


Sergio arriva sul palco.
Boato!(
Sala piena, senza pubblicità e tutti paganti…)
Lui ringrazia sempre ondeggiante tra l’impacciato, il distratto e il felice essere lì.
Inizia con la sua splendida Gibson.
Entrano i compagni di viaggio (stavolta manca Nannetti)…
E…
Un’ora e mazza di musica che fa sognare anche e soprattutto quando inciampa nella labile memoria dei testi, anche quando si distrae nell’intonazione e la voce che migliorano sempre da metà concerto in poi.
Esalta con cavalli di battaglia inevitabili e noti, come quelli imprevisti chiusi per troppo tempo nella memoria più intima di chi li ha sempre amati (“Lontano Che Vai” e “Quando Un Amore Va” su tutti!)
E poi… hai voglia a chiedere “Night” o “Il Pianeta Venere” o…
Dovrebbe suonare 8 ore di fila!
Solo Sergio potrebbe permettersi di suonare i suoi album praticamente al completo senza cadere mai in qualità, intensità, piacevolezza e orecchiabilità.
Saluta forte dopo il bis e svanisce nella notte radioattiva…
Io intanto scoccodrillo 42 Lacoste e aspetto la prossima volta.
Cia’
LibereFrequenzeNotturne



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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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