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Diario


1 marzo 2008

Senza Filtro Sanremese 2008, 3° step

Del giovedi e venerdi.
prima serata
seconda serata

Ricordo quando Bonolis annunciò che la novità più grande del suo festival sarebbe stata la serata delle rivisitazioni libere delle canzoni in gara…
La prima cosa che mi si aggrappò al volto fu un sorriso soddisfatto per l’attesa di ascoltare un po’ di “svisate” e riarrangiamenti che avrebbero mosso le di solito statiche armonie e melodie sanremesi, ma anche una domanda incavolata e delusa: “perché in Italia si deve specificare in un momento e in un luogo preciso, quando “suonare e cantare liberi nello stile e nelle formazioni?”
E a quella domanda non trovo risposte certe, perché solo in Italia esiste una dicitura “leggera” per la musica, e questa dicitura obbliga i “nostri” a rispettare canoni, sequenze di accordi, frasi e melodie, oltre che suoni, strumenti ritenuti “leggeri”.
Quindi ogni anno da allora io attendo con curiosità la serata dei duetti, ma anche con la stessa disillusa delusione per il solito non comporre-non creare che attanaglia molti dei nostri cantanti e autori.
Poi nel tempo come sempre in Italia, fatta la legge, trovato l’inganno: c’è chi si organizza e invece che rivisitare, esplodere in suoni e atmosfere diverse il proprio brano, assolda prezzolati star internazionali per promuovere il pezzo alla vittoria, oppure appoggia altri artisti esclusi o con dischi in uscita, sfruttando la vetrina sanremese, ma in realtà dietro al “duetto” troppo spesso non c’è nessuna idea di suoni, di libertà stilistica o di desiderio di jam session, ma soltanto mera ipocrisia e calcolo economico.
Quindi del giovedì, senza elencare una per una le performance dei cantanti in gara, mi sento di evidenziare i Neri Per Caso che tornano in modo più sciolto, più capaci anche nelle variazioni e nell’improvvisazione (li vidi dal vivo durante le loro prima vita ed erano “cantanti a memoria”, bloccati e prevedibili) con una Mietta molto convincente quando affonda mani e piedi nel soul e R’n’B.
Poi Stefano Di Battista perché è giusto ricordare che i migliori musicisti del mondo sono in Italia, solo che devono emigrare all’estero perché da noi esiste la ghettizzante definizione “musica Leggera”!
Tricarico è grandissimo proprio nelle sue indecisioni vocali e nella espressivissima inespressività, tutto ciò che si ascolta e si vede fa parte integrante della sua opera ed è un antidoto alle falsità ipocrite e inascoltabili di D’Alessio-Tatangelo & C.
L’Aura riesce finalmente a convincermi, come speravo dopo l’indeciso primo ascolto. Il testo non è musicale e quel “…c’è qualcuno là, c’è qualcuno là…” e il “basta” non suonano, ma il brano suonato carico e con le dinamiche giuste ha convinto molto di più anche la timida giovane cantante che mi è apparsa molto più convinta nelle sue modulazioni(grandi i Rezophonic e… quanto sexy è Cristina Scabbia???).
Comunque risulta, quella del giovedì, la vera serata varietà musicale, la più televisiva, oltre che la più musicale, i ritmi sono migliori perché dipendenti quasi solo dalle esibizioni, e gli ospiti e le curiosità non mancano perché già nel DNA della serata!

Venerdi sera la palla passa ai giovani.
Si confermano tutte le impressioni del primo ascolto, forse a sorpresa molte imprecisioni di intonazione in più, anche dai gruppi e i cantanti più convincenti (Ariel non ne ha presa una, eppure è forse la più dotata vocalmente… boh!)
I superospiti (che non dovrebbero esistere secondo molti, perché italiani e quindi da presentare in competizione), danno però la misura della differente capacità di tenere il palco e la voce.
Finalmente Giorgia è tornata! Dopo anni in cui sembrava afflitta dalla sindrome della Pausinosi Acuta, negli ultimi tempi sembra tornata ad affrontare atmosfere soul-jazz e a prodursi in sonorità più personali… e guarda un po’… ha più successo e sta risfoderando una voce, una sensibilità espressiva ed un’efficacia uniche e forse superiori anche alla sempre brava, ma altrettanto glaciale Mina!
Lacrime vere su “The Man I Love”!!!
Jovanotti è animale da palco
, si è costruito una cultura musicale che gli permette di provare ammirazione e curiosità per Endrigo e Lauzi, ma anche invitare Ben Harper e avvicinare i più grandi musicisti mondiali con convinzione e collaboratività. Bravo e basta! Poi tutto ciò che penso su
Lorenzo è Qui(con commento originale del Cherubini)!
Ben con due dita e un filo di voce ammutolisce l’ignoranza musicale che attanaglia le deboli regole leggere dell’italietta canora.
Mannoia senza voce canta meglio di tanti urlatori
, Sally è perfetta con i musicisti jazz che la accompagnano… Sempre più misurata e sensibile, cresce nonostante sia più che affermata, umile e curiosa!
La canzone di Sergio e da brividi e mi fa incazzare quanto tempo sono stati ritenuti vecchi e fuori moda personaggi come Lauzi, Endrigo, Bindi, Kramer, Rota, Martino, ecc… Quando invece i loro omologhi francesi, inglesi o americani sono portati in trionfo, studiati e apprezzati proprio dai nuovi e rivoluzionari autori musicali!!!
Morandi e Pooh non li commento, non sono tra i miei preferiti, ma come non notare l’entusiasmo e la passione che riescono a trasmettere a 60 anni, quando molti dei nostri “giovani” dimostrano stanchezza e assuefazione a modi, mode e stilemi preconfezionati?

I Giovani quindi vengono votati da Moccia(che ha l’aria di attendere l’ultima puntata dei Gormiti, o dei ragazzi del muretto, e di premere il tasto del voto solo come riflesso alle gomitate di Claudio Cecchetto), Sara Felbhaun(Che si atteggia a intenditrice, con un’aria distante ed infastidita!), Alessia Filippi (che è una nuotatrice…), Nicolas Vaporidis (che è un attore che sembra la prima volta che ascolta una canzone), e finalmente Claudio Cecchetto (non nuovissimo, ma sicuramente con l’orecchio allenato sia ai vechi che ai nuovi suoni).

Il risultato è che vincono i melodici americani Sonohra, si piazza il ragazzino col pezzo dell’uomo qualunque… e per fortuna vince un premio critica la filastroccante e divertente, ma non priva di significati, canzone dei pittoreschi Frank Head.

Stasera forse vincerà la Tatangelo, che ha pagato profumatamente la sua partecipazione, l’ha condita con un pizzico di falsi scandali e spropositate attese verso il pezzo più sciocco della kermesse, ha avuto prime pagine, appoggio da prima fila dell’immeritatamente famoso compagno, “convinto” con centomila euro, Bolton a dichiarare che il pezzo l’aveva conquistato subito (il naso del cantante si è allungato talmente tanto che per la prima volta nella televisione italiana è stato usato il morphing video in diretta!!!)
Forse vincerà Gio’ Di Tonno perché sembra arrivata l’ora della consacrazione dell’autrice Nannini(che a me non esalta mai: fa la rockettara da sempre, ma nei suoi pezzi più movimentati è banale e ripetitiva, risorge puntualmente con brani melodici… quindi? Perché Rocker?).
Forse potrebbe anche spuntarla Cammariere o Gazzè (i due brani più completi e meglio prodotti)…
Sicuramente non ce la farà l’inafferrabile Tricarico, ma spero ce la faccia dal vivo e nelle vendite.
Venuti è forte, i suoi dischi hanno una continuità e un suono invidiabili, ma non credo che sarà tra i primi… sensazioni!
Grignani non mi ha esaltato, i suoi primi due album sono tuttora irraggiungibili anche per lui.
Mietta avrebbe dovuto presentarsi con un pezzo più vero, più black (la sua performance al dopofestival è stata illuminante)…
L’Aura non è venuta per vincere, ma per togliersi almeno parzialmente l’etichetta di nicchia che le hanno appioppato, spero ci riesca.
Gli altri non mi hanno stimolato nulla oltre ciò che ho scritto per le loro prime esecuzioni.
Ah!
Nelle giornate del Giovedì e Venerdì c’è forse la soluzione del festival di Sanremo per il futuro: si potrà “copiaincollare” all’italiana…. Oppure svilupparne un prodotto nuovo, stimolante, live, popolare e di qualità…
Chissa?!

Nighty


18 febbraio 2008

L'ultimo di Lorenzo

Jovanotti
Safari

Primo ascolto
Il pregio-difetto di Jovanotti, quindi inevitabile, pericolosamente sostituibile e quindi non consigliabile, è l’orizzontalità delle melodie, figlia della cultura autodidatta da turista della musica che il vecchio ragazzo si è costruito con passione e misura.
Orizzontalità del tratto di matita che avesse l’ardire di disegnare le canzoni di Lorenzo.
Ma per contro un gran sussulto di guglie, spirali e diagonali dei vari andamenti ritmici dei suoi pezzi, frutto del suo DNA nato dalla fusione melodica tra Rap, Funk,Afro, Brasilian sound, Jazz e Soul!
Quindi poche difficoltà a seguire con le orecchie e l’immaginazione i nuovi sentieri musicali del migliore cantautore che il Pop Italico ha prodotto involontariamente degli ultimi 15 anni; semplice e gustoso costruirsi ognuno il proprio viaggio nel Safari del mondo.
Il Turista della musica si è appassionato ai luoghi visti così tanto da volerne sempre più costruirsene uno proprio, ha aperto quindi un piccolo b&b nei primi anni ’90 accogliendo i primi curiosi o modaioli ospiti con affetto e umiltà…
Ha dato in gestione ad altri quel primo piccolo ostello e ha decisamente costruito una catena di alberghi etnici, metropolitani, tipici che vivono dei luoghi, dei musicisti, dei giochi e le sventure, degli amori e gli impegni, dei problemi e le virtù che i loro habitat propongono-impongono.
Questo parallelismo per giungere a chiarire come con grande misura e capacità Lorenzo possa utilizzare fisarmoniche, sezioni fiati, chitarre distorte, bassi profondi, percussioni e archi, piano elettrico e Steinway, arpa, voci africane, rap americano, il suo morbido e timido canticchiare storie “per esempio”, raggiungendo una semplicità d’ascolto unita ad una grande varietà di arrangiamenti, una grandissimo impatto sonoro (uno dei pochi italiani a reggere il confronto con produzioni anglosassoni e U.S.A.) e in finale una grandissima validità musicale popolare.
Lorenzo è uno di quelli che fa Pop, che cioè sposa la “missione” di portare al popolo storie, armonie, ritmi e melodie altrimenti nascoste in nicchie per pochi “intenditori”.

Preesistenze
Da “Una Tribù che Balla”, disco della svolta più Musicale di Jova dopo i fasti più leggiadri e disimpegnati dei primi album deejaytelevisioniani, fino a “Lorenzo ‘97: L’Albero” (il miglior album italiano di quell’anno, battendo a mio parere anche il musicalissimo Macramè di Fossati), la crescita è stata inarrestabile.
Il cammino si è poi consolidato con “Lorenzo ’99: Capo Horn” (splendido utilizzo di sezione archi e orchestra in anticipo rispetto ai tanti cantanti italiani che di lì a poco sfrutteranno e qualche volta abuseranno delle medesime sonorità), inciampato un pochino in “Quinto Mondo” e il Live che purtroppo seguiva una turnè di minor efficacia di quella de L’Albero (quella si da riprendere live per un progetto discografico).
Poi è tornato a stupire tutti con un progetto strumentale (Roma Collettivo Soleluna) che spero abbia prima o poi un degno seguito, è tornato a mordere con “Buon Sangue” e poi ha riaperto i suoi alberghi suggestivi per i suoi viaggi musicali con questo Safari.

Eqquindi

Belle tutte le ballad, anche se forse sono quelle che un po’ soffrono la similitudine più evidente con passate produzioni.
Ottimo il groove di Safari e Mezzogiorno, i fiati di Tamburini sottolineano energici brani in cui non ti aspetteresti di udire una sezione di ottoni.
Echeggia qua e là jazz e soul nell’approccio strumentale, ci sono programmazione, loop e campioni sonori; ma tutto è ascoltabile e fischiettabile già dal primo approccio.
Credo che Lorenzo sia oramai maturo per proporsi nelle collaborazioni ad artisti come Fossati, Capossela, Segreto, un rinsavito Pino Daniele, ecc… per unire la sua invidiabile capacità comunicativa e artistica a personalità nostre, vive e forti per costruire un gradino solido ove appoggiare il passo verso il futuro che la nostra musica deve decidersi a fare, recuperando con la stessa curiosità di sempre le nostre radici musicali e culturali, nascoste a noi quasi come i canti aborigeni o le ritmiche centrafricane.

Ad Majora!

Nighty


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 18/2/2008 alle 17:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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