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Diario


30 maggio 2008

Intro tre...

 

Noi!(æ…)

“Lui”

Autunno 2006.

Questo è il mio racconto…
Questo è un racconto dai mille inizi diversi…
Questo è un confuso ricostruire immagini e parole che non pensavo pesassero tanto, tutte quante nello stesso modo, sui miei piedi e i miei pensieri involontari ed emozionati.
Questa è soprattutto una storia di storie, un’immagine di immagini.
Potrei anche raccontarne o mostrarne una sola, scegliendo dal mazzo, a caso!
Potrei…
Ma come riuscirei a trasmettervi come mi sono sentito parte di un tutto, se continuassi bellamente a trattare ogni cosa per come mi è apparsa, senza provare a connettere l’una all’altra?… Insieme ad altre centinaia di milioni, di miliardi… infinito!

Il Mondo è tanto immenso da sembrare assente: la consapevolezza del secolo scorso è oramai esplosa in un’esosa quantità di storie, di conoscenze, che scatena in noi un falso e dannoso istinto di scelta… che può farci fare un pericoloso salto indietro, mentale, culturale e sociale.
Oggi conosciamo e frequentiamo assiduamente meno persone di quelle che mio nonno conosceva grazie alla lentezza del suo passo e dei suoi occhi e orecchie ignoranti e perciò curiosi!
Oggi, pur potendo scegliere cosa fare del nostro tempo libero, ci annoiamo molto di più di quando il tempo libero non esisteva nemmeno.
Dovremmo rallentare il nostro cammino e prima di scegliere dove andare, risvegliare i nostri occhi e orecchie…
Accorgerci che le nostre città muoiono di frenetica “noiæ”, che muoiono del disprezzo e della distrazione dei loro figli, muoiono di amnesia e polvere sulle strade che coprono la loro storia…

Il mondo si annoia per l’assenza apparente di immagini da seguire, di suoni nuovi, di colori e odori da inventare.
Le nostre città muoiono soffocate da altre “noiæ” che scegliamo come male minore.
Bisognerebbe rallentare, semplicemente, e scoprire quanti fotogrammi ci siamo persi della nostra vita, e quanti ancora potremmo raccogliere e montare a nostro piacimento.
Siamo così tediati e superficiali che ognuno di noi si identifica con ciò che i media propongono per lui: allora la felicità è quella del “mulino bianco”, la musica è quella delle suonerie dei telefonini, il lavoro è quello dei personaggi delle soap opera e l’amore non esiste che al cinema, e il sesso è il minimo che si può fare per fuggire dalla “noiæ” metropolitana dei film!

...questo ha vinto un premio, ma non lo riesco a pubblicare per mancanza di pecunia.
Nighty


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 30/5/2008 alle 23:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 maggio 2008

Intro uno...

 

?Disertori

… Partecipare, appassionarsi, innamorarsi…
Deludersi, preoccuparsi, ansimare…
Ansioso, triste, spento!
Dove sei?… Dentro!
Dove?… Dentro fino al collo
in ciò che avevi desiderato!
Ma cosa conta se il prezzo
è la fantasia, l’idea, la passione…
Lei!… Allora?
Allora ne vengo fuori e ricomincio!
Non è vigliaccheria!…
Siamo in pochi… noi DISERTORI!

Tramonto vermiglio sui monti viola di lontananza… sguardo verso la strada, come ogni volta che esce…
… Notte, blu oceano sulla sua testa copre l’orizzonte come una pesante coperta di lana. Attraverso la maglia fitta, fini puntini di luce come… stelle! Sguardo verso la strada come ogni volta che…
… Mattina, fresca dei primi brividi. Shock da risveglio, da improvvisa deficienza di piumino, uscire di fretta chiudere il portone, sguardo verso… la strada…
Immobile, soprammobile sulla terra; fantastica casa arredata con ingegno per viverla, e riconoscersi solo in un inutile, immobile, soprammobile! … Nonostante i chilometri percorsi, nonostante lavoro, hobby, amicizie, viaggi… scoprire che è da qualche tempo che sei fermo, neanche in attesa. Non aspetti nessuno, non cerchi, non sporchi il tuo sangue con i colori della terra che calpesti, non gonfi i polmoni dei profumi che ti sbattono in faccia quando corri, dagli occhi non lacrimi più le immagini; i volti che si mescolano alla tua iride, ora prigionieri senza appello, sono solo un debole schizzo su una tela… Yeah!

Guarda il suo ultimo pensiero come una pagina scritta… e pensa a quando frasi così lo muovevano e muovevano tutto intorno, a come ora si scopre a sorridere ironico, leggero aereo di carta sul panorama delle sue emozioni più vere.

Riapre il portone, nervosamente scende le scale si affaccia timido nella sua stanza! No! Non la camera da letto… non lo “studio” o qualcosa del genere, no! E’ la sala della casa di famiglia, la stanza più “pubblica” di tutta la costruzione… ma appena entrati si volta la testa si contano i metri, si pensa a quanta vita potrebbe contenere, e si scopre l’ultima parte, un po’ in basso, sulla destra: un migliaio di libri che ti danno emozione, immagini di storie epiche o minimali aneddoti di vita comune, solo guardando i titoli, le copertine odorose, la polvere maleducata, le impronte di dita curiose… Poi migliaia di dischi, che riempiono pareti intere, che riempiono metri cubi d’aria con le loro note che, colonna sonora delle storie scritte sui libri, fanno di quel luogo il suo personale cinema, dove i film li fa lui. Li recita, li gira, li scrive… li suona. Un pianoforte nero, uno stereo, altri strumenti sparsi qua e là… un sax!

Ed ora è dentro, chiude la porta: scricchiola, la porta e lo sgabello del piano. Abbassa la testa e chiude gli occhi. Lui, smascherato, immobile, tenta di fermare il mondo in una qualsiasi posizione… tenta di guardarlo, di capire dove si trova. Apre lo sportello della tastiera e poggia un dito su di un tasto: … plin!


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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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