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Diario


16 febbraio 2012

Sanremo 2012 Seconda Serata

 

Senza Filtro
 
Parte questa serata dopo le prevedibili polemiche all’intervento di Celentano, e secondo me ampiamente previste dallo staff...
Ora quindi vediamo come hanno pensato di proseguire il festival dopo la “caciara” post-nucleare del “noleggiato”
Credo però che qualunque strategia sia un po’ saltata in virtù della ricerca della fluidità dato che oggi le esibizioni dei big saranno fondamentali per le pre-eliminazioni(ci saranno comunque 2 ripescaggi) e ci sono gli 8 giovani da ascoltare e selezionare.
 
Anteprima
I Soliti Idioti tentano di consegnare la giacca dello smoking a Gianni... non ce la fanno...
Ora dovrebbe presentarsi in camicia credo.
 
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La sigla danzata oggi è ispirata a Martin Luther King e il suo “I Have A Dream”, suggestiva apertura della scena, che poi è l’unica cosa che fa la milionaria scenografia di Castelli, già soprannominata l’interno del microonde, di una lavatrice, io dico che la scenografia è in massima parte anima e calore, deve accendere la scena, e scaldarla, per ghiacciarla basta poco...
 
Morandi arriva senza giacca,  un Idiota gli porta un capo d’abbigliamento un po’ circense e poi “povero Gianni che tutti dicono parolacce nel suo programma e tutti si fanno male e il sistemone del voto si blocca... vieni qua...”
Un attimo e sono da lei! (in coro con il pubblico in sala)
 
Gianni sembra più rilassato, spiega la serata, la sequenza dei cantanti big che si esibiranno e le 4 eliminazioni e gli 8 giovani tra i quali scegliere i 4 finalisti.
 
Inizia subito la musica oggi.
Le scale della scena si lasciano commentare dall’equilibrio instabile di qualunque donna “taccata” le calchi...
Le gambe della Zilli invece...
 
- Nina Zilli – Per sempre
Graffia un po’ di più stasera, la canzone sempre simile ad alcune di Mina però vive un po’ più di vita propria, sull’inciso spinge meglio di ieri e si stacca dalla vocalità Cremonese-elvetica e convince e la lancia più in alto sul ritornello e l’orchestra sembra meglio legata di ieri al canto, guadagna qualche punto. 6 ½
 
Esulta spontanea la giuria al suono del “fine voto” che stavolta funziona... o era il gol del Milan?
 
Gianni entra e presenta la vera sorpresa del festival e entra Rocco Papaleo e Stanford & Son.
 
Grande Rocco: pulito, semplice, immediato, popolare, dissacrante e con un linguaggio spettacolare.
Morandi “... e Celentano?”
Papaleo “...è stato un intervento notevole, molto importante, mi fa specie che sia passato inosservato”
 
- Arisa – La Notte
(ogni volta che cammina sui tacchi un feticista muore cit. Andrea Scanzi)
Attendo quella polvere aggiunta nella voce, il peso che è facile prendersi da una cover famosa e così difficile donare ad un inedito... non ne trovo abbastanza 6-
 
- Gigi D’Alessio e Loredana Bertè - Respirare
Riascoltandolo comprendo come Gigi abbia ammiccato ad alcuni successi della Bertè (in alto mare) costruendo un pezzo simile ai festivalbar-Petruzzelli dei bei tempi, potrebbe anche funzionare, certo che quando canta lei un usignolo muore, la Lipu la querela! 6-
 
Siamo tecnici, senti come si abbassa lo spread... e io non mi ricandido.
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“il promo di Max Giusti è quasi più imbarazzante della pubblicità del superenalotto...
Quando il talento recitativo evidentemente salta una generazione facendoci supplicare Giusti di presentarci il Papà”
 
Rocco presenta Belèn e Elisabetta e poi la gara continua
 
- Pierdavide Carone e Lucio Dalla - Nanì
Ascolto.
Dovrà sgomitare per ottenere spazi radiofonici questo waltz tanto Dalliano e dovrà cancellare il passato Maria De Filippi per donarsi credibilità da cantautore alla Rino Gaetano il buon Carone.
“... dimmi perché tu ami tutti mentre io amo solo te, dimmi perché mi hai chiesto di andar via quando ti ho detto vieni via con me...” è il passaggio musica-testo più bello del festival 7
 
Morandi spiega com’è andata la pre-selezione degli 8 giovani, tanto contestata dal web stesso oltre che da Iacchetti...
Pare infatti che non tanto siano stati sottovalutati i voti del web ma che i voti stessi fossero viziati da ragazzi già sotto contratto discografico e quindi con una pubblicazione sui social-network professionale e scientificamente pianificata rispetto a tutte le altre centinaia di sconosciuti e dispersi nel web.
Speriamo ora che siano bravi e rappresentino la musica delle strade di oggi, perché da lì dovrebbero venire i ragazzi di venti anni, o no?
 
Credo invece che la musica dei giovani sia in massima parte svuotata, ispirata a miti lontani, poco conosciuti o solo mitizzati, quando va bene, altrimenti votata all’imitazione di modelli che hanno più a che fare col prodotto industriale che con la musica.
 
Quindi temo di ascoltare 8 ragazzi ben più stanchi e vecchi dei big che pur non hanno entusiasmato.
 
- Alessandro Casillo – È Vero (Che Ci Sei)
Canta con la dizione di un liceale interrogato a sorpresa dalla professoressa di storia.
 
Troppo, troppo legata alle canzoncine strappalacrime usate anche come strappa mutande dai falsamente precoci ragazzi del 2000. Se andaste dentro gli I-Pod ne scovereste un milione tutte uguali, solo magari cantate da Pink, o da Katy Perry o peggio da una oramai sdoganata ma non per questo migliore Pausini, ma queste appunto iperprodotte, curate e rifinite all’eccesso risultano pompate e pubblicizzate e inserite nelle menti come con una siringa mnemonica.
 
Le canzoncine che sti ragazzi si propongono di cantare invece appaiono nude copie senza tali impalcature e per come sono in realtà: niente! 4
 
- Giordana Angi – Incognita Poesia
Morandi continua fuori onda a chiacchierare col ragazzo e quasi interrompe l’avvio dell’esibizione.
Tutto è ok, via!
Inizia sottovoce, qualche tentennamento, ma la linea melodica appare originale.
Archi che contrappuntano ritmici.
Apre il primo inciso con alcuni bei cambi, belle note e saliscendi melodici,.
Senza rischiare Gil Evans l’orchestra colora bene il pezzo.
La Ragazza cresce, graffia, acerba ma già tosta, penso abbia cose da dire... e se fosse brava? 7
 
Parte il primo televoto per i due giovani e intanto continuano a cantare i big.
 
- MatiaBazar – Sei Tu
Sul ritornello provate a cantare:
"tutti contro tutti è la pura verità, siamo figli di un pensiero debole, addio alle armi" (Mario Venuti)
5 ½
 
Elisabetta Canalis: “...canta Ugenio Finardi”
 
- Eugenio Finardi – E Tu Lo Chiami Dio
C’è qualcosa nella pur onesta canzone di Eugenio che non mi convince.
Forse proprio l’eccesso di mestiere, la facilità con la quale uno come lui può pareggiare gli sforzi degli altri, ma probabilmente è proprio questo: alle mie orecchie pareggia senza sembrare di convincere come fece Vecchioni l’anno scorso. 6
 
Stop al Televoto.
 
iSolitiIdioti si censurano parodiando la scena del suicida a Sanremo dell’epopea Baudesca, risultano più divertenti proprio nelle maldestre censure e in qualche spunto un po’ più alto del loro mero e abituale lessico da MTV de noantri.
C’è da dire che proprio grazie a background boccaccesco e arcinoto anche a chi li odia oggi strappano qualche risata in più, gioco dei contrasti e delle dinamiche che se sfruttassero e studiassero potrebbe anche farli diventare bravi.
Alla fina tirano giù un “...sto rincojonito e un dai cazzoooo!” buttano di sotto il suicida e...
“Annatevela a pija’ ‘nder cuccuruccuccuuu Sanremooo, ahiahiahiahiahaiii Maranooo!”
Buoni... qualche calo di ritmo, ma la loro prima uscita regge la botta.
 
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Giorgia Surina! Ecco il vero motivo per cui seguo Sanremo 2012.
 
Si torna nell’Ariston e...
Passa Casillo, che vi avevo detto sugli I-Pod? Questa è la musica dei Giovani...
 
Duello successivo
Io Ho Sempre Voglia (pare anche loro già con discografico di grido alle spalle)
Celeste Gaia
Iniziano i
 
- IHSV - Incredibile
A parte che non avevano acceso l’ampli della gibson, iniziano puliti, suo nicchiano anzichéno.
Radiofonica, pulita, “normale”, ma non brutta no... 6
 
- Celeste Gaia - Carlo
Il Look è davvero da star del porno soft made in Usa, la voce ammiccante non aiuta a togliersi la precedente immagine dalla testa.
La canzone ha un che di interessante, un gioco, una provocazione, la mimica funziona, ma nulla di più 6
 
Tornano Belèn e Elisabetta, sempre più caciarone, oramai si allargano e si sovrappongono senza ritegno, più simpatiche d’impatto, ma meno chiare e alla fine meno utili.
Rocco dice che secondo lui hanno dato un’altra crocca a Ivana per non farla tornare!
Tocca a Emma
 
- Emma – Non È L’inferno
Sul primo ritornello un’imprecisione d’intonazione si fa sentire, ma nulla di catastrofico, la canzone è così dritta che steccare davvero è impossibile, vabe’ che noi italiani stecchiamo quando facciamo Rap, però dai, qui era difficile.
Lei dovrebbe curare di più il suo lato femminile, ma la grinta non le manca.
La canzone non ha metafore dice quel che dice e qualcuno auspica un duetto con la Camusso alle prossime manifestazioni sindacali.
Non va oltre la prima impressione 5 ½
 
Ma mi sale inevitabile una riflessione che troppi esperti, studiosi, professionisti del settore sembrano non fare mai.
La Ragazza, come quasi tutti i giovani interpreti che in vario modo tentano di affacciarsi sul mondo della musica, soffrono già del problema prima delineato della mancanza di cultura musicale, di una ristretta conoscenza di stili e nell’adorazione di star di cartapesta;
Ma a questo si deve aggiungere che ancor più questi effetti si notano negli autori e compositori, perché la qualità delle canzoni scritte dai nuovi autori è di gran lunga più scadente e retrò di quelle dei vecchi maestri.
È un giro a vuoto, un cane che si morde la coda... oltretutto radio e web sono o esageratamente concentrate su un pugno di produttori-artisti oppure tremendamente disorientanti e inafferrabili.
Quando si tornerà per strada a cercare talenti?
Ma soprattutto quando si tornerà ad insegnar loro la cultura della curiosità, della varietà, dello studio e della fatica per la realizzazione di futuribili capolavori?
E la scuole di musica che aumentano ogni anno, oltre a contare abbonamenti e saggi imbarazzanti a fine anno, quanta musica insegnano ai loro allievi?
Per un Fossati che lascia all’orizzonte purtroppo solo 100 Pausini, che Dio ce la mandi buona!
 
Arriva Ivana!
Rocco le prova il collarino di cenerentola del 2012, Belèn sembra controllarla come si farebbe con uno stallone.
Gianni le chiede di dire qualcosa, lei lo fa e saluta tutti e soprattutto il suo Agente che le è stato vicino tutto il tempo.
“Beato lui” si ode dalla platea!
 
Stop al televoto.
 
Le due stangone accendono un piccolo dialogo riferito al loro seno in rapporto all’abito di Ivana che Belèn ha indossato la prima sera...
“Ce l’ho più grosso io...” chiosa Ivana.
 
- Marlene Kuntz – Canzone per un Figlio
Mi ripeto, mi piace il sound, mi piacciono i fiati e quell’avvicinare con semplicità due o tre stiòli paralleli del pop-rock degli ultimi anni.
Mi convince meno di ieri la voce del cantante, ma sul finale la tromba e l’atmosfera viaggiano anche latenti atmosfere Morriconiane 7
 
- Irene Fornaciari – Grande Mistero
Mistero non ce n’è, la canzone è poca cosa, la sua voce è citofonicamente fastidiosa sui registri bassi e in dinamiche strette... quando sale vorrebbe tanto la pelle nera, ma non da, non va e non capisco ancora cosa abbia fatto per essere a Sanremo da tre-quattro anni stabilmente in pratica (fingo ingenuità e ignoranza) 4
 
- Samuele Bersani – Un Pallone
Più preciso e tranquillo di ieri.
Canzoncina niente male, scanzonata che come tutte le sue filastrocche, come Freak ad esempio, celano significati che vengono fuori col tempo.
Non vincerà e non se ne cura Samuele, sta uscendo con un The Best a testimonianza che dopo il bell’album Manifesto Abusivo, intende prendersi del tempo per produrre altra musica e intanto contrappunta il suo passato con questa sigla dei giorni nostri. 6 ½
 
iSolitiIdoti
sul razzismo cheèmegliosenonlodiamoavederemasefacciamocosìsiaccorgonochelosiamomase...
 
Intanto arriva il secondo risultato dei giovani, diciamo addio alla TeenStar Celeste Gaia, passano Io Ho Sempre Voglia.
 
“sanremo oggi: se si rischia nulla si ottiene nulla, nessuna canzone rischiosa, nessuna totocutugnata, ma anche nessun Bennato-DeAndrè-DeGregori del futuro... La virtù è nel mezzo? Nella Musica e nell’arte non credo, credo invece sia nel rischio, nella provocazione e nel duro lavoro”
 
Terza coppia di giovani
 
- Erica Mou – Nella Vasca Da Bagno Del Tempo
Odo venature di Niccolò Fabi.
Lei è carina, si scrive i pezzi e non par per nulla allo sbaraglio, padroneggia il suo stile. È diretta e efficace.
Lontana anni luce da quei ragazzi che ho descritto prima, sembra che la Caselli ne abbia beccata un’altra (ora spero non la distrugga come Elisa), anche se so che il suo primo agente crede in lei e le ha fatto fare dei bei mini tour già almeno un anno prima che il casco d’oro della musica si accorgesse di lei.
Insomma ora che cresce il suono somiglia anche alla Dave Matthews Band nei suoi pezzi più slow.
Mi impegnerò a farle sapere chi sono costoro e le do un 7
 
- BiDieL – Sono Un Errore
Suonano con personalità e si sente persino il Basso, eureka!
Credo diventeranno antipatici per il loro look e capelli eccessivamente Fighi e per parentele alte.
Ma non sono male, anche se non accordano la chitarra e si sente. 6
 
Ma perché hanno inventato sta storia delle sfide a due? E se questi piacciono meno di Erica ma più di quelli che son passati prima?
Ma non era più semplice far suonare 8 ragazzi e poi selezionarne 4? Tutti contro tutti...
“cretinate formulistiche sanremesi”
 
Riparte il televoto e la gara dei big.
 
- Chiara Civello – Al Posto Del Mondo
Il suo pezzo si risolve nel secondo che dura il giro d’archi nell’intro.
Par debba iniziare un brano di improvvise aperture, di andamenti sghembi, di infarinature di Kurt Elling o Erikah Badu, invece tornano infallibili i MatiaBazar degli anni ’80 ma senza la voce però!
La mia personale delusione del festival. 5
 
Belèn si vendica della maggior prestanza di Ivana precedentemente rivendicata, entrando in scena con il dubbio amletico “mutanda si-mutanda no” che infiamma platea e web!
Rocco sul palco insieme alle donne dedica loro una citazione dal suo bel film “Basilicata Coast to Coast” riuscendo a resistere all’assalto vociante di onanisti muniti di macchina fotografica!
 
Poi gioca leggero con Gianni
Morandi “... la butti sulla simpatia eh?”
Papaleo “... perché tu in cosa la butti?”
e presenta Noemi.
È lui il vero presentatore del festival 2012.
 
- Noemi – Sono Solo Parole
La canzone da tutto e subito, già da ieri e molti la danno vincente.
Credo anche io veleggi verso il podio, ma più per la capacità di dare intenzione e tensione ad un testo ed una musica che sono un modello fotocopia di tante ballad post vaschiane.
Si appoggia a quella insoddisfatta malinconia romantica, un po’ graffiata e gelosamente preservata da noi italiani per avere sempre qualcosa da ricordare meglio di oggi o per lamentare o per sognare altro che non sia ciò che hai davanti. Ha fatto le fortune di tanti, ce n’è ancora abbastanza in giro. 6 ½
 
Passa Erica Mou!
 
Entrano subito gli ultimi due cantanti della sfida tra i giovani
 
- Guazzone - Guasto
Un pianoforte tra tanti chitarrieri... meriterebbe di passare solo per questo.
Sembra una ninnananna, poi si apre sull’inciso, impasta un po’ troppo il cantato, avrà problemi radiofonici ma ha anima il ventitreenne. 6 +
 
- Anania – La Mail Che Ti ho Scritto
E sembra proprio Britti all’inizio e poi apre in modo molto sanremese old-style.
Io credo che dai ragazzi mi aspetterei volentieri un suonatore di piastrelle in cotto, un armonizzatore di secchi vuoti, un campionatore di suoni metropolitani, tra chitarre, archi e cori...
Invece nulla! 5 1/2
 
iSolitiIdioti sull’omofobia.
Calano col tempo, Sanremo dura ed è duro!
Ottimi però per i remixaggi futuri, offrono parecchi spunti di colore, presi a spot sono ancora efficaci e il bacio gay con Gianni in qualche modo resterà.
 
- Francesco Renga – La Tua Bellezza
I Coldplay hanno ringraziato a mezzo stampa la citazione, ma nell’inviare la mail son capitati sul sito della pro-loco dell’altipiano della Renga in provincia de L’Aquila... disorientamento!
La voce completamente scollata dalla musica durante le strofe, sul ritornello tira su il suo vocalizzare, ma non va oltre ieri. 5 ½
 
- Dolcenera – Ci Vediamo a Casa
Miniabito che scopre le gambe più di Belèn.
Bella Lei più di una canzone tanto normale.
Arriva subito come Noemi, ma non vanta la stessa empatia verso il sentimentone malinconico post ’80 precitato, è meno linkabile per frasi su Facebook.
Resta intorno al 6 –
 
Coreografia di Franco Miseria con l’inserimento di Ivana.
Il tutto è più o meno così:
“vabbe' cammino fino qua, mi fanno cenno di Si per 5 volte a tempo, poi cammino di là, mi rivolgono gesti sconci per 8 tempi e poi stop"
 
Passa Guazzone.
Quindi i giovani saranno
Casillo (bleah!)
Io Ho Sempre Voglia (mah!)
Erica Mou (brava)
Guazzone (bravino)
 
I Soliti Idioti giungono sul palco per saluti, ultime battute e poi cantano in stile Cochi e Renato (volendo far loro un complimento) una canzoncina che potrebbe risultare la più fischiettata domani!
 
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Un frame minaccia la presenza di un noto Dj come ultimo ospite... vado a fare pipì!
 
Eccolo Martin Solveig, l’unico Dj col nome da bicarbonato che in un secondo riabilita ed esalta ogni esibizione precedente.
Una sciocchissima messa in scena canticchiata così così di una dance che se la svuoti del martellamento mediatico e la rendi musica si mostra come il nulla pneumatico!
Un buco nero artistico che fagocita tutto ciò che tocca.
Poi Rocco lo sfida con una TarantaHouse, lo batte 10 a 0 in un secondo e lui saluta e fugge via!
 
Il finale poi si allunga troppo e Gianni da l’impressione di voler recuperare qualcosa che si è perso tra le battute, ma non serve.
Chiudere!
 
Ecco i risultati
Io credevo-speravo fuori Civello, D’Alessio, Matia Bazar, Irene Fornaciari
Escono invece dalla competizione, per ora,
D’Alessio – Bertè,
Irene Fornaciari
Carone – Dalla
Marlene Kuntz
 
Vabe’, due su quattro.
A domani!


16 febbraio 2012

Sanremo 2012 prima serata

 

 
Cosa ci aspettiamo da questo Sanremo?
Cosa crediamo possa dare di diverso Gianni Morandi ad un impianto comunicativo collaudato, di successo, anche se ancora in massima parte incompreso, e relativamente a basso costo?
Io attendo essenzialmente le canzoni, è a questo che hanno lasciato intendere vogliono dare peso e lustro, più che a ospiti freddi ai quali chiede se piacciono spaghetti e donne o uomini italiani... al di là di budget risicati.
Quindi mi attendo colori e scene votate all’esaltazione di testi e musica.
Mi attendo i ritorni a spot nelle varie puntate di Luca e Paolo, delle due ragazze, anche per sostituire l’infortunata Ivanka, le novità di Geppi Cucciari e i duetti del giovedi e... insomma attendo.
E lo faccio tendendo all’equilibrio e cercando l’equilibrio in ciò che sentirò.
Equilibrio tra vocalità e parole, tra melodia e ritmo, tra composizione e arrangiamento...
Vediamo.
Inizia la prima!
 
Anteprima
Ricalca lo schema dell’anno passato con le riprese “involontarie” e da telecamera a spalla o seminascosta del back stage nell’immediato preserata: telefonate rapide, camerini, voci confuse fuoricampo, ansie e tensioni, auguri e inboccallupo... poi la voce che chiama tutti sul palco, via!
 
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“...la pubblicità del superenalotto con la canzone di Cutugno è quanto di più tremendamente aderente alla realtà e nel contempo deprimente manifestazione della regressione morale, culturale, creativa degli italiani...”
 
Apertura secca senza fronzoli su Luca e Paolo che iniziano una gag musical-parodistica sul confronto ieri e oggi festivaliero.
Rimpiangono i vecchi tempi con un satira semplice e diretta dedicano ai comici soli dopo l’avvento del governo tecnico...
(malamusica?)
Ora ricordano Benigni dell’anno passato e salgono anche un po’ di livello nell’imitazione a due voci tra i sinonimi del toscanaccio per la gnocca e il pupparuolo.
Ora a ruota libera funzionano ancor di più e chiudono con un Va Pensiero ironico e con un aggiuntina di “zebedei” finale!
(malamusica?)
Forse ora entra Morandi, intanto anticipano la presenza di Celentano il “noleggiato” e lo sfidano a gara di silenzio con countdwn e applausi.
(malamusica?)
Passeggiano qua e là, entra una lavagna, scrivono: “Adriano avevi sbagliato, La foca ha rovinato il paese...”
Girano la lavagna e
“Signore e signori Gianni Morandi!”
Entra Gianni
Luca e Paolo son stati bravi, ma se fosse stato un varietà normale nulla da eccepire, in realtà credo che come in me ancor più in un medio avventore che aspetta le canzoni il lungo intro dei due comici deve essere risultato appena piacevole solo grazie alle risate, ma comunque probabilmente prolisso e disorientante.
(malamusica?)
Prendono in giro Gianni per i suoi impacci e lanciano finalmente il festival
Attendo anche l’apertura dell’astronave di Castelli (ma ci sarà qualche altro scenografo in Rai?)
Eccola! Bello l’inizio con la semisfera illuminata e colorata sul palco, si apre e al fine del movimento scenico risulta forse troppo glaciale e “lontana dal focus scenico.
Balletto di “indovinaunpo’Ezralow” (anche Andrea Vianello si chiede se c’è un altro coreografo su piazza)
Poi lancio della pubblicità...
(malamusica?)
Intro su intro... ancora non si sa se inizia o no sto Sanremo (Mazzi, qui la colpa è tua che sei il Dir Art)
Giro gli altri canali per vedere che contro programmazione c’è:
Criminal Minds
Ballarò
Wild
Un Film con Clint
Vabe’ dai...
 
Sanremo!
 
Attacco l’impianto audio “serio” e finalmente inizia la musica...
(malamusica? Eccola!)
 
- Dolcenera – Ci Vediamo a Casa
 
Com’è bella ‘sta ragazza, e ora che se n’è accorta anche lei lo è anche di più... fa un po’ troppe boccacce quando canta ma vabe’!
La canzone mi appare all’orecchio un po’ “normale”, contrariamente alle sue solite un po’ slegate da schemi canonici almeno in apparenza.
Le strofe lente e il crescendo del ritornello con cassa in quattro con i bassi che pompano non è malaccio, potrebbe crescere se cresce l’intensità d’interpretazione e l’ascolto nelle orecchie del pubblico. 6
 
Gianni aspetta il suono di fine voto e spiega, presentandola, che la giuria in galleria è formata da gente che asciolta abitualmente musica... Voglio i nomi e cognomi!!!
 
- Samuele Bersani – Un Pallone
 
Si presenta con i suoi ipergraduati occhiali neri e un paio di scarpini da calcio ai piedi.
Samuele ha più di una forma canzone che pratica abitualmente.
Qui a Sanremo ha già portato la ballad lirica e crescente, ora arriva con il suo stile filastrocca molto verboso ma fluido, fitto di mezzenote l’andamento melodico e qualcuna forse non la centra perfettamente, ma le paroile rotolano lungo la canzone, raccontano sempre come fa lui chiaramente senza esserlo... dovrà più di altri lavorare le orecchie dei giudici e del pubblico ma rischia ed è bravo. 6 ½
 
Il Sistema di voto si blocca  come il collo della sfortunata Ivanka e urlanti i giurati fanno comprendere che non sembra facile il riavvio: arriveranno fisioterapisti informatici?
Poi Gianni presenta Rocco Papaleo che entra sulle note del mitologico serial tv Stanford & Son.
Il Concetto di ritmo di nella conduzione di Morandi è fermo a quello dell’auto anni ’80!
Il sistema di voto è ancora bloccato
 
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Gianni presenta Noemi e scomoda Billie Holiday, ci toccherà ora spiegare a milioni di ascoltatori chi fosse, intanto parte la canzone...
 
- Noemi – Sono Solo Parole
 
Saluta. Il suo rosso non è molto televisivo, va oltre Biscardi.
L’autore Fabrizio Mori si riconosce subito, non è Bindi e neanche Fossati, al suo forse quinto pezzo composto sembra già copiarsi e l’errore della pur brava cantante sta più o meno tutto qua.
Lei interpreta bene, con intensità e tecnica la canzone che ha un suo crescendo ma non si stacca dall’imitazione del “vasco-style” che è abusato anche all’originale oramai, e risulta un po’ ripetitiva sul finale. 6
 
- Francesco Renga – La Tua Bellezza
 
Attacca come un pezzo dei Coldplay, poi inizia a cantare con quelle sue vocali arrotondate e gonfiate e stacca ulteriormente la voce dal brano, più di quanto già noi italiani non si faccia per sciocca abitudine forse derivante dalla tradizione melodrammatica.
Mi torna in mente la frase utilizzata nella presentazione “...melodia italiana e rock...”
Ma cos’è sta melodia italiana nel pop?
Prima o poi tenterò di spiegarmelo-velo.
Sulla strofa soffre di difetti compositivi, sul ritornello si coldplayzza troppo senza originalità.
Soddisferà i suoi fan più fedeli, ma non si stacca da un... 5
 
- Chiara Civello – Al Posto del Mondo
 
Un pezzo Tango’s Flawour si lega molto bene ai suoi lineamenti forti, da un bell’impatto globale a chi non la conosce.
Io però la conosco, ho i suoi album e mi chiedo perché non si è scritto lei la canzone?
Non ha carattere, musicalmente non ha nessuna delle sue particolarità ben evidenti nei lavori precedenti.
Il suo canto dietro le note “esatte” del pop-e-basta risulta costretto e poco fluido, questo si migliorerà con l’andare del festival , ma la canzone sembra non andare molto oltre.
Mi aspettavo una Ivan Segreto in gonnella, mi ritrovo i Matia Bazar?!
Peccato. 5 ½
 
- Irene Fornaciari – Grande Mistero
 
Anche qui si scomodano nomi come Janis Joplin e Aretha Franklin per presentarla, come se queste fossero solo un lungo preludio a ciò che la figlia del più noto plagiatore del pop italico saprà darci da oggi...
Poi però inizia a cantare e rimette subito a posto le cose.
Canta con le “E” come le voci radiofoniche di “tuttoilcalciominutoperminuto” una canzone nata per essere suonata con lo stile a quattro chitarre e scantonamento festaiolo, qui pompa l’orchestra e si raffina l’arrangiamento, ma non dice nulla e lei non si comprende perché sia tra i big, questo si un grande mistero. 4 ½
 
Pubblicità, vedo Giorgia Surina e mi innamoro!
 
Rifletto su ciò che ho visto finora e mi sembra un impianto non errato nell’idea, asciutto e legato alle canzoni, se non fosse per quell’intro prolungato e diviso in due tre parti che si rincorrevano e non terminavano mai.
Gianni come l’altro anno pare sempre non sapere dove andrà a parare il suo partner sul palco e perde sempre il ritmo spalla delle gag.
Le canzoni sono medie direi, senza le cretinate degli anni ’80-’90, ma ancora neanche un pezzo che spezzi qualcosa sul palco.
Alcuni sembra debbano decisamente migliorare con le prossime interpretazioni, altre par non si elevino mai da un pur ottimistico 5...
 
Celentano!
Guerra, rumore di bombardamenti ed elicotteri, effetti video evidentemente aggiunti e quindi non della stessa qualità delle scene e delle luci dello show.
Lui appare al centro tra i ballerini... in silenzio!
 
Poi parla...
Non comprendo bene dove vada a parare.
Poi canta
“tu, troppo stupenda ma come fai ad essere così”
Poi parla ancora...
 
Il Bello di Celentano è sempre stato quello di replicare l’ovvio rischiando la banalità ma entrando in modo semplice nei concetti base, scolastici ma in qualche modo importanti della gente.
Il Brutto è spesso che incappa in cose importanti e le trasforma in ovvie
Il Bello è che comunque cerca il bello e buono
Il Brutto è che a volte stimola giudizi distaccati e distratti sottovalutanti i temi trattati.
Il Bello è che è unico.
Il Brutto è che non è vero, purtroppo di ovvi personaggi scontati che senza rischiare nulla però, offrono e svendono l’ovvio celando ben altri importanti valori ce ne sono troppi e... non fanno i cantanti!
 
Si allunga, sembra perdere il filo, attacca dei giornali facendo autogol: lui che combatte i poteri che censurano e bloccano iniziative, censura alcuni che evidentemente non scrivono come lui vorrebbe...
Tutto fuori tempo, gli interventi di un poco credibile Pupo, di un imbarazzato Morandi che deve fare da spalla a temi no-global ad Adriano e uno spaesato Papaleo che avrebbe volentieri curato la regia de sto casino se glielo avessero chiesto, data la bolgia infernale che ne sta venendo fuori.
 
Ora canta un po’ di Rock&Roll ed è molto meglio.
 
Misatantochè darà una bella mazzata al gradimento e all’auditel, se non oggi alle puntate a venire: la montagna ha partorito un fastidiosissimo topolino.
 
Pubblicità!
 
Ricomincerà la gara, finalmente si deve dire perché stavolta l’intervento del personaggio di punta non ha dato le sensazioni di Benigni o di altri negli anni passati. Gli argomenti trattati c’erano e sarebbero stati fonte di un bel pezzo, ma serviva scrittura, regia e un fine dicitore. Adriano altrimenti avrebbe dovuto metterla sul giocoso, ma non l’ha fatto.
Il Pubblico credo abbia sopportato il peso dell’evento, non ne ha percepito il messaggio e forse ne subirà solo gli effetti collaterali.
Abbiamo probabilmente assistito alla fine televisiva di Celentano?
 
Domani Fluidità, equilibrio, leggerezza e musica, gli unici semplici ingredienti per uscire dal gorgo.
 
- Emma – Non è l’Inferno
 
Bella Emma, presenza fisica e tonicità.
Sta bene in minigonna e tacchi e la postura aggressiva che assume aggrada!
La canzone dal tema sociale almeno fa dimenticare il pianto neoromantico dell’altro anno, però anche questa non spicca per originalità, sfrutta tutta la fisicità interpretativa della ragazza, il testo arriva, non è certamente Bennato e neanche De Gregori, ma per il pubblico giovane che vorrebbe raggiungere è un buon pezzo.
Si poteva fare qualcosa di più a livello compositivo e di arrangiamento. 6
 
- Marlene Kunz – Canzone per un Figlio
 
Il brano inizia morbido ma con un bel sound pieno.
I fiati in registro basso e gracchiante si appoggiano molto bene alle sonorità rockeggianti di questo middle-tempo portandolo verso il R’n’B.
La linea di basso ammicca al suono cool degli Zero7 ultimo grande gruppo acidjazz di fine ’90 inizi 2000.
Il groov potrebbe essere esaltato ancora di più ma poi risulterebbe esageratamente distante dalle sonorità abituali di Sanremo e va bene così.
È il pezzo che mi è piaciuto di più fin’ora. 7
 
E alla fine arrivano le “gnocche” tanto reclamate da Rocco, sdrammatizzando l’infelice idea di contattare la Ecclestone(esempio che la lobotomia genetica è presente anche nel resto del mondoi) e l’assenza dell’ultima rimasta per motivi di salute improvvisi.
Belen scende cantando...
Anche la Canalis e quindi è playback!
Disimpegnate e leggere, sembrano più sciolte, anche se Belen appare fuori misura e il suo sottovalutare la cosa a volte infastidisce.
 
- Eugenio Finardi – E Tu Lo Chiami Dio
 
Il buon vecchio Finardi torna a Sanremo dopo anni di tour semiacustici a suonare blues-rock.
Qui si presenta più melodico con un tema cha ha il difetto di risultare abusato anche se non lo tratta nessuno prima di te...
Più sintetico nei testi di altri, una melodia incerta che forse ha bisogno di più ascolti ma il brano nel complesso mi appare più adatto agli anni ’70-’80 e non tanto per la musica o l’arrangiamento, ma proprio l’insieme parole-musica appare fuori dal linguaggio musicale odierno e quindi faticoso... non tanto per me ma per chi dovrà esprimere voti o acquistare un disco. 5 ½
 
- Gigi D’Alessio e Loredana Bertè - Respirare
 
Ueh! Parte Funky Gigi!
Però “...Formolo on momontooo...” frena tutto quasi subito!
Loredana fedele a se stessa è inascoltabile e inguardabile, e non si tratta di giudicare l’invecchiamento di una star, è proprio la scelta di trucco e parrucco, lo stile e l’impatto che da che distoglie dalla canzone quasi più della sua voce afona!
Incredibilmente Gigi sembra aver azzeccato un pezzetto leggero e cantabile senza troppe inflessioni neomelodiche, ma poi lo da in mano a lei e diventa un ruggito post digestivo.
Operazione Salviamo la Bertè 2.0 quasi riuscita comunque. 5
 
- Nina Zilli – Per Sempre
 
Se la tira più di una modella alle prime sfilate quando torna nella sua comitiva al paesello.
Tanta, troppa Mina, anche se non fa che negarlo.
Mineggia le prime note anche con la mano sinistra, poi attenua i gesti.
Il bridge e il ritornello appaiono davvero un brano di Mina.
Il pezzo non è male ma è anche l’unico che non appare totalmente originale fin’ora. 5 ½
 
Rocco Spezza la sequenza di canzoni con un monologo di buona scuola, ma con un “fanculo” di troppo e dopo i tre-quattro cazzi fioccati qua e là stasera, forse si poteva evitare... oppure proprio per questo non farci neanche caso.
Stile comunque totalmente differente da Luca e Paolo, ma il pubblico sembra aver capito bene, segno che Papaleo giunge al pubblico da buon animale da teatro, oltre che da cinema!
 
- Pierdavide Carone e Lucio Dalla - Nanì
 
Dalla dirige.
Inutile dire che tutti ci aspettiamo faville dal bolognese più famoso della musica italiana.
Waltz già affrontato in questa forma  Dalla-Style richiama a tratti “Canzone” e le ultime produzioni di Lucio.
Non è male, il ragazzo canta abbastanza ispirato.
Forse un po’ lontanno da suo di stile più vicino a Rino Gaetano.
Un altro pezzo che soffre dopo un solo ascolto, potrebbe inserirsi tra i migliori 6 ½
 
- Arisa – La Notte
 
Sembra la prima volta in vita sua che vede un certo numero di scalini davanti a se, manca poco che appare un sottotitolo personalizzato che glieli descriva con le istruzioni per affrontarli.
Lei lascia la filastrocca da cartone animato stavolta e canta serissima.
La sua voce è capace di grandi interpretazioni ed è quasi impossibile sentirla steccare.
La difficoltà per lei come per molte nuove interpreti, sta del dare peso ad un inedito così come riescono a volte a darlo ad uno standard o una cover.
Ballad che anche qui non aggiunge molto al panorama come originalità compositiva, ma resta abbastanza in mente.
Lei però è troppo “usignoleggiante” e scopre un testo troppo Gigi D’Alessio prima maniera.
Se sporca un po’ l’interpretazione e le dona intensità potrebbe salire un po’. 5 ½
 
Incredibile! Siamo giunti all’ultimo artista in gara...
Un gruppo
 
- Matia Bazar – Sei Tu
 
Attacca che nella metrica sembra un pezzo di Edo Bennato.
Ma come arriva il ritornello... penso... penso... e...
“Addio alle Armi” di Mario Venuti da “Recidivo”.
Un richiamo, non appare come un plagio, per carità, ma la canzone scivola via senza infamia e senza neanche lodi sperticate. 5+
 
Alla fine si comprende che il sistema di votazione si è bloccato e non è ripartito più e quindi Gianni, tra le grida della giuria, annuncia che domani ricanteranno tutti e si elimineranno 4 big e non più 2.
 
Insomma...
Se avessero curato con più criterio l’intro, nel ritmo e nella sequenza, e se avessero avuto il miglior Adriano bello sul pezzo, e non il peggiore che si ricordi smarmellato a caso qua e là nei 40 minuti che si è preso alla serata...
Sarebbe stato buono come inizio.
 
Scenografia sempre più glaciale, ma dall’effetto iniziale suggestivo.
Luci e sound dell’orchestra buoni.
Canzoni certamente non esaltanti come invece avevano annunciato, ma sono certo che le orecchie di tutti, anche le mie, hanno sofferto più di altre volte una sorta di straniamento dalla serata per i succitati motivi di forma e contenuto di alcune parti dello show.
 
Alla fine quindi è risultato spezzato, lungo nella percezione al pubblico più della reale durata, le canzoni si sono perse e l’umore si è secondo me alterato dentro e fuori dal palco.
 
Domani assoluta fluidità ritmica delle sequenze di cantanti e di intrattenimento, stachi pubblicitari che non somiglino più a “tackle da dietro di Materazzi” come da Twitter suggerivano e: “...se l’ammazzano fanno pari!”


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 16/2/2012 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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