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Diario


15 marzo 2005

Racconto interattivo: 2° giorno

Points of Suspence
prima parte

Seconda parte
… … …
- No! Fermo! E’ inutile che vai avanti, credimi!
Quella presenza è così incombente e inquietante, ma sa che è lì per lui, preoccupato della sua capacità innata di mancare le occasioni; e ora lo sprona nella ricerca della concentrazione.
- Cosa c’è?…- Gli risponde, sorpreso dall’intervento inaspettato: sperava in un silenzioso rimuginare, ma invece…
L’editor, amico e professionista rispettato, lo ha raggiunto immediatamente dopo una allarmata telefonata, offrendogli la sua attenzione critica e anche la sua spalla… Una affettuosa gentilezza: ha voluto vedere tutto lo “scritto” ed è rimasto lì per un po’; ora attende lumi sul tracciato del racconto dell’amico che continua:
- Potrei far crescere il personaggio; lavorare sulla ricerca interiore,i significati dell’esistenza… Oppure sulla sua vita coppia ingolfata dai sensi di colpa, dall’insoddisfazione; l’ansia della realizzazione professionale!…
- E’ statico!
- E’ statico…
- E’ statico, si! Fermo, non c’è movimento ne ritmo: è un racconto? Si o no? Così lo trasformi in un interminabile melodramma! Cambia!
- E ti pareva!? Cambia!… Cosa pensi, che io possa tirar giù un plot dall’albero e…
- Umorismo, ironia, sarcasmo nell’analisi di una vita intensa e dannata… Movimento!
- Umorismo?… Vediamo…
… … …
Puntini di sospensione…
- Cosa vedi?
Sussurrò all’orecchio della setosa presenza che gli scaldava la parte destra del petto, con l’espressione di chi si aspetta una risposta precisa, premeditata…
- Niente!
La sua voce era cristallina, leggera come il volo di una “passera”… Davanti a questa riflessione lui l’aveva istintivamente guardata al basso ventre e iniziato una leggiadra conversazione.
Il miglior modo per scappare da una festa noiosa: trovare una ragazza allegra e affascinata dallo scapestrato scrittore e dileguarsi in un attimo.
- Cosa ti piace di me?
Aveva azzardato filosofica e profonda la ragazza all’abbordaggio.
- Il tuo nome…- Guardandola sempre lì, un po’ preso dai deliranti discorsi di zio Jack Daniel.
- Oh! Tu mi scruti dentro allora…?
- Perché?
- Perché sai il mio nome… Ma io non te l’ho detto!…- Ride sciocchina, girandosi da un lato e tenendosi la fronte.
- Eh! Intuito, empatia, sintonia perfetta…
- Sei profondo! Sento che potresti toccarmi dove nessuno è mai giunto…
- Lo ritengo impossibile…- Ironico.
- Tu hai le armi per scavare il mio intimo…
- …Per strapparti le mutande!… Andiamo da me?
- …Si!…
Prese il giacchino in pelle, salutò amici e conoscenti a si avviò in dolce compagnia all’uscita.
Proprio sull’uscio, lei si volta dopo l’ultimo saluto all’ultima amica “stramodella” e:
- Comunque, io sono Sara!…- Lui si blocca in un sorriso beffardo.
- Andiamo?…- Termina lei, ondeggiante di fianchi generosi e sensuali!
Ora è lì, sul suo letto, che finge interesse per quei fogli scarabocchiati, e per lui… anche il giorno dopo…
- Come niente? Dai: cosa vedi?- E le rimette il foglio sotto gli occhi.
- Allora, vediamo: “… Tu vorresti fa… No!”- Svogliatamente rilegge a macchinetta le poche parole dell’ultima frase scritta.
- No!
- L’ho letto: “No!”…
- No!…
- Si! Questo c’è scritto e non mi confondere con i tuoi discorsi strambi ora!… “Tu! Vorresti! Fa… No!”
- No!
- Cosa non ho capito di questa poetica ed inarrivabile espressione tronca?
- Guarda bene, rifletti…
- Cosa stai insinuando? Pensi che io non ne sia capace? Pensi che sia una sciocca, soltanto perché sono venuta a letto con te?
- Questo è l’insulto più originale che mi abbiano mai rivolto.
- Quale insulto?…
- Era bello, cioè: essere venuta con me la prima sera, senza conoscerci, voleva dire che eri una sciocca! Quindi io sono uno sciocco… capito?
- E chi l’ha detto questo? Io dicevo solo che tu pensavi che io fossi una di quelle che la da subito…
- Ah! Ecco…
- …A uno come te!…- Termina con lo stesso sorriso della sera prima.
- Non riesco a capire se ci fai o ci sei!…
- Oh! Ma dimmi cosa c’è, andiamo avanti e non perdiamo tempo!
- Certo cara: dai, concentrati, voglio testare se il mio messaggio arriva!
- Non arriva!… Vuoi un caffè?
- Non arriva?… Tu non ci arrivi!
- Ah! E’ così? E allora che cavolo vuoi da me?…
- Un caffè!- Riabbassando la testa sui fogli sparsi sul letto.
- Imbecille! Intendevo: da me cosa diavolo pretendi se…
- Perché il caffè chi lo fa?- Sempre a testa bassa, noncurante e sufficiente.
- Visto che te la prendi tanto… Ecco! Mi siedo davanti a te e ti ascolto: allora?
Lui la vede a pochi centimetri dai suoi occhi. Sente l’attenzione forzata dalle sue scostanti battute, farsi sincera e complice e:
- …Il caffè non lo fai più?
- Ma allora sei stronzo!- La donna si alza innervosita dalla battuta e dalle chiacchiere inutili; dal ridacchiare sommesso che commenta il suo camminare verso la cucina.
- Vado a fare ‘sto benedetto caffè, va bene?
Rumori dalla stanza vicina:
- Il caffè è nel barattolo scuro sullo scaffale- La aiuta orientandola dal letto e ricomincia a scarabocchiare idee su fogli usati.
Lei mette il caffè nel filtro.
Stringe la moka.
- Ehi! Ma non avevi fretta di finirlo ‘sto racconto?
Accende il gas.
- Aspetto il caffè… E te!
Prepara le tazzine.
- Zucchero?…- Un po’ bassa di tono mentre cerca i cucchiaini nel cassetto.
Lui dall’altra stanza alza la voce…
- Ho bisogno di te e tu mi snobbi! Ecco la tua solidarietà, la sensibilità femminile… Ho bisogno del tuo aiuto, non è che poi me lo rinfacci pure…- Poi più sottovoce:- Ma guarda un po’ che tipa questa…
- Allora? Dicevi?
- No! No! Niente…
- Sicuro?
- Si! Sicuro! Non preoccuparti, ti aspetto, dai! Devo testare se il messaggio arriva…
- Si, si! Arrivo!
Passi leggeri sulla moquette.
Vassoio ai piedi del letto.
La donna si adagia su un fianco, prende la caffettiera e versa la bevanda calda nelle tazzine.
Lui, immediatamente:
- Dai! Rileggi…
- Ma stavo…- Nota lo sguardo supplicante ed impaziente dell’uomo; muove l’espressione contrariata in un mielato e rassicurante ghigno, prende il foglio e rilegge:
- Dunque, vediamo: “Tu vorresti fa… No!” Come prima? ‘Mbeh!?
- No!- Agitando gli appunti:- Leggi tutto! Meglio! Ti perdi qualcosa per strada!
Affianca la sua testa a quella della compagna e inizia a leggere tutta la frase.
- …Lui la vede distante. Si avvicina sfiorandole le spalle e le sussurra: “Tu vorresti fa…”
- “No!”- Conclude la donna.
- No! Cavolo, aspetta…!
- Ahah! Ma che vuoi che ci legga in un “NO!”?…
Lui ferma l’attenzione sulla misera porzione di scritto.
- Leggi con me: “Tu…”
- “Tu…”- Lei ripete.
- “Vorresti…”
- “Vorresti…” Si fredda il caffè…
- …Ora lo prendo…- E indica.
Lei lo guarda, poi segue il dito e, titubante riprova.
- Noooo?
Lui indica di nuovo, silenzioso, trattenendosi.
Lei cerca nel punto dove l’indice batte con insistenza.
- Ma cosa indichi? I puntini di sospensione?
- Perché? Secondo te i puntini di sospensione non si leggono?
- E cosa dovrei dire per farti contento: “tu vorresti fa, puntini di sospensione, No!?”
- Ma va al diavolo! I puntini si fanno sentire! Danno il tempo, l’intonazione e il sottinteso: “Tu vorresti venire con me?… Vorresti fare l’amore con me?” Ma poi nota la refrattarietà della donna e rompe la frase con un imbarazzato “No!” C’è l’intenzione nascosta della frase, capisci?
- Si vede che l’hai nascosta bene!…- Trattiene a stento le risa:- Refrattarietà… Ah! Ah!
- Ma va! E io che ti sto a sentire! Fammi prendere sto caffè va…
Prende la tazzina che attendeva lì, in un angolo del vassoio metallico: beve.
- Puuuh! Ma è completamente amaro!? Lo zucchero?
- Tu hai detto: “Niente! Niente! Lascia perdere…”- Imitando il tono scostante di poco prima.
-Ma lascia perdere…- Incavolato, mentre nervosamente versa un paio di cucchiaini di zucchero nel caffè gelato!
La donna infastidita, prende il vassoio e torna in cucina.
- Io mi faccio una doccia! Tu intanto testa da solo se arriva ‘sto messaggio: Scemo!
- Si! Si, ho capito…
- No!- Si riaffaccia lei:- Stai dimenticando i “puntini di sospensione”, il sottinteso, cioè: “imbecille, stronzo, cretino…”
A sfumare, andando verso il bagno…
… … …
- Lascia perdere!

E ora che succede?... Continua qui!
Dite la vostra a nighty@katamail.com
Commentate liberi e felici.
A domani
Nighty




permalink | inviato da il 15/3/2005 alle 17:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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