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Diario


16 ottobre 2005

IV° Capitolo, terza parte

L'inizio
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III° Capitolo
IV° Capitolo

27/ 3/‘93

Ore 18:00 : Sono andato a comprare le medicine per mio padre…
… Non l’ho mai scritto, non ho mai neanche tentato di descrivere o di “romanzare” quel momento: Giocavo in un torneo di calcetto, ed era un bel torneo di calcetto, e noi eravamo una bella squadra e arrivammo secondi per un paio di errori difensivi… ma prima della semifinale arriva mio fratello e durante il riscaldamento mi gela così:
– Aoh! Senti, hanno riportato le analisi di papà…
Mi fermo, passo il pallone e aspetto: – Allora?
– E’ tumore!!!
Cercavo parole per descrivere il primo senso di sconfitta, per cercare di non cadere subito nello sconforto, ma sentire quella parola bloccò ogni mia capacità razionale…
Ora è in piena cura chemioterapica, è nervoso e lo capisco, ma è difficile da sopportare, siamo tutti nervosi e preferisco glissare.
Ho corso una decina di chilometri, sono passato in farmacia, ora sono sudato, apro la porta, entro poggio le chiavi, il portafogli e do la busta a mio padre:
– E i sigari?
Ah! Giusto i sigari, è inutile smettere ora, no?
Scendo di nuovo le scale, un po’ stufato; non vedo l’ora di fare la doccia, guardo di sfuggita la cassetta della posta e vedo qualcosa che somiglia ad una bolletta del metano:
– Sempre così, non abbiamo il metano, siamo gli unici a non averlo, e continuano a sbagliare posto!
Mi avvicino, guardo meglio, non è una bolletta! E’ verde!
Alessandra! La sua lettera mi tiene appoggiato ad una parete dell’atrio del palazzo a leggere e così i cinque minuti per andare al tabaccaio sono diventati quindici.
Forse divento egoista verso di lei, verso mi padre, ma leggere parole così dolci, comprensive, stimolanti, droga senza effetti collaterali, mi illumina il cuore, l’anima e mi rassicura, mi copre come una coperta dal freddo. Certo lo so, quando mi perdo dietro le mie passioni, senza concludere un granché, papà ha tutte le ragioni per dirmi “ Pensa a cose serie”.
Ma ascoltare la mia voce come fosse la tua, Ale, leggendo le tue parole… be’…
Sì, forse non sono molto maturo in questi casi…
Ho comunque lasciato gli studi, aiuto mio padre in ufficio e dovrei cominciare tra breve a lavorare
quindi… a presto!
...Continua...




permalink | inviato da il 16/10/2005 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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