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Diario


16 novembre 2005

V° Capitolo, prima parte.

L'inizio
II° Capitolo
III° Capitolo
IV° Capitolo


? Alleria (Pino Daniele)

Passa ‘o tiempo e che fa
tutto cresce e se ne va
passa ‘o tiempo e nun vuo’ bene cchiù.
Voglio ‘o sole pe’ m’ascittà
voglio n’ora pe’ m’arricurdà
alleria pe nu momento
te vuo’ scordà
che hai bisogno d’alleria
quant’haje sofferto
 ‘o ssape sulo Dio.
E saglie ‘a voglia d’alluccà
ca nun c’azzicche niente tu
vulive sulamente dà
l’alleria se ne va…
Passa ‘o tiempo e che fa
se la mia voce cambierà
passa ‘o tiempo e nun te cride cchiù
e ti resta solo quello che non vuoi
e non ti aspetti niente perché lo sai
che passa ‘o tiempo ma tu non cresci mai.
E saglie la voglia d’alluccà ecc.…

Chiude gli occhi e spinge fuori un’ultima lacrima, tira su col naso, e tenta di chiudere quel ricordo, di
concludere qualche riflessione e si accorge che dopo quel giorno un’accetta ha spezzato in due la sua vita:
via i campeggi in montagna, via zii e parenti, via i vecchi , falsi amici del padre, via anche Alessandra,
colpevole solo di far parte di quella metà temporale. E’ ora di capire il suo mondo, di identificarlo, di crearlo
per poterlo presentare con orgoglio, un giorno, a suo padre a se stesso…
Un mondo fatto di onestà, verità, passioni,… amici.

Non rifiuta l’occasione di passare una breve vacanza con Livio e gli altri del vecchio gruppo estivo… non sarà memorabile, ma resterà l’ultima vacanza, l’ultima in cui non si sentirà in colpa per qualche giorno di ozio!!!

V Capitolo

I primi miseri 10 giorni di ferie della sua vita da operaio, li ricorda solo parzialmente: il viaggio in treno con
Livio, la conoscenza di Rosa, durante l’ultimo tratto da San Severo a Peschici, la sua voce. I suoi occhi scuri
guardavano sempre quelli chiari di Livio. I suoi capelli scuri, mossi e luminosi, irridevano quelli altrettanto
scuri, ma prematuramente radi, di Livio, e il suo sguardo era una risposta certa e sorridente ad una
domanda mai fatta:
– Li’, perché non le hai chiesto dove sta?
– Be’… veramente…
– Cavolo stiamo a 5 chilometri di distanza… che ci vuole?
– Hai ragione! Non ci ho pensato… e poi lei…
– Avrebbe accettato! – All’unisono…
Poi il campeggio, il ferragosto e le “natiche” insospettabilmente sode di Valentina, che ballano la Lambada. Il
suo sguardo velato… ubriaco e disponibile. Andy che la bacia, la saluta e raggiunge Livio alla fermata
dell’autobus e aspetta:
– Be’, come è andata? – Livio incuriosito dall’orario.
– Niente, non mi andava… bel culo, ma era ubriaca!
– Capisco… Forse! – Dubbioso e stanco, Livio sbuffa e si siede sul muricciolo della direzione, lungo la statale…
– … No! In realtà ho ripensato ad Alessandra, mi manca, ma… in fondo… come può mancarmi se non la vedo mai? Forse dovrei provare a costruirmi una storia un po’ più realistica.
– Dici davvero?
– No! Sono le 3 di notte e sono stanco!
… Poi al lavoro… Poi…

… L’azzurro dello sguardo fisso sul televisore,
enfatizza le sfumature della solitudine di questa sera.
Solo 10 minuti prima era in attesa dello squillo del telefono.
Solo 10 minuti dopo aveva liquidato
tutto quel mondo di lettere ed emozioni.
In fretta, con una scusa banale,
le aveva  assicurato spiegazioni
e aveva riagganciato la cornetta,
notato il tremore del braccio,
gelato da pensieri persi tra la confusione di colori blu,
senza risposte nella mente.
Ed ora è lì che guarda un vecchio cartoon.
Muto ascolta il suo jazz anni ’60 raccontargli storie démodé.
Mangia pane e nutella e pensa
che era troppo tempo che non lo faceva più.
…mi sto ricostruendo
e non capisco ancora da che punto ho cominciato.
… scusami!
...Continua...




permalink | inviato da il 16/11/2005 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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