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A.genzia V.iaggi M.usicali


21 ottobre 2008

Gli italiani di oggi

sulla spalla splinderiana...
buon ascolto


9 marzo 2005

A.genzia V.iaggi M.usicali 9° puntata: gli anni '80 2° Pt.

…Tra l’indigestione di hit e classifiche, propria degli ’80, e artisti meteora come mai accaduto prima, stava tornando la musica afroamericana (che lo si accetti o meno, l’unica forma d’arte nata nel ‘900 e pilota di tutte le trasformazioni della musica popolare).
Il “Pop” andava delineandosi come uno stile trasversale che, quando espresso al massimo delle sue potenzialità, aveva il dono di rendere accessibile a tutti qualunque forma musicale e ritmica.
L’industria discografica Inglese, prima di tutti, fu capace di sfornare una miriade di gruppi e artisti dal “pezzo giusto”… Ma anche di bruciarne tantissimi, e non tutti secondo un metodo meritocratico (altra grossa influenza negativa sulla capacità di scelta del pubblico in futuro).
Vanno ricordati, tra gli altri, gruppi come Prefab Sprout, Lloyd Cole & Commotions, Roxy Music & Brian Ferry, Lo Ska dei Madness, gli HouseMartins, The Smiths, i cupi Cure e gli ultra commerciali, ma udibili e ballabili, Talk Talk, Spandau Ballet e Duran Duran (certamente questi ultimi sono di spessore infimo rispetto ai primi che ho citato, ma essendo i primi prodotti di un certo tipo, gli antesignani delle boy-band, hanno la loro rilevanza).
Quasi tutte queste formazioni hanno avuto una crescita infiammante e un altrettanto veloce declino, lasciando comunque alcuni album e brani singoli che ancora oggi, in piena revisione dei vituperati anni ’80, influenzano le produzioni musicali.
L’idiozia delle case produttrici, nell’accanirsi con prodotti facili e replicabili, ha nel tempo ridotto la musica ad un mero snack da adolescenti, i quali non hanno soldi per i cd originali, non gliene frega un cavolo di copertine e collaborazioni, sono cresciuti nell’ignoranza dei “replicanti” senza avere la minima cognizione di dove venisse la musica che gli propinavano le radio prezzolate, in più adoperano molto bene i Pc… ed allora ecco il crollo dell’industria musicale mondiale! O almeno uno dei motivi.
Sul perché le Majors non abbiano ancora capito la reale e prioritaria importanza delle capacità artistiche, dello studio, del rischio e della ricerca nelle produzioni musicali rispetto al giro vita e petto delle cantanti, nonostante i loro plurilaureati esperti del settore, mi appare oscuro. So per certo che una cosa di qualità è più duratura, più apprezzata e si rivolge anche a chi avrebbe i soldi per acquistarla, certo è più difficile trovare un nuovo David Bowie, o un nuovo Miles Davis… ma almeno a provarci, visto che dovrebbe essere il loro lavoro.
Lo stile più rock, nel mondo Anglosassone nei fumosi ’80 si nomò “New Wave”… ambasciatori gruppi come i Simple Minds e i primi “U2”: i primi caratterizzati da un certo leccato uso di tappeti synth e ritmiche vagamente Funky (la sincope semplificata); i secondi sostituivano tappeti di tastiere con la ossessiva schitarrata di The Edge… Notevole successo per entrambi… Sicuramente più duraturo per il gruppo di Bono Vox che ha avuto il pregio del coraggio della ricerca, affrontando lo stile di Brian Eno in “The Joshua Tree” (il loro miglior album a mio parere), il blues di B.B. King e tante altre forme musicali, completandosi senza mai essere riconosciuti come grandi tecnici dello strumento.
I Depeche Mode invece ebbero il maggior pregio di lavorare molto con l’elettronica, che sposandosi con le loro armonie originali e a volte geniali, sdoganando le nuove tecnologie, allora dedicate quasi esclusivamente alla dance da supermercato.
In America Stevie Wonder inventò di fatto il pop nero, sintetizzando il Soul e il R’n’B della Motown, mescolandolo alla conoscenza jazz e rendendolo molto più appetibile a tutti… Popolare appunto.
Sotto sotto, uno sconosciuto Paul Weller andava sempre più spesso a rovistare vecchi album jazz, aveva voglia di cambiare suono, lui che aveva masticato anche il Punk… Conobbe Mick Talbot e nacquero gli Style Council.
Sting & The Police recuperarono il Reggae mitizzato dall’incommensurabile Bob Marley, si portarono dietro il Punk, lo mescolarono alle doti strumentistiche e alle conoscenze che condividevano, molto più di altre band dell’epoca e si produssero in una manciata di album storici, in continuo crescendo fino al culmine artistico (secondo molti) “Syncronicity” Poi si sciolsero… Qualcuno pianse… Ma Sting prese un pugno di Jazzisti Americani, li rinchiuse dentro ad una villa Napoleonica e partorì “Dream Of The Blue Turtles”! Il disco che si agganciava con uncini d’acciaio agli album degli Style, a quelli dei primi Simply Red… e poi “Everything But The Girl” e tutti quelli nominati nella precedente… Cambiò di fatto il corso della musica popolare, anche con controverse dichiarazioni tipo: “Il Rock è fermo a Jimi Hendrix… quindi è sostanzialmente morto!”… Il “Pop” è una missione: rendere popolari e conosciuti stili e culture altrimenti relegati in nicchie per pochi”.
L’industria sembrò iniziare ad esaltare le collaborazioni tra il pop e la musica più colta, aveva successo pubblicizzare la partecipazione di musicisti di “nicchia” nelle produzioni; ma anche nei contenuti l’effetto si iniziò a notare (basta acquistare o ascoltare gli album di quel periodo e accorgersi di come “suonavano”)… Le influenze musicali ricominciavano a fluire (David Bowie & Pat Metheny in quel periodo scrissero una colonna sonora di grande successo)
La filosofia centralista del Jazz, della curiosità musicale, stava tornando al potere… spinta anche dalla ipocrita necessità di vendere qualcosa di diverso; la Fusion e il Jazz-Rock spinsero il jazz verso il XXI° secolo; i Weather Report e Jaco Pastorius (se lui suonava con 4 perché i bassisti di oggi ne usano 6 di corde) diventarono veri miti, insieme a Stanley Clarke, Jeff Beck, George Duke e… Ancora lui: Miles Davis!
Poi vennero i sorprendenti ’90… anni nei quali ogni album era un capolavoro come solo nei mitici ’60 jazzistici si potè dire… Ma questa è un’altra storia.
Alla prossima!

Puntate precedenti.
(non ho nominato Madonna?… ma qui si parla di musica, non usciamo dal seminato! Di costume e industria pornografica [nel senso più ampio dei significati reconditi della parola] ne parliamo un’altra volta)

Nighty




permalink | inviato da il 9/3/2005 alle 17:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


23 febbraio 2005

A.genzia V.iaggi M.usicali N° 8: Gli '80 1° Pt.

Il jazz forse nacque nel ‘600 dalle improvvisazioni a cinque voci di Bach…
Il rock s’influenzò senza vaccino delle arie classiche e i “pieni d’archi”…
Tutto nella musica ci fa andare “avanti e indietro” nel tempo continuamente alla ricerca di legami, contaminazioni…
Tutto ciò segue un ritmo naturale e incontrollabile, istintivo, cha ha sede nel normale evolversi delle manifestazioni umane artistiche e sociali…
Fino a quando l’equilibrio tra genuina intuizione artistico-espressiva e produzione commerciale non fu rotto dalla progressiva e inarrestabile supremazia della seconda fase sulla prima.
Già dalla sua nascita ufficiale (A. V. M. 5) il rock aveva la missione di allargarsi più di qualunque altra forma musicale, e adottò stratagemmi di comunicazione generalisti e commerciali, ma sfruttando sempre artisti genuini e carichi di messaggi nuovi, di rottura… rivoluzionari…
Ma dopo trenta anni i soldi fanno gola un po’ a tutti e il desiderio di venir fuori con le proprie doti… fu sostituito col semplice incubo del “venir fuori e basta!…”
Non equivochiamo: tutti i musicisti fanno musica per venderla… Ma si dovrebbe rispettare anche le proprie idee, rischiarle davanti al pubblico… in equilibrio con i gusti della gente…
Col primo grande avvento dell’elettronica, la semplificazione delle sedute di registrazione, l’elaborazione dei segnali sonori… si rese molto più efficace massificare e riprodurre il suono che “va per la maggiore”… Si accese una aperta sfida tra le Majors (che dopo una ventina di anni le porterà alla crisi nera!!! Ben gli sta!) a produrre artisti simili e sfruttare una moda e gareggiare a chi vende di più!… Spesso creando dal nulla un personaggio, che non è un musicista, o comunque non è quello che ci fan conoscere, ma un prodotto studiato da abili produttori della comunicazione, ma non più dell’arte!
Et Voilà gli Anni ’80!
Intendiamoci, non c’è solo questo negli ’80, ma il sentimento generale verso le produzioni di allora era proprio questo… specie dopo i mitici ’60 e ’70!
L’uniformazione del prodotto musicale di massa ha fatto sì che una “Madonna” assolutamente priva di qualunque talento artistico, sia a tutt’ora la più grande fucina di idee degli ultimi 20 anni!
Una dannosa confusione tra messaggio di comunicazione, di moda e pubblicità con quello artistico…
Proprio i ’70 chiusero i battenti con un colpo di coda incredibile e rumoroso:
Il Punk rock!
Alla fine dei seventies, i ragazzi anglosassoni e non solo, inventarono
“la grande truffa del Rock&Roll”!
Il non saper suonare, il brutto e sporco sul palco, come riappropriazione delle dinamiche espressive, di una cultura incomprensibile alla massa uniformata…
Proprio come accadde nei Sixties col FreeJazz!
In quel caso l’arte espressiva del jazz si mosse contro l’appropriazione della cultura afroamericana da parte del mondo intero, ignorante, in massima parte delle sue radici… Si era in pieno movimento della Pantera Nera… Malcom X…
I ragazzi del Punk contro l’omologazione e la normalità della musica e delle mode giovanili, svilite di significati… e contro la monarchia (in Inghilterra) e le sue “formali deformità”.
Ma poco dopo furono omologati anche loro: l’industria discografica fiutò l’affare ed era già troppo potente per qualunque movimento culturale; e loro troppo ingenui dietro a quegli abiti trasgressivi e quella musica distorta.
Furono prodotti e riprodotti; si allontanarono dai loro propositi, divennero sempre meno “musica” e il loro “non saper suonare” non si trasformò mai in un nuovo modo di suonare… ma in un mero replicare…
Gli effetti del Punk furono certamente uno schiaffo alla dormiente società borghese, e oggi si sta riproponendo, per i medesimi motivi, ma senza originalità o carica artistica adeguate.
I suoni proposti oggi non sono certo novità, o idee rivoluzionarie. Ma stili codificati e riproposto dalle Major, oramai non più scopritrici di talenti e di arte, ma abili annusatori di aria e di mode!
I Sex Pistols furono gli apripista.. I Clash gli ideologhi, gli strateghi… il tentativo era nobile: creare nuovi suoni, un movimento organizzato e duraturo… ma si infranse contro la natura stessa del rock… perdere la carica “generatrice” in favore di una più comoda e certa “riproduttrice”.
Faccio i nomi: Clash e Sex Pistols appunto, ma poi
Adam Ant, Siouxsie and The Banshees, Damned e… alla fine del movimento gli onorevolissimi Cure!
… …
Ma proprio negli ’80, oramai celebrati ed imitati in raccolte e in nuove produzioni discografiche, Paul Weller, che pure il Punk lo aveva masticato, cominciò ad acqiuistare dischi di Jazz!.. A suonare un Pop-Soul nuovo, insieme a Mick Talbot… E dal primo e mitologico Cafè Bleu, gli
Style Council diedero alla musica e ai musicisti una nuova spinta a suonare, comporre e “sincopare”…
Simply Red, Swing Out Sister,  Matt Bianco.. ecc. Iniziarono a modellare il pop con suoni morbidi di bassi jazz, ritmiche funky, sezioni fiati Rithm&Blues e testi Rappeggianti…
ma questa… è un’altra storia…
Eh! Eh!

Agenzie precedenti
Nighty

Oh! Se vi piace votatelo qui ...
Avete visto che brutto muso si appropriato del sax di Bird?
Eh! Vabbe'.
AriCiao Nighty




permalink | inviato da il 23/2/2005 alle 11:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa


9 febbraio 2005

A.genzia V.iaggi M.usicali N° 7: Seventies Pt.2

Dalla fusione di stili e culture, società e rabbia, storia e...
La musica diventò più spigolosa, diretta, forte e ruvida!
La chitarra elettrica
, enfatizzata e sfruttata al di là del prevedibile gia nei '50, da un "certo" Charlie Christian (il più grande ideatore di riff della storia), si trasformò in oggetto di culto; lo strumento principe dei graffi e le grida delle generazioni a venire... Q
uasi in un simbolo sessuale... Trasgressivo e irrefrenabile.
(Poi a dire il vero tutto ciò si trasformò nella musica più prevedibile e canonizzata della storia: il Cantante è sempre il "capo" e quando non lo è, lo è il chitarrista... E alle volte i due sono la stessa persona... Ma si torna al discorso dello sfruttamento industriale di un'idea valida...)
La distorsione del suono... Il lamentare note tremolanti, poi compresse e sparate alle orecchie... Il Rock... Quello duro nasce, se vogliamo, dallo stesso papà del pop-rock mondiale: Jimi Hendrix!
Se da un lato la fine dei '60 e i mitici e fin troppo osannati '70 camminarono dal jazz e la musica Afro-Americana verso la Dance e i Prog-Rock sperimentale, dall'altro, enfatizzando le sonorità elettriche legate molto agli stilemi del Blues, iniziò a muoversi con energia e creatività uno stile dapprima molto americano, poi universale:
Led Zeppelin, Deep Purple... poi Ac-Dc e gruppi dalle sonorità assolutamente rabbiose e potenti disegnarono
L'Hard Rock!
... ...
L'Heavy Metal è un figlioccio delle esasperazioni espressive e tecniche degli strumenti nel tempo... ciò nondimeno ha comunque donato gruppi di tutto rispetto al mondo della musica... ma sarebbe troppo lungo affrontare il mio pensiero a riguardo e sorvolo rimandando ad un progetto futuro legato ampliamente alla musica dell'ultimo secolo e mezzo!
... ...
La verità forse è che proprio nei '70 ci si sarebbe dovuti accorgere dell'impossibilità di definire... Racchiudere in comparti stagni stili diversi... Ma piuttosto riconoscere sfumature diverse e donar loro continuità.
Ma dare nomi rende replicabile e vendibile un marchio... una canzone... un gruppo... un volto... E questo mi ha allontanato per molto tempo dal rock e dal pop:
l'esiguo peso dell'artista sul prodotto finale!
... Frank Zappa però!!!
Una riflessione mia personale dona il giusto valore a tutta la musica rock:
certe sonorità e capacità espressive erano sconosciute al jazz e alla classica... e anche al papà-Blues, quindi le modalità rock, le tematiche. gli stili autoriali e compositivi dei grandi sono assolutamente irrinunciabili per la completezza narrativa del tempo da parte della musica moderna.
... ...
Per conoscere poi tutte le tonalità e le aderenze tra gli stili citati sin ora nei miei precedenti e in questo... risulta molto istruttivo e piacevole seguire artisti-cantautori del calibro di Lou Reed, Van Morrison, Leonard Coen, Tim Buckley, il primo Springsteen, Bob Dylan... e David Bowie, Elvis Costello.
Essi e tanti altri, sono la manifestazione costante della Kaledoscopica possibilità di utilizzare e mescolare insieme moods diversi e sonorità apparentemente contrastanti per esprimere grande musica e grande impegno sociale e poetico, senza essere costretti a rispettare "contratti stilistici".
... ...
A volte sembra che si inventi un nuovo stile-corrente musicale soltanto grazie ad una regolazione diversa dei livelli di registrazione di un mixer in sala registrazione...
Da sempre... E mai come ora, tra il dominio presunto od effettivo di messaggi e prodotti uniformati, ripetuti e sterilizzati,
risulta irrinunciabile la capacità e la fantasia individuale nell'uso creativo delle... Nostre orecchie!
... ...
Poi, proprio quando le industrie discografiche pensavano di aver eliminato il difficile, deviante, poco replicabile e pericolosamente affascinante ed incontrollabile Jazz... Eccolo tornare, infingardo ed insinuante alla carica...
Eppure erano arrivati gli edonistici e superficiali Anni '80?!...
... Ma questa è un'altra storia.

Agenzie Precedenti
Nighty




permalink | inviato da il 9/2/2005 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


3 febbraio 2005

A.genzia V.iaggi M.usicali N°6: Seventies 1° Pt.

...E se anche la protesta l'avessimo ereditata dai Neri Americani?...
Sta di fatto che quasi un decennio dopo (l'ultima A. V. M.), e per ben altri motivi, tutta l' Europa e... il Mondo occidentale giovane, si sollevò contro la cultura imperante conformista e obsoleta del sistema...
La si può immaginare come si vuole, o interpretare, pensarla, aborrirla, o esaltarla... Ma la stagione vissuta tra la fine dei '60 e i '70 ci ha cambiato...senza purtroppo raggiungere i veri obiettivi che gli idealisti dell'epoca invocavano: Eguaglianza, tolleranza, libertà culturale, religiosa e di costume sono in fondo ancora oggi delle chimere...
Ma la musica? Come "un'onda sinusale" che muove intorno al centro ipotetico "Jazz", in questi anni si prepara ha vivere la sua curva più lontana dal mondo Afro-americano che ha generato tutta la pop music moderna: IL Free Jazz ha definitivamente allontanato il Jazz dalle masse... e purtroppo l'industria musicale allontanerà anche il popolo nero dal Jazz...
Tutto ciò, rispetto alle motivazioni iniziali del movimento seventies risultò una doppia sconfitta.
Il Mainstream divenne la tanto odiata musica da camera del '900... e il suono dei giovani e delle masse danzanti alle grandi reunion dell'epoca fu il Rock!
Woodstock!... E la rabbia e la forza degli artisti dell'epoca, sono il miglior manifesto per fotografare il momento confuso, indefinibile, inafferrabile... E proprio per questo poi catalogato, definito e riprodotto (un'altra sconfitta?...).
"Jimi" su tutti!!! La sua attualità musicale, la sua arte andava oltre la categoria rock...blues o jazz. Visse troppo poco, e troppo poco suonò... e anche il Rock ebbe il suo Charlie Parker...Peace & Love.
Il movimento Seventies germogliò almeno due stili molto forti e stimolanti: la Dance-music e il Progressive Rock.
Earth Wind & Fire, Kool & the Gang, Gloria Gaynor... cercate dappertutto i primi "Little Feat"...(grandissimi!)ecc. Furono il prodotto proposto per il divertimento, ma basta ascoltare gli accordi e le armonie nascoste dietro alle parruccone per riconoscere sbiadita e nebbiosa la 52ma strada di NY!
Il Rock progressivo, o sinfonico, in realtà scimmiottava spesso le atmosfere classiche con eccessi di solismi e gigioneria, e prendeva molto più sul serio lo stile compositivo e armonico...udite udite ...del Jazz!
I Genesis, gli Emerson Lake & Palmer (che sognarono la magica "H" di jimi per il loro nome... Help!), i Van Der Graaf, Yes, Gentle Giants, Jethro Tull, Area e PFM furono mitici, vendutissimi e artisticamente attivi nella ricerca musicale. Fu l'unica musica di grande diffusione ad esaltare contemporaneamente le armonie, gli assolo e l'improvvisazione.
Oltretutto nei Genesis fece capolino da
Glen Miller, l'improvvisazione simulata: provare un solo, perfezionarlo, scriverlo e armonizzarlo... Poi ripeterlo dal vivo e sui dischi... Una sorta di composizione-arrangiamento spontanea. Tony Banks e Mick Rutherford sono dei maestri e hanno donato uno spessore ai loro strumentali inarrivati sin ora.
Mitiche le lotte a suon di proto-synth fra Keith Emerson e Rick Wakeman...
Insomma, se il mondo del jazz si era ritagliato un quadro più ridotto negli anni '70, la sua onda lunga "infettò" tutto il movimento musicale mondiale, grazie a quel suo modo sottile di creare tensioni, curiosità e melodie nuove.
Questo, come al solito, fruttò molti semplicistici e replicabili cloni, ma anche la continuità di "quell'onda sinusale", che si allontanava sempre di più...ma che sarebbe tornata più forte di prima....Ma questa è un'altra storia.
Buon Viaggio

Viaggi precedenti
Lista della Spesa Italiana (aggiornamento)
Nighty




permalink | inviato da il 3/2/2005 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


19 gennaio 2005

A.genzia V.iaggi M.usicali: 5° Parte

...La sincope, il ritmo e il Blues diedero vita ad un'altra musica scanzonata, forte, di rottura e divertente...il Rock&Roll!... tra i '50 e i '60... niente a che vedere con i replicanti dell'ultima ora o con il Crossover degli ultimi anni...
Il R&R era se stesso in quegli anni e per quegli anni! Ha rappresentato una generazione che cercava una musica che rompesse gli schemi che certi stili popolari (e purtroppo anche il Jazz) oramai seguivano.
Il jazz, definito come l'unica forma d'arte nata nell'ultimo secolo, aveva abbandonato i ghetti e i neri ed era diventato Mondiale... Fantastico!!! Ma il bisogno umanissimo di identificarsi nel proprio tempo dei ragazzi e, soprattutto, la volontà della comunità artistica nera di riconquistare il proprio suono spezzò il conformismo musicale con il Rock (appunto) e il FreeJazz!!!
Ornette Coleman germogliò lo stile come sua evoluzione del BeBop Parkeriano... esaltando ad armonia note e melodia sulla struttura armonica, che invece si ricostruiva spontaneamente con le improvvisazioni dei musicisti... Armolodia!!! (...così almeno mi sembra ascoltandolo...)
Ma ci fu un'evoluzione più estrema che volle esaltare il "brutto" come parte fondamentale di un espressione artistica, e che evidenziava come quest'ultima fosse incompleta altrimenti... inoltre una musica così inarrivabile era di nuovo il suono della protesta dei ghetti neri e delle minoranze, lontanissimi dall'integrazione...(ancor oggi...).
Tutto ciò non ci preservò dal becero sfruttamento commerciale del Rock& Roll che si trasformò, e forse lo è ancor oggi che non va neanche di moda, in un falso assecondare ed enfatizzare modelli facilmente replicabili, garanzia di guadagni duraturi... che sancì il definitivo sfumare della schiettezza e della rivoluzione culturale... e nel Freejazz tanti salivano sul palco, vomitavano cascate di note senza senso, ci legavano uno slogan e via!!!...
Ma tutto 'sto casino ci ha donato comunque gli anni d'oro della ricerca musicale, una grande voglia di novità a 360° che ancor oggi ci stimola...Il Modale di Davis, L'Hard Bop dei Jazz Messengers, di Clifford Brown e Max Roach, di John Coltrane, l'innovazione di Eric Dolphy, di Mingus, Cecil Taylor, Antony Braxton, ma anche tanto Mainstream con Dizzy, le big band, Joe Henderson, Sonny Rollins, la nuova poetica del "piano-trio" di Bill Evans...
e nel pop-rock tante cose stupende da ricercare tra troppe fumose e ripetitive produzioni di Elvis & Company... i Beach Boys e i primi Beatles... e in un attimo ci ritroviamo nei '70!...Ma questa è un'altra storia...
... ...
Sergione Caputo appuntò al mio umile componimento una sua preziosa precisazione, ve la dono:

Si puo' approfondire, volendo. Per esempio il rock e' nato dalla fusione del country (a sua volta derivante dalla fusione della musica irlandese col gospel dei neri) e il blues, derivante dalla applicazione dei principi del gospel (solo vocale) ad una struttura di accordi facile e ripetitiva. Poi, dopo che
Chuck Berry invento' di fatto il Rock, le prime case discografiche si accorsero del potenziale di questo nuovo ritmo, e si accorsero anche che i neri non avevano molti soldi da spendere nell'acquisto di dischi. E fu cosi' che dopo affannose ricerche trovarono uno che poteva aprire il mercato del rock ai bianchi, tale Elvis.
(s.c.)

-
A.genzia V.iaggi M.usicali (puntate a ritroso)
- Lista italiana di Nighty (aggiornata ancora)
- E poi ancora i vostri detti e proverbi dialettali e gergali... Siamo già una trentina!

Bon Voiage...
Nighty<




permalink | inviato da il 19/1/2005 alle 18:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


10 gennaio 2005

A.genzia V.iaggi M.usicali 4

...Miles guardò il vecchio leader durante una prova in uno studio di registrazione e decise quale sarebbe stato il suo mestiere, poi scoprì la sua vera età e impaurì!...Bird morì a trentacinque anni dimostrandone sessantacinque...aveva dato tutto ciò che gli era rimasto ai suoi frammenti di famiglia e alla musica, e il Signore lo chiamò per la sua orchestra personale...Quando piove sincopato, che le foglie ballano sotto le gocce, che il profumo dell'aria riempie le narici e il cuore...Quando i tuoi ricordi si bagnano e ravvivano i colori...quello è un assolo di Charles Christopher "Bird" Parker...( More Love & Respect...)
Durante i Sixties si dice che ogni album fosse un capolavoro...e non solo nel Jazz. Il rock all'epoca era la sincope più semplice e trascinante del mondo, lo swing reso barzelleta per tutti, il riso per le feste, forse un po' ripetitivo, ma divertente e grintoso (io mi carico sempre di più con uno swing a 2000 con un solo tiratissimo di...clarinetto stile "Sing, sing, sing"...comunque). Il jazz prese il volo verso nuove forme espressive, verso il mondo, verso le contaminazioni che poi erano da sempre nel suo DNA...e quindi per chi volesse seguire idealmente la strada del Be-Bop basterà accattare Ornette Coleman da "Sometin'Else" a "Free Jazz"...Chi le grandi orchestre, da Ellington a Woody Herman e i suoi "Fab Four"...Chi vuole tentare di star dietro alle immaginifiche produzioni Blue Note e Verve vada a caccia da amici, musicisti e vecchi negozi...e anche su internet. Chi vuol stringere la mano a Dexter Gordon, nobile staffettista tra Lester e John Coltrane "A Man Supreme"...rimanere rapito da Bud Powell, Bill Evans e tutti i loro figli pianisti del secondo novecento...immergersi in tutte le tonalità del blu di Miles Davis e Gil Evans...correre sulla West-coast e conoscere Gerry Mulligan, Chet Baker...Mammamia, ci vorrebbe un'elenco alfabetico, ma vi basti sapere che in realtà per riscoprire quel fervore, per annusare l'aria di quelle session, basta avvicinarsi poco a poco, lasciarsi portare da istinto, curiosità e piacere e allora i colori della vostra musica centuplicheranno intorno ai vostri occhi rapiti...fidatevi...Altro che Canne!...In quegli anni si rincontrarono il Brasile e gli U.S.A.: Stan Getz si innamorò della bossa di Antonio Carlos Jobim, Dizzy della Salsa Cubana e di Chano Pozo...Tito Puente presentò al mondo lo Swing caraibico...il Mambo!!! Che dirvi di più...

A.genzia V.iaggi M.usicali (Arretrati)
Lista della spesa Italiana (aggiornata)

...Se poi volete continuare a commentare il post di ieri... ci tengo,
Nighty




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22 dicembre 2004

A.genzia V.iaggi M.usicali 3

...Bird iniziò a volare dietro le porte dei locali di Kansas City, ascoltando le note filate ed agili di Lester Young, imitandone i movimenti su strumenti vecchi e stanchi...
Iniziò a volare per sollevarsi da quella sporca terra tra i denti, fatta di droghe adolescenziali, incoscienti, troppo facili da trovare... e troppo difficili da dimenticare...
Nel suo cuore conosceva note nuove, che nessuno osava avvicinare, ma il jazz era il terreno fertile della fantasia e dell'improvvisazione e allora... dai fischi dei primi contest, alle folle di New York, all'amicizia di Dizzy, alla conoscenza della musica vera, delle sue vicinanze artistiche e...soprattutto il ritorno del jazz al jazz!...
Lo Swing ripetuto e corretto dalla popolarità era divenuto troppo bianco, pulito...I solo erano spesso simulati e non esprimevano più la realtà della vita, l'anima dei musicisti...non che fossero brutti...ma basta ascoltare un equilibrismo di un quartetto di Bird...un suo funnambolico tema introduttivo, un suo aereo solo per capire che...Armstrong forse non conosceva la favola della volpe e l'uva!!! Forse meno ballabile, meno orecchiabile, ma il Be-Bop nato dalle notti NewYorkesi di Monk, Charlie, Dizzy, Max...stravolse per sempre la musica e si scoprì che "gli intervalli di tredicesima erano belli tesi e possibili"...anche Ravel e Stravinsky lo sapevano...
"Non è che un giorno ti svegli e stacchi un nuovo stile dall'albero...L'albero cresce in te...giorno dopo giorno con i suoi ritmi naturali..."
(Dex in Round Midnight).
I miei soliti parallelismi atemporali mi scaraventano in europa alla fine dei '90: un gruppo di dj sente l'odore stantìo dell' House-Jazz e dell' AcidJazz più Easy... è vero le folle ballano... i film e gli spot usano rimiche sincopate e tutto il nuovo Black-sound è popolare... ma rischia di allontanarsi da quella fame di scoperte, tensioni e rischi che da sempre lo distinguono...Et Voilà il "Drum 'n' Bass", il "Jungle-Jazz": ritmiche campionate prima, poi suonate e Ri-suonate dal vivo accelerano centrifugano le sincopi e il Funk. Torna la libertà del riff percussivo e nasce il nuovo contrasto tra eterei tappeti di archi o piano, temi di Standard memoria e Assolo sfavillantemente Be-boppistici e il Contrabbasso al potere con ostinati cavernosi o Walkin' estremi...
Accattate, derubate, acquistate tutto il Parker, il Monk, il Dizzy e il Bop possibile, poi avvicinatevi a "Buckshot le Fonque", "Goldie", "Peshay", "D-Note", "Groove Collective", "Rony Size", "4 Hero" e godete esagerati!!!
...Mi raccomando leggete bene le copertine!
Al prossimo viaggio

A. V. M. 1
A. V. M. 1 in negozio
A. V. M. 2
Lista della Spesa: gli Italiani
Nighty




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21 dicembre 2004

Lista della Spesa: gli Italiani di Nighty

- Enzo Avitabile: Tutti, ma SOS Brother è in assoluto il capolavoro del Soul-jazz Italico!
- Almamegretta, soprattutto il primo mitico album
- Avion Travel
- Paolo Belli: assolutamente Fun Music all'italiana con molto swing.
- Samuele Bersani: Ho soltanto la raccolta e Caramella Smog... ma perchè mi han "rubato" gli alri Cd!!!
- Rossana Casale: Incoerente Jazz... Quando un pezzo così a San Remo era Scandaloso!!!
- Sergio Cammariere: Per fortuna, oggi tra il pop Italico c'è lui che ci consola della latitanza della qualità.
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SERGIO CAPUTO: AVANTI MILLENNI SU TUTTO CIO' CHE E' STATO IL MONDO DELLA MUSICA... (ve ne parlerò un giorno)
- Vinicio Capossela: Tutto ciò che fa... anche articoli giornalistici o racconti... ma soprattutto da "A Mezzanotte Circa" a "Camera a Sud"
- Carmen Consoli: un'artista vera costretta in abiti punk, ma che sta smettendo pian piano... E' brava e dovrebbe liberarsi da se stessa!
- Pino Daniele: perchè dicono che la musica Napoletana è vecchia o è Gigi D'Alessio? Tutto ciò che ha fatto Pino fino a "Che Dio Ti Benedica" (compreso) è inarrivabile per chiunque altro!
- Francesco De Gregori: Ho inseguito i suoi album per molti anni, li copiavo su cassetta, mi innamorai di "Scacchi e Tarocchi" poi mi donò "Terra Di Nessuno"... Capolavoro assoluto!
- Fabrizio De Andrè: c'è bisogno che ne parli? Uno così che a metà carriera ammette che la musica cantautoriale italiana da poca importanza alla musica, chiama la PFM e da lì in poi solo grande musica intorno alle sue inimitabili parole.
- Delta V: il primo era grande... poi...
- Niccolò Fabi: Lasciarsi un Giorno a Roma versione Swing dall'Ottavo Nano mi ha convinto che sarebbe cambiato... poi ha fatto il suo Capolavoro, fin' ora.
- Ivano Fossati: tutto! E poi acquistate "Not One Word"
- Jovanotti: sorpresi? Ascoltate "L'Albero" poi ne riparliamo.
- Mietta: allora sono diventato scemo?!? No: "Cambio Pelle" e "Dani è Felice" sono notevoli... poi non hanno avuto seguito...
- Ennio Morricone: non solo orchestra, ma tutte le Cool-issime colonne sonore Sixties e le innumerevoli opere d'arte che ci ha regalato...
- Giuliano Palma & BlueBeaters: son durati poco ma mi hanno divertito molto, poi lo Ska morbido è molto accomodante.
- Quintorigo: tutto ciò che fanno è arte, sono originali, ritmati, cattivi, jazzati, rocckeggianti... dai che volete di più!
- Premiata Forneria Marconi... Cercate, cercate...
- Tiromancino... potrebbe rischiare di più! 
Man mano che ho tempo linko pagine utili per ogni nome...
Ditemi i vostri ora!
Nighty
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14 dicembre 2004

A.genzia V.iaggi M.usicali 2... l'America del sud

..."Jim Crow" (anche qui) intratteneva folle di Borghesi ignoranti... Altri illuminati scavavano dietro quella immagine e scoprivano una musica nuova...Mobile, agile, indefinibile...Il Jazz!
La musica era divenuta sincopata, saltellante...stimolava danze, movimento...era soprattutto una "Fun-Music"...nel Dixieland di New Orleans, come nello Swing di Kansas City, Chicago...New York...le Big Band si sfidavano in interminabili contest a chi facesse più Groove e più ballerini in pista! Immaginate dei Rave negli anni trenta...con musica dal vivo...il proibizionismo...e migliaia di folli che organizzavano feste fantasma (rent-party) ...con passaparola e strani biglietti affissi sulle porte delle case, e poi si sfiancavano in estenuanti balli per tutta la notte! (vedere "4 stompin' at Savoy"...film di qualche anno fa').
Poi divenne la musica ufficiale di ogni evento...Lo swing fu uno dei primi prodotti americani da esportare con orgoglio... Le band più famose suonavano in tutto il mondo e continuavano la loro ricerca di un suono personale e riconoscibile...
Lo Swing divenne allora e per sempre il nome di una ritmica sincopata inizialmente in 4/4...ma assolutamente plasmata su ogni tempo (incredibile l'effetto su un Waltz o tempi ancor più "dispari" come 5/4 o7/8...vabè ora esagero)..."tittitìn', tittitìn', tittitìn'!...", ma anche lo stile bandistico più famoso e "divertente" del mondo della musica...
Ancor oggi a distanza di decenni, alcune Big Band col nome del loro fondatore girano il mondo in tournèe non solo folkloristiche, ma anche per proporre il loro nuovo suono sempre in evoluzione, e artisti di diverse estrazioni sognano di formarne una e di arrangiare i loro pezzi per una Big Band di Swing! (ultimamente Phil Collins, Michael Bublè, Robbie Williams, George Michael hanno realizzato
 album degni di nota...)...Kid Ory...Louis Armstrong...Fletcher Henderson...Count Basie...Duke Ellington...Benny Goodman...Woody Herman... Accatonate, derubate, acquistate tutto ciò che vi capita a tiro...fagocitatelo con le vostre orecchie avide e poi...scoprite perchè i "Neri" trovarono giusto riappropriarsi del loro suono...ma questo è un'altro viaggio...
Ah!...Chi era "
Jim Crow"?...
Nighty




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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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