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Racconti Sconnessi


18 gennaio 2006

Lady "D" & Mr. "C"

Lo Specchio di Lady “D”

…Un artista che esprima il suo genio, il suo estro senza tener conto di chi ne ammirerà l’opera, è incompleto… sterile!

“…Io sono bella!
Mi guardo allo specchio e non posso fare a meno di riconoscermi avvenenza, profondità di spirito e animo, intelligenza…
Non per vanità o per supponenza, ma per una vitale e necessaria dose di buon senso…
Di obiettività!
Ma questo non vuol dire che debba alzare il prezzo…
Non vuol dire cambiare vetrina per una più centrale e prestigiosa…
Nemmeno nascondermi e celare me stessa!
Cosa otterrei se tenessi per me le passioni e le mie spontanee manifestazioni di dolcezza… di richieste di aiuto… di…
No!
Sarei sterile ed incompleta e… poco intelligente!

Invece penso che dovrei solamente smettere di sentirmi in vendita per acquirenti che non mi interessano. Devo chiudere il mercato, aprire la porta di casa e andare fuori.
Paura?
Si! Ma aiuta ad essere… a vivere…
Sicurezza?
Aiuta a vincere sulla piatta normalità delle persone in vetrina… delle cose “giuste” o sbagliate… delle persone belle o brutte!
E…
Io sono bella!
Sorrido a chi mi sorride.
Vivo per chi mi vive.
Vivo per me!

Prima di uscire a guardare, a conoscere… a sorridere…
Mi guardo ancora nello specchio e mi riconosco in quel riflesso… anche se è soltanto un’immagine, mentre io… sono qui e posso toccarmi e…
Sono bella!
… …

La Mansarda di Mr. “C”

Rovisto tra le cianfrusaglie accatastate.
Alzo polvere, la scanzo con lo sguardo e le mani e fendo l’aria e i raggi luminosi sul pulviscolo della mansarda della mia mente.
Tutto ‘sto scavare, smanacciare, guardare, alimenta un pesante mal di testa.
Mi stimola un pensiero triste e malinconico intorno a ciò che erano tutte quelle cose sparse, rotte o invecchiate che sto smuovendo; a ciò che sarebbero dovute diventare; a quante fossero sempre state inutili o dannose e che non ho mai deciso di buttar via!

Ritrovo sorridenti occhi del mare adolescenziale… il Gargano!
Le grandi scoperte giovanili nel Parco d’Abruzzo…

Mi abbagliano ancora i primi imbarazzi a scuola, i primi ìmpari confronti con i ragazzi e ragazze della mia rampante generazione, io timido e in possesso di un altro passo, altri ritmi… altre curiosità!
E i loro volti molto più scaltri e “fighi”!
La musica di Duke la domenica mattina al posto della solita sveglia!
La matita sul foglio, prima di iniziare a parlare!
La penna sul quaderno prima di avere il coraggio di “parlarne”!
I sogni…

“Lei” che non arriva mai, che si chiamava Alessia, poi Morena, poi Eleonora, poi Stefania… Poi Mariassunta… poi…
Ma che non arriva mai… e va via sempre troppo presto!

E io che in fondo son sempre là… dentro 'sta mansarda che rovisto, che mi chiedo dove ho sbagliato, che cerco se e dove ho fatto un passo giusto…
Che mi dispero per tutte quelle “Lei” sfumate in un pugno di parole e in strane e ingiustificabili timidezze!

Poi alzo lo sguardo fuori dal lucernaio e odo voci che mi chiamano da fuori…
Indosso il mio cappotto di imbarazzi e battute… i miei occhiali scuri per scoprire sogni ed emozioni altrui ed esco!

Da lontano, mentre mi lascio guidare da nuove domande, mi volto e guardo la mansarda, penso:
“…In fondo… in fondo… mi assomiglia abbastanza…”

...Continua...




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13 gennaio 2006

Segreti pensieri...

Lady “D” think…

“Sorpresa del risultato del mio silente… silenzio!
Ecco!
Sono sorpresa…
Forse troppo incuriosita da questi eventi per sorpassare la loro affabulante vista e portarmi avanti… Azzerare, lisciare le increspature che inciampano i miei polpastrelli e assaporare questa nuova storia come…
…Una storia normale!

Forse è così: sono sorpresa.
Forse la sensazione piacevole che mi dona voglio lasciarla scorrere sulla pelle ancora un po’… godermi questo dolce oblio egoistico e esaltante, caricarmi dei complimenti, della constatazione evidente della stupefacente complessità della mia persona…
Poi magari mi rimetterò in moto.

Oppure l’assuefazione al “non premeditare”, a non chiedere o pretendere nulla da nulla… per far si che tutto sia spontaneo, vero, mi ha vaccinata alla normale dolcezza di Mr. “C”, alla sua speciale leggerezza, alla densa presenza delle sue parole ed espressioni nel mio sangue, dei suoi sogni intorno a me…
…E non mi sorprendo della sua manifestazione genuina, dimostrazione che allora è possibile!...
…E resto impassibile alla sua consistenza, al suo aspetto, al suo petto pulsante, come se in fondo era prevedibile e naturale che lui fosse così!...
Oppure è semplicemente lontano da ciò che ho idealizzato per me…

Oppure Mr. “C” è come il mare che muove e hai voglia quanto tempo ci vuole per navigarlo tutto…
…È una montagna e allora hai voglia quanto tempo mi ci vuole per capire dova andrà…

Oppure sono felice…
Sorpresa…
…del prodotto del mio silente silenzio e…
Il tempo che mi ci vorrà per muovermi e tornare ad abbracciarlo e…
Non si misura col freddo rintocco di una sveglia al quarzo!
Ciao Mr. “C”… a presto…”


Mr. “C” think…

Curiosità…
Ecco cosa sintetizza la mia consueta e mutevole attrazione verso quelle irraggiungibili bellezze e pienezze umane che sono certe donne…

Curiosità verso le strade della conoscenza continua che mi permetterebbero di giungere almeno in prossimità del loro “centro”!
Curiosità per il raggiungimento della consapevolezza reale, al di là di battute e sketch, di dove sono arrivato, di quanto mi manchi per ritenermi adeguato a sognare di essere simile almeno all’uomo giusto per una di loro…
Curiosità verso la strada da fare, il viaggio da intraprendere e il sapore che ha l’intimità che potrebbe unirmi ad una “Lei”, e la quantità di volontà che sarei in grado di esprimere nel tentare continuamente di essere un uomo migliore!

Lady “D” è come la mia principessa, è come tante altre ragazze avvicinate e poi allontanate… per mia sciocca indisponibilità, incuria del sottile filo che mi donano per restargli attaccato… per loro disinteresse, mia palese inadeguatezza, o totale aritmia, asincronia gestuale e umorale… e di attenzioni!
Forse sempre per colpa mia…
…Non ultima la mia fragile avvenenza estetica, sfiorita dietro qualche chilo di troppo, qualche capello di meno e problemi professionali e di realizzazione personale che non mi agevolano nel intraprendere il viaggio…

Ma ora, in barba a riflessioni più o meno pessimistiche…
Ho indossato scarponi e ciaspole da neve, mi trovo in cammino: lento, affascinante e irrefrenabile…
Perché Lady “D” è anche questo: voglia di andare anche se non sai dove e perché…
Verso di lei… lì su!
Ciao Lady “D”… a presto…”

...Continua...
Nighty




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11 gennaio 2006

Mr. "C"

...Restai per molto tempo a parlare e scarabocchiare le parole del mare con “D”, io in piedi di spalle, lei seduta sulla panchina.
Distanti tra noi... a ben guardarci, ma in verità molto più vicini di quanto un occhio sconosciuto avrebbe mai potuto intendere.
... ...
Si sa, certe distanze non si misurano in metri...
... ...
Poi la salutai tentando di ricambiare il meglio che potevo il sorriso della ragazza e andai via.
“Non le ho lasciato neanche un numero di telefono... “D” non me lo ha chiesto...”

A volte le cose belle e improvvise sono nate per durare il tempo esatto che le separa dalla loro fine, non un secondo di più...
Un frenetico volo di “Bird” poteva durare qualche minuto e restare nella testa e nel petto di chi l'aveva visto e udito in eterno...
Anche il tempo vitale di certi accadimenti non si misura con il freddo rintocco di sveglie al quarzo...


Quando sono solo guardo i monti davanti ai miei occhi: una serra appenninica che mi ricorda campeggi selvaggi e veri, prima del lavoro, prima dei problemi, prima, molto prima dell'ultima storia di mio padre...
Quella serra occlude lo sguardo a sconosciute valli, eppur mi muove la mia testa in domande nuove, la spinge a cercare strade per violarle, per scoprirle e respirarle.
Arrivo sempre di primo mattino.
Posteggio l'auto alla foce del torrente, lì dove si getta nel corso del Sangro.
Poi mi incammino costeggiando il pendio del Monte Amaro, lungo il corso d'acqua.
In una radura panoramica mi fermo a guardare la serra nella sua interezza, ponte tra due catene montuose, diga della piccola e primitiva valle, sorgente del rigoglioso torrente.
Mi fermo sempre un po' a pensare...
Mi scopro dondolante come un bambino che ascoltasse gli aneddoti dell'anziano padre...
Solo...
Prima di ricominciare il cammino verso quella solitaria e unica lapide posta nel fitto del bosco, musicata di cascatelle e uccelli, foglie danzanti e vento, scricchiolare di arbusti e profumata del verde originale...
D'un tratto la vedo!
Mi passa di fianco e si ferma poco più avanti.
Le chiedo:
- Cosa ci fai tu qui?
- Guardo i monti e tento di scoprire i loro infinetisimi e giganteschi movimenti...
- Anche io... ma temo sempre di aver perso la vista giusta... il punto migliore per scorgerli...
E lei, delicata e soffiata come un flauto:
- Io ho i tuoi occhi da quel giorno... se vuoi...

E furono passi lenti di fianco al torrente, e voci sul canto dell'acqua e del vento e sguardi tra le fronde verso il cielo...
Insieme...

Ciao “D”
      Mr. “C”

...Continua...
Nighty




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4 gennaio 2006

A chi si riconoscerà...

Lady “D”

…Quando “D” guarda il mare si mette sempre seduta sulla stessa panchina del porto, sola…
Quando “D” guarda il mare, ondeggia con lui e colora i suoi pensieri del blu petrolio, dei riflessi verde smeraldo, di azzurro lucido e specchiante… poi li muove spumeggianti come la bianca schiuma dei flutti sul bagnasciuga…
Quando”D” guarda il mare, ondeggia solitaria e da il tempo alle sue parole, come una bambina quando racconta la sua storia di Natale al Papà.
Quando “D” è sola e guarda il mare, vive della sua solitudine, desiderosa che essa sappia cibarsi di quel piacevole silenzio per germogliare in compagnie che sappiano danzare il suo intimo moto ondoso, che sappiano riconoscere i colori e ascoltare le sue storie… e che non abbiano paura di mescolare su quella tavolozza gigante che è il mare e la sua panchina del porto, i loro colori, le loro storie… il loro tempo.
… …
Così perlomeno mi appare quella ragazza elegante, apparentemente distante, silenziosa ma con un velato sorriso dolce e delicato che sfuma lo scuro dei uoi grandi occhiali da sole.
… …
Ecco, quando ho visto “D” ballare la sua musica di sogni e pensieri, che guarda il mare, mi sono chiesto…
…Com’è possibile che esista qualcuno che osi spezzare, frantumare quel moto morbido, sinfonico, con sprezzanti richieste manifestamente inguinali?
… …Come ci si può accontentare di un’ipotesi di mero strofinio poco meno che ginnico?…
… … …Come si può pensare che quella creatura segretamente sorridente, intensa di emozioni sconosciute e stuzzicanti, si trasformi in un semplice oggetto di desiderio?… Come una scarpa da tennis ultimo modello, una sciarpa…
… … … …Come ci si può accontentare di essere per lei al più solo una scarpetta da tennis… una sciarpa?

Come si può solo pensare che lei stia cercando una “cosa”
per indebolire quella apparente solitudine?

Eppure ora lo vedo anch’io: goffo come un romano tra le straniere a Piazza di Spagna, grezzo come un pastore abruzzese tra i monti della Maiella, approssimarsi, tentare una frase ad effetto, strappare il pentagramma intessuto di quella musica, rompere il suo dolce oscillare col mare… beccarsi un freddo “No Grazie!” e andare via maledicendo la sostenuta donna.
Sostenuta? Fredda?
Mi avvicino silenzioso…
Sorpasso la panchina, le do le spalle e guardo il mare come se stessi ascoltando mio padre raccontarmi l’ultima storia…
Mi scopro dondolante come un bambino che attende il suo tempo, fischietto una melodia e scarabocchio il Moleskine ad imitare quel maestoso intreccio di onde e tratteggi dell’acqua che muove la terra e plasma la storia…
Odo:
- Cosa disegni?- Delicata e soffiata come un flauto…
Rispondo:
- Il mare…
Lei allora:
- Io ascoltavo la sua musica, il suo fragore… ma non riuscivo a ricordare… mi mancano le parole…- Mi dice quasi sottovoce, come se si vergognasse del pensiero…
Quindi io, sempre di spalle, ma morbidamente baritonale…
- Io le ricordo… se vuoi…
Allora ho scoperto la verità.
Allora ho avuto la certezza di tutto ciò che fino a quel momento avevo soltanto immaginato, fantasticato…

Perché lei mi ha sorriso grande sopra lo scuro degli occhiali, più forte della voce del mare, più calda del sole che improvviso squarcia nubi invernali…

Ciao “D”

...Continua(?)...
Nighty




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17 marzo 2005

Racconto Interattivo 4° parte: il Finale!

Points of Suspence
L'inizio...


Finale
… … …
- Senti, io vado! Ho fretta e mi sono rotto di aspettare che tu partorisca un’idea decente.
L’impaziente ospite esce dall’ombra rivolgendo la mano verso la maniglia della porta d’ingresso.
- Ma stavolta c’era tensione, suspence… Mistero!…
- Si, vabe’… Ciao!
- Ma dai! Ti chiamo io?
- Si! Aggiornami e… fai in fretta!
Esce.
L’uomo rimane solo immerso nelle coperte e fogli di bozze e brutte copie accartocciate, narrazioni incomplete… accennate.
Sul lato sinistro, vicini a cadere a terra giacciono gli ultimi tre tentativi, bocciati dall’editor; lui li riprende in mano e rimugina affondando in un torpore quasi da trance…
Un rumore di sirene lo desta dall’ assopimento!
Dopo un attimo di smarrimento, coglie l’occasione per risvegliare l’istinto narrativo: si avvicina alla finestra per scrutare particolari utili alla stesura del testo definitivo.
Scatta in piedi, si affaccia meglio e conta due, anzi tre pattuglie sul marciapiede sotto il palazzo.
I poliziotti entrano di corsa nel portone.
- Cazzo! Allora è grave?!
Intrigato dall’incedere rumoroso degli ultimi accadimenti, si infila le ciabatte, volta lo sguardo verso l’uscita per…
Nota la luce della cucina accesa!
- …L’ho lasciata così da ieri sera?… Incredibile!
Cambia direzione, sparisce dentro l’altra stanza.
Si apre la porta di ingresso.
Una donna allarmata, spaventata grida:
- Dove sei?… Dove sei?
Non ode risposte, fa qualche passo nella sala all’ingresso.
Un’altra donna in accappatoio le va incontro.
La prima la nota e la incalza:
- Chi cazzo sei tu? Cosa ci fai in casa mia?
- Io?… La doccia, bella! Tu hai fatto la spesuccia? Poggia tutto e smamma… Bella!
- Ma come ti permetti!… Ma dove sei finito tu?!- Grida ancora più forte!
L’uomo esce sconvolto dalla cucina, sudato in volto; guarda le due donne davanti ai suoi occhi ed esclama:
- Ma… Chi cazzo siete voi?! O mio Dio!- Abbassando la testa distrutto, sussurra:- …Altre due…
- Caro? Ma come chi sono? Oh! Scusa per l’accappatoio: lo sai che non ho il mio qui…
L’altra è ancora impietrita all’ingresso.
L’uomo spossato, stremato, appoggia la mano sullo stipite… Lasciandoci una grondante impronta insanguinata!
- Aaaah!- Le due donne gridano e con un balzo istintivo si allontanano da lui.
- Mani in alto! Lei è in arresto! Non si muova!
Due poliziotti irrompono.
Bloccano l’uomo.
Un altro si precipita in cucina.
Ne esce deluso da una prevista e terribile conferma.
- C’è una giovane donna… Morta! Ferita da arma da taglio!
- Non sono stato io!!!- Grida disperato…
- Stia fermo e zitto!
- Io non so chi sia quella donna!… E’ stato… Il mio editore! Si! Soltanto lui è entrato qui stamattina!…
- Ma cosa sta dicendo!?
- Io sono stato tutto il tempo lì, sul letto; non conosco queste donne e non conosco la vittima! Lo giuro!
- Stia fermo! La smetta!
- E’ stato lui: il mio editore! Avete controllato se è uscito o entrato qualcuno?…
- I testimoni la inchiodano, caro il mio omicida, tutti confermano di aver visto uscire solo una donna, molto presto…
Lui guarda la donna con la busta della spesa… E gli appare un flash brevissimo come un deja-vù.
- Poi nessun altro!- Continua l’ufficiale:- E il portiere, che è presente da tutto il giorno, conferma questa versione, non si mette niente bene per voi…
- Non è possibile! Lui è uscito di qui non più di dieci minuti fa!…
- Ma chi?
- Il mio editore!!! Tutta colpa sua: mi ha fatto scrivere e riscrivere la storia tre volte… Guardate pure… Lì! Dovete credermi! Non sono un assassino!
- Ma cosa sta dicendo?
Vanno verso il letto sballottando l’uomo infermo da manette e forti braccia sulle spalle.
Trovano gli appunti, leggono e:
- Si, si! Torna tutto… Maresciallo, i riscontri sono assolutamente positivi!
- Allora lei e davvero uno scrittore?
- Beh!… Si!
- Lo poteva dire prima!- Si rivolge ai colleghi:- Falso allarme! Si rientra in questura! Signorine mi facciano il piacere di seguirci fuori, andiamo via! Un altro caso di “abuso di sforzo creativo” per improvviso blocco dello scrittore…
Tutti in pochi attimi prendono silenziosamente la via d’uscita.
- Ma come?!…
- Senta…- Si volta un’ultima volta il brigadiere:- Per stavolta chiudiamo un occhio, ma la prossima volta, se proprio non ha idee, poggi la penna, non faccia altri danni o saremo costretti ad arrestarla per procurato allarme…
- Ma…
- Mi ascolti… Si faccia una bella scopata!… Oltretutto con le donne che le girano per casa… eh!
Il poliziotto va via.
La casa si svuota in pochi secondi.
Lui prende spazzolone e straccio e mestamente va verso la cucina.
- Era meglio se restavo in fabbrica…
Ripensa alle ultima battute del pubblico ufficiale e…
- …Ma quali cazzo di donne? …Dico io…!
Passa lo straccio.
Torna a lavoro.
Legge il manoscritto, poi riordina un po’ le idee e…
… … …
Lampeggiano i puntini di sospensione in sequenza.
Assordanti nel loro suggerire, imporre il silenzio!
… … …
                                                                                             Fine

Ciao a tutti e a domani
Nighty




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16 marzo 2005

Racconto interattivo 3° parte

Points of Suspence
L'inizio...

Terza parte

- Lascia perdere!

Di nuovo quella presenza.
- Ma fa ridere!
- E’ un casino! Senti: tu mi hai chiamato, mi hai detto vieni a sentire se sono sulla buona strada, e io sono qui! Non dirmi che conosci degli editori che fanno da balia agli scrittori, perché ti picchio! E io ti dico che sembra una macchietta napoletana…
- Si, ho preso spunto da De Filippo, però…
- Però non c’è suspence! Ti perdi l’attenzione del lettore! Cambia! Suspence, mistero, morbosità! E’ un racconto: deve avere l’immediatezza di un pugno allo stomaco e il finale di un volo di piume!
- Ummmh! Suspence… Mistero… Vabe’: ricomincio!
- E sarà meglio! Non ho molto tempo e vorrei lasciarti almeno sulla buona strada…
- Si! Ma non pressarmi…
… … …
Lampeggiano puntini di sospensione sullo schermo del portatile.
Il chiarore dalle finestre ritaglia un quadro luminoso sulla parete.
Lui, chino sulla tastiera e i fogli di “brutta”, non si cura del via vai della donna innervosita.
- Hai sentito stanotte quei rumori?
Silenzio dal giaciglio ticchettante di tasti di computer e fruscio di lenzuola disfatte.
- Allora? Niente? Non hai sentito niente?- Ripete.
- No…- E legge…
- Ma mi ascolti?
- Si!…- E scrive…
- Ti ricordo che ci sono state due aggressioni nel quartiere, in un mese! Tutte le volte in casa…
- Si! Va bene, ma ci sono io ora, non preoccuparti! Poi… Se si è sfogato stanotte al piano di sopra, oggi stiamo tranquilli, no?
- Chi!… Si è sfogato?
- Ma come: se hai sentito dei rumori, vorrà dire che il “mostro” ha agito stanotte, avrà consumato l’ennesimo, efferato delitto e ora, sazio e satollo di sangue umano e reliquie preziose… sarà tornato a casa…!?
- Scherza tu sai? Prendimi pure in giro: hai sentito che ha un’abilità mai riscontrata nel penetrare nelle abitazioni?…
Lui scrive e non sembra seguirla.
- Si! Si! Scrivi, continua a scrivere: niente ti tocca, vero?
Nervosa, impulsiva nel continuo percorrere la stanza, attraversa il cono di luce e incurante della posizione si ferma, sta per riprendere il discorso…
- Oh! Dai levati di lì: mi chiudi la luce!
- E accendi l’abat-jour no?- Si sposta oltremodo alterata.
- Dai non ti arrabbiare… Perché non fai un caffè?
- Fai un caffè, fai un caffè…- Mentre va in cucina di malavoglia.
- Ma stai tranquilla! Se ti fa stare meglio, dopo salgo su…- Inseguendola con la voce:- …A chiedere se va tutto bene, okkey?
- Si, si. Lo vuoi forte?
- Certo… Chi abita sopra di noi?
- Eh?…
Lui alza la testa dai fogli, scavalca il monitor con lo sguardo e intravede la porta della cucina, la luce sulla parete a ombra tutto intorno; ripete:
- Chi abita sopra di noi?
- …Marchetti… Mi pare, no?
- No! Marchetti è sul lato opposto… del pianerottolo- E riabbassa gli occhi sul suo lavoro, assorto da nuovi pensieri creativi.
Lei esce dalla cucina, incuriosita torna in camera…
- Come dall’altra parte?
- Si! E’ l’altro portone… Ma togliti dalla luce! E sono due!
- Scusa!- Tornando in cucina:- Ma allora su di noi…
- Si?…
Silenzio…
Lei riflette un po’, si distrae, cade la macchinetta del caffè.
- Ehi! Cosa succede? Non rompermi la moka, sai quanto ci sono affezionato…
- …Non c’è nessuno sopra di noi?
Silenzio…
Lui legge le ultime parole scritte, si adagia sulla spalliera del letto, risponde all’ennesimo rotolare in terra di oggetti…
- Allora? Non sfasciarmi la cucina per un caffè…
Lei ribatte decisa… forse troppo:
- Ma chi!?…
Forte e strozzata la voce dall’altra stanza.
- Non ricordo… Forse è vuoto- Distrattamente e annoiato dalla conversazione troppo prolungata:- …Vuoto… Si cara: mi sa tanto che l’appartamento sopra di noi è vuoto, la famiglia, quella straniera ha traslocato… Togliti dalla luce per favore… Il mese scorso… E non è stato più occupato. La luceee!
Grida di nuovo, mentre batte al computer.
- …E’ mai possibile che ti incanti sempre davanti alla finestra?…
Con sufficienza alza lo sguardo…
- Chi…?!…
Forte e strozzato!
Silenzio!…

… … …
- Senti, io vado! Ho fretta e mi sono rotto di aspettare che tu partorisca un’idea decente.
...
Continua qui

Altre ipotesi a nighty@katamail.com
Le vostre precedenti stanno diventando un racconto "patchwork"...
Continuate!!!
Ciao
Nighty




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15 marzo 2005

Racconto interattivo: 2° giorno

Points of Suspence
prima parte

Seconda parte
… … …
- No! Fermo! E’ inutile che vai avanti, credimi!
Quella presenza è così incombente e inquietante, ma sa che è lì per lui, preoccupato della sua capacità innata di mancare le occasioni; e ora lo sprona nella ricerca della concentrazione.
- Cosa c’è?…- Gli risponde, sorpreso dall’intervento inaspettato: sperava in un silenzioso rimuginare, ma invece…
L’editor, amico e professionista rispettato, lo ha raggiunto immediatamente dopo una allarmata telefonata, offrendogli la sua attenzione critica e anche la sua spalla… Una affettuosa gentilezza: ha voluto vedere tutto lo “scritto” ed è rimasto lì per un po’; ora attende lumi sul tracciato del racconto dell’amico che continua:
- Potrei far crescere il personaggio; lavorare sulla ricerca interiore,i significati dell’esistenza… Oppure sulla sua vita coppia ingolfata dai sensi di colpa, dall’insoddisfazione; l’ansia della realizzazione professionale!…
- E’ statico!
- E’ statico…
- E’ statico, si! Fermo, non c’è movimento ne ritmo: è un racconto? Si o no? Così lo trasformi in un interminabile melodramma! Cambia!
- E ti pareva!? Cambia!… Cosa pensi, che io possa tirar giù un plot dall’albero e…
- Umorismo, ironia, sarcasmo nell’analisi di una vita intensa e dannata… Movimento!
- Umorismo?… Vediamo…
… … …
Puntini di sospensione…
- Cosa vedi?
Sussurrò all’orecchio della setosa presenza che gli scaldava la parte destra del petto, con l’espressione di chi si aspetta una risposta precisa, premeditata…
- Niente!
La sua voce era cristallina, leggera come il volo di una “passera”… Davanti a questa riflessione lui l’aveva istintivamente guardata al basso ventre e iniziato una leggiadra conversazione.
Il miglior modo per scappare da una festa noiosa: trovare una ragazza allegra e affascinata dallo scapestrato scrittore e dileguarsi in un attimo.
- Cosa ti piace di me?
Aveva azzardato filosofica e profonda la ragazza all’abbordaggio.
- Il tuo nome…- Guardandola sempre lì, un po’ preso dai deliranti discorsi di zio Jack Daniel.
- Oh! Tu mi scruti dentro allora…?
- Perché?
- Perché sai il mio nome… Ma io non te l’ho detto!…- Ride sciocchina, girandosi da un lato e tenendosi la fronte.
- Eh! Intuito, empatia, sintonia perfetta…
- Sei profondo! Sento che potresti toccarmi dove nessuno è mai giunto…
- Lo ritengo impossibile…- Ironico.
- Tu hai le armi per scavare il mio intimo…
- …Per strapparti le mutande!… Andiamo da me?
- …Si!…
Prese il giacchino in pelle, salutò amici e conoscenti a si avviò in dolce compagnia all’uscita.
Proprio sull’uscio, lei si volta dopo l’ultimo saluto all’ultima amica “stramodella” e:
- Comunque, io sono Sara!…- Lui si blocca in un sorriso beffardo.
- Andiamo?…- Termina lei, ondeggiante di fianchi generosi e sensuali!
Ora è lì, sul suo letto, che finge interesse per quei fogli scarabocchiati, e per lui… anche il giorno dopo…
- Come niente? Dai: cosa vedi?- E le rimette il foglio sotto gli occhi.
- Allora, vediamo: “… Tu vorresti fa… No!”- Svogliatamente rilegge a macchinetta le poche parole dell’ultima frase scritta.
- No!
- L’ho letto: “No!”…
- No!…
- Si! Questo c’è scritto e non mi confondere con i tuoi discorsi strambi ora!… “Tu! Vorresti! Fa… No!”
- No!
- Cosa non ho capito di questa poetica ed inarrivabile espressione tronca?
- Guarda bene, rifletti…
- Cosa stai insinuando? Pensi che io non ne sia capace? Pensi che sia una sciocca, soltanto perché sono venuta a letto con te?
- Questo è l’insulto più originale che mi abbiano mai rivolto.
- Quale insulto?…
- Era bello, cioè: essere venuta con me la prima sera, senza conoscerci, voleva dire che eri una sciocca! Quindi io sono uno sciocco… capito?
- E chi l’ha detto questo? Io dicevo solo che tu pensavi che io fossi una di quelle che la da subito…
- Ah! Ecco…
- …A uno come te!…- Termina con lo stesso sorriso della sera prima.
- Non riesco a capire se ci fai o ci sei!…
- Oh! Ma dimmi cosa c’è, andiamo avanti e non perdiamo tempo!
- Certo cara: dai, concentrati, voglio testare se il mio messaggio arriva!
- Non arriva!… Vuoi un caffè?
- Non arriva?… Tu non ci arrivi!
- Ah! E’ così? E allora che cavolo vuoi da me?…
- Un caffè!- Riabbassando la testa sui fogli sparsi sul letto.
- Imbecille! Intendevo: da me cosa diavolo pretendi se…
- Perché il caffè chi lo fa?- Sempre a testa bassa, noncurante e sufficiente.
- Visto che te la prendi tanto… Ecco! Mi siedo davanti a te e ti ascolto: allora?
Lui la vede a pochi centimetri dai suoi occhi. Sente l’attenzione forzata dalle sue scostanti battute, farsi sincera e complice e:
- …Il caffè non lo fai più?
- Ma allora sei stronzo!- La donna si alza innervosita dalla battuta e dalle chiacchiere inutili; dal ridacchiare sommesso che commenta il suo camminare verso la cucina.
- Vado a fare ‘sto benedetto caffè, va bene?
Rumori dalla stanza vicina:
- Il caffè è nel barattolo scuro sullo scaffale- La aiuta orientandola dal letto e ricomincia a scarabocchiare idee su fogli usati.
Lei mette il caffè nel filtro.
Stringe la moka.
- Ehi! Ma non avevi fretta di finirlo ‘sto racconto?
Accende il gas.
- Aspetto il caffè… E te!
Prepara le tazzine.
- Zucchero?…- Un po’ bassa di tono mentre cerca i cucchiaini nel cassetto.
Lui dall’altra stanza alza la voce…
- Ho bisogno di te e tu mi snobbi! Ecco la tua solidarietà, la sensibilità femminile… Ho bisogno del tuo aiuto, non è che poi me lo rinfacci pure…- Poi più sottovoce:- Ma guarda un po’ che tipa questa…
- Allora? Dicevi?
- No! No! Niente…
- Sicuro?
- Si! Sicuro! Non preoccuparti, ti aspetto, dai! Devo testare se il messaggio arriva…
- Si, si! Arrivo!
Passi leggeri sulla moquette.
Vassoio ai piedi del letto.
La donna si adagia su un fianco, prende la caffettiera e versa la bevanda calda nelle tazzine.
Lui, immediatamente:
- Dai! Rileggi…
- Ma stavo…- Nota lo sguardo supplicante ed impaziente dell’uomo; muove l’espressione contrariata in un mielato e rassicurante ghigno, prende il foglio e rilegge:
- Dunque, vediamo: “Tu vorresti fa… No!” Come prima? ‘Mbeh!?
- No!- Agitando gli appunti:- Leggi tutto! Meglio! Ti perdi qualcosa per strada!
Affianca la sua testa a quella della compagna e inizia a leggere tutta la frase.
- …Lui la vede distante. Si avvicina sfiorandole le spalle e le sussurra: “Tu vorresti fa…”
- “No!”- Conclude la donna.
- No! Cavolo, aspetta…!
- Ahah! Ma che vuoi che ci legga in un “NO!”?…
Lui ferma l’attenzione sulla misera porzione di scritto.
- Leggi con me: “Tu…”
- “Tu…”- Lei ripete.
- “Vorresti…”
- “Vorresti…” Si fredda il caffè…
- …Ora lo prendo…- E indica.
Lei lo guarda, poi segue il dito e, titubante riprova.
- Noooo?
Lui indica di nuovo, silenzioso, trattenendosi.
Lei cerca nel punto dove l’indice batte con insistenza.
- Ma cosa indichi? I puntini di sospensione?
- Perché? Secondo te i puntini di sospensione non si leggono?
- E cosa dovrei dire per farti contento: “tu vorresti fa, puntini di sospensione, No!?”
- Ma va al diavolo! I puntini si fanno sentire! Danno il tempo, l’intonazione e il sottinteso: “Tu vorresti venire con me?… Vorresti fare l’amore con me?” Ma poi nota la refrattarietà della donna e rompe la frase con un imbarazzato “No!” C’è l’intenzione nascosta della frase, capisci?
- Si vede che l’hai nascosta bene!…- Trattiene a stento le risa:- Refrattarietà… Ah! Ah!
- Ma va! E io che ti sto a sentire! Fammi prendere sto caffè va…
Prende la tazzina che attendeva lì, in un angolo del vassoio metallico: beve.
- Puuuh! Ma è completamente amaro!? Lo zucchero?
- Tu hai detto: “Niente! Niente! Lascia perdere…”- Imitando il tono scostante di poco prima.
-Ma lascia perdere…- Incavolato, mentre nervosamente versa un paio di cucchiaini di zucchero nel caffè gelato!
La donna infastidita, prende il vassoio e torna in cucina.
- Io mi faccio una doccia! Tu intanto testa da solo se arriva ‘sto messaggio: Scemo!
- Si! Si, ho capito…
- No!- Si riaffaccia lei:- Stai dimenticando i “puntini di sospensione”, il sottinteso, cioè: “imbecille, stronzo, cretino…”
A sfumare, andando verso il bagno…
… … …
- Lascia perdere!

E ora che succede?... Continua qui!
Dite la vostra a nighty@katamail.com
Commentate liberi e felici.
A domani
Nighty




permalink | inviato da il 15/3/2005 alle 17:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa


14 marzo 2005

Racconto interattivo...

Points of Suspence
prima parte
… … …
Lampeggiano i puntini di sospensione in sequenza.
… … …
Assordanti nel loro suggerire, imporre il silenzio!
Quel silenzio, che mai come ora rimbombava sgradevole e dannoso.
Manifesto del silenzio della sua penna, della sua testa; dello sciopero perdurante delle linee di comunicazione tra “quore e mano”…
E se avesse visto come aveva scritto “cuore”…
Troppo distratto da quei puntini di sospensione…
- Ma perché è così importante?
Lei lo incalzò, scrollandolo dalla fissità inerme e cupa che lo aveva avvolto. Tentando almeno di farlo…
- Non so… Mi hanno detto: “Scrivi un racconto! Abbiamo letto alcune cose tue e… Lo pubblicheremo!…” E’ un’occasione! Devo sfruttarla! Ma sono mesi che ci provo, non mi viene l’idea giusta: scrivere un racconto non è come avviare un’auto… E ora non c’è più tempo!
- Ma vèstiti! Esci! Troverai un’idea, un’ispirazione…
- Non c’è tempo!
Camera da letto, in un monolocale molto americano… Quindi soggiorno, ingresso, studio: tutto in uno, o quasi. La cucina è separata da una porta scorrevole di legno bianco, lì sulla destra del lettone colorato al centro della stanza principale, vetri bianchi opachi; poco più in là il bagno. Di fronte al letto il portone d’ingresso, tappeti variopinti sul pavimento in legno scuro, quadri “occasionali” alle pareti, uno stereo a sinistra del letto, librerie e scaffali poco ordinati… disordinatissimi in verità, ma fanno tanto artista sconvolto e in perenne ricerca della parola perfetta… No?
La frase l’aveva presa in prestito da quella vecchia intervista di Miles Davis, ove chiedevano al vecchio, mai vecchio musicista se avesse trovato la nota perfetta… E lui rispose, con quella voce graffiata e sottile:
“Le mie note sono tutte perfette!”
L’aria grigio-gialla della mattina sbiadiva le forti tinte delle pareti, gelava i pensieri della coppia, arrestava ogni residuo gesto affettuoso tra i due: l’affanno, l’intensità dei loro battibecchi, la passione tra le coperte si erano trasformate da benzina della loro storia, a pesante cappa di fumo sul loro stanco respiro… Perché?…
La donna si alza arresa, portando via il vassoio della colazione… Intatto!
- Non vuoi neanche un caffè?
- No!- Scostante e distratto…
- Cazzo! Non rispondermi più così! Ti chiedevo se volessi qualcosa… Se avessi bisogno di qualcosa da me…
- Non ho bisogno di niente! Ti ho detto mille volte di non preoccuparti di me in questo modo…
- E in che modo strano mi starei preoccupando, sentiamo?… Chiedendoti se vuoi un caffè?
- Non è quello che dici o che fai, ma quello che non fai… Quello che c’è sotto i… Tuoi…
- …Sotto i miei?… Avanti, cosa hai ora? Non te la senti di parlarmi? Soltanto risposte brusche e monosillabi! Questo mi merito per…
- …Hai visto? Proprio dietro quelli lì!
- Quelli lì, cosa?!
- I tuoi puntini di sospensione! Quello che non dici… Mi ferisce…
- Io ti ferisco con ciò che non dico… Tu, perso nei tuoi fallimenti, nei tuoi giri a vuoto, nel tuo perenne sprecare talento e tempo, hai tante energie mentali per analizzare quello che io “non” ti dico?…
- Vedi? Quante cose? Tu non mi vedevi così, una volta!
- Certo…
- Sembravi incantata dalle mie storie, le mie passioni…
- Certo… Vai avanti!…
La donna inizia velocemente a vestirsi, sfilando stizzosamente la vestaglia e calzando biancheria intima e abiti, tentando di non perdere il filo con l’animata discussione accesasi in pochi minuti.
- Ma io ti ho sempre detto che non era il caso, che mi sembravi troppo dipendente da me, che dovevi essere libera di percorrere la tua strada…
- Scusa se ho creduto che dietro quelle storie ci fosse un vero talento, un uomo da amare! Scusami davvero se ho spinto e dedicato il mio tempo libero al mio uomo per far si che credesse nelle sue scelte…
Lui invece è fermo nel letto cosparso di fogli più o meno accartocciati, gambe incrociate, con un cd in mano mai infilato nel lettore e agitato come una bacchetta da direttore d’orchestra sui ritmi incalzanti e spigolosi di questa mattina gelida.
Respira un po’ di silenzio, mentre lei attende una reazione all’ultima rivelazione; lui si scompone con un timido:
- Ma… Io…
- Ma… Io…?! Ma mi ascolti? Ti ho appena detto che mi ero lasciata andare per la prima volta tra le braccia di una persona affascinante, senza farmi quei calcoli così fastidiosi che voi uomini odiate tanto!…
- Ma cosa c’entra ora: “Voi uomini…”
- C’entra, perché io avevo scelto te! La tua vita e la tua carriera, da dividere con la mia! Io! Avevo! Scelto Te!!!
- Ma… Io non ti ho chiesto di…
- E’ questo che mi fa incazzare: tu non pensi che possa accadere, non pensi che abbia responsabilità, perché tu non c’eri, vero? Tu non hai scelto me, vero? Non mi hai inseguita, coccolata, aiutata… no? Eri tu o sbaglio!
- Si! Certo, ma non ho mai neanche tentato di propormi per “qualcosa di più”, ecco… Io sono troppo incasinato, preso da un lavoro che zoppica per dedicarmi a te… o ad altri…
- Ah! Ora sei tu che non puoi dedicarti! Ma non stavamo parlando di me…?
- Si! Riguardo il tempo che tu mi donavi… Ti rispondevo che…
- Sentiamo, una cosa del tipo: “non te l’ho chiesto?”
- No! Così suona male!
- Beh! Non è la tua musica, non sono i tuoi racconti questi, sono le mie parole incazzate e deluse!
- Calmati… Vuoi?
- Vorrei! Ma vedo davanti a me un disarmante essere vivente, che par lottare tanto per il suo sogno, poi ad un centimetro dalla linea d’arrivo si ferma… si guarda intorno e dice a tutti quelli che gli sono stati vicino, e che lo applaudono: “no! Non ne valeva la pena…”
- Ho paura?… Può essere? Mi è permesso?
- Oh! Ha paura il signorino, ha bisogno di tempo e spazio per affrontare tutti i suoi problemi… Fate largo, non distraetelo! Tu! Donna provocante e sensuale- Con ironia teatrale si apostrofa:- …Non farlo cadere in tentazione!… Non fargli perdere preziose energie! Ne ha bisogno per cambiare il mondo della letteratura moderna…
- Non è facile come pensi… Mi stai offendendo…
- Eh no! Tu offendi… Non con le parole… Ma con i tuoi “puntini di sospensione”, con quello che non dici, che lasci pensare a chi ti conosce!
- No! Qui parlavamo dei tuoi puntini…
- E io ti sto dicendo proprio quello che “sottintendevano” i miei stramaledetti puntini: Non hai mai pensato nemmeno per un minuto, che insieme a me, a qualche tuo amico avresti più possibilità di risolvere i tuoi problemi? Non hai mai messo in conto che con qualcuno, con me, non hai bisogno di chiedere, che non voglio che tu me lo chieda, che ho piacere e desiderio di essere vicino alle tue sofferenze, come ai tuoi successi? E i tuoi amici più cari?…
- Ne sei certa?
- Ne sono certa? Da quanto tempo non chiami i tuoi amici?
- Mi sento inadatto a loro… ora!
- Ti senti anche inadatto a me? E stanotte?… Io voglio soltanto aiutarti perché credo in te! Ma vedo che ti rompo! Allora ciao!
- No… Scusa! Vabe’, niente!
- Ecco! Allora io esco: se trovo delle idee ai saldi ne compro anche per te! Se nel frattempo dovessi sentire la mia mancanza… Parla pure con i miei “puntini di sospensione…!”
Esce sfumando la sua ironia raggelante sotto il rumore dei suoi tacchi.
Lui la vede andar via, poi guarda il foglio.
… … …
Puntini di sospensione che lampeggiano come un semaforo fuori uso… E tu guardi a destra e a sinistra, non viene nessuno e allora riparti!
- Devo scrivere un racconto!La richiesta era precisa, non dava spazi a repliche. E’ stato un consiglio diretto, suonava proprio come: “… E’ un’occasione: giocatela bene e in fretta…” In fretta! Sono due mesi che…
… … …
- No! Fermo! E’ inutile che vai avanti, credimi!...

Leggi la Seconda parte
Nighty




permalink | inviato da il 14/3/2005 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


22 febbraio 2005

Ah! 'Sta Tivvù...

Leggo qua e là, tra blog amici, articoli sociologici e di costume, film e serial televisivi… si perché qualche volta i film io li leggo… dell’evoluzione del rapporto a due; della nuova intraprendenza della donna del XXI° secolo; della debolezza dell’uomo; e delle opportunità che i giovani e meno giovani hanno per sperimentare il rapporto di coppia, la difficoltà di una storia duratura in questo mondo centrifuga, ma anche la facilità con la quale si può avvicinare una persona che piace e conoscerla…
Tento allora di rastrellare un po’ di erbacce rimaste inermi sul praticello dei miei ricordi recenti e…
Occasioni mancate!
Le rotture improvvise, spesso inspiegabili!
I fallimenti… Speso inconfessabili!
Ma poche vibrazioni vere, tanta delusione e poche, pochissime volte mi sono sentito davanti ad una donna forte! Vera e energica!…
Accetterei di fallire con una donna così… Come dire: “Avrei voglia di essere un uomo migliore” (Qualcosa è Cambiato)…
Ma… Mi distendo e rilasso le mie stanche membra davanti alla tivvù…
… …
Tal Conduttrice rampante, un po’ inespressiva nella sua cupa e ridondante “erremoscia” mi assale dallo schermo, mentre i suoi giovani protagonisti pongono al publico le loro motivazioni.
Emergono due ragazzi somiglianti nell’aspetto, si siedono ed uno inizia a parlare di se’!

- Io sono stufo! Nella mia città non riesco a concludere niente con le ragazze, per la cattiva fama di mio fratello!!!
- Pevchè tuo fvatello… Cosa fa?- La conduttrice alimenta il discorso.
- Lui… le “abborda”, ci esce… Consuma!… E poi le molla!
Si alza un brusio fastidioso di voci femminili di scherno e distacco verso l’ignobile comportamento del fratello
- Tevvibbile!!! E tu cosa c’entvi?- Sottolinea la donna, sempre più vicina alla preda.
- Io? Quelle che mi piacciono… Mi allontanano sempre! Mi accomunano a mio fratello e mi dicono semplicemente : “NO!”…
- Ah! Tu sostieni che le ragazze non riescano ad immaginarti diverso da tuo fratello? Ma tuo fratello che dice?
- Io?… Salve a tutti!… A tutte (galante…)- Le donne in studio insorgono in un vociare confuso che si riassume in un semplice: “Vergognati! Maschilista! Superficiale!”.
Si ode anche qualche ragazzo forse un po’ ipocrita, o invidioso…
Poi lui continua.
- Di solito le avvicino, le corteggio si, ma sono chiaro fin dall’inizio!… Poi…
- Ho capito! Non vuoi velazioni duvatuve! E… pervchè?
- Per alcune mie esperienze passate non troppo positive… E poi al momento è una mia scelta precisa!
- E invece tu (al fratello lamentoso) cosa cevchi?
- Io? Ma niente di preciso: se mi piace una ragazza, cerco di conoscerla, di capire se le piaccio, di uscirci insieme… Ma lì sono sempre il “fratello di…”
La conduttrice sta un attimo in silenzio… Sente crescere la smania del pubblico nel dire la sua…
- E voi… Ragazze… Che ne pensate?
E qui inizia lo show!
Tutte si dichiarano apertamente solidali col fratellino deluso… Più o meno la cascata di parole e definizioni del gruppo di partecipanti alla discussione suona così:
”…Certo dovremmo conoscerlo meglio, ma è un ragazzo sensibile, dolce, intelligente…”
Per l’altro sfacciato ragazzo è un fuoco di sbarramento!…
”… Tu non sai cosa significhi l’amore!… Sei un viscido opportunista!… Usi le donne, le inganni magari e poi le lasci!… Non capirai mai cosa significhi avere una relazione vera con una ragazza!!!…” E così via.
Lui ribatte sicuro:
- Ma io ho detto che al momento non voglio una relazione duratura… E poi vi assicuro che io sono molto chiaro con le ragazze che avvicino, non le inganno affatto! Se poi loro ci stanno…
E di nuovo insorgono le donne del pubblico:
”…Chissà quali ragazze conosci tu!… “ E per un buon quarto d’ora si alternano battute di apprezzamento incondizionato per il fratellino sottovalutato e improperi, disprezzo e tentativi di “conversione” verso lo sciupafemmine impunito! Che continua a manifestare un sorriso calmo e sicuro, come se sapesse il risultato finale…
La conduttrice ha un improvviso lampo di lucidità e…
- Ma scusate: io vi chiedo ova, pevché Lui (il fratellino dolce) è qui anche pev aveve una sovta di “viconoscimento… Chi di voi (alle ragazze del pubblico) uscivebbe con lui?
E loro…
”…
Beh!… Dovremmo conoscerlo meglio, però e certamente un ragazzo serio, dolce, intelligente, affidabile… ecc.“
- Ho capito!- Interrompe la sviolinata e:- E chi invece con… Lui?! – Indicando il fratellone sicuro, gambe accavallate e sguardo vago tra il pubblico vociante…
Primo piano della telecamera sul “Macho” senz’anima… A poco a poco allarga l’inquadratura su un innaturale rumore di sottofondo, quasi di silenzio… Molto diverso dal suono delle recenti parole di approvazione per l’altro giovane.
La presentatrice spinge i presenti ad esprimersi chiaramente:
- No! E’ che vovvei sapeve come fa a… Sono curiosa… - E nota una selva di mani alzate per chiedere la parola.. le soddisfa immantinente.
Gira il microfono tra le ragazze ed ecco le risposte:
”… Mah! Io sarei curiosa di vedere come fa a farmi cedere!… Ci uscirei per dirgli di no… dopo!… Io vorrei provare a farlo innamorare!… No! Io penso che lui non sia davvero così, vorrei conoscerlo meglio…”
E così via! Tra la faccia soddisfatta del Fratello “acchiappone” a quella delusa dell’altro…
Dopo un po’ tutti e due i ragazzi sorridono come se avessero portato a termine una missione.
La conduttrice tra l’imbarazzo e la mesta soddisfazione saluta il pubblico a casa.
… Mentre le ragazze in studio continuano ad invitarsi a cena con l’insensibile falso e inaffidabile ragazzo…
… Pubblicità!…
... ...

Mi sveglio di soprassalto!
- Fiuuh! Era un incubo! Meno male… Quasi quasi ci credevo… Ah! Sta televisione come deforma la verità per fare audience! Tseh!…
… …
Nighty




permalink | inviato da il 22/2/2005 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


18 febbraio 2005

... ...Oppure... Anche... Semplicemente niente!... ...

Che cosa scrivo oggi? Cosa impressiona le mie pupille o la mia pelle?
Cosa convince le mie dita ad impugnare la penna e sporcare il Moleskine con qualcosa di notevole o almeno curioso?...
... ...Oppure... Anche... Semplicemente niente!... ...
Guardo casualmente uno scorcio metropolitano...
Distratto da pensieri sull'ultimo lavoro fatto, sull'appuntamento successivo... Oppure su quegli occhi dell'ennesima impossibile fata, che penetra come un inafferrabile serial killer, il burro tra le mie costole e, lama sibilante e bollente, scivola via!
... Tra quel pilastro grigio e l'edicola "verdona" ingolfata di carta sporca di tette, culi infranti e lettere in "Times New Roman" che a volte riescono a suggerire all'affranto lettore, frasi di senso compiuto...
Tra la bicicletta guidata da passi lenti d'anziano e l'auto maleducata tra vetusti sampietrini e posteriori e posticce toppe d'asfalto...
Tra un intrepido attraversamento con "l'alt" lampeggiante e un bus in frenata fischiante e il successivo, giustificante e caldo abbraccio sotto il giallo semaforo...
Tra fumi velenosi, grida irriconoscibili e orologi che corrono ben più veloci delle loro lancette...
Tra il "grigio-a-colori acquerello" del 2005 e i sogni in biancoennero anni '50 che frenano l'incipiente e indelicata calvizie...
Lo vedi!
Uno tra gli altri!
... E non per l'azione o il volto oscuro e nascosto ai tuoi occhi confusi; non per l'importanza della sua voce o del suo tragitto in quello specchio fotografico... No!
Semplicemente perchè lì il tuo Occhio-cuore-cervello si posa, tutto il resto appare una dinamica introduzione alla sua storia!
Quale storia?... Dunque:
Lui aprirà il giornale
, avrà un'espressione sorpresa e immediato, a scatti, prenderà maldestro il cellulare come se non fosse il suo, chiamerà qualcuno... Chi?!
Ah! Certo!
Un figlio lontano e deluso dalle strade prese e dal corrimano incerto montato dalla sua famiglia umile, ahilui!
... Poi l'uomo salterà su un autobus e scenderà fuori città, al 1001 di quella strada del nucleo industriale.
... ...Suonerà con un sorriso nuovo e sicuro, a quel luccicante portone di vetro e metallo!
... ... ...Gli verrà aperto quasi immediatamente, soprendendo suoni e colori avulsi alla sua immagine dimessa.
Salirà su... Su all'ultimo piano!
Davanti ad un importante uomo d'affari stringerà forti mani e si chiuderà in un colloquio tanto atteso e cordiale.
L'orologio continuerà a correre!
Il figlio a disperare sperando!
...Una telefonata cruda e definitiva gli spezzerà l'ultimo spigolo vivo dell'anima... Tenterà di riattaccarlo, ma cadrà in altri mille frantumi luminosi, accecanti, fastidiosi.
... ...Tornerà a guardare il silente telefono e il biglietto per quel volo verso un paese lontano!
... ... ...Avrà debiti da giovane scellerato...
... ... ...Avrà vissuto storie e giochi che non gli appartenevano...
... ... ...Avrà tentato di dissimulare le sue umili origini... Non avrà mai fatto domende di "storia" al padre e neanche dato mai alcuna risposta!
Poi solo e malato lo avrà riconosciuto unico, ultimo e forse troppo debole amico...
Tremante di reazioni violente di impotenza e rabbia, gli avrà raccontato tutto a occhi bassi a voce rotta.
Si sarà stupito della voce grintosa e calda che gli intimava di alzare lo sguardo, che lo illuminava di possibilità e sincero aiuto...
Avrà riconosciuto nelle moventi labbra, negli aghi di barba grigia, tra le rughe di una vita sofferente e fiera... Suo Padre!
Avrà sentito di appartenere a quella storia sconosciuta grazie a quella pacca sulla spalla, la repentina uscita col cappotto buono in mano e il solito bacio alla mamma!
Ora è lì, a cellulare spento e occhi fissi sul fisso che spera; pronto a spararsi verso il passato in un paese lontano...
...No! Polizia no! Che ne ha più paura lui dei suoi aguzzini!
... ...No! Amici non ne ha più... Non ne ha mai avuti!
Solo papà e il suo cappotto buono o quell'aereo!
... ...
L'uomo uscirà da quel portone accompagnato dal dirigente, che gli chiamerà un'auto scura, lo saluterà amichevolmente, lo abbraccerà, lo farà salire e lo guarderà tornare verso casa.
Dal lunotto posteriore noterà l'anziano padre fare un gesto brusco e impulsivo, come di un'improvvisa onda di memoria che si infrange alle tempie... Aprire il cellulare, prestatogli dalla figlia, ricomporre l'ultima chiamata, unica funzione conosciuta e parlare...
Poco prima della curva all'incrocio che lo allontanerà dal suo cono visivo... Lui che...
Ebbe bisogno d'aiuto una notte
come tante, poco prima di una importante riunione di lavoro! Vitale! Inevitabile! Improrogabile!
...Che rimase senz'auto in una "rua" paesana e sterrata...
... ...Che fu preso su da una bicicletta di un coetaneo con gambe forti e sorriso inflessibile e lo portò a destinazione...
... ... ...Quel ragazzo che riparò l'auto e lo invitò poi a festeggiare il suo recente successo professionale!
Che poi non vide più... Lasciandolo con una muta promessa di ricambiargli la cortesia se ne avesse avuto modo e necessità.
Aprirà le mani dopo il dolce ricordo, sorriderà nel leggere la pubblicità della sua azienda e la sua foto campeggiare al centro pagina... Quella pubblicità che gli ha dato la possibilità di mantenere la promessa...
Lascerà poi il giornale al portiere...
Il portone di vetro e metallo si chiuderà componendo una parete lucida e adombrata che sembra...
Uno specchio fotografico...
Un pilastro vicino ad un'edicola... Un riflesso che pare un uomo ricurvo tra tante figure in movimento... Prende un giornale...
... Oppure...
Un battito di ciglia e l'uomo cammina, giornale sottobraccio e aria assente, urta la tua spalla decontratta e l'abbraccio sotto il semaforo è diventato un gocciolare di note di piano jazz, di calore e colori, di sorrisi e parole; le auto sulla toppa d'asfalto non si contano più; e la bicicletta e il suo anziano camminare e diventata fumosa tra i fumi e i rumori...
Grigio e colori acquerello...
Tu... Sei in ritardo! Voli via silenzioso...
Anche così è lo stesso identico specchio fotografico; gli stessi identici cinque minuti...
Perchè a volte un pilastro vicino ad un'edicola verde è... soltanto un pilastro vicino ad un'edicola verde!
Allora chiudi il Moleskine intonso e...
Oppure... Anche... Semplicemente niente!
Nighty




permalink | inviato da il 18/2/2005 alle 18:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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