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Frattaglie poetiche


9 maggio 2005

Mamma, come sempre sono in ritardo...

Un passo avanti…

I tuoi occhi stanchi tradiscono l’energia dei tuoi gesti,
qualunque sia l’ora che bagna la tua fronte…
Il colore del parrucchiere rubato ad una sabato mattina,
o dell’incurante grigio dei tuoi capelli,
svela l’età nascosta dalle discussioni sui jeans di tua figlia.
Tutte le volte che arroganti estranei ti han rubato una fila…
Tutte le volte che le borse della spesa pesavano più dei problemi…
Tutte le volte che hai sentito la fatica della salita
per tornare in cucina, tra letti disfatti, la sala impolverata…
Tutte le volte che il respiro inceppava le idee
e tu spingevi più forte di lui, seduta sul tuo letto freddo.
Tutte le volte che decanti come il miglior vino
ogni goccia di ogni nostra piccola azione,
ad amiche incuriosite dalla tua voce frizzante…
Dal canto, la curiosità bambina, la speranza infinita.
Tutte le volte che non c’ero,
aggrovigliato tra problemi da grande
e quando torno bambino sul portone di casa…
Tutte le volte che speri di poter gioire di una mia vittoria,
io che ti offro solo umili pareggi e onorevoli sconfitte.
Tutte le volte che hai sentito quella maledetta improvvisa mancanza della solita buffa imprecazione dalla camera buia:
“…Porco il lurido zozzone!”…
Tutte le volte che ci siam dimenticati che tu avresti ricordato…
Tutte le volte che abbiamo pensato di aver fatto un passo in più,
tu eri sempre un passo avanti…
… Mamma…
in ritardo, come sempre…
Nighty

Lo so che spezzo la lettura del post di ieri, ma non potevo esimermi...
Comunque, qui comincia tutto...
e qui continua...
Ciao




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25 marzo 2005

Loop

Il Gioco

Il gioco comincia.
Spezza le onde del mare…
Rompe i minuti, fracassa il silenzio…
Accende le luci.
Moltiplica risate, grida…
Danze folli, corse e colori
non si cura dell’animo e del tempo.
Si nutre della loro allegria, se allegri.
Li allieta, se tristi.
Riempie il suo spazio,
come l’aria riempie i polmoni
dopo una risata;
come una risata riempie un volto felice;
come un solo secondo felice
nasconde interi giorni grigi;
quanto dura? Quanto tempo?
Un lieto momento perde della quantità il valore,
ed ha nel gioco il suo animatore!
...
…Le luci si spengono.
Le risa si placano.
Il rumore del giorno riprende, ogni giorno.
Il volto si spoglia dei suoi sorrisi.
I polmoni si sgonfiano delle risate, delle folli corse.
Il grigio minaccia ogni nuovo secondo che batte.
E non si può fermare…
Il gioco finisce.
Finisce per non trasformarsi in noia.
Per riconoscerla
quando lentamente avanza.
Finisce per trasformarsi in ricordo.
Il gioco finisce per gioco!
Finisce perché,
è una promessa, prima o poi…
…Il gioco comincia.

Nighty




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18 marzo 2005

Il Mio Sogno!

Scrivere perché è liberatorio.
Compro Moleskine invece di quaderni perché costano di più e io non ho soldi da buttare…
E voi starete pensando che sono pazzo…
E io vi dico che così penso bene, da pigro e insicuro qual sono, a pesare bene le mie azioni di penna.
Scrivere perché ricomincio ad utilizzare il corsivo
che altrimenti perderei per uno stampatello leggibile, ma spesso ibrido, frettoloso e inespressivo.
Scrivere perché l’idea non evapori dai miei pori silenziosa ed inerte… Sterile!…Che si manifesti invece e resti viva tra altre di altri!
Scrivere perché paghi il giusto per poter leggere scritture altrui.
… …
Parlare perché possa ascoltare risposte, chiedere nuove domande e conoscere, divertire, animare questo stanco essere umano che sta perdendo le capacità comunicative…
Domande… Perché io amo le domande e parlare e cercarne di nuove… Ma stiamo perdendo il desiderio vitale di porne di sconosciute a sconosciuti… E ci accoccoliamo tremebondi tra le solite braccia del solito.
Da una domanda può venir fuori una battuta esilarante, una rivelazione illuminante… un complesso di domande capaci di ridisegnare il profilo di chiunque, la storia… e il futuro.
Parlare perché avvicina i corpi, taglia l’aria che ci separa, piega lo spazio e il tempo come solo la legge della relatività può dimostrare.
… …
Disegnare, perché gli occhi ciechi di frenetiche ed innaturali immagini imposte da abitudini figurative preconfezionate, possano riconnettersi all’immaginazione… Che dall’immaginazione germoglino vere idee creative, una scenografia, un dipinto, uno scarabocchio che lasci altri immaginare addirittura ciò che esiste già… Oltre l’impossibile!
La Musica?
Ah! Se sapessi come si fa!
Però quando appoggio le dita sulla tastiera del vecchio pianoforte scordato, ma mai dimenticato, di mia madre; quando soffio nel mio “Stonato Sax”; quando schiaffeggio una “Conga”… Beh!
Come sempre: non è per esibizione, per assurde velleità artistiche e compositive, ma semplicemente per comunicare!
Poi ogni tanto, tra una stecca e uno starnazzo metallico… qualche idea di indubbio valore spruzza le pareti della stanza e anima ricordi e sogni… Ed è la Mia!
… …
Si! Ma il sogno qual è?
Il sogno?
Il mio Sogno è semplice: che io non debba mai far leggere, ascoltare, vedere ciò che faccio per assunzione di meriti artistici o qualità geniali o morali particolari… Ma che essenzialmente tutto venga visto come piccole parti di un “tutto”, che in fondo è molto meno strano, lunatico, inavvicinabile e incomprensibile di quanto pensato fino ad ora…
Un E.ssere U.mano che si sente solamente un po’ distante dal “monolinguaggio” comune… ma che ne sogna continuamente l’efficacia e le capacità associative…
Il mio Sogno è che qualcuno “Faccia” prima di dire che non può… Che riesca a stimolare chiunque a provare a fare ciò che un normalissimo essere umano come me ha già fatto…
Il mio sogno è che mi si chieda chi sono prima di sputarmelo in faccia!
… …
Ora lo leggerete il mio libro?

Il sentiero sconnesso che ci gira intorno raccontandone il parto: Riflessi Sabbiati (per ora a ritroso, alla fine del percorso linkerò dalla prima all’ultima le puntate… per ora buona rincorsa).
La mia Musica è sparsa qua e là tra le A. V. M.
La mia Città è tutta dentro “La Mia Città”
Il Rugby del Six Nations domani saluta e io vi rimando a tutto ciò che ho partorito a proposito.
Ciao
Nighty




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8 marzo 2005

Se Penso ad una Donna!

Vedo occhi scuri… Che addentano il mio volto;
vedo mani affaccendate… Ad ipnotizzarmi il fiato;
vedo gambe agili, sensuali correre tra due auto parcheggiate,
o lentamente sovrapporsi e accarezzarsi, tra i tavolini di un bar…
Se penso ad una Donna!

Odo una voce che purifica pensieri
e si fa musica tra il rumore;
che disegna un volto nuovo e più bello del vero…
Se penso ad una Donna!

Tocco il suo corpo, sfioro i suoi desideri,
ne scopro di nuovi e nascosti… e impensabili;
stringo le sue soffici forme per completarmi…
Se penso ad una Donna!

Mastico pezzi di cuore infranto
bevo lacrime cadute come un milite ignoto
urto mura invalicabili, erette dalla mia solitudine…
Se penso ad una Donna!

Soffro pungenti sensazioni d’impossibilità
il dolore dell’inadeguatezza,
dello stentato “ciao come stai?”…
Se penso ad una Donna!

Ma…
D’un tratto,
incantato ed inebetito…
Vero!… Unico!… E dolce…
Sorrido!

Se penso ad una Donna!
… …
Come quando penso a… Lei!

Nighty




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24 febbraio 2005

Irragiungibile immobilità...

Rimbomba il richiamo sordo...
Rimbalza tra pareti linde
... Appena umide di remoti contenuti
... ...
Accanito e sterile ripeti te stesso
Odi il deformato tuo vociare
... ...
Fermo!
Immobile e specchiante
parole, sentimenti e sentieri
Ti scopri rapido viaggiatore
Abile escursionista
Archeologo di tesori dimenticati
... o sconosciuti...
... ...
Scavi e scovi strade e vene minerarie
Fermo e silenzioso
Finchè la misura è colma
Finchè non tenti
timido e sorridente...
Il richiamo!...
Sibilante ed intonato
Cade nel soffice abbraccio di nuovi pieni
... nuovi perché
... ...
Goffo e pesante
Ricominci il moto.

(Parentesi posticcia in "Courier New")
Ho visto uno “stupido, insignificante, seriale” telefilm.
Un odiato, monotono, fallito, depresso e ridicolizzato personaggio...
Vive il suo sogno!
Dirigerà la Filarmonica in un concerto pomeridiano, come premio di un concorso di abbonati alla stagione concertistica.
Quel povero, sciocco e irretito E.ssere U.mano non appoggia il suo sogno ad un’opera notissima e facile da condurre... Rischia Dvorak, vuole vivere al massimo quel momento, quel concerto che non avrà nessun tipo di “domani”...
S’impaccia.
Trema.
S’arrende e si ricarica!
Sale sul podio...
Guarda sguardi scettici e sufficienti
Li riconosce in quelli di tutti i giorni...
Da sempre!
Batte la bacchetta...
Dirige!

Termina!

Gli orchestrali, i Maestri d’orchestra lo applaudono!
Lui si inchina per una volta al sincero rispetto altrui!


Ho visto, sentito… Vissuto quell’emozione mille volte...
Ho avuto spesso l’incubo di poter apparire come lui...
Oggi ho avuto il desiderio di essere lui:
Un’orchestra, 100 elementi, 100 sfumature, 100 strumenti, 100 persone che si caricano delle tue emozioni, dei tuoi colori...
Riuscire a suonare 100 volte contemporaneamente, in 100 modi diversi la mia musica, la mia anima.
Il ricordo di mio Padre, le mie occasioni perse, quelle che sto ricostruendo, le mille incomprensioni e incertezze, le persone care e quelle lontane e tutte le volte che ‘ste due cose coincidono...
... Gli avrei fatto suonare ‘Round About Midnight...
Orchestrale!
Con un mio arrangiamento scritto in italiese e scarabocchi sugli spartiti stropicciati e pianti...
Avrei poi ascoltato chino l’applauso sincero, spontaneo, non richiesto dell’orchestra come materializzazione innegabile della riuscita, della chiarezza, della purezza del mio messaggio.
E tra gli applausi avrei salutato un po’ di amici lontani:
Dex, Bird, John, Duke, Bix, Jimi, Gil, Jaco, Sergio, Massimo, Luca…
Papà
E poi Max, Lollo, Anto, Napo…
... Poi mi sono ripreso dal momento e ho solamente postato, somma posticcia al pezzo di oggi, queste parole.

Dedicato a chi si sente svuotato
Nighty




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18 gennaio 2005

Carissimi amici!...

Grandissimi amici del web... non posso che ringraziarvi per la partecipazione e... incoraggiarvi a continuare...
Stanno arrivando i vostri detti caratteristici e i "proverbi del nonno"... e caldeggio la partecipazione di tutti coloro... che io non coloro perchè son già variopinti!
Seguitate a postare dialettali saggezze Qui o Qui...

Ora per chiarezza vi traduco i miei:
- "...te' gia i capiji sotto traccia!" (hai la testa pelata...)
- E' bbeje a cava' je ragne dajie buce co' lle mani deji atri! ( si dice a chi non si prende le sue responsabilità... Armiamoci e partite)
- Che se possa resciojie je mijique a chi nen tène ajji amici comme le riliquie! ( che si possa sciogliere l'ombellico a chi non tiene gli amici come le reliquie)
- L'atra notte ajie durmite a cujie sturate! (l'altra notte ho dormito a culo sturato... ho dormito bene... rilassato)
- Ragne, ragne, ragne: tant' m'abbusche e tante me magne! (ognuno ha quel che gli spetta...)
- Ma se lla mitti car'a ssòle, ce fa' le lashtre! (Se la metti contro sole le fai una lastra... si dice di persona eccessivamente magra)
- Triste quije cejjie che s'apposette a Capistreje! ( triste quell'uccello che si posò a Capistrello... parallelo di "Mogli e buoi dei paesi tuoi... rende l'idea dello scherno campanilistico, ma anche della relatività della concezione di "distanza" nel tempo... Capistrello è a 5 Km da Avezzano!)
- je cane addo' nen mocceca ce piscia! ( Il cane dove non morde, orina!... Parallelo della Volpe e l'uva)
- La femmena co' la frègna se guadagna le pane! L'omme co' je cejjie se mòre de fame! ( La donna con la vagina si guadagna da vivere, l'uomo con il pene muore di fame... Antica saggezza popolare!)
- Alle ddu' rajjia j'asene, alle quattre canta je calle, alle se' s'arrizza je cejjie... questo è ll'orologio de Capistreje! (Alle due raglia l'asino, alle quattro canta il gallo, alle sei si erge il membro maschile... questo è l'orologio di Capistrello: altra ironia paesana sulla presunta arretratezza del vicino paesiello)
- Per chiudere una frase che è la testimonianza del cambiamento dei tempi e delle abitudini... forse anche della perita di qualche cosa... anche sorgente di qualche sorriso perchè sinceramente umoristica: in passato il pene del maiale veniva tenuto da conto, dopo la macellazione dell'animale, per ingrassare e mantenere morbidi e impermeabili gli scarponi durante l'inverno... Parallelo marsicano de: Del maiale non si butta via niente...
Ajie porche nen ce sse sprecheva manche je pingiacchie!
- Vulesse murì cinque minuti... Pe' stira' le cosse!
( vorrei morire cinque minuti per allungare le gambe...)

Poi: il mio direttore di alberghi preferito, nonchè amico... ha intenzione di personalizzare le etichette del vino che offre ai suoi ospiti. Sulle stesse vorrebbe inserire una poesia, un aforisma... insomma qualcosa che stimoli in positivo le persone mentre degustano la preziosa bevanda e assaporano i pasti succulenti del suo hotel.
Mi ha postato la seguente, dalla quale partiamo, datemi suggerimenti o alternative, eccola:

Il più bello dei mari è quello che non navigammo
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti
E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto
Nazim Hikmet

Aspetto vostre nuove e... prestissimo nuovi appuntamenti con:
- Riflessi Sabbiati
(Nighty's travel to "Racconti e Frammenti")
- A.genzia V.iaggi M.usicali (Nighty's Story of Music)
- Le Città di Nighty
- ecc. ecc.

Vi saluto con una mia:

Aspetto
... ...
Tendo, stiro stoffe, teli e tende di pensieri tesi
... colorati e mobili!
Attendo, disatteso e confuso, docili grida di affettuoso accanimento
... e mi accaloro, freddo e distante!
Non curo malanni della stagione chè tanto poi cambia,
e del mio volto insonne che non cambia mai...
Dipingo su mani vicine, gesti e pensieri variabili, incostanti e affascinanti...
Il mio aspetto
e Aspetto

Ciao Nighty




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5 gennaio 2005

Buon Anno e...

Ciao a tutti ragazzi, ragazze, appassionati lettori, distratti passanti, amici, nemici, critici e annoiati, amanti amati e delusi addolorati... Sono a milleccinquecento metri sul livello del mare, ad animare folle di sciatori e vacanzieri del freddo con frizzi lazzi e scelleratezze varie!
Non ho molto tempo per leggere il blog-mondo e aggiornare il mio sitarello... ma confido di essere più preciso e puntuale tutti i "feriali" di Gennaio, perchè torno a casa per le lezioni del corso e allora... Nel frattempo ho avviato la stampa del libro e... Mi è venuto in mente un soggetto per un nuovo prodotto letterario... arduo, intrigante e soprattutto un romanzo, non una raccolta di racconti... Vi aggiornerò anche su questo.
Astuto sobrio vestuto
Arranco catarroso di febbrili notti bianche
Sorrido divertito da divertente divertimento
assopisco frettoloso su coperte di lana
sogno riposi e abbracci...
pochi minuti dopo sono sulle dita dei miei piedi
rapido e attivo per guadagnarne...
Astuto sobrio vestuto...
Ciao Nighty




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23 dicembre 2004

Lo spirito Natalizio!

Un giorno come altri...
Come gli altri...
Gli altri!...
Il Natale!...
Le feste, le vacanze, la gioia, la bontà, il saluto carino anche quando sei in rotta con gli elementi; il sorriso tenuto per educazione... che poi ti apre la giornata e ti rivolta l'umore come un calzino... e non ci pensi più!
I doni, l'aria di sufficienza che abbiamo quando pensiamo cosa e per chi, e quella simile che abbiamo quando ce ne fanno uno... Quella sufficienza di maniera, quel distacco che mal si accosta alla faccia che ci modelliamo addosso quando invece veniamo dimenticati, sottovalutati... quando per noi c'è una stretta di mano e un bacio sulla guancia!
Penso che siamo talmente abituati alle sorprese, da iniziare a maledirle; talmente circondati dal superfluo, che abbiamo la sensazione di non aver bisogno di niente... Solo un po' di ferie, di riposo e... di cosa?
Allora sento di essere il massimo della trasgressione se considero il Natale speciale, irrinunciabile, da disegnarsi addosso come un guanto, tanto che diventi assolutamente uguale agli altri giorni della mia vita... Anzi spero che riesca nel futuro a farli assomigliare sempre di più.
Tutti sognano di essere sorpresi, coccolati, abbracciati e ascoltati. Tutti sperano di avere capacità di aiutare, sorprendere, affascinare e accogliere... Tutti noi, durante il resto dell'anno, ci lamentiamo per la scarsità di contatti umani, per il ritmo della vita lavorativa, per la crudezza della società, per le ingiustizie, l'esiguità di uno stipendio, la guerra, la fame del mondo, i film di Boldi e l'alito puzzolente del nostro ragazzo/a...
A Natale tutti profumano, tutti sono d'accordo nello stringerti la mano, tutti ascoltano una parola in più del solito dall'amico "scemo", tutti danno un centesimo in più al mendicante... Tutti fanno sforzi di memoria nel ricordare parenti lontani, che ti stringono vicini e che scopri fare mestieri, avere interessi e emozioni da condividere... E tutti abbiamo la sensazione che durerà quella mezza giornata del pranzo di Natale... e che forse non ne vale la pena... che è solo un impegno in più... che in fondo è un giorno come tutti gli altri!...
Magari!!!

Pensate all'occasione che abbiamo per cambiare opinioni, scelte, frequentazioni, conoscenze;  alle possibilità di riavvicinare vecchi strappi grazie anche alla cortesia di una stretta di mano, ad un pranzo inevitabile. Pensate quanto è facile trovarsi a giocare a biliardo in un bar di periferia con zii e amici in quei tardi pomeriggi, quando in tavola è tutto finito e c'è ancora carburante tra le menti e i cuori... E ora provate a pensare che sia possibile per tutto il resto di questo stramaledettissimo 2005!
Dio ne sarebbe finalmente orgoglioso
se riuscissimo a trasportare 'sto spirito preconfezionato un po' più in là del suo compleanno; abbozzerebbe un po' sulle follie di Capodanno e le minchiate che ci diciamo e regaliamo... se non durassero soltanto lo spazio di una sbornia!
Buon Anno a tutti da Nighty e... divertitevi!
Io sarò a Lavoro, perchè
, come sovente amo sottolineare, noi Animatori siamo come i Ginecologi: lavoriamo dove altri si divertono!...
Vi lascio i link per visitare tutto il prodotto del primo mese, soprattutto per gli amici che ancora non ne sapevano niente: auguri a voi e... riempitemi di improperi...( dal link per ogni viaggio a ritroso troverete tutti i collegamenti)
- Il Viaggio di Nighty: Riflessi Sabbiati
- La musica di Nighty: A.genzia V.iaggi M.usicali
- Anni '70
- Anni '80 (raccolta delle vostre impressioni e ricordi)
- Gioventù Rivoluzionaria
Altra roba qua e là la beccate che la linko spesso tra i post.
Nighty




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18 dicembre 2004

Manto bianco...

...Cade silenzioso e discreto...
malizioso e beffardo...
Complice e necessario come il mare d'agosto.
Il Manto bianco croccante e gelido...
La neve gonfia pensieri e dossi, ammorbidisce asperità e umori.
Poi rende goffe auto sportive, passi d'anziani e giochi di innamorati.
Rallegra menti vive e pronte all'improvviso confronto...
Rattrista quelle invecchiate precocemente dagli orari, gli appuntamenti e dalla vista dell'imprevisto soltanto come una gran rottura...
Ma sono gli imprevisti, gli errori, le cose inaspettate che rendono vivibile la vita... Ciò che ci aspettiamo, che attendiamo con tutti noi stessi, al massimo può accontentarci, assecondare brevi e minuti desideri mortali e animali...
L'imprevisto ci può sorprendere, azzannare, portarci in luoghi e da persone che non avremmo mai pensato di incontrare... parlare, affrontare, risolvere discorsi, problemi... cose che non sapevamo neanche esistessero... con doti che non sapevamo di possedere...
Oppure l'imprevisto, visibilmente intristito e equivocato... lo vediamo in un angolo buio della nostra vita, riconosciuto come il colpevole dei nostri guai peggiori...
Sta a noi la scelta, come sempre: d'altronde è nei fatti della nostra ragione che difendiamo il nostro "essere esseri umani" pensanti e con innate capacità reattive! O no?!?
Io tengo per la Neve! Non fosse altro che sta iniziando la stagione invernale e senza di lei...Sai che palle!!!

Sono a Prati di Tivo (Te)... Al Miramonti, ma anche all'Amorocchi, l'Europa e... siamo tanti e simpaticissimi... credeteci: un gruppo di animatori dotati di cervello... e a quelli che latitano gli insegno a "simulare" in modo molto credibile!
A domani.
Nighty




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14 dicembre 2004

A Volte... (in movimento!)

A volte c'è il mare... A volte un monte innebbiato: alto imperioso abbracciato alle nuvole; riscaldato da boschi rotondi e fitti come pensieri sullo stomaco... A volte niente, silenzio e vuoto!
Allora metto su musica, cerco parole d'effetto, sensazioni per sporcare la mia "moleskine", per muovere verso di me sguardi lontani, mani tanto desiderate e altrettanto sconosciute...
A volte il mare si ingrossa, danza, parla e spruzza, commenta una solare e placida domenica estiva, sottolinea e organizza nel suo pentagramma grida di bambini fra le onde, carretti di ambulanti, "coccobbelo" e donne bellissime.
A volte il cielo scopre le vette innevate, da una mano di verde sul bosco addormentato nei suoi pensieri sconosciuti.
A volte la musica, lo sforzo del pensatore, la penna che corre ed insegue, il sincero e intimo impegno di manifestare l'anima più bella, pulita, artistica e misteriosa non risolve il buio...
Il mare è troppo grosso, profondo inspiegabile imprevedibile, pur ripetendosi nel suo dondolio da millenni!
Il monte è vetta irraggiungibile e mille sentieri diversi per provarci e mille sogni e incontri e colori che sembran statici, fermi lì da sempre eppur mai visti e ogni volta improvvisi.
E alzo il volume di Zio Dex, rilascio la mano molle sul blocchetto, che tira una linea diagonale e stortignaccola sulla pagina intonsa; chiudo gli occhi e sto in silenzio dentro e fuori: la mano mi sfiorerà, il mare lascerà che scavalchi ancora una volta le sue onde, il monte mi lascerà avvicinare un po' di più... ma non oggi, non sempre...
Se Ti guardo ti desidero, anche se non ci sei! E muovo verso di te, sempre...
Se mi tuffo nuoto e respiro il sale e rimbalzo tra i flutti verso la secca, anche quando faccio il morto a galla... 
Se cammino è per arrivare, anche se le gambe indolensiscono la vista!
Il gioco disegna regole che non hanno tempi, non hanno scadenze;
costruisce il piacere della costruzione, che sovrasta il costruito!
Il percorso masticato e sudato, calpesta distratto il cartello "arrivo"
...E sorride!
La mano mi sfiorerà e sarà nuova sfida rinnovarne il desiderio.
L'onda mi lascerà passare e la gloria del parziale non offuschi la vista della prossima più alta, più forte, più bella.
L'aria si allegerirà, il suo peso diminuirà in prossimità della cima, ma discendere segnerà un nuovo sentiero.
Il moto continuo non è realizzabile con macchine: esiste solo dentro la nostra capacità di essere in movimento; anche su una poltrona, davanti ad un televisore spento, quando tra il silenzio, l'immobolismo di una sera in provincia, o una centrifugante fuga dal traffico metropolitano, nonostante tutto, continuiamo a cercare, a pensare, a ricordare che...
A volte c'è il mare... A volte un monte innebbiato, alto imperioso abbracciato alle nuvole, riscaldato da boschi rotondi e fitti come pensieri sullo stomaco... A volte niente...
Nighty




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Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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