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Frattaglie poetiche


25 marzo 2005

Loop

Il Gioco

Il gioco comincia.
Spezza le onde del mare…
Rompe i minuti, fracassa il silenzio…
Accende le luci.
Moltiplica risate, grida…
Danze folli, corse e colori
non si cura dell’animo e del tempo.
Si nutre della loro allegria, se allegri.
Li allieta, se tristi.
Riempie il suo spazio,
come l’aria riempie i polmoni
dopo una risata;
come una risata riempie un volto felice;
come un solo secondo felice
nasconde interi giorni grigi;
quanto dura? Quanto tempo?
Un lieto momento perde della quantità il valore,
ed ha nel gioco il suo animatore!
...
…Le luci si spengono.
Le risa si placano.
Il rumore del giorno riprende, ogni giorno.
Il volto si spoglia dei suoi sorrisi.
I polmoni si sgonfiano delle risate, delle folli corse.
Il grigio minaccia ogni nuovo secondo che batte.
E non si può fermare…
Il gioco finisce.
Finisce per non trasformarsi in noia.
Per riconoscerla
quando lentamente avanza.
Finisce per trasformarsi in ricordo.
Il gioco finisce per gioco!
Finisce perché,
è una promessa, prima o poi…
…Il gioco comincia.

Nighty




permalink | inviato da il 25/3/2005 alle 18:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


18 marzo 2005

Il Mio Sogno!

Scrivere perché è liberatorio.
Compro Moleskine invece di quaderni perché costano di più e io non ho soldi da buttare…
E voi starete pensando che sono pazzo…
E io vi dico che così penso bene, da pigro e insicuro qual sono, a pesare bene le mie azioni di penna.
Scrivere perché ricomincio ad utilizzare il corsivo
che altrimenti perderei per uno stampatello leggibile, ma spesso ibrido, frettoloso e inespressivo.
Scrivere perché l’idea non evapori dai miei pori silenziosa ed inerte… Sterile!…Che si manifesti invece e resti viva tra altre di altri!
Scrivere perché paghi il giusto per poter leggere scritture altrui.
… …
Parlare perché possa ascoltare risposte, chiedere nuove domande e conoscere, divertire, animare questo stanco essere umano che sta perdendo le capacità comunicative…
Domande… Perché io amo le domande e parlare e cercarne di nuove… Ma stiamo perdendo il desiderio vitale di porne di sconosciute a sconosciuti… E ci accoccoliamo tremebondi tra le solite braccia del solito.
Da una domanda può venir fuori una battuta esilarante, una rivelazione illuminante… un complesso di domande capaci di ridisegnare il profilo di chiunque, la storia… e il futuro.
Parlare perché avvicina i corpi, taglia l’aria che ci separa, piega lo spazio e il tempo come solo la legge della relatività può dimostrare.
… …
Disegnare, perché gli occhi ciechi di frenetiche ed innaturali immagini imposte da abitudini figurative preconfezionate, possano riconnettersi all’immaginazione… Che dall’immaginazione germoglino vere idee creative, una scenografia, un dipinto, uno scarabocchio che lasci altri immaginare addirittura ciò che esiste già… Oltre l’impossibile!
La Musica?
Ah! Se sapessi come si fa!
Però quando appoggio le dita sulla tastiera del vecchio pianoforte scordato, ma mai dimenticato, di mia madre; quando soffio nel mio “Stonato Sax”; quando schiaffeggio una “Conga”… Beh!
Come sempre: non è per esibizione, per assurde velleità artistiche e compositive, ma semplicemente per comunicare!
Poi ogni tanto, tra una stecca e uno starnazzo metallico… qualche idea di indubbio valore spruzza le pareti della stanza e anima ricordi e sogni… Ed è la Mia!
… …
Si! Ma il sogno qual è?
Il sogno?
Il mio Sogno è semplice: che io non debba mai far leggere, ascoltare, vedere ciò che faccio per assunzione di meriti artistici o qualità geniali o morali particolari… Ma che essenzialmente tutto venga visto come piccole parti di un “tutto”, che in fondo è molto meno strano, lunatico, inavvicinabile e incomprensibile di quanto pensato fino ad ora…
Un E.ssere U.mano che si sente solamente un po’ distante dal “monolinguaggio” comune… ma che ne sogna continuamente l’efficacia e le capacità associative…
Il mio Sogno è che qualcuno “Faccia” prima di dire che non può… Che riesca a stimolare chiunque a provare a fare ciò che un normalissimo essere umano come me ha già fatto…
Il mio sogno è che mi si chieda chi sono prima di sputarmelo in faccia!
… …
Ora lo leggerete il mio libro?

Il sentiero sconnesso che ci gira intorno raccontandone il parto: Riflessi Sabbiati (per ora a ritroso, alla fine del percorso linkerò dalla prima all’ultima le puntate… per ora buona rincorsa).
La mia Musica è sparsa qua e là tra le A. V. M.
La mia Città è tutta dentro “La Mia Città”
Il Rugby del Six Nations domani saluta e io vi rimando a tutto ciò che ho partorito a proposito.
Ciao
Nighty




permalink | inviato da il 18/3/2005 alle 20:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


8 marzo 2005

Se Penso ad una Donna!

Vedo occhi scuri… Che addentano il mio volto;
vedo mani affaccendate… Ad ipnotizzarmi il fiato;
vedo gambe agili, sensuali correre tra due auto parcheggiate,
o lentamente sovrapporsi e accarezzarsi, tra i tavolini di un bar…
Se penso ad una Donna!

Odo una voce che purifica pensieri
e si fa musica tra il rumore;
che disegna un volto nuovo e più bello del vero…
Se penso ad una Donna!

Tocco il suo corpo, sfioro i suoi desideri,
ne scopro di nuovi e nascosti… e impensabili;
stringo le sue soffici forme per completarmi…
Se penso ad una Donna!

Mastico pezzi di cuore infranto
bevo lacrime cadute come un milite ignoto
urto mura invalicabili, erette dalla mia solitudine…
Se penso ad una Donna!

Soffro pungenti sensazioni d’impossibilità
il dolore dell’inadeguatezza,
dello stentato “ciao come stai?”…
Se penso ad una Donna!

Ma…
D’un tratto,
incantato ed inebetito…
Vero!… Unico!… E dolce…
Sorrido!

Se penso ad una Donna!
… …
Come quando penso a… Lei!

Nighty




permalink | inviato da il 8/3/2005 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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