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Diario


22 gennaio 2006

San Martino di Castrozza

Da piccolo e ignorante abitante dell'abruzzo... e ancor più ignorante e curioso lavoratore del turismo, i primi di dicembre mi accingevo, per necessità e per volontà di migliorarmi, ad intraprendere un viaggio che mi avrebbe portato a vivere la stagione invernale in quel di San Martino di Castrozza!
la patria del turismo!
Il luogo dove già quaranta anni fa la comunità primeggiava nel servizio agli ospiti, ove l'offerta paesaggistica e di impianti di risalita era all'avanguardia, ove i VIP gradivano trascorrere le loro vacanze invernali!
Un sogno per me che ero abituato ad inventarmi attrattive a Prati di Tivo con due seggiovie sovrapposte sulla stessa pista e annose diatribe sull'opportunità di ampliare il comprensorio con conseguenti liti con verdi miopi e politici arraffoni!...
Io abituato a lavorare ad Ovindoli che da secoli litiga con Campo Felice invece di collegarsi a quel comprensorio e diventare davvero una meta invernale e un'opportunità per investitori e operatori turistici per investire in località nuove...
Insomma...
Arrivo a San Martino e scopro alberghi vecchi, gente troppo abituata ai turisti... forse a volte addirittura annoiata!
Servizi pubblicizzati e non utilizzabili.
L'Animazione del paese, rivolta prevalentemente ai bambini, che è stata udita da miei collaboratori e ospiti apostrofare a male parole i ragazzini distratti o intenti ad altre attività...
Maestri di sci che dopo una settimana di lezioni profumatamente pagate dagli ospiti della località si permettono di dire "...e adesso tornatevene a casa stronzi suddisti!"
Intorno un innaturale senzo di inospitalità vestita in abito da sera, una località che sta trasformandosi sempre più per famiglie e bambini e par rifiutarli: gli alberghi non hanno animazione professionale, ma spesso piccole equipe che si limitamo a gironzolare (tranne rare eccezioni) per il paese e a fare qualche tombolata la sera, i servizi resi all'ospite come orientamento per escursioni e attività di intratenimento dipendono quasi esclusivamente dall'intraprendenza degli ospiti...
Insomma...
Io chiedo ai miei Abruzzesi di rimboccarsi le maniche e accelerare perchè la "Regione Verde d'Europa" raggiunga la fama e la qualità turistica che le compete.
Chiedo che verdi, associazioni ambientaliste e amministrazioni locali, politiche e privati si incontrino per tracciare veri progetti di sviluppo delle nostre montagne...
Chiedo che il Trentino, maestro di montagna e sci da sempre torni ad insegnare come si fa e attivi un controllo vero sul prodotto medio offerto a chi spera di trovare qualcosa di speciale nella sua vacanza invernale.
Spero che la mia lettera umile, istintiva ma lucida (vi rassicuro) abbia un qualche pallido riscontro...
Auspico che magre figure come quelle dei servizi del Palazzeto dello sport, dell'animazione Eufron per bambini compresa di parolacce, dei saluti "pittoreschi" di "professionalissimi" maestri di sci, delle facce scocciate e infastidite di operatori del commercio e dei servizi nel paese diventino favole per il futuro e che altre aree turistiche si armino per crescere e dare un po' di "Pepe al Culo" a quelle più storiche e un po' troppo "rilassate".
Sogno davvero che l'Italia tutta diventi la regina del turismo, tutto l'anno! Che tale risorsa sia incentivata, progettata, seguita e controllata nel rispetto dell'ambiente, del cliente, delle tradizioni e del futuro e che sostituisca insediamenti industriali vetusti e inutili...

Per me... io volevo imparare qualcosa e invece temo di sperperare tutte le conoscenze e le esperienze fatte sul campo in 12 anni di avventurosa crescita professionale in piccole strutture del centro Italia...
Con umile rispetto e curiosità torno al lavoro, mesto e deluso!
Nighty
http://nightfreeqnc.ilcannocchiale.it
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18 gennaio 2006

Lady "D" & Mr. "C"

Lo Specchio di Lady “D”

…Un artista che esprima il suo genio, il suo estro senza tener conto di chi ne ammirerà l’opera, è incompleto… sterile!

“…Io sono bella!
Mi guardo allo specchio e non posso fare a meno di riconoscermi avvenenza, profondità di spirito e animo, intelligenza…
Non per vanità o per supponenza, ma per una vitale e necessaria dose di buon senso…
Di obiettività!
Ma questo non vuol dire che debba alzare il prezzo…
Non vuol dire cambiare vetrina per una più centrale e prestigiosa…
Nemmeno nascondermi e celare me stessa!
Cosa otterrei se tenessi per me le passioni e le mie spontanee manifestazioni di dolcezza… di richieste di aiuto… di…
No!
Sarei sterile ed incompleta e… poco intelligente!

Invece penso che dovrei solamente smettere di sentirmi in vendita per acquirenti che non mi interessano. Devo chiudere il mercato, aprire la porta di casa e andare fuori.
Paura?
Si! Ma aiuta ad essere… a vivere…
Sicurezza?
Aiuta a vincere sulla piatta normalità delle persone in vetrina… delle cose “giuste” o sbagliate… delle persone belle o brutte!
E…
Io sono bella!
Sorrido a chi mi sorride.
Vivo per chi mi vive.
Vivo per me!

Prima di uscire a guardare, a conoscere… a sorridere…
Mi guardo ancora nello specchio e mi riconosco in quel riflesso… anche se è soltanto un’immagine, mentre io… sono qui e posso toccarmi e…
Sono bella!
… …

La Mansarda di Mr. “C”

Rovisto tra le cianfrusaglie accatastate.
Alzo polvere, la scanzo con lo sguardo e le mani e fendo l’aria e i raggi luminosi sul pulviscolo della mansarda della mia mente.
Tutto ‘sto scavare, smanacciare, guardare, alimenta un pesante mal di testa.
Mi stimola un pensiero triste e malinconico intorno a ciò che erano tutte quelle cose sparse, rotte o invecchiate che sto smuovendo; a ciò che sarebbero dovute diventare; a quante fossero sempre state inutili o dannose e che non ho mai deciso di buttar via!

Ritrovo sorridenti occhi del mare adolescenziale… il Gargano!
Le grandi scoperte giovanili nel Parco d’Abruzzo…

Mi abbagliano ancora i primi imbarazzi a scuola, i primi ìmpari confronti con i ragazzi e ragazze della mia rampante generazione, io timido e in possesso di un altro passo, altri ritmi… altre curiosità!
E i loro volti molto più scaltri e “fighi”!
La musica di Duke la domenica mattina al posto della solita sveglia!
La matita sul foglio, prima di iniziare a parlare!
La penna sul quaderno prima di avere il coraggio di “parlarne”!
I sogni…

“Lei” che non arriva mai, che si chiamava Alessia, poi Morena, poi Eleonora, poi Stefania… Poi Mariassunta… poi…
Ma che non arriva mai… e va via sempre troppo presto!

E io che in fondo son sempre là… dentro 'sta mansarda che rovisto, che mi chiedo dove ho sbagliato, che cerco se e dove ho fatto un passo giusto…
Che mi dispero per tutte quelle “Lei” sfumate in un pugno di parole e in strane e ingiustificabili timidezze!

Poi alzo lo sguardo fuori dal lucernaio e odo voci che mi chiamano da fuori…
Indosso il mio cappotto di imbarazzi e battute… i miei occhiali scuri per scoprire sogni ed emozioni altrui ed esco!

Da lontano, mentre mi lascio guidare da nuove domande, mi volto e guardo la mansarda, penso:
“…In fondo… in fondo… mi assomiglia abbastanza…”

...Continua...




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13 gennaio 2006

Segreti pensieri...

Lady “D” think…

“Sorpresa del risultato del mio silente… silenzio!
Ecco!
Sono sorpresa…
Forse troppo incuriosita da questi eventi per sorpassare la loro affabulante vista e portarmi avanti… Azzerare, lisciare le increspature che inciampano i miei polpastrelli e assaporare questa nuova storia come…
…Una storia normale!

Forse è così: sono sorpresa.
Forse la sensazione piacevole che mi dona voglio lasciarla scorrere sulla pelle ancora un po’… godermi questo dolce oblio egoistico e esaltante, caricarmi dei complimenti, della constatazione evidente della stupefacente complessità della mia persona…
Poi magari mi rimetterò in moto.

Oppure l’assuefazione al “non premeditare”, a non chiedere o pretendere nulla da nulla… per far si che tutto sia spontaneo, vero, mi ha vaccinata alla normale dolcezza di Mr. “C”, alla sua speciale leggerezza, alla densa presenza delle sue parole ed espressioni nel mio sangue, dei suoi sogni intorno a me…
…E non mi sorprendo della sua manifestazione genuina, dimostrazione che allora è possibile!...
…E resto impassibile alla sua consistenza, al suo aspetto, al suo petto pulsante, come se in fondo era prevedibile e naturale che lui fosse così!...
Oppure è semplicemente lontano da ciò che ho idealizzato per me…

Oppure Mr. “C” è come il mare che muove e hai voglia quanto tempo ci vuole per navigarlo tutto…
…È una montagna e allora hai voglia quanto tempo mi ci vuole per capire dova andrà…

Oppure sono felice…
Sorpresa…
…del prodotto del mio silente silenzio e…
Il tempo che mi ci vorrà per muovermi e tornare ad abbracciarlo e…
Non si misura col freddo rintocco di una sveglia al quarzo!
Ciao Mr. “C”… a presto…”


Mr. “C” think…

Curiosità…
Ecco cosa sintetizza la mia consueta e mutevole attrazione verso quelle irraggiungibili bellezze e pienezze umane che sono certe donne…

Curiosità verso le strade della conoscenza continua che mi permetterebbero di giungere almeno in prossimità del loro “centro”!
Curiosità per il raggiungimento della consapevolezza reale, al di là di battute e sketch, di dove sono arrivato, di quanto mi manchi per ritenermi adeguato a sognare di essere simile almeno all’uomo giusto per una di loro…
Curiosità verso la strada da fare, il viaggio da intraprendere e il sapore che ha l’intimità che potrebbe unirmi ad una “Lei”, e la quantità di volontà che sarei in grado di esprimere nel tentare continuamente di essere un uomo migliore!

Lady “D” è come la mia principessa, è come tante altre ragazze avvicinate e poi allontanate… per mia sciocca indisponibilità, incuria del sottile filo che mi donano per restargli attaccato… per loro disinteresse, mia palese inadeguatezza, o totale aritmia, asincronia gestuale e umorale… e di attenzioni!
Forse sempre per colpa mia…
…Non ultima la mia fragile avvenenza estetica, sfiorita dietro qualche chilo di troppo, qualche capello di meno e problemi professionali e di realizzazione personale che non mi agevolano nel intraprendere il viaggio…

Ma ora, in barba a riflessioni più o meno pessimistiche…
Ho indossato scarponi e ciaspole da neve, mi trovo in cammino: lento, affascinante e irrefrenabile…
Perché Lady “D” è anche questo: voglia di andare anche se non sai dove e perché…
Verso di lei… lì su!
Ciao Lady “D”… a presto…”

...Continua...
Nighty




permalink | inviato da il 13/1/2006 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


11 gennaio 2006

Mr. "C"

...Restai per molto tempo a parlare e scarabocchiare le parole del mare con “D”, io in piedi di spalle, lei seduta sulla panchina.
Distanti tra noi... a ben guardarci, ma in verità molto più vicini di quanto un occhio sconosciuto avrebbe mai potuto intendere.
... ...
Si sa, certe distanze non si misurano in metri...
... ...
Poi la salutai tentando di ricambiare il meglio che potevo il sorriso della ragazza e andai via.
“Non le ho lasciato neanche un numero di telefono... “D” non me lo ha chiesto...”

A volte le cose belle e improvvise sono nate per durare il tempo esatto che le separa dalla loro fine, non un secondo di più...
Un frenetico volo di “Bird” poteva durare qualche minuto e restare nella testa e nel petto di chi l'aveva visto e udito in eterno...
Anche il tempo vitale di certi accadimenti non si misura con il freddo rintocco di sveglie al quarzo...


Quando sono solo guardo i monti davanti ai miei occhi: una serra appenninica che mi ricorda campeggi selvaggi e veri, prima del lavoro, prima dei problemi, prima, molto prima dell'ultima storia di mio padre...
Quella serra occlude lo sguardo a sconosciute valli, eppur mi muove la mia testa in domande nuove, la spinge a cercare strade per violarle, per scoprirle e respirarle.
Arrivo sempre di primo mattino.
Posteggio l'auto alla foce del torrente, lì dove si getta nel corso del Sangro.
Poi mi incammino costeggiando il pendio del Monte Amaro, lungo il corso d'acqua.
In una radura panoramica mi fermo a guardare la serra nella sua interezza, ponte tra due catene montuose, diga della piccola e primitiva valle, sorgente del rigoglioso torrente.
Mi fermo sempre un po' a pensare...
Mi scopro dondolante come un bambino che ascoltasse gli aneddoti dell'anziano padre...
Solo...
Prima di ricominciare il cammino verso quella solitaria e unica lapide posta nel fitto del bosco, musicata di cascatelle e uccelli, foglie danzanti e vento, scricchiolare di arbusti e profumata del verde originale...
D'un tratto la vedo!
Mi passa di fianco e si ferma poco più avanti.
Le chiedo:
- Cosa ci fai tu qui?
- Guardo i monti e tento di scoprire i loro infinetisimi e giganteschi movimenti...
- Anche io... ma temo sempre di aver perso la vista giusta... il punto migliore per scorgerli...
E lei, delicata e soffiata come un flauto:
- Io ho i tuoi occhi da quel giorno... se vuoi...

E furono passi lenti di fianco al torrente, e voci sul canto dell'acqua e del vento e sguardi tra le fronde verso il cielo...
Insieme...

Ciao “D”
      Mr. “C”

...Continua...
Nighty




permalink | inviato da il 11/1/2006 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


4 gennaio 2006

A chi si riconoscerà...

Lady “D”

…Quando “D” guarda il mare si mette sempre seduta sulla stessa panchina del porto, sola…
Quando “D” guarda il mare, ondeggia con lui e colora i suoi pensieri del blu petrolio, dei riflessi verde smeraldo, di azzurro lucido e specchiante… poi li muove spumeggianti come la bianca schiuma dei flutti sul bagnasciuga…
Quando”D” guarda il mare, ondeggia solitaria e da il tempo alle sue parole, come una bambina quando racconta la sua storia di Natale al Papà.
Quando “D” è sola e guarda il mare, vive della sua solitudine, desiderosa che essa sappia cibarsi di quel piacevole silenzio per germogliare in compagnie che sappiano danzare il suo intimo moto ondoso, che sappiano riconoscere i colori e ascoltare le sue storie… e che non abbiano paura di mescolare su quella tavolozza gigante che è il mare e la sua panchina del porto, i loro colori, le loro storie… il loro tempo.
… …
Così perlomeno mi appare quella ragazza elegante, apparentemente distante, silenziosa ma con un velato sorriso dolce e delicato che sfuma lo scuro dei uoi grandi occhiali da sole.
… …
Ecco, quando ho visto “D” ballare la sua musica di sogni e pensieri, che guarda il mare, mi sono chiesto…
…Com’è possibile che esista qualcuno che osi spezzare, frantumare quel moto morbido, sinfonico, con sprezzanti richieste manifestamente inguinali?
… …Come ci si può accontentare di un’ipotesi di mero strofinio poco meno che ginnico?…
… … …Come si può pensare che quella creatura segretamente sorridente, intensa di emozioni sconosciute e stuzzicanti, si trasformi in un semplice oggetto di desiderio?… Come una scarpa da tennis ultimo modello, una sciarpa…
… … … …Come ci si può accontentare di essere per lei al più solo una scarpetta da tennis… una sciarpa?

Come si può solo pensare che lei stia cercando una “cosa”
per indebolire quella apparente solitudine?

Eppure ora lo vedo anch’io: goffo come un romano tra le straniere a Piazza di Spagna, grezzo come un pastore abruzzese tra i monti della Maiella, approssimarsi, tentare una frase ad effetto, strappare il pentagramma intessuto di quella musica, rompere il suo dolce oscillare col mare… beccarsi un freddo “No Grazie!” e andare via maledicendo la sostenuta donna.
Sostenuta? Fredda?
Mi avvicino silenzioso…
Sorpasso la panchina, le do le spalle e guardo il mare come se stessi ascoltando mio padre raccontarmi l’ultima storia…
Mi scopro dondolante come un bambino che attende il suo tempo, fischietto una melodia e scarabocchio il Moleskine ad imitare quel maestoso intreccio di onde e tratteggi dell’acqua che muove la terra e plasma la storia…
Odo:
- Cosa disegni?- Delicata e soffiata come un flauto…
Rispondo:
- Il mare…
Lei allora:
- Io ascoltavo la sua musica, il suo fragore… ma non riuscivo a ricordare… mi mancano le parole…- Mi dice quasi sottovoce, come se si vergognasse del pensiero…
Quindi io, sempre di spalle, ma morbidamente baritonale…
- Io le ricordo… se vuoi…
Allora ho scoperto la verità.
Allora ho avuto la certezza di tutto ciò che fino a quel momento avevo soltanto immaginato, fantasticato…

Perché lei mi ha sorriso grande sopra lo scuro degli occhiali, più forte della voce del mare, più calda del sole che improvviso squarcia nubi invernali…

Ciao “D”

...Continua(?)...
Nighty




permalink | inviato da il 4/1/2006 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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