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Diario


20 febbraio 2011

Sanremo 2011 serata finale

prima serata
seconda serata
terza serata
quarta serata

...E uno di raiTrade, che non dovrebbe essere uno qualsiasi, alla conferenza stampa sparacchia i dati dei tele votati e ci mancava soltanto che dicesse nomi e congomi di ognuno dei 146000 votanti di vecchioni

Intro
Discomusic al comando... è sabato e... oddio si spogliano!... oddio camminano sul pubblico!...oddio i megapalloni gonfiabili colorati che rimbalzano dappertutto!

Entra Gianni
Poi Elisabetta che non ha ancora deciso quale faccia indossare per il festival, inconsapevole di averne una sola.
Belen inizia a divertirsi.
Luca e Paolo cantano “Grazie perché” e dentro ci mettono tutti i giornali, il web e il dietro le quinte

Davide Van De Sfroos
in una classifica politically correct potrei pensarlo tra i primi tre.
Il Laghè, il folk e “...ha imparato a pilotare le infradito” funziona!

Roberto Vecchioni
La prima sera lo ha catapultato tra i favoriti, immediati gli italiani si sono divisi tra “è banale” e “è poesia”... Vecchioni è Vecchioni, molto spesso più diretto di altri, meno musicista e quindi più ripetitivo, ma il pezzo ha cuore e credo volesse scriverla proprio con una serie di cose prevedibili ma così quotidiane...
Il Professore è in classe!

Arriva la tatangelo senza loredana orrore, solita canzonaccia e facce da radioelettra e però i capelli sciolti e mossi la migliorano.

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Luca e Paolo: Come ad Arcore, ottimi!

Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario
e che dire ancora, prepara il ritornello con un andamento melodico che è abusato e oggi mi sembrano anche un po’ stanchi. Da Luca mi attendevo di più.

Albano
emendee è leberee! E il web ci dona la verità, è un plagio di “Flatbush Waltz di Andy Statman”.

Belen canta a autodidatta, la voce è calda ma sbaglia un po’ più di ieri e poi capisco, quando presentano il musicista a fianco: è il padre! E allora capisco un po’ di secchezza in più delle papille gustative.

Gianni presenta Alonzo

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La Cruz
e magari si confermano intorno al terzo o quarto posto, non sarebbe male.

Giusy Ferreri
se solo lasciasse scorrere la melodia rock che le ha donato Bungaro, i cambi, gli accordi e le aperture e quel “è troppo tempo che non si fa più l’amore”
Ma oggi è poco poco più pulita, ma comunque spezza troppo!

Luca e Paolo, oramai completamente sciolti e investiti del ruolo salva tutto beghelli, ci sono
St’altro anno il festival direttamente a loro due?

Nathalie
la ragazza suona canta compone e scrive, rischia il suo... dovunque, i difetti della sua canzone potrebbero diventare i pregi di domani, diamole il tempo di farcela.

spettacolare il passaggio “Pippo-Paolo-Gualazzi” del duo ligure.

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salto 5 minuti da Tim Roth e Lie To Me!

Modà e Emma
La vedo, la ragazza, un po’ rigida oggi, a ben vedere è più carina che talentuosa, ma il suo incedere mascolino da sempre fa propendere per il contrario... non è così.
Lui invece ha gli occhi così vicini che ho saputo avere il terrore di sognare di notte condottieri greci armati di pali di legno.
La canzone sembra più adatta a Riccardo Fogli e Rosanna Fratello, ma basta una chitarra distorta e...magia! la grande truffa del Rock&Roll.

Luca fa inquadrare l’uomo col telecomando per Morandi

Luca Madonia e Franco Battiato
Luca merita di tornare con un gran bel tour dopo Sanremo.

Luca e Paolo: La crisi, buona la resa della confusione dei “valori”

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Riassunto dei cantanti, dei codici e il regolamento.

poi un balletto e le terga di Elisabetta.

E ora Raphael Gualazzi viene invitato a cantare il suo brano, Gianni deve aver letto “qualcuno” e allora intervista Fabrizio Bosso e per 5 minuti si parla di standard, jam session, musicisti italiani nel mondo, di jazz, the music.

Dopo la canzone annunciano che proprio Raphael rappresenterà l’Italia ad Eurosong.

Luca e paolo cantano con Ranieri e... quanto è bella Reginella, una delle 10 canzoni più belle di tutti i tempi in Italia, non saprei mai dare le altre 9, ma questa ce la metto di certo.
Poi ranieri omaggia Genova con “Ma se che penso” e i due comici un po’ si commuovono.

Stop al televoto
Prima della pubblicità vien fuori una lunga improvvisazione tra i conduttori e l’ospite, causa presunte incomprensioni di scaletta, di nuovo nulla se non il fatto che Luca e Paolo visto l’andazzo hanno deciso di giocare con tutto e di sfruttare ciò che altrimenti sarebbero semplici e fastidiosi errori.
E l’uomo del telecomando ora è il personaggio della serata.

Tocca a la Vigna in Aprile (Avril Lavigne)
Spocchiosetta, ex punk e ora popstar, aveva in un primo momento ingannato più di un critico musicale, in realtà mero prodotto per adolescenti e ora nel bel mezzo del guado verso i ventenni.
la sua è una canzone quasi più inutile di quella della tatangelo o di Albano e ogni volta che il suo nome viene associato al rock, una chitarra fender si da fuoco!

Poi la intervistano e indovinate un po’ la prima domanda?
Si proprio quella: sono sollevato dal fatto che ami l’Italia e il cibo italiano.

imbarazzo...pubblicità!

Al rientro una lunga chiacchierata in musica tra Gianni e Massimo.
ricordano “Filomena Marturano” e “Napoli Milionaria” che ranieri ha girato per Rai 1 e mi torna in mente lo Shakespeare italiano: Eduardo De Filippo.

Questo momento è un po’ lungo a mio parere, ma ora che le trasmissioni evento devono obbligatoriamente coprire tutto l’arco della serata per far cassa, mi viene voglia di ascoltare John Coltrane quando diceva”i miei assolo non sono lunghi, e che io li suono finché non sono finiti”
e anche la tv dovrebbe durare finchè non è il momento giusto per dire basta e dare la palla ad altro.

Nel Trittico finale arrivano Albano, con un waltzer plagiato, Modà e Emma, Roberto Vecchioni.
Spiegano che daranno i nomi anche della seconda terzina di classificati, perché se il nome del vincitore secondo la stampa fosse uno di quelli, potrebbero scalzare uno dei primi tre dal podio.
I secondi tre sono Luca Madonia, Davide Van De Sfroos e La Cruz.
Per la Stampa vince Vecchioni e allora nulla cambia e si procede alle esibizioni delle tre canzoni, solo il televoto ora per decidere il vincitore, mi par strano tutto sto casino e alla fine solo la gente da casa decide, e mi torna l’estratto dalla precedente serata su Senza Filtro.

Ora, in attesa del verdetto Gianni presenta lo staff di ballando Con Le Stelle... Belen dice che dovrebbe prendere lezioni di ballo, lui chiede chi gliele darà...
Belen: “Dopo te la do!”
trambusto! Morandi non capisce e per poco Elisabetta non gli fa un disegno.
ma...

Improvvisamente mi giunge la notizia. Tre scosse consecutive, di cui una probabilmente sopra il 3° grado Richter, a L’Aquila... la gente torna ad avere paura e io ammutolisco un po’!

Durante l’attesa Luca e Paolo procedono ai saluti ufficiali, accompagnati da Gianni, vanno verso un  capostruttura e gli dicono: “non preoccuparti, è finita, non te lo tocchiamo più Berlusconi!”
Poi nel salutare i dirigenti Rai fanno un cenno a Mediaset che ha permesso loro di essere presenti.
Gianni dice “bene, perfetto stile bi-partisan”
e Luca compie il capolavoro:
“Ma che cazzo! Io Penso quel che penso io, che palle co’ sto Bi-Partisan, ma è possibile che in questo paese dobbiamo pensare una cosa di qua e l’altra di là... io penso i cazzi miei...”
E se ne va tra gli applausi!

da quel momento è un continuo prendere in giro, scherzare sui tempi lunghi del finale e sul modo per dichiarare il vincitore.
Al termine tutto molto semplice: Roberto Vecchioni!
SPLENDIDA DEDICA DEL CANTAUTORE ALLA MOGLIE, EMOZIONE IMPROVVISA E SPONTANEA IN BELEN E ELISABETTA
il festival termina qui
ciao e alla prossima!


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20 febbraio 2011

Sanremo 2011 quarta serata

prima serata

seconda serata

terza serata


Intro
Backstage, ballerini che provano, che si concentrano, che si truccano: ancora pochi minuti

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Gianni davanti al Teatro Ariston
Inizia un Walzer tra la gente e poi con la gente, flash mob poco flash e molto salone del mobile.
blen ed Elisabetta sembra stiano tirando il collo ad un pollo ma invece ballano sul palco.
iniziano loro: Belen vestita come Nefertiti, Elisabetta tutta d’oro.

Stasera le canzoni dei big saranno rivisitate con ospiti e duetti, io spero sempre in cose che stravolgano un po’ la “medio mania” sanremese degli ultimi anni che ci evita oscenità come “Cara Terra Mia” ma anche piccole perle come “Dormi e Sogna” o “Lasciarsi un Giorno a Roma” oppure “Replay”.
Stasera le canzoni ammesse alla finale saranno scelte dal televoto e dai maestri d’orchestra: sarà un bagno di sangue!

“Io credo da sempre, fin da piccolino e timido sbarbatello davanti alle lezioni di musica della professoressa Concordia(che cognome per una prof di musica) e quelle di storia dell’arte del maestro indimenticato Ennio di Vincenzo, che l’Arte sia un rischio, un’avventura, una proposta nuova e spiazzante almeno nelle intenzioni di chi la pensa, realizza e manifesta...
Solo successivamente deve essere scelta da chi la guarda, ascolta, ne subisce influenze e ispirazione: la gente!
Invece da anni, dai tempi della schedina totip(ve la ricordate?) ipocritamente alla ricerca del voto perfetto, e in realtà per confondere e rendere ancor più legati a logiche prezzolate di mercato i risultati, non facciamo altro che ribaltare tutto: prima facciamo scegliere cosa piace alla gente e poi diciamo agli artisti cosa devono creare!
E poi ogni anno, proprio quelli che dicono: però piace, perché passa in radio o “vende”, si mostrano annoiati e sprezzano eventi come il festival, salvo poi ascoltare alla radio gli stessi prodotti in fondo da loro PREscelti!
E come si fa in questo modo a suscitare curiosità, passione e anche controversia se diamo loro ciò che si aspettano e che hanno già... oltretutto come si fa a vendere qualcosa che è una copia di mille riassunti(cit. Bersani a colori).
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nelle fredde logiche di mercato applicate all’arte: dagli anni ’80 ad oggi il settore ha perso il 70-80% delle vendite e una susseguente ristrettezza di varietà musicale proposta e distribuita dai media, una sorta di appiattimento della biodiversità creativa.
Soddisfacendo sempre più gusti già consolidati non abbiamo nutrito abbastanza la curiosità e la ricerca di forme nuove, la passione e il desiderio/bisogno di possedere l’opera originale che ci piace(l’avvento della pirateria sul web e degli mp3 ha fatto il resto, ma non tutto a mio avviso).
Le major poi si sono trasformate agli occhi dei giovani, in nemici del loro libero divertimento, lasciando percepire il costo del cd o del download legale come illegittimo e spropositato.
Il futuro ora credo sarà sempre più musica live, ma l’assenza di un supporto solido per la nostra musica danneggerà la memoria e il bagaglio del musicista di domani, e già oggi odo giovani suonare del rock senza sapere chi fosse Jimi Hendrix, oppure suonare uno swing imitando qualche house jazz di moda semza avere minimamente idea di cosa sia quella roba.
La copertina, le note sui musicisti e quelle di produzione, le grafiche... tutte cose che ci ammalano di sana curiosità”


Luca Barbarossa si introduce con Neri Marcorè con un siparietto comico simpatico, poi entra Raquel e inizia la canzone, fatta a tre voci ma esattamente uguale a quella di sempre.

primi errori e accavallamenti vocali nelle presentazioni e disannunci.

La Cruz con Nina Zilli, che considero sopravvalutata, scientificamente imitante Mina, ma troppo atteggiata e poca sostanza in fondo, sento, ascolto e... inizia spostandosi dal microfono e quindi azzoppando le prime note, poi una serie di imprecisioni di intonazione e una voce anche afona: o non stava bene o è come dico io.
la canzone a due voci migliorerebbe anche ma la regge da solo Giova.

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tra poco la Bellucci

La
tatangelo(in minuscolo) canta con Errore...
e dico tutto!
La ex di Amici del marito di Costanzo è un’invasata, fa smorfie voci e gesti inquietanti... ho paura che venga fuori dal corpo una BrundleMosca!

Max Pezzali con Lillo e Greg... Gianni non capisce che l’assenza di Max dal palco è voluta e sfiata il numerello.
Iniziano i due Attori cantanti romani, swingano e son divertenti, poi entra Pezzali, la canzone torna normale e un po’ tutto l’effetto sfuma, tranne l’incredibile fermo immagine di Greg.

Tricarico e il coro SiLaSol
la canzone che era nata per lo Zecchino d’Oro torna dai bimbi e commuove un po’ quel coro di voci bianche, il fumetto si colora e scappa via dallo spartito.

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Gianni presenta Monica Bellucci.
Appare impacciato, quasi terrorizzato, eppure nei varietà da lui condotti ha fatto interviste molto più fluide e con personaggi prestigiosi... mah!
Segue ingresso di Robert De Niro e...
il contenuto è inutile narrarlo, ma invece è importante vedere questa intervista perché contiene indicazioni utili per chi volesse fare questo mestiere sulle cosa da non fare: indecisione e zoppìa nelle domande ficcanti e quasi autocensura, poi interruzioni alle risposte e alle riflessioni libere dell’intervistato, incapacità di lasciarsi stimolare una domanda in più, niente ritmo, assenza di spirito, Moccia ai testi.

Scendono dalla scala le due donne del festival... è da denuncia all’ispettorato del lavoro sta rampa Gaeta’ (Castelli)
I Fotografi che gridano e fanno versi animaleschi a De Niro e a chiunque passi sul palco invece andrebbero sospinti energicamente con brevi e ripetuti contatti di poderosi arti inferiori di energumeni predisposti nelle terga!

Giusy Ferreri e Francesco Sàrcina (Vibrazioni)
Ieri lo sfacelo di Il Cielo in una Stanza e oggi... boh, la Giusy deve assoldare un buon vocal coach e un produttore-direttore artistico illuminato!

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Luca Madonia, Franco Battiato, Carmen Consoli: Sicily Power!

Belen cazzia Luca per un anticipo di presentazione, favoloso.
La canzone migliora col tempo, Carmen fa il wa-ea con la sua jazzguitar fender e se le radio la passano Luca è tornato!

Nathalie e L’Aura
Due pianoforti, in realtà due tastiere raffinatissime tecnologicamente incastonate in telai mezza coda, e l’inizio prende corpo e migliora molto, poi si alzano e il resto è del tutto simile alle precedenti esibizioni, resta diagonale e un appesa nel vuoto la canzone!

Di nuovo Robert de Niro
Gli autori sono il vero punto debole del festival, insieme ai tecnici di studio e regia che continuano a disseminare errori e rumori le serate.
La costruzione delle scalette e i contenuti dei testi dei conduttori a tratti sono imbarazzanti.

Alla fine bel tormentone De Niro di  Luca e Paolo!

Roberto Vecchioni e PFM
Beh! “quishti sònano!”(questi hanno notevoli capacità esecutive ed espressive nei loro rispettivi strumenti musicali)
Lucio “Violino” Fabbri: Guitar & Violin
Franco Mussida: Guitar
Patrick Djivaz: Bass
Franz Di Cioccio: Drums & Vocals

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Ecco i Take That
Solito minuto di rumori, ritardi di innesco microfoni, poi i “Prendilo” cantano.
Robbie Williams torna nel gruppo dopo aver fatto fallire praticamente da solo la Emi, e mi riaggancio al discorso sul mercato musicale... soldi dati in anticipo seguendo cose che vanno di moda e che poi non rientrano dalle vendite...

Elisabetta e Belen tentano un’intervista ma i tecnici giocano a tetris con i microfoni, ma che Moccia è salito in regia?

Gianni ricorda che al termie della serata due artisti lasceranno per sempre il palco di Sanremo per non farvi più ritorno; poi si corregge precisando “per questa edizione”, ma io ne avrei un paio ai quali applicare tale veto a vita!

Davide van de Sfroos e Irene Fornaciari
di lei ricordo il potente strillare e la pedissequa smorfia di fastidio in volto, oltre essere figlia d’arte di uno senz’arte: miracolo!

Luca e Paolo eseguono una parodia di Uno Su Mille dedicata alla sinistra, bella l’idea, ma il risultato è meno efficace della precedente dedicata ai due comici di stato. Fatta la par condicio in tutto e per tutto, è chiaro che il problema della destra non è la satira.

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Albano e Michele Placido
Eemende è lebereeee!

Queste rivisitazioni non mi esaltano, PFM a parte, rimpiango la funkOff band, o i 5 minuti extra di jam di Arigliano e i vecchi leoni del jazz!

Modà, Emma e Francesco “Altipiano d’Abruzzo nei pressi della Valle Roveto (Renga)”
Si triplica con Francesco il tono malinconico della canzone, nulla di nuovo rispetto alle versioni precedenti, vivrà di una bella spinta dal pollice opponibile degli adolescenti muniti di apparecchi per la comunicazione remota.

Finiti i Big, riparte la gara dei giovani
prima Micaela, il clone della menopausini, che essendo 17enne deve cantare prima di mezzanotte (ma mi chiedo. Non è ipocrisia sta cosa? Non basta una liberatoria dei genitori? Boh!)
sbaglia molto più della prima volta e conferma v’è nelle parole di Morandi che dice “molto meglio di ieri no?”

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Raphael Gualazzi con Fabrizio Bosso alla Tromba: questo ragazzo compone, scrive. Canta e suona... dai, magari vince!

Roberto Amadè si conferma sul livello della precedente esibizione, mah, non ha molta grinta.

Serena Abrami è brava, ma non pulisce molto la sua interpretazione, sovrastata dalla canzone di Fabi.

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Luca e Paolo: Siamo come Lui, fine, tempi comici, pulizia e parole giuste e misurate eppur sferzanti e toste!

Ancora errori sul palco e in regia, realmente inizio ad infastidirmi, un paccheto ben confezionato, raffinato, scenografato e poi un crescendo di imprecisioni e ritardi che non mi spiego.

Belen canta e balla un bolero e conferma che dovrebbe aspirare ad essere frustata da un Antonello Falqui e magari lavorare spalla a spalla con un Vianello o un Corrado e invece alla fine di tutto questo avrà delle gran scudisciate da... Corona!

Vince Raphael Gualazzi, anche il premio della critica e della stampa, bene! Credo sia il primo pezzo jazzato che vince qualcosa a sanremo, finalmente ci siamo convinti in Italia che The Music non è la musica del diavolo?

Gianni imbarazzante: “ti ha dato una mano anche il tuo amico musicista”...
Ah Mora’, mo’ te cito pe’ diffamazione conto terzi: Fabrizio Bosso, so’ tre giorni  e ddai!!
Verso la fine delle serate il Gianni nazionale non ne prende più una, si stanca, i testi sono brutti e poco intuitivi e non riesce ad andare a braccio, ma oramai va bene così!

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Riappare tutta la squadra per annunciare gli esclusi.
Ci deve essere un vento tremendo in sala, sembra New Orleans, i microfoni rumoreggiano e frusciano!

Allora alla fine escono Tricarico e Max Pezzali, ma i loro nomi giravano in rete una buona mezz’ora prima della diretta...
Notte
a domani!

 


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18 febbraio 2011

Sanremo 2011, terza serata

Sanremo 2011
nata per unire


prima serata
seconda serata

intro
esterno Ariston, Gianni e le ragazze dal balcone e in mezzo la gente: attesa, vocianti saluti.

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Ezralow come un burattinaio folle ci guida dentro il teatro sulle note di Rossini.

Arriva Gianni, poi le donne di Sanremo e poi il duo comico che omaggia Gaber: un italiano per cominciare, e non è mai abbastanza!

Sullo sfondo le stelle si trasformano in nomi di artisti italiani memorabili(questa parola tornerà spesso stasera, ma mai come oggi sembrerà giustificata).
Mi viene l’idea di aprire una pagina web fatta di tutti quei nomi vicini uno all’altro senza spazi e tutti ipertesto, link che portano a pagine che raccontano di loro: chiunque aprisse la pagina e cliccasse a caso conoscerebbe un artista che probabilmente non ha mai sentito prima, bello no? Ve la regalo, tie’!

Gianni presenta il trofeo simbolico che si porterà via l’interprete della canzone che risulterà più votata in questa gara di beneficienza.

Inizia Van de Sfroos con Viva L’Italia di De Gregori.
(Gianni lasciando il palco dice: beh, siam partiti bene)
La canzone di De Gregori è eterna, in positivo, perché resta intatta la passione partecipativa del suo autore, in negativo perché dopo tanti anni è l’Italia a somigliarle ancora troppo.
Davide parte un po’ timido, ma poi convince, una buona versione, intensa, e il suo vocione pastoso le dona corpo!

Anna Tatangelo, Mamma
Non riesce proprio ad evitarci le sue espressioni da Actor Studio per corrispondenza, contrita e pentita, sfiatante ad ogni finale di frase, dimostra almeno 15 anni di più e sembra che canti al suo matrimonio dopo insistenti richieste da parte di invitati alticci.
non mi convince l’arrangiamento e lei prima di ogni sfiato alla laura Chiatti, ci dona un bel pieno alla “guardate che ho la voce!”
La diapositiva, visivamente funziona e si unirà al puzzle della memoria che questa serata costruirà.
Poi tutti si spendono in lodi e si cospargono di cenere la testa per la momentanea eliminazione dalla finale, neanche fosse la Callas appena abbandonata da Onassis... non è che è arrivata la telefonata di Sandokan? (che cattivo che sono)

Luca e Paolo riescono a far ridere Masi, LaRussa e la Meloni, ministro delle politiche giovanili, più vecchia della Tatangelo.

Anna Oxa, O sole Mio
Ecco: gorgheggia, mescola le sillabe e poi par ci dica “e ora ritrovatele”!
però meno di quanto non ha fatto con la canzone in gara.
L’arrangiamento con muro di basso e chitarra battente in contrasto con il delicato crescendo di archi mi piace molto e... La canzone è bella, ecco cos’è: se noi italiani non avessimo ghettizzato e separato i diversi stili di musica come in nessun’altra parte del mondo hanno fatto, forse oggi avremmo migliaia di versioni di canzoni come questa che l’avrebbero tenuta ancor più viva di quanto non sia e trasformata in standard vero e non solamente un O SOOOLEEE MIOOO! Gridato da chiunque.
Forse.

Albano, Va Pensiero.
ascolto e penso: ma se avessero ideato e realizzato un modo per far scorrere le parole in modo efficace mentre la canzone andava, magari gli italiani avrebbero colto immediatamente la metafora di cui nelle parole di Morandi per una musica nata per una Italia intera e non una parte di essa.

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fin’ora mi appare tutto troppo sequenza canzoni in gara, ma la gara è solo di facciata e non regge l’attenzione, credo si possa perdere alla lunga parte dell’audience. Secondo me più costruzione drammatica della serata sarebbe stata utile all’accensione della curiosita per l’immediatamente successivo!

Vedremo...

Al rientro Gianni racconta Rinascimento, la canzone di Gianni Bella e Mogol che canterà tra poco, parla del suo amico che lotta con l’ictus, lo ringrazia e inizia a cantare.
Commosso e commovente sorpassa anche un arrangiamento non all’altezza, arriva al pubblico e ci regala una canzone classica, lontana anni luce da ciò che io personalmente apprezzo, ma bella e vera, poi sono sensibile a chi lotta contro la malattia che ti interrompe e a volte ti blocca!

“Troppo Gobbo a Sanremo!” sarebbe un bel titolo per un film girato in questi giorni, tutti guardano troppo il gobbo e donano allo spettatore quel volto fuori mira rispetto ai suoi occhi, che par da pesce al mercato.

Patty Pravo, Mille Lire Al Mese
incespica nelle parole, sembra abbia una spugna secca in bocca. Lo swing poi la uccide, non ce la fa a seguire le accelerazioni del testo, sembra una dilettante, ma maltrattandosi in quel modo labbra e volto, lo credo che trovi difficile cantare... la canzone avrebbe meritato una cantante vera.

Luca Madonia, La Notte dell’Addio
Battiato dirige...
Bella canzone che non conoscevo, morbida e preziosamente d’annata. Luca è bravo e mi fa fare un viaggio nel tempo, allora chiudo gli occhi per un po’!

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Luca e Paolo prendono in giro Morandi e Masi e... spengono i cellulari!

Giusy Ferreri, Il Cielo in Una Stanza
parte splendida ballad jazz with strings che mi par il famoso album di Charlie Parker.
Lei mozzica le vocali, strizza la voce e stavolta sogno una Simona Molinari a cantarla, usignolo jazz-pop del 2000!
Non ha swing Giusy e nessuno gliel’ha insegnato, non sa stare dietro il tempo e far respirare il brano e non ci accomoda mai le orecchie su una scala melodica, spezza troppo e non ci lascia godere appieno questo capolavoro assoluto di Gino Paoli.

Nathalie, Il Mio Canto Libero
inizia piccola e sottile... cresce un poco ma resta delicata.
Bello il suono del bridge strumentale con un pieno di Fluegelhorn, davvero tutto un altro corpo.

Gianni presenta il cd in uscita domani(oggi) con tutte le canzoni della serata, quasi mi viene il desiderio di prenderlo, ma poi il pensiero di avere tra i miei 1400 cd uno con la tatangelo dentro mi fa raggelare ogni pulsione.

Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario, Addio Mia Bella
molto, molto, molto bella
andamento da canto degli alpini, cresce l’arrangiamento ed è suggestiva, mi piace!

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mi sorride la memoria ascoltando gli America in una reclame di uno snack

Modà e Emma, Here’s To You (Sacco e Vanzetti)
Quando gli “extracomunitari eravamo noi”
mai farsi chiudere occhi orecchie e bocca, legare mani e piedi
Mai cadere nella tentazione di trovar a tutti i costi ragioni per farlo ad altri.
L’inglese di Checco Modà è come lo swing di Giusy ferreri

Max Pezzali e Arisa, Mammamia Dammi Cento Lire
un po’ frenati, l’impasto delle voci non è perfetto, anche perché Arisa, pur con un’immagine da maestrina ingenua, canta come una divina, la voce è presente e densa di armonici, vibrato naturale ma mai abusato, quasi dritta come un sax di Dexter Gordon ( e qui so’ musicologo), credo non sbagli una nota dal ’32, e a Victor Victoria, solo piano e voce ha fatto cose spettacolari, spero che autori bravi inizino a scriverle cose degne...
Intanto Pezzali citofona alla mamma per farsi dare 100 lire.

Roberto Vecchioni, ‘O Surdato ‘Nnammurato
Molto classica, forte sul finale, eterna!

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Roberto Benigni!
Beppe ha vinto oscar, ha fatto ridere e sorridere, commuovere e pensare.
ha letto la Divina Commedia agli Italiani, l’unico popolo pronto a disprezzare e dimenticare qualunque cosa abbia fatto prima di ieri mattina.
Sberleffa potenti e popolo, gioca con gli eccessi e le finezze.
Poi qualcuno cerca di spaccarlo, di darlo ad una metà di noi e negarlo all’altra, come con tanti altri personaggi che danno lustro alla nostra piccola grande nazioncina; invece va scelto da chi aggradato e ascoltato comunque: è uno splendido uomo di spettacolo e cultura, non il mio preferito, ma unico e irripetibile.
Godiamocelo, stuzzichiamolo a darci un altro “La Vita è Bella”; poi per altre cose molto più serie, andiamo con passione da ben altre persone a stuzzicare azioni e urgenze!
Intanto si addentra nel suo pezzo intorno all’inno di Mameli ed è un capolavoro compresi gli errori, il sudore, l’eccitazione, le battute, la commozione, la verità e le falsità celate nella storia, i colori della bandiera, il testo dell’inno e i suoi sconosciuti significati persino grammatici e alla fine...
Ho gli occhi lucidi e sogno quei ventenni del risorgimento con la faccia dei nostri ventenni e annuso un odore diverso del tricolore e un suono diverso nella nostra lingua!

La Crus, Parlami D’Amore Mariù
dico solamente splendida versione.
La Crus lavora sempre bene con i bassi (rarissimo in Italia) e si sente, complimenti!

Tricarico, L’Italiano
Tricarico rischia di essere memorabile co’ sta canzoncina.
Ci stava riuscendo ma poi è spuntato Toto Cutugno e va be’!
Alla fine una ventina di Italiani di tante etnie colorano di altre sfumature i tre colori.

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Luca e Paolo, l’indifferenza secondo Gramsci (Città Futura 1917): no more words!

Inizia la gara dei giovani che in questa serata pare addirittura fuori luogo

Micaela, Fuoco e Cenere
banalità nel testo, qualche sporadico accenno di grinta nella musica, ma discontinuo e in perenne inseguimento di modelli mediocri troppo pubblicizzati come vincenti: quanti danni ha procurato e quanti ancora ne procurerà la Pausini e tutto quel rumore intorno come se fosse vera?
5+

Roberto Amadè, Come Pioggia
Oddio! Nadal senza racchetta e con i capelli di Loredana Bertè!
Soffre, il ragazzo soffre, il pezzo non manifesta parentele evidenti e potrebbe essere un pregio, è orecchiabile, forse un po’ mieloso nell’arrangiamento e l’interpretazione non mi convince del tutto. Poca quantità rispetto all’orchestra,
6-

BTwins, Mi Rubi L’Amore
“pappara, pappara, papparapparapparappara...”
pezzo dritto, melodia prevedibile e vecchia, richiama i peggiori gruppi di teen-rock americani, molte imprecisioni vocali,
5-

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Marco Menichini, Tra Tegole e Cielo
Quanta malinconia, sti ragazzi che cercano qualcuno e non lo trovano o lo perdono addirittura senza averlo trovato.
Melodia ammiccante, parole in metrica appoggiate col biadesivo con tronche e accenti, rime e semplicità pesantemente vuota: così si rischia di cadere nella “GigiDalessite”, e qui ci siamo proprio, 5

Secondo me fuori gli ultimi due.

Omaggio a Fellini della bella Belen che dimostra che se puntasse alla tv qualitativa e ad una carriera vera avrebbe alcune cartucce da sparare!

Passano la clone Pausini e i capelli della bertè.

Ora tocca ai Big esclusi, si siedono con Gianni che parla e attendono la Oxa in ritardo... giunge, si parla un po’ e...

La Tatangelo è il ritratto di Dorian Gray della Oxa!

Ora ricantano tutti e poi vediamo cosa accade.
Credo sia già scontata la riammissione di Albano e Tatangelo: sono due giorni che non fanno altro che scusarsi con loro per questa iniqua eliminazione, sottintendendo che qualcun altro doveva essere eliminato a loro posto.
Io invece credo siano le peggiori nel lotto e addirittura, ascoltate la prima volta avrei cambiato in corsa il regolamento e fatto la finale a 10!

Patty litiga col microfono.
La Tatangelo recita come a cento vetrine
Albano grida “Emendeeee è leberee!”
Bella Fender Jazz Guitar verde del chitarrista della Oxa

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Passano Albano e Tatangelo!
Luca: “E’ proprio volata stasera...”
Gianni ci saluta con l’Inno.
Notte
A domani!


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17 febbraio 2011

Sanremo 2011 seconda serata


...prima serata

Intro – prove d’orchestra, Gianni che si raccomanda agli orchestrali e si presenta a qualche maestro, si preparano spartiti e accordano strumenti…

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Ci sono incertezze e rigidità da rompere, smuovere e ammorbidire.
Ci sono fluidità e naturalezza da trovare tra le pieghe tirate e strette di una serata che deve correre per evitare lungaggini di altri tempi, oggi fatali ad un meccanismo delicato che ha funzionato ieri, più che per la sua efficacia complessiva, per la leggerezza e relativa rapidità.
Poi c’è da scoprire se i giovani che udiremo oggi avranno almeno i pregi della loro età, incoscienza, fantasia, spontaneità e freschezza e meno difetti, omologazione, paura, sudditanza…
C’è da capire se le canzoni dei big hanno davvero già il fiato corto o se al secondo ascolto qualcuna si alza in piedi.

Luci, scene e immagini, il palco prende il volo in una bella coreografia sulla 5° di Beethowen che termina con la scritta “Sanremo”, buona anche la seconda sigla e ora via con la gara.

Scende una sfera lungo i binari e si apre lasciando uscire il mattator gentile del Festival.
Poi un ascensore dietro lo schermo centrale e esce prima Belen e poi Elisabetta.
Morandi nel terminare le presentazioni passa dietro la Canalis e gli si blocca in gola l’ultimo ano di vita…una scollatura che se fosse capitata sotto gli occhi di un Vespa versione Campiello, ora saremmo davanti al GIP di La Spezia a vedere quanti capi d’accusa si beccherebbe il quasi giornalista di rai1.

Oggi 4 giovani verranno presentati e due passeranno in finale, e tra le 12 canzoni big, altre due verranno passate al ripescaggio mentre 10 accederanno alla finale.
Tutta la giornata di oggi è scorsa tra lodi sperticate alle escluse di ieri, che in verità giudico sacrosante per qualità bassa del pezzo e dell’interpretazione per la tatangelo e per un’incomunicabilità totale e una interpretazione incomprensibile per la oxa.
PUNTO!

Nathalie, Vivo Sospesa: la sento forzare un po’ più di ieri e le si blocca in gola l’inizio di qualche frase, il pezzo anche oggi mi pare poco immediato e un po’ incompleto, gli manca una risoluzione, un’apertura armonica, resta appeso in diagonale sul suo andamento in salita. Originale ma non basta a sfondare.
6-

Albano, Amanda è Libera: ammiccante, sforzata, strillata, e poi il fraseggio prevedibile e poco cantabile andrebbe interpretato e quasi recitato, invece il Carrisi si ostina a vibrarlo per scovargli lirica che non ha, poi arriva  il ritornello e… anche lui un po’ più indeciso di ieri nell’intonazione,
4.

Belen entra e dice di aver sentito più convinzione nelle voci stasera, esattamente il contrario di ciò che ho percepito, questa è una grande lezione di comunicazione applicata: davanti ad un precoce insistere di medesimi difetti di afferma immediatamente e positivamente il contrario così da diluirne gli effetti e anzi a volte cambiare la sensazione stessa diametralmente, tecnica utilizzata soprattutto in politica, ma questa è un’altra storia.

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Entrano Luca e Paolo: medley “scorretto” dei successi di Gianni Morandi, molto simpatico nei tormentoni e negli incastri, poi si inserisce Gianni e finisce in crescendo.

Modà e Emma, Arriverà: i Modà continuano a sembrarmi una gang di studentelli che fanno gli aggressivi, poi arriva la camionista Marrone e balbettano in falsetto un “ti amo”, questa mena!
Inizia la Ballad waltz, fischia come ieri il microfono di Emma, il testo è tristemente ispirato ad una storia che finisce, se la sente Tremonti inserisce nel mille proroghe mille miliardi di bonus per i giovani abbandonati e soli!!!
La melodia è molto ordinaria, storcono un paio di chitarre, schiaffeggiano qualche piatto, Emma “giannananninizza”, ma si fermano a ieri
6+

Elisabetta con Paolo.

- Dov’eri?
- Dietro le quinte che pensavo che era tanto che volevo chiedertelA (lapsus freudiano)

Patti Pravo, Il vento e le Rose: se riesce a cantarla stasera può fare il miracolo.
Il chitarrista sembra il medico di Lost, Patti con capelli sciolti e giacca di pelle tenta di cancellare i visitors dalle menti obnubilate degli astanti.

Il miracolo non riesce, il testo minimale racconta un momento di nulla in fondo, sarebbe anche d’atmosfera, ma si presta più all’ironia di quanti non riescono a seguire una canzone altrimenti onesta, pur se non originalissima, ma non essendo intellegibile se non a tratti la melodia, credo rischi molto oggi. 6-

Belen con Luca

- Sai? Ti ho osservato molto in questi giorni...
- …Anche io ho buttato l’occhio!

Tricarico, Tre Colori: Il fumetto d’autore potrebbe staccarsi dalle pagine…Andamento marcetta, un po’ stornello e filastrocca, con la voce stralunata ma intelligente di Tricarico diventa magnetica.
Una canzone piccola piccola ma che riesce a salvarsi dal buco nero patriottico che ha inglobato tutti i precedenti tentativi Sanremesi.
6+

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Mi rendo conto di aver messo tutte sufficienze, ma proprio questo è il guaio: se Sanremo aspira ad essere la vetrina, il biglietto da visita della musica pop italiana dovrebbe mirare a molto di più di un risicato 6.

Luca Madonia & Franco Battiato, L’Alieno: la canzone guadagna al secondo ascolto, non ha la forza di spezzare la media generale, ma ha il pregio di una bella cantabilità non banale, e il modo spensierato con il quale racconta una storia malinconica.


Max Pezzali, Il Mio 2° Tempo: insomma, nulla di nuovo, al secondo ascolto mi stanca già. Non è il miglior Pezzali, che certamente non sarebbe mai un De Andrè, ma avrebbe il pregio di una canzone cantabile melodica e ritmica e anche un pochino originale, qui invece sembra un po’ buttata lì, a fermarsi ai ’90 senza coraggio.


In generale i blocchi presentazione sembrano un po’ più sciolti e divertiti di ieri, non si impenna la qualità di scrittura, ma con Moccia tra gli autori non si può pretendere molto di più.

La Crus, Lo Confesso: Si conferma il sixty flavour del brano, il rullante “ritornerai” di Lauziana memoria si ostina nel petto, gli archi sibilano, poi aprono corni e ottoni e forse smascherano l’orchestrazione migliore del Festival sin qui.

Potrebbe non accendere le fantasie dei più giovani o di quelli annichiliti da LadyGaga, ma il pezzo c’è, non spacca la storia della musica, ma c’è. 6+

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Three View of a Secret, di Jaco Pastorius (magari si presentasse un musicista così a Sanremo con un brano così moderno, cantabile e originale!) introduce sul palco Andy Garcia e viene intervistato da Gianni Morandi che par ripetere le domende di sempre, tutte quelle che in qualche modo devono portare il noto ospite di turno ad ammettere che gli piace l’Italia, che si sente italiano, che mangia spaghetti e “Oh Sole Mioooo!”
Siamo sempre provincialotti, non c’è null’altro da dire.
Poi si mette al piano, allunga un po’ troppo l’intro, manda in labirintite l’orchestra e Gianni, ma alla fine suona e canta e come sempre dimostra che in America, al di là della qualità dei singoli prodotti di intrattenimento, i performer USA sono impareggiabili.

Luca Barbarossa & Raquel Del Rosario, Fino in Fondo: ieri mi era apparsa fin troppo semplice, oggi...è dritta sta canzone, prepara il ritornello con un canonico e ostinato salire... ma poi “...andare su, su, su... e poi giù, giù giù...” non va! Banalizza la canzone, il bridge non apre abbastanza e la canzone sembra lasciata così com’è venuta, e non è che sia “Three Views of a Secret”!


Van De Sfroos, Yanez: conferma in toto la prima impressione, folk, orecchiabile e danzereccia.
Qualcuno dice che non si capisce... perché il Siciliano o il Napoletano per un meneghino?


Luca e paolo nel loro secondo intermezzo: quanta paura e riverenza in Gianni Morandi ripensando ai brani della sera precedente: stiamo sprofondando nella “Savonarolite”, temiamo di venir bruciati vivi ogni battuta irriverente che pronunciamo, ci facciamo umiliare da regole inique che dovrebbero limitare abusi... invece zittiscono battute lasciando molto spazio a nefandezze molto più gravi.
Insomma fanno satira contro Saviano, Santoro, Montezemolo... e qualcuna su Saviano non è male, potrebbe anche far nascere un personaggio, ma nel complesso è inferiore alle precedenti, non per colpa dei due comici, ma perché la satira funziona quando colpisce i potenti, scherzare su due giornalisti, e un presidente Ferrari non è come prendere per i fondelli presidente di camera e del consiglio... o no?

Roberto Vecchioni, Chiamami Ancora Amore: Si è vero, non è originalissima, è vero a volte è retorica qua e là, ma l’intensità, il peso delle parole, la passione e la verità anche della banalità che ci insegue per strada tutti i giorni, la capacità comunicativa del vecchio Prof. Funziona e gli applausi di un pubblico altrimenti scivoloso a tutto testimoniano che qualcosa passa dal palco e dalla voce tremante di Roberto. Allora si rompe il giudizio matematico e freddo e scappa un
7=

Giusy Ferreri, Il Mare Immenso: il pezzo convince un po’ di più di ieri, ma lei è più imprecisa e sforza e distorce troppo la sua cadenza già molto caratteristica, può risultare pesante e nascondere la canzone. Quindi il brano sale a 6 ½ l’interpretazione scende a 5 ½... quindi
6.

Terminate le 12 canzoni dei Big, si attendono i giovani e intanto...

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Belen canta, e bene anche e interpreta e si muove con energia sul palco, non è Mina e neanche Meryl Streep, ma scommetto su una sua presenza in uno dei prossimi musical di Saverio Marconi!

Credo rischino parecchio due tra Albano, Max Pezzali e Patty Pravo, vedremo!

Tra i giovani do due nomi: Serena Abrami con una bella canzone di Niccolò Fabi e Raphael Gualazzi popjazzomane co la tromba di fabrizio Bosso.

Inizia Serena Abrami con Lontano da Tutto: pezzo bello, intenso ma leggero all’ascolto, dote del miglior Fabi, Lei un po’ piccola a volte e un po’ secca in alcune sfumati o finali di frase, ma possiede anche inflessioni tenere da prima Syria. Se la segue Ivano Fossati e sceglie sempre pezzi così ci siamo.


Anansi, Il Sole Dentro: il ragazzo è genuino, il reggae è quasi inesplorato a Sanremo, il pezzo è facile facile, forse troppo, ma ha un’efficacia estiva, vedremo,
6.

Gabriella Ferrone, Un Pezzo D’Estate: nella versione video sfiatava come un attore cane e tatangelizzava un pezzo che aspirava ad essere soul, ora live con orchestra chissa’...
Meno sfiatata e falsa, ma troppo nasale, è più soul rispetto alla versione video, am il ritornello è gelido e troppo pop angloamericano da classifica, quello che non fa la storia,
6=

Raphael Gualazzi, Follie D’Amore: caldo, guasconcello, romantico, la memoria si aggancia al canto che poi sui ritornelli strappa un po’ e cresce sul finale con uno swing energico. Scherza nei solo dal sapore Ragtime, che per Sanremo è fantascienza, ammira il suono di Bosso, finisce bene
7=.

Gianni canna completamente la presentazione di Luca e Palo che omaggiano Rick e Gian, cos’ facendo partono col freno a mano tirato, ma l’omaggio c’è.

Eliza Doolitle viene sballottata tra Gianni che non si capacita che una voce fuori campo traduca le risposte con la americana Canalis presente lì per fare la Minetti, e la Canalis che non riesce a terminare fluidamente le domande e spiegare contemporaneamente al capo che è più facile se traducono in diretta.
La Ragazza nei video visti fin’ora appare come una teen da film sexy anni ’70, e non le giova molto alla credibilità artistica. I suoi pezzi hanno una certa orecchiabilità e strizzano l’occhio ai primi ritmi afroamericani pre-rock&roll, ma dal vivo non ha praticamente voce e l’unica cosa che salta all’occhio è la faccia più grande delle mani di Gianni Morandi!

Torna la squadra sul palco, confusione totale oramai, è un po’ che sembrano ricaduti nel vortice incontrollabile di gaffe e imprecisioni della serata di ieri, ma è finita, dai che ce la facciamo!

tra i Giovani passano Serena Abrami e Raphael Gualazzi: ole’!

Gianni presenta un numero di pol dance (si scrive così?) una folle invenzione delle ultime ore in America, mutuata dalla lap dance dei night, già federata e in ambizioni da Olimpiadi: si va bene, ma prima la scoppola e lontananza però!
4 blocchi di cemento appesi a dei pali di acciaio, sembrano una prova statica per le piatre delle C.A.S.E.  de L’Aquila.

Fuori Albano e Patty Pravo!
Finale caciarone col Direttore d’orchestra “Chitarrico” che distribuisce percussioni ai presentatori.

Seconda serata che ha aiutato un po’ alcune canzoni con il secondo ascolto, ma ha anche materializzato l’impossibilità reale di tirar fuori capolavori dove non ce ne sono, l’evidenza di una rincorsa al prodotto medio e poco rischioso viene confermata, un paio di sorrisi ce li han donati i due ragazzi promossi alla finale.
Per ora credo non si possa chiedere di più.

A domani!


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permalink | inviato da Nightfreeqnc il 17/2/2011 alle 2:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 febbraio 2011

Sanremo 2011 prima serata

Devo dire che la curiosità c’era, nonostante il popolo “contro” oramai sia forte e abbia conquistato spazi nell’umore comune amplificando lo scollamento del pubblico televisivo dal Festival.
Morandi come conduttore nei varietà non mi era dispiaciuto e ora alla prova Sanremo era da vedere.
Poi l’annno scorso per fortuna poco calcolata e poco compresa ancora oggi, la manifestazione ha avuro ascolti dignitosissimi nonostante la Clerici, ma la preoccupazione negli ambienti Rai era rimasta: sembra sempre più dificile per loro comprendere e programmare questo evento con certezza di risultato.

Insomma, poi Belen e Canalis che promettevano di non essere oche Baudiane, ma non cosa sarebbero state e Luca e Paolo oggetti misteriosi da quando fanno solo Tv a comando e scritta e poco a braccio

Anteprima

Casino nel Backstage, ripreso con telecamera a spalla, claustrofobico e frenetico… mancano 5 minuti, dai… squadra!

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La Clerici con la figlia, che deve essere più intelligente della mamma (poco sforzo in verità) e che si chiede che cavolo ci fa lì a con chi ce l’ha la mamma… e sotto sotto, quanto è sfortunata! Sarebbe potuta essere figlia di una casalinga grintosa e fiera, che le avrebbe spiegato tante cose, invece a lei ora sembra che dovrà vivere con dei dubbi eterni.

La fagottona dedica alla bimba “A Te” di Jova, che però era dedicata alla moglie, mentre era “Per Te” quella dedicata alla figlia, ma vabbe’!
 poi chiama Gianni che entra passando dalla platea, mai accaduto forse al festival, e lui che carezza gli spettatori e stringe mani e poi sale sul palco e dice “mi stanno sudando l mani, sono emozionato”… e se sudano la mani a Gianni, rischia la disidratazione in 5 minuti!

Inizio vero!

La scenografia di Castelli (o d chi gliele disegna) è da anni incentrata sugli schermi hd a led che modella intorno a balaustre, balconate del teatro ed elementi scenici e quinte. Stavolta però mi piace lo spazio che dona al palco pur non ottenendo l’effetto solitudine della versione di Panariello (non era Castelli in quell’anno), l’elicoide-scivolo che scende e cela l’ingresso degli artisti è suggestivo, anche se le palle che girano sulle rampe rischiano di essere metaforicamente l’ironia più riuscita dell’edizione 2011.
Come sempre Sanremo è una grande produzione televisiva e anche quando le canzoni non arrivano, il prodotto tecnico è sempre pregevole e comunque esempio delle capacità realizzative di mamma Rai.
Lo Show di Herzalow con le atlete della ritmica è suggestivo ed è una bella copertina, iniziano le canzoni.

Saranno giudicate da una giuria di 300 persone presenti in galleria, credo poco a queste rappresentanze demoscopiche poi spesso addomesticate e ininfluenti e poco rappresentative delle vendite, dei passaggi radio e del gusto popolare in genere di nicchia o no!

Giusy Ferreri: Il Mare Immenso
tra gli autori c’è Bungaro, che è bravissimo, quasi una garanzia.
lei ha una voce che… beh se canta Duffy… Giusy almeno ha un po’ più di dinamica e grinta e potrebbe anche avere la capacità di abbandonare il pedissequo intonare balbettante, per ora è così, con qualche incertezza verso il basso. Canzone tradizionale con una buona spinta rock sul bridge, le do un
6.

Presentata la squadra sul palco, tanti impacci nella conduzione mi pare, Luca dice il primo “merda” del festival.

Luca Barbarossa & Raquel del Rosario: Fino In Fondo
Luca zoppica nel ritornello e l’impasto delle due voci non è sempre riuscito, anche questo pezzo è tradizionale e non mi prende come invece il precedente “Via Delle Storie Infinite” che ritengo il miglior pezzo di Luca.
5+

Roberto Vecchioni: Chiamami Ancora Amore
una certa paura di udire una canzone d’amore dal Roberto, e invece è un accalorato e ispirato inno alla rinascita dell’istinto creativo, della cultura personale, delle passioni. Lui canta con trasporto e ha anche qualche momento memorabile la canzone, va riascoltata, ma il pubblico da subito gli regala un bell’applauso!


Anna Tatangelo: Bastardo
scritta da gigi D’Alessio… cerco di rimanere freddo e obiettivo, ma è difficile, solito pezzo ipocrita che cade nel testo con rime ridondanti o assonanze banali, spicca solo la parla del titolo, la musica è la stessa delle altre 100 canzoni dello scantante neomelodico dei casalesi (ooops) arrangiata benino da Pennino,a non si alza mai dal 5.

Gianni Morandi legge troppo il gobbo… Paolo è bravo.

La Crus: Io Confesso
Mi aspetto molto da loro, anche sotto l’aspetto produttivo…
il brano è molto ’60, il ritornello e l’impasto orchestrale arrivano subito, belle le sonorità degli ottoni e i corni, c’è la soprano di Morricone, un po’ diagonale e un po’ dritta sta canzone, forse un cambio in più, un’apertura armonica e straniante avrebbe giovato, vista la classicità dell’inciso e avrebbe trasportato meglio nel 2011 la canzone.
6+

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Entrano le due Donne: la Canalis è oramai così spigolosa che sembra una bella quarantenne, e… non ha più il senooo!
Belen si è asciugata troppo quasi da perdere anche il seno siliconato.

Continuo ad avere perplessità serissima sulla qualità dei testi dei conduttori e sulle fantomatiche prove strazianti alle quali si sarebbero sottoposti tutti, bah!

Max Pezzali: Il Mio 2° Tempo
è tornato il citofono più famoso d’Italia, con tutti i suoi accenti spostati e i ritornelli cavalcanti, ma sembra rimasto al 1995. Tentativo di tormentone come sempre fa Max,
5½.

Gianni presenta la diretta di RaiStereo1 e mi chiedo: Laura Freddi, Arianna Campoli e… un’altra che non ricordo nemeno e… che cavolo c’entrano con la radio e con la musica? Bah!

Davide Van Der Sfroos: Yanez
bella Folk, danzereccia e orecchiabile e cela qualche perla nel testo, giusto il dialetto, come qualunque forma di italiano,e gli do un
6+

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fin’ora la conduzione è assolutamente in calando, ad ogni uscita peggiorano e incespicano. Tentano di leggere con ansia il mega gobbo sulla balconata e solo Luca e Paolo a tratti si sganciano dando un po’ di ritmo. L’unico pregio è che le canzoni sono in primo piano e il resto è solo contorno.

Luca e Paolo al rientro omaggeranno le coppie comiche durante queste serate, iniziano con… Gianfranco e Silvio: Ti Sputtanerò!
7½.
Masi chiamerà?

Anna Oxa: La Mia Anima d’Uomo
è entrata sua figlia? Oppure siamo nel bel mezzo di “The Island”…
Ritmicamente sembra la più moderna fin’ora, ma lei è incomprensibile, gorgheggia e gracchia, non trasmette e credo che indispettisca le orecchie degli ascoltatori. Negli anni ’90 riuscì a smussare questi suoi eccessi e fece alcune cose in stile acidjazz-soul niente male, poi tutto finì, ora non si solleva più da sto strano modo di non cantare i brani. Il pezzo sarebbe bello, lei lo rovina
6+.

Ma… dov’è finito il corpo di Elisabetta Canalis???

Tricarico: Tre Colori
Scritta da fausto Mesolella, fantastico chitarriere degli Avion Travel, resta un po’ troppo sullo spartito sto pezzo, ma lo stralunato Tricarico la porta da noi ugualmente, riesce a dare anima a ciò che interpreta pur con uno stile molto particolare che può piacere, ma può anche infastidire. Il pezzo risulta alla fine come un fumetto d’autore.
6-.

Gianni vuole presentare l’orchestra a belen, ma il direttore non c’è (cazziata notturna in vista)

Modà e Emma Marrone: Arriverà
Qui si sono uniti due fenomeni mediatici, ma non certo artistici.
Uno è il classico prodotto del talent show dove il linguaggio dei fan impelouchati e urlanti e le diatribe di fantomatici giudici alzano il grado di interesse verso interpreti altrimenti meno che da Karaoke, l’altro è un passaparola radiofonico che potrebbe laciarci in attesa di qualcosa di incredibile e sorprendente e invece sono i primi neomelodici meneghini!
Emma sarebbe carina, ma ha le movenze di un camionista in cerca di una toilette.
La canzone è classica tanto da poterla pensare per una tatangelo (la ragazza più vecchia d’Italia) o una Zanicchi, invece la cantano ragazzi che tutti insieme forse non arrivano a 100 anni, comunque il ritornello passa e la grinta alla fine c’è.
.

Riecco tutta la squadra sul palco, stavolta si incartano talmente tanto da farmi dubitare che possano giungere indenni al Sabato.

Luca Madonia & Franco Battiato: L’Alieno.
Luca è tanto che non si fa ascoltare, mario Venuti, anche lui ex Denovo, è risorto da tempo e tornato al successo con continuità, ma Luca ci mancava.
canzone interessante e personale, richiama lo stile del gruppo siciliano degli anni ’80, senza cadere nelle sonorità nostalgiche, forse non spicca per novità, ma ascoltabile, elegante e rimandabile ad un ascolto successivo. Come una colonna sonora finale di una commedia romantica
6.

Patty Pravo: Il Vento e Le Rose
Appare come una Visitors, sembra imitare Patty Pravo che canta Vasco Rossi… la canzone ha dei pregi, sembra effettivamente già ascoltata, ma alcune variazioni e la melodia non sono male, anche se poco intellegibili dalla sconnessa e indefinibile interpretazione della cantante meno cantante di sempre!
Se riesce a cantarla potrebbe vincere Sanremo.
.

Tango con Belen sul Palco, poi le presenta il grande Tanguero Miguel Angel Zotto
Quando riesce a scollarsi dal gobbo è brava, dovrebbe puntare alla conduzione, studiare e lasciare tette e culi a piccole parentesi.

Nathalie: Vivo Sospesa
Vorrei ma ancora non riesco, ma potrò!
Ecco la Nathalie che vedo io: sfiora gli anni ’70 ma il pezzo non mi prende, anche se è certamente tra i più originali, scritto da se stessa quindi ben attaccato a lei e calzante, ma non arriva moltissimo in verità, mi appare come una cantante di nicchia che deve ancora studiare molto la composizione e l’arrangiamento, poi nei testi cercare più spigoli e temi che si sgancino dal suo “già” solito intimistico scavare.
promettente
5½.

Albano: Amanda è Libera
Oramai è rarissimo assistere a tonfi stilistici come negli anni ’80 o ’90, anche se il trio dell’altro anno ha messo alla prova le nostre coronarie, i pezzi sono tutti ben studiati e quindi appaiono magari ripetitivi o poco coraggiosi, ma mai orrendi in tutto e per tutto, ma Albano non si smentisce, ce la fa: ritma quasi al funky una melodia che gli serve per gridare un po’ sul finale e narrare di una Amanda che è libera in non so quale realtà.
4.

Pubblicità: pensavo che nella reclame Grissinbon è l’unica occasione che abbiamo di veder Karolina Kostner che pattina restando in piedi!

Rientro in onda in stile vagamente pulp fiction, ma Elisabetta è un pezzo di legno e riesce ad essere meno sexy del mio tavolinetto ikea per il pc.
Non comprendo molto questo intermezzo mal introdotto, mal eseguito e probabilmente mal pensato: Franco Miseria, un cognome una carriera!

Presentano i giovani di domani e… da tenere d’occhio una raffinata e bella ragazza, un crooner jazzante e un altro paio di ragazzi… invece da riuscire a decomporre prima che possano far del male: una clone della Pausini e il duo para-Sonohra!

Fuori la tatangelo e la Oxa… in fondo l’avevo previsto, anche se Albano era molto peggio di entrambe.

Sul termine della serata mi vien da dire che la manifestazione è più incentrata sulle canzoni rispetto al passato, molto veloce nel presentarle, ma qualitativamente gli intermezzi dei conduttori, tranne i due pezzi del duo comico, sono molto al di sotto degli standar Sanremesi.
Ciò potrebbe farsi sentire più che in questa puntata, negli ascolti delle successive, se non apporteranno qualche miglioria immediata, sono curioso della conferenza stampa di domani.
Le Canzoni sono troppo medie, quasi tutte… nessuno rischia nulla e alla fine sembra un minestrone fatto con le verdure e la pasta avanzata dall’inverno, a Teramo si chiamano “Le Virtù”, buonissima, ma se ne mangiassimo solo uno degli elementi che la compongo, sarebbe insufficiente a sfamarci.
Vediamo dopo i successivi ascolti se qualche puntura in più riusciranno a donarcela tanto da farci alzare dalla poltrona… oggi qualcosa di simile è riuscito, pare, solo all’ispirato Vecchioni col pubblico dell’Ariston.

tutto mi appare troppo “compitino”
a domani(oggi)

Nighty


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Note Biografiche dell'essere vivente in questione...

Nighty
 nasce… come tutti!
E sarà proprio questo che gli regalerà quell’eterna espressione di stupore nel non persuadersi che un essere come lui potesse venire al mondo come gli altri esseri umani!
Passerà la prima parte della sua vita nell’abile arte di mimetizzarsi tra gli abitanti del globo terracqueo, annaspando volontariamente tra la mediocrità di studi tecnici e gli approcci poco convincenti con l’università.
Successivamente, con una spiazzante mossa del tutto uguale a quella dei migliori esemplari di homo sapiens (una raccomandazione parentale), conquista un posto in fabbrica come operaio generico.
Non contento della mimetica e insulsa vita fin lì costruitasi, identifica in un altro mestiere l’apoteosi dell’idiozia e contemporaneamente il suo posto perfetto per ingannare qualunque dubbio sulla sua provenienza o presunta intelligenzaL’Animatore Turistico!

Purtroppo l’istinto primordiale di scarabocchiare e far domande su qualunque cosa riempia della sua massa l’atmosfera di questo sconosciuto pianeta, e formulare di tanto in tanto pensieri di senso compiuto su fogli di cellulosa, ancora oggi minano la sua faticata tranquillità.
Si è recentemente prodotto in un libro di racconti e frammenti poetici (Racconti e Frammenti, Montedit 2005), scrive saltuariamente su un Blog (www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it) e continua a far domande e ad impiastrare albe primordiali e intensi tramonti con la sua pedissequa espressione di stupore.
Voci veritiere e confermate dai fatti che lo danno vincitore di un premio letterario col suo primo romanzo “Noiæ (jamme po’ iì!)”(poi trasformato in "Noi (...ae!)" per l'imminente edizione Serarcangeli), acuiscono l’incombenza che prima o poi venga riconosciuto, isolato e reso innocuo per la società.
Nell’attesa del lieto evento le ultime notizie pervenute lo danno eremita in un luogo ameno alle pendici di un monte del “Golfo del Lazio” alle prese col suo secondo romanzo.
Nel frattempo subisce gli effetti delle fobie da letto singolo e degli sbalzi di umore propri della sua natura.

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