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Intro uno...

 

?Disertori

… Partecipare, appassionarsi, innamorarsi…
Deludersi, preoccuparsi, ansimare…
Ansioso, triste, spento!
Dove sei?… Dentro!
Dove?… Dentro fino al collo
in ciò che avevi desiderato!
Ma cosa conta se il prezzo
è la fantasia, l’idea, la passione…
Lei!… Allora?
Allora ne vengo fuori e ricomincio!
Non è vigliaccheria!…
Siamo in pochi… noi DISERTORI!

Tramonto vermiglio sui monti viola di lontananza… sguardo verso la strada, come ogni volta che esce…
… Notte, blu oceano sulla sua testa copre l’orizzonte come una pesante coperta di lana. Attraverso la maglia fitta, fini puntini di luce come… stelle! Sguardo verso la strada come ogni volta che…
… Mattina, fresca dei primi brividi. Shock da risveglio, da improvvisa deficienza di piumino, uscire di fretta chiudere il portone, sguardo verso… la strada…
Immobile, soprammobile sulla terra; fantastica casa arredata con ingegno per viverla, e riconoscersi solo in un inutile, immobile, soprammobile! … Nonostante i chilometri percorsi, nonostante lavoro, hobby, amicizie, viaggi… scoprire che è da qualche tempo che sei fermo, neanche in attesa. Non aspetti nessuno, non cerchi, non sporchi il tuo sangue con i colori della terra che calpesti, non gonfi i polmoni dei profumi che ti sbattono in faccia quando corri, dagli occhi non lacrimi più le immagini; i volti che si mescolano alla tua iride, ora prigionieri senza appello, sono solo un debole schizzo su una tela… Yeah!

Guarda il suo ultimo pensiero come una pagina scritta… e pensa a quando frasi così lo muovevano e muovevano tutto intorno, a come ora si scopre a sorridere ironico, leggero aereo di carta sul panorama delle sue emozioni più vere.

Riapre il portone, nervosamente scende le scale si affaccia timido nella sua stanza! No! Non la camera da letto… non lo “studio” o qualcosa del genere, no! E’ la sala della casa di famiglia, la stanza più “pubblica” di tutta la costruzione… ma appena entrati si volta la testa si contano i metri, si pensa a quanta vita potrebbe contenere, e si scopre l’ultima parte, un po’ in basso, sulla destra: un migliaio di libri che ti danno emozione, immagini di storie epiche o minimali aneddoti di vita comune, solo guardando i titoli, le copertine odorose, la polvere maleducata, le impronte di dita curiose… Poi migliaia di dischi, che riempiono pareti intere, che riempiono metri cubi d’aria con le loro note che, colonna sonora delle storie scritte sui libri, fanno di quel luogo il suo personale cinema, dove i film li fa lui. Li recita, li gira, li scrive… li suona. Un pianoforte nero, uno stereo, altri strumenti sparsi qua e là… un sax!

Ed ora è dentro, chiude la porta: scricchiola, la porta e lo sgabello del piano. Abbassa la testa e chiude gli occhi. Lui, smascherato, immobile, tenta di fermare il mondo in una qualsiasi posizione… tenta di guardarlo, di capire dove si trova. Apre lo sportello della tastiera e poggia un dito su di un tasto: … plin!

Pubblicato il 28/5/2008 alle 18.33 nella rubrica Diario.

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