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Intro tre...

 

Noi!(æ…)

“Lui”

Autunno 2006.

Questo è il mio racconto…
Questo è un racconto dai mille inizi diversi…
Questo è un confuso ricostruire immagini e parole che non pensavo pesassero tanto, tutte quante nello stesso modo, sui miei piedi e i miei pensieri involontari ed emozionati.
Questa è soprattutto una storia di storie, un’immagine di immagini.
Potrei anche raccontarne o mostrarne una sola, scegliendo dal mazzo, a caso!
Potrei…
Ma come riuscirei a trasmettervi come mi sono sentito parte di un tutto, se continuassi bellamente a trattare ogni cosa per come mi è apparsa, senza provare a connettere l’una all’altra?… Insieme ad altre centinaia di milioni, di miliardi… infinito!

Il Mondo è tanto immenso da sembrare assente: la consapevolezza del secolo scorso è oramai esplosa in un’esosa quantità di storie, di conoscenze, che scatena in noi un falso e dannoso istinto di scelta… che può farci fare un pericoloso salto indietro, mentale, culturale e sociale.
Oggi conosciamo e frequentiamo assiduamente meno persone di quelle che mio nonno conosceva grazie alla lentezza del suo passo e dei suoi occhi e orecchie ignoranti e perciò curiosi!
Oggi, pur potendo scegliere cosa fare del nostro tempo libero, ci annoiamo molto di più di quando il tempo libero non esisteva nemmeno.
Dovremmo rallentare il nostro cammino e prima di scegliere dove andare, risvegliare i nostri occhi e orecchie…
Accorgerci che le nostre città muoiono di frenetica “noiæ”, che muoiono del disprezzo e della distrazione dei loro figli, muoiono di amnesia e polvere sulle strade che coprono la loro storia…

Il mondo si annoia per l’assenza apparente di immagini da seguire, di suoni nuovi, di colori e odori da inventare.
Le nostre città muoiono soffocate da altre “noiæ” che scegliamo come male minore.
Bisognerebbe rallentare, semplicemente, e scoprire quanti fotogrammi ci siamo persi della nostra vita, e quanti ancora potremmo raccogliere e montare a nostro piacimento.
Siamo così tediati e superficiali che ognuno di noi si identifica con ciò che i media propongono per lui: allora la felicità è quella del “mulino bianco”, la musica è quella delle suonerie dei telefonini, il lavoro è quello dei personaggi delle soap opera e l’amore non esiste che al cinema, e il sesso è il minimo che si può fare per fuggire dalla “noiæ” metropolitana dei film!

...questo ha vinto un premio, ma non lo riesco a pubblicare per mancanza di pecunia.
Nighty

Pubblicato il 30/5/2008 alle 23.48 nella rubrica Diario.

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