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Intro quattro... e ultimo

Se Rinasco Suono Il Basso 

Intro

Sono un carabiniere!

Vivo in una tranquilla località del Centro Italia, le mie giornate di lavoro sono condite di controlli e pattuglie di “cortesia”, di ronde di saluti mattutini e appostamenti per qualche piccolo pilota fatto in casa che sceglie le curve della S.P.43 per provare freni, ripresa e tenuta di strada della sua auto…
Si vive di turismo da queste parti, e quando per anni vedi migliaia di persone alternarsi di settimana in settimana lungo queste strade, senza conoscerne e riconoscerne alcuna, non percependo il contributo di tanta umanità allo spessore dei tuoi sogni e delle tue soddisfazioni… un po’ perdi la capacità di credere all’esistenza, all’improvvisa ed illuminante manifestazione di valori più profondi di quelli che riesci a sfiorare per pochi giorni sull’epidermide di questa gente.
Sono fermo ad un appostamento a pensare alla primavera che avanza, alla residua umidità dei ricordi dell’intensa stagione invernale, quando sbuca uscendo dalle mie spalle, sullo svincolo di entrata ai prati bassi, contromano, uno dei ragazzi che lavora in un grande albergo della zona. Fischio con un ritardo dovuto allo stupore di tale abbaglio.
Si ferma un po’ distante, lo raggiungo accompagnandomi con gesti enfatici.
- Ma che cazzo fai?
- No… scusa… ma mi sono fatto male in cucina e andavo al pronto soccorso.
- Mi dispiace, ma se imboccavi il lato giusto non perdevi mica tempo?… E soprattutto se passava qualcuno e svoltava per i Prati Bassi facevi ‘na strage: ti devo fare un verbale e togliere un po’ di punti dalla patente.

Mentre mi passa i documenti mi racconta lo sventurato fatto: praticamente si sveglia tardi per le colazioni, si becca un cazziatone, si incupisce, si accanisce con un cazzotto contro una porta, la sfonda ferendosi la mano e addebitandosi un salato conto per la riparazione, prende l’auto per correre a medicarsi la profonda ferita, passa in contro senso, poi la multa e una bella scalata di punti dalla patente…
No! Il ritiro della patente:
- Ragazzo, hai solo tre punti sulla patente, devo ritirartela!
- Ma che cazzo! Ma allora sei proprio uno str… esagerato! Come ci vado a medicarmi? E che cazzo!
- Senti, sei un po’ nervoso quindi ti consiglio di stare in silenzio e farti accompagnare comunque… per evitare che ti metta in altri guai.
Ammutolisce.
Risale in auto, fa manovra per tornare verso l’albergo e io un po’ sorrido.
Questi sono i casi che devo sbrogliare da queste parti: un po’ di grida nervose, guida scellerata e nervosismo giovanile… ci si può aggiungere qualche ubriaco molesto a capodanno e qualche tamponamento scivolato via dal ghiaccio delle strade invernali.
Non avrei mai pensato di incappare in un fatto degno di essere raccontato, oltretutto la mia misurata e limitata competenza con il racconto o la parola scritta si appoggia instabile alla stesura di rapporti e denunce.
Certo che la fama di illetterati e “tonti” che abbiamo noi carabinieri in Italia è inferiore soltanto a quella dei Belgi in Olanda… o all’infamia degli avvocati nel mondo anglosassone, ma si sa: ogni storia è unica e ha un suo passo lungo il tragitto che la vita le propone, e ogni tragitto risolve i traguardi in modi assolutamente singolari.

Io immaginavo il lavoro delle forze dell’ordine come un film di Starsky e Hutch: ero solo un bambino. Poi quando partii militare sotto l’arma, volevo soltanto fare un servizio militare meglio pagato e più onorevole, ma la passione tornò: firmai e continuai la carriera. Certo non sono diventato generale, e non comando una caserma a Roma o Milano… non comando proprio nulla: sono qui a Pietracamela, tra le montagne teramane, in mezzo a duecento anime che odorano ancora di legno di faggio e pascoli d’altura, anche se hanno i figli all’università e gestiscono attività legate al turismo più che mandrie di bestiame…
E anche io oramai ho un figlio che studia scienze ambientali, che vedo solo un paio di fine settimana al mese, che mi vuole bene e… una moglie che si è innamorata dei silenzi e della pace di questi posti, così che non ho esitazioni nell’affermare che… sto bene.
Cosa costringe il mio palmo destro a chiudersi intorno ad una penna, e a muoversi lungo i ghirigori calligrafici che la mia memoria e le mie emozioni sputano sui fogli bianchi che ho dinnanzi?

Una storia…

Una piccola, sconosciuta e silenziosa storia, che non aveva desiderio di gridare a nessuno la sua presenza, ma che una notte la casualità della vita ha spezzato improvvisamente cacciandole in gola un urlo sordo!
Un uomo giovane e incompiuto.
Un ambiente che non sembrava trattenerne le tracce… quelle tracce di vita, armonici di pensieri e idee che invece mi hanno colpito al ventre e stordito la mente sedentaria.
Il mio lavoro, oltre che rapportare e relazionare i fatti, mi ha permesso di raccogliere testimonianze, dati e date, immagini e pensieri, poi terminato tutto, ho deciso di radunare, ordinare, rendere più leggibile e percettibile ogni cosa e omaggiare la storia e l’uomo.
La vicenda si tingerà del nero della notte subdola che l’ha generata, dei diari di “Lui” e i loro incroci inaspettati con le mie divagazioni lungo l’indagine; gonfierà il petto degli scritti rari ed imbarazzati di “Lei” e della splendida testimonianza di un suo vecchio amico incontrato, ancora una volta, per caso.

Ciao a tutti, ci si legge ad Ottobre.
Nighty

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Pubblicato il 31/5/2008 alle 21.49 nella rubrica Diario.

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