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google.it

 premo il pulsantino in alto, vicino allo sportello dello schermo...
anzi, prima apro lo schermo, poi premo il pulsantino, poi attacco l'alimentazione e sfilo la batteria, quasi inutile con i venti minuti di autonomia che le restano, poi attendo paziente che il ciclo di avviamento termini, clicco sull'icona "musica" del desktop, scelgo david sylvian, porto ad icona lo schermo, avvio l'explorer, si apre Google.it...
e lì, in quel preciso momento...
immerso nell'ovattato e raffinato ambiente che riesce a costruire la musica anche in una baracca di lobotomici persi dietro le farneticazioni malavitose di Gigidalessio...
sento di essere di nuovo immobile...
fermo e silente...
senza idee e sogni...
?
la casella della ricerca resta vuota.
io mi sento vuoto e...
mi chiedo da quale buco delle ignorate tasche sia sfilata via la curiosità.
Accetto l'invito per un cinema che mi squilla a tempo con la mia delusione dal cellulare.
Lascio acceso il portatile, chissà se magari ci ritrovo poi qualcosa su... così, per magia.
...
Vado al cinema, vedo Spike Lee, con un amico, vedo anche molta gente che mi appare sempre meno simile a come io ricordavo la gente della mia città.
La mia città era popolata da gente gioviale, curiosa, che si incontrava e si prendeva allegramente in giro e si raccontava e si immaginava di costruire la miglior città possibile, diversa dalle altre... si usciva con la neve nelle strade indossando sci da fondo, ci si invitava a prendere un caffè anche sotto una pioggia torrenziale, ci si incontrava a correre tra i pini del concentramento per perdere qualche etto di troppo, ma ci si invitava anche a cena subito dopo per rimetterli immediatamente su!
Certo si sognava di andare a milanolondraniùiorcbolognaroma... ma poi si tornava a casa e di solito si diceva "un bel posto dove ritornare".
C'erano locali e musica, c'erano lavoro e disperazione, c'erano curiosità e appagamento, c'erano amore e odio, affetto e solitudine, colore e fitto bianconero dei film anni '50...
c'era vita vera!
oggi...
tra le pieghe dei cantieri stradali che abbelliranno la vecchia copertina del luogo, tra il vuoto delle piazze, tra i silenzi delle persone che incontro e che non riconosco, tra le risate fuori tempo, i fastidi e l'incapacità di tenere lo sguardo su qualcosa che non sia una deficiente trasmissione mediaset di prima serata, o un rotocalco gossipparo di raiuno...
io mi sento solo.
Torno a casa.
Rialzo lo schermo.
Costato che la casella ricerca è restata silente come la mia mente.
Chiudo e mi addormento...
Non prima però di aver individuato cosa fare...
a domani!

Nighty è tornato!

Pubblicato il 4/10/2008 alle 1.46 nella rubrica Diario.

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