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Turnaround 1° parte

 

Reazioni ad azioni, a fatti e parole, a commenti ed allusioni, a previsioni e opinioni…
  
Della tivvù, del web, dell’amico incazzato con la finanziaria, del professionista impaurito dal suo piccolo paradiso illegale costantemente minacciato.
 
Reazioni ad azioni, illusioni, sconfitte e magre vittorie, problemi che sai che arriveranno, ma che ti incazzi quando si presentano puntuali con la faccia di tua figlia: vuota di domande e risposte, piena da desideri da bigiotteria.

Reazioni ad azioni, notizie, sguardi e riflessioni che non te ne capaciti, che non ne sei all’altezza secondo molti… eppure le fai, è solo che non conosci tutte le parole per raccontarle e allora bestemmi, alzi le mani e la voce, schiaffeggi l’aria, rimbalzi nel vuoto.

Reazioni ad azioni, a fatti che coinvolgono la storia recente del mondo, della tua città, la famiglia o solamente te stesso.

Reazioni ad azioni… ti prendono sulla poltrona di casa, nel letto occhi sul giornale dopo la buonanotte, in ufficio, per strada, in auto orecchio alla radio l’altro al traffico e occhi sull’edicolante carina che sorride ogni matina… a tutti!

Reazioni ad azioni…

Ti prendono nel tuo mondo, agiscono con te perché sei nel tuo quotidiano vivere, e nel tuo ambiente è immediato il confronto, il gonfiore alle tempie, l’dore denso di frittura di quegli imprevisti e astrusi ingredienti che piovono nell’olio bollente della tua vita di tutti i giorni.

La tua casa, la tua città, la famiglia, i conoscenti e gli amici, i colleghi… ti colleghi e in un microsecondo tutto ciò che ti risale dallo stomaco, che ti scende dalla fronte accaldata, che pulsa sotto i peli superflui del petto, ti rende essere umano, cittadino di un luogo.

 

Sono certo che i cittadini che vivono da generazioni in un luogo, riconoscano un forestiero prima ancora che egli sveli il suo accento, che chieda o dia esplicite informazioni sul luogo o su di se. Lo guardano attraverso i fumi del caffè e dei discorsi da bar, lo vedono avvicinarsi, non importa se deciso o più evidentemente distratto, non importa quanto grande e popolosa la città che li ospita, ma ad un certo punto uno di loro fa:

- È di fuori!

È scienza!

È reazione ad un’azione… eccetera eccetera.

È una capacità istintiva che tutti possiedono, tutti gli abitanti di un luogo che hanno messo sulla graticola della vita la loro padella da abbastanza tempo per renderla bollente e reattiva.

Tutti hanno un luogo ove immediatamente salutano a cenni ricambiati col sorriso di tazzine di caffè che svelano opinioni e fumose discussioni, camminano lenti ed infastiditi nel traffico sorridendo al solito invito di svolta a destra, parcheggiano in attesa di pargoli, di una donna, di un amico, in seconda fila, sfruttando il potere restringente delle quattro frecce, che com’è noto funziona solo dove sei residente!

Tutti…

Tranne me!

A me capita invece che la notizia del giorno, la fastidiosa sensazione di espellere una fastidiosa o piacevole reazione ad essa collegata si spengano immediate lungo l’autostrada che non è mai la solita, di fronte a facce d’autogrill o di bar della stazione che mi hanno già riconosciuto, prima che io possa proferir parola.

Io dietro vapori di bar e rumoreggiare metropolitano non riesco a riconoscere nulla se non l’ovvio: Son tutti di qui!
…Mi pare.

Pubblicato il 17/10/2008 alle 16.11 nella rubrica Riflessi Sabbiati.

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