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Sanremo 2011, terza serata

Sanremo 2011
nata per unire


prima serata
seconda serata

intro
esterno Ariston, Gianni e le ragazze dal balcone e in mezzo la gente: attesa, vocianti saluti.

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Ezralow come un burattinaio folle ci guida dentro il teatro sulle note di Rossini.

Arriva Gianni, poi le donne di Sanremo e poi il duo comico che omaggia Gaber: un italiano per cominciare, e non è mai abbastanza!

Sullo sfondo le stelle si trasformano in nomi di artisti italiani memorabili(questa parola tornerà spesso stasera, ma mai come oggi sembrerà giustificata).
Mi viene l’idea di aprire una pagina web fatta di tutti quei nomi vicini uno all’altro senza spazi e tutti ipertesto, link che portano a pagine che raccontano di loro: chiunque aprisse la pagina e cliccasse a caso conoscerebbe un artista che probabilmente non ha mai sentito prima, bello no? Ve la regalo, tie’!

Gianni presenta il trofeo simbolico che si porterà via l’interprete della canzone che risulterà più votata in questa gara di beneficienza.

Inizia Van de Sfroos con Viva L’Italia di De Gregori.
(Gianni lasciando il palco dice: beh, siam partiti bene)
La canzone di De Gregori è eterna, in positivo, perché resta intatta la passione partecipativa del suo autore, in negativo perché dopo tanti anni è l’Italia a somigliarle ancora troppo.
Davide parte un po’ timido, ma poi convince, una buona versione, intensa, e il suo vocione pastoso le dona corpo!

Anna Tatangelo, Mamma
Non riesce proprio ad evitarci le sue espressioni da Actor Studio per corrispondenza, contrita e pentita, sfiatante ad ogni finale di frase, dimostra almeno 15 anni di più e sembra che canti al suo matrimonio dopo insistenti richieste da parte di invitati alticci.
non mi convince l’arrangiamento e lei prima di ogni sfiato alla laura Chiatti, ci dona un bel pieno alla “guardate che ho la voce!”
La diapositiva, visivamente funziona e si unirà al puzzle della memoria che questa serata costruirà.
Poi tutti si spendono in lodi e si cospargono di cenere la testa per la momentanea eliminazione dalla finale, neanche fosse la Callas appena abbandonata da Onassis... non è che è arrivata la telefonata di Sandokan? (che cattivo che sono)

Luca e Paolo riescono a far ridere Masi, LaRussa e la Meloni, ministro delle politiche giovanili, più vecchia della Tatangelo.

Anna Oxa, O sole Mio
Ecco: gorgheggia, mescola le sillabe e poi par ci dica “e ora ritrovatele”!
però meno di quanto non ha fatto con la canzone in gara.
L’arrangiamento con muro di basso e chitarra battente in contrasto con il delicato crescendo di archi mi piace molto e... La canzone è bella, ecco cos’è: se noi italiani non avessimo ghettizzato e separato i diversi stili di musica come in nessun’altra parte del mondo hanno fatto, forse oggi avremmo migliaia di versioni di canzoni come questa che l’avrebbero tenuta ancor più viva di quanto non sia e trasformata in standard vero e non solamente un O SOOOLEEE MIOOO! Gridato da chiunque.
Forse.

Albano, Va Pensiero.
ascolto e penso: ma se avessero ideato e realizzato un modo per far scorrere le parole in modo efficace mentre la canzone andava, magari gli italiani avrebbero colto immediatamente la metafora di cui nelle parole di Morandi per una musica nata per una Italia intera e non una parte di essa.

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fin’ora mi appare tutto troppo sequenza canzoni in gara, ma la gara è solo di facciata e non regge l’attenzione, credo si possa perdere alla lunga parte dell’audience. Secondo me più costruzione drammatica della serata sarebbe stata utile all’accensione della curiosita per l’immediatamente successivo!

Vedremo...

Al rientro Gianni racconta Rinascimento, la canzone di Gianni Bella e Mogol che canterà tra poco, parla del suo amico che lotta con l’ictus, lo ringrazia e inizia a cantare.
Commosso e commovente sorpassa anche un arrangiamento non all’altezza, arriva al pubblico e ci regala una canzone classica, lontana anni luce da ciò che io personalmente apprezzo, ma bella e vera, poi sono sensibile a chi lotta contro la malattia che ti interrompe e a volte ti blocca!

“Troppo Gobbo a Sanremo!” sarebbe un bel titolo per un film girato in questi giorni, tutti guardano troppo il gobbo e donano allo spettatore quel volto fuori mira rispetto ai suoi occhi, che par da pesce al mercato.

Patty Pravo, Mille Lire Al Mese
incespica nelle parole, sembra abbia una spugna secca in bocca. Lo swing poi la uccide, non ce la fa a seguire le accelerazioni del testo, sembra una dilettante, ma maltrattandosi in quel modo labbra e volto, lo credo che trovi difficile cantare... la canzone avrebbe meritato una cantante vera.

Luca Madonia, La Notte dell’Addio
Battiato dirige...
Bella canzone che non conoscevo, morbida e preziosamente d’annata. Luca è bravo e mi fa fare un viaggio nel tempo, allora chiudo gli occhi per un po’!

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Luca e Paolo prendono in giro Morandi e Masi e... spengono i cellulari!

Giusy Ferreri, Il Cielo in Una Stanza
parte splendida ballad jazz with strings che mi par il famoso album di Charlie Parker.
Lei mozzica le vocali, strizza la voce e stavolta sogno una Simona Molinari a cantarla, usignolo jazz-pop del 2000!
Non ha swing Giusy e nessuno gliel’ha insegnato, non sa stare dietro il tempo e far respirare il brano e non ci accomoda mai le orecchie su una scala melodica, spezza troppo e non ci lascia godere appieno questo capolavoro assoluto di Gino Paoli.

Nathalie, Il Mio Canto Libero
inizia piccola e sottile... cresce un poco ma resta delicata.
Bello il suono del bridge strumentale con un pieno di Fluegelhorn, davvero tutto un altro corpo.

Gianni presenta il cd in uscita domani(oggi) con tutte le canzoni della serata, quasi mi viene il desiderio di prenderlo, ma poi il pensiero di avere tra i miei 1400 cd uno con la tatangelo dentro mi fa raggelare ogni pulsione.

Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario, Addio Mia Bella
molto, molto, molto bella
andamento da canto degli alpini, cresce l’arrangiamento ed è suggestiva, mi piace!

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mi sorride la memoria ascoltando gli America in una reclame di uno snack

Modà e Emma, Here’s To You (Sacco e Vanzetti)
Quando gli “extracomunitari eravamo noi”
mai farsi chiudere occhi orecchie e bocca, legare mani e piedi
Mai cadere nella tentazione di trovar a tutti i costi ragioni per farlo ad altri.
L’inglese di Checco Modà è come lo swing di Giusy ferreri

Max Pezzali e Arisa, Mammamia Dammi Cento Lire
un po’ frenati, l’impasto delle voci non è perfetto, anche perché Arisa, pur con un’immagine da maestrina ingenua, canta come una divina, la voce è presente e densa di armonici, vibrato naturale ma mai abusato, quasi dritta come un sax di Dexter Gordon ( e qui so’ musicologo), credo non sbagli una nota dal ’32, e a Victor Victoria, solo piano e voce ha fatto cose spettacolari, spero che autori bravi inizino a scriverle cose degne...
Intanto Pezzali citofona alla mamma per farsi dare 100 lire.

Roberto Vecchioni, ‘O Surdato ‘Nnammurato
Molto classica, forte sul finale, eterna!

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Roberto Benigni!
Beppe ha vinto oscar, ha fatto ridere e sorridere, commuovere e pensare.
ha letto la Divina Commedia agli Italiani, l’unico popolo pronto a disprezzare e dimenticare qualunque cosa abbia fatto prima di ieri mattina.
Sberleffa potenti e popolo, gioca con gli eccessi e le finezze.
Poi qualcuno cerca di spaccarlo, di darlo ad una metà di noi e negarlo all’altra, come con tanti altri personaggi che danno lustro alla nostra piccola grande nazioncina; invece va scelto da chi aggradato e ascoltato comunque: è uno splendido uomo di spettacolo e cultura, non il mio preferito, ma unico e irripetibile.
Godiamocelo, stuzzichiamolo a darci un altro “La Vita è Bella”; poi per altre cose molto più serie, andiamo con passione da ben altre persone a stuzzicare azioni e urgenze!
Intanto si addentra nel suo pezzo intorno all’inno di Mameli ed è un capolavoro compresi gli errori, il sudore, l’eccitazione, le battute, la commozione, la verità e le falsità celate nella storia, i colori della bandiera, il testo dell’inno e i suoi sconosciuti significati persino grammatici e alla fine...
Ho gli occhi lucidi e sogno quei ventenni del risorgimento con la faccia dei nostri ventenni e annuso un odore diverso del tricolore e un suono diverso nella nostra lingua!

La Crus, Parlami D’Amore Mariù
dico solamente splendida versione.
La Crus lavora sempre bene con i bassi (rarissimo in Italia) e si sente, complimenti!

Tricarico, L’Italiano
Tricarico rischia di essere memorabile co’ sta canzoncina.
Ci stava riuscendo ma poi è spuntato Toto Cutugno e va be’!
Alla fine una ventina di Italiani di tante etnie colorano di altre sfumature i tre colori.

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Luca e Paolo, l’indifferenza secondo Gramsci (Città Futura 1917): no more words!

Inizia la gara dei giovani che in questa serata pare addirittura fuori luogo

Micaela, Fuoco e Cenere
banalità nel testo, qualche sporadico accenno di grinta nella musica, ma discontinuo e in perenne inseguimento di modelli mediocri troppo pubblicizzati come vincenti: quanti danni ha procurato e quanti ancora ne procurerà la Pausini e tutto quel rumore intorno come se fosse vera?
5+

Roberto Amadè, Come Pioggia
Oddio! Nadal senza racchetta e con i capelli di Loredana Bertè!
Soffre, il ragazzo soffre, il pezzo non manifesta parentele evidenti e potrebbe essere un pregio, è orecchiabile, forse un po’ mieloso nell’arrangiamento e l’interpretazione non mi convince del tutto. Poca quantità rispetto all’orchestra,
6-

BTwins, Mi Rubi L’Amore
“pappara, pappara, papparapparapparappara...”
pezzo dritto, melodia prevedibile e vecchia, richiama i peggiori gruppi di teen-rock americani, molte imprecisioni vocali,
5-

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Marco Menichini, Tra Tegole e Cielo
Quanta malinconia, sti ragazzi che cercano qualcuno e non lo trovano o lo perdono addirittura senza averlo trovato.
Melodia ammiccante, parole in metrica appoggiate col biadesivo con tronche e accenti, rime e semplicità pesantemente vuota: così si rischia di cadere nella “GigiDalessite”, e qui ci siamo proprio, 5

Secondo me fuori gli ultimi due.

Omaggio a Fellini della bella Belen che dimostra che se puntasse alla tv qualitativa e ad una carriera vera avrebbe alcune cartucce da sparare!

Passano la clone Pausini e i capelli della bertè.

Ora tocca ai Big esclusi, si siedono con Gianni che parla e attendono la Oxa in ritardo... giunge, si parla un po’ e...

La Tatangelo è il ritratto di Dorian Gray della Oxa!

Ora ricantano tutti e poi vediamo cosa accade.
Credo sia già scontata la riammissione di Albano e Tatangelo: sono due giorni che non fanno altro che scusarsi con loro per questa iniqua eliminazione, sottintendendo che qualcun altro doveva essere eliminato a loro posto.
Io invece credo siano le peggiori nel lotto e addirittura, ascoltate la prima volta avrei cambiato in corsa il regolamento e fatto la finale a 10!

Patty litiga col microfono.
La Tatangelo recita come a cento vetrine
Albano grida “Emendeeee è leberee!”
Bella Fender Jazz Guitar verde del chitarrista della Oxa

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Passano Albano e Tatangelo!
Luca: “E’ proprio volata stasera...”
Gianni ci saluta con l’Inno.
Notte
A domani!

Pubblicato il 18/2/2011 alle 3.10 nella rubrica Senza Filtro.

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