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A Volte... (in movimento!)

A volte c'è il mare... A volte un monte innebbiato: alto imperioso abbracciato alle nuvole; riscaldato da boschi rotondi e fitti come pensieri sullo stomaco... A volte niente, silenzio e vuoto!
Allora metto su musica, cerco parole d'effetto, sensazioni per sporcare la mia "moleskine", per muovere verso di me sguardi lontani, mani tanto desiderate e altrettanto sconosciute...
A volte il mare si ingrossa, danza, parla e spruzza, commenta una solare e placida domenica estiva, sottolinea e organizza nel suo pentagramma grida di bambini fra le onde, carretti di ambulanti, "coccobbelo" e donne bellissime.
A volte il cielo scopre le vette innevate, da una mano di verde sul bosco addormentato nei suoi pensieri sconosciuti.
A volte la musica, lo sforzo del pensatore, la penna che corre ed insegue, il sincero e intimo impegno di manifestare l'anima più bella, pulita, artistica e misteriosa non risolve il buio...
Il mare è troppo grosso, profondo inspiegabile imprevedibile, pur ripetendosi nel suo dondolio da millenni!
Il monte è vetta irraggiungibile e mille sentieri diversi per provarci e mille sogni e incontri e colori che sembran statici, fermi lì da sempre eppur mai visti e ogni volta improvvisi.
E alzo il volume di Zio Dex, rilascio la mano molle sul blocchetto, che tira una linea diagonale e stortignaccola sulla pagina intonsa; chiudo gli occhi e sto in silenzio dentro e fuori: la mano mi sfiorerà, il mare lascerà che scavalchi ancora una volta le sue onde, il monte mi lascerà avvicinare un po' di più... ma non oggi, non sempre...
Se Ti guardo ti desidero, anche se non ci sei! E muovo verso di te, sempre...
Se mi tuffo nuoto e respiro il sale e rimbalzo tra i flutti verso la secca, anche quando faccio il morto a galla... 
Se cammino è per arrivare, anche se le gambe indolensiscono la vista!
Il gioco disegna regole che non hanno tempi, non hanno scadenze;
costruisce il piacere della costruzione, che sovrasta il costruito!
Il percorso masticato e sudato, calpesta distratto il cartello "arrivo"
...E sorride!
La mano mi sfiorerà e sarà nuova sfida rinnovarne il desiderio.
L'onda mi lascerà passare e la gloria del parziale non offuschi la vista della prossima più alta, più forte, più bella.
L'aria si allegerirà, il suo peso diminuirà in prossimità della cima, ma discendere segnerà un nuovo sentiero.
Il moto continuo non è realizzabile con macchine: esiste solo dentro la nostra capacità di essere in movimento; anche su una poltrona, davanti ad un televisore spento, quando tra il silenzio, l'immobolismo di una sera in provincia, o una centrifugante fuga dal traffico metropolitano, nonostante tutto, continuiamo a cercare, a pensare, a ricordare che...
A volte c'è il mare... A volte un monte innebbiato, alto imperioso abbracciato alle nuvole, riscaldato da boschi rotondi e fitti come pensieri sullo stomaco... A volte niente...
Nighty

Pubblicato il 14/12/2004 alle 13.7 nella rubrica Frattaglie poetiche.

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