Blog: http://Nightfreeqnc.ilcannocchiale.it

R. S. 3... Ah! Se avessi saputo...

Se avessi saputo, durante la mia vita passata tra scostati libri di scuola e rare feste da "tempo delle mele", che sarei diventato in qualche modo "pubblico o pubblicabile"...
Se avessi immaginato che le mie dissertazioni e le mie "opere di penna, matita e voce" sarebbero potute diventare potenzialmente disponibili per l'interezza della popolazione mondiale... Beh!
Avrei prestato più attenzione alla cura... dei punti neri, della manicure e alla conoscenza dei profumi e gomme per l'alito!
Ma tant'è: sono qui che scrivo sul web di cose accadutemi e collegate in modi diversi ad altre accadute a generazioni intere, a loro volta incatenate ad infinite cose accadute ad altri individui... è un giro dtrano ad affascinante che stimola me e tanti come me ad intrattenere sguardi e menti intorno ad un blog.
Il mezzo espressivo, il ragionamento, l'astrazione, l'immaginazione, la cultura in perenne inseguimento dell'irragiungibile ignoranza... riescono insieme a trasformare le sensazioni, le storie, gli aneddoti di un piccolo, umile essere umano, (per di più appartenente a quell'oramai deprecato, vetusto, sorpassato, gretto, consumato e granitico sesso maschile... si sente l'ironia?...), in intuizioni, idee, analisi... Romanzi, dipinti o musiche di interesse mondiale!!! Quante volte è accaduto nella storia dell'uomo... Quando con "puntuti" sassi grezzi, quel primo primordiale comunicatore, scalfiva forme di animali, uomini e scene di caccia e vita preistorica sulla nuda roccia di una caverna, non immaginava affatto che migliaia di anni dopo quelle sarebbero diventate per tutti opere d'arte di incommensurabile valore...
Quando Shakespeare scriveva le sue tragedie, non penso lo facesse per rimanere nella storia... ma per l'urgenza di comunicare, rappresentare le sue emozioni, intuizioni... la necessità di confrontarle con il pubblico e assaporare l'effetto di quell'amplificazione, della condivisione o subirne il morente "afflato" dell'incomprensione...
L'inconsapevolezza del risultato! Desiderare che abbia effetto ciò che si fa, ciò si propone, ma non premeditarlo, condizionarlo e che tali ragionamenti non condizionino il messaggio stesso! Difenderne la realtà, la purezza; lasciarsi stupire dall'imprevisto e dalla grandezza della gioia che potremmo provare e trasmettere... O dal coraggio che dimostreremmo nell'affrontare un fallimento... Insomma... Forse "Comunicare" vuol dire solo trasmettere messaggi a chi ti trasmette i propri... Essere universali... Artisti... "Opinionisti"... Filosofi, vuol dire riuscire ad attivare in altri il desiderio di dire la loro intorno a qualcosa che senza il tuo messaggio non avrebbero mai notato...
Essere Uomini vuol dire accettare che altri uomini possano non essere d'accordo... ma bearsi per averli stuzzicati. Accettare che tale azione potrebbe svegliare animi sopiti, ma ben più acuti e dotati di noi! Scoprire che tecnica, finezza, metodo, organizzazione, forza, ricchezza di contenuti e forma non bastano al valore di un messaggio, di un'opera... Senza quell'urgenza del segnale a venir fuori, senza quella necessità inevitabile di vita di un'intuizione rivoluzionaria... si potrebbe produrre soltanto croste vuote o molli pienezze senza dorsale!
... Mammamia! Se avessi saputo... Immaginato... Ma mi sono lasciato stupire e ora...
Sono qui che senza troppi studi umanistici, senza conoscere pentagramma e scale, senza aver mai studiato prospettiva e "oli su tela", racconto storie, disegno scenografie e ritratti, stono, molesto, sax e percussioni... bacchetto come Elvin Jones il materasso e spero che tutto ciò abbia un effetto su tutti voi...
Col coraggio della possibile delusione e la sorpresa della agognata approvazione!
Provateci!

Seconda puntata
Nighty

Pubblicato il 20/12/2004 alle 17.0 nella rubrica Riflessi Sabbiati.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web