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Riflessi Sabbiati 6: Lo spirito del Jazz

... Sembrava proprio che quello strano, spigoloso, scattante e originale ragazzo dai capelli corvini fosse portato per la musica jazz! Penso proprio che dove nasce la musica senza parentele stilistiche, didattiche e commerciali... lì risieda lo spirito del jazz ( se chiedi cosa è il jazz non lo saprai mai...).
In quel ragazzo della sua stessa età, con un po' di piano classico e pop nelle dita, senza neanche l'ombra tra i suoi neri pensieri, di chi potesse essere Charlie Parker o
Louis Armstrong... si sentiva lo swing, il funk... addirittura il blues.
- Questo l'ho composto io... te lo faccio ascoltare...
... Senza nome, senza parole: uno strumentale che suonava come un pezzo dei primi
Yellow Jackets!
- Conosci gli Area 2?... E i Weather Report?- Gli chiese per vedere se avesse qualche conoscenza del mondo che inavvertitamente stava esplorando con la sua vetusta tastiera.
- No! Io fino a poco tempo fa suonavo Baglioni per gli amici...
- Ok! Ti lascio sta cassetta... Continuiamo?
... E Nighty seguitò a schiaffeggiare i suoi bonghi dietro le linee melodiche del suo nuovo amico per un'altra mezzoretta, prima di avviarsi verso casa.
Erano all'ultimo anno di scuola e poco dopo si sarebbero iscritti all'università... (alcune mie impressioni dei miei inutili anni accademici sono ne "
Il Carretto")
Lui, una sera, in piazza, arrivò di corsa con un biglietto in mano. Lo portò davanti agli occhi di Nighty che lesse: era l'iscrizione ad una scuola di jazz di Roma!
Cazzo gli aveva rovinato la vita!... Non si riprese più! Fondarono il "Black Tape Quartet"... Poi il "Drum-less Quintet"... Poi cominciò a fare sul serio l'amico musicista. Ora è diventato bravo, tra sventure e intoppi personali, riuscendo anche quasi a laurearsi in economia e commercio.
Io ogni tanto lo cito nei miei racconti, anche se non sono autobiografici... Anzi i miei racconti bonsai non lo sono mai, sono sempre delle astrazioni; delle storie esplose da una figura, da un pugno di parole dette o da una canzone. Allora per agganciarle al mio vissuto, per abbellire ciò che nella realtà è spesso meno poetico e affascinante, ci infilo amici e località per sentirlo appiccicato,  vicino, quel mondo di fantasia che creo...
Così, un giorno nebbioso, guardando una donna bellissima fuggire il mio sguardo tra il grigio di una piazza di Piacenza, durante il mio avventuroso servizio militare, scrissi "Un Cane col K-Way" (Prossimamente su
"Racconti... e frammenti") e Lui, Max, ci finì dentro, fino al collo!
Nighty, abbassa lo sguardo, ferma i ricordi, tira fuori il Cd di Stefano Di Battista e ammette di essere molto lontano dalle amare riflessioni sulle presunte delusioni affettive di pochi post fa... e sempre più vicino alle mutevoli atmosfere della sua immaginazione letteraria.
Guarda un libro di Vittorio G. Rossi, lo prende, apre le prime pagine, le divora famelico e divertito e... in pochi minuti...
Si addormenta di colpo!
Al solito! La maledizione della sonnolenza: anche davanti ad un giornaletto pornografico Nighty è capace di addormentarsi se legge le scritte... e a guardarlo bene, mentre dorme, si legge un sorriso sulle sue labbra per nulla preoccupate del ridondante accadimento, come a sottolineare che... Proprio dove nasce la scrittura senza parentele stilistiche, didattiche e commerciali... lì risiede lo spirito del jazz ( se chiedi cosa è il jazz non lo saprai mai...)... E lui sorride... e ronfa!
Alla prossima

Puntate a ritroso
Nighty

Pubblicato il 11/1/2005 alle 17.52 nella rubrica Riflessi Sabbiati.

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