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A.genzia V.iaggi M.usicali N° 8: Gli '80 1° Pt.

Il jazz forse nacque nel ‘600 dalle improvvisazioni a cinque voci di Bach…
Il rock s’influenzò senza vaccino delle arie classiche e i “pieni d’archi”…
Tutto nella musica ci fa andare “avanti e indietro” nel tempo continuamente alla ricerca di legami, contaminazioni…
Tutto ciò segue un ritmo naturale e incontrollabile, istintivo, cha ha sede nel normale evolversi delle manifestazioni umane artistiche e sociali…
Fino a quando l’equilibrio tra genuina intuizione artistico-espressiva e produzione commerciale non fu rotto dalla progressiva e inarrestabile supremazia della seconda fase sulla prima.
Già dalla sua nascita ufficiale (A. V. M. 5) il rock aveva la missione di allargarsi più di qualunque altra forma musicale, e adottò stratagemmi di comunicazione generalisti e commerciali, ma sfruttando sempre artisti genuini e carichi di messaggi nuovi, di rottura… rivoluzionari…
Ma dopo trenta anni i soldi fanno gola un po’ a tutti e il desiderio di venir fuori con le proprie doti… fu sostituito col semplice incubo del “venir fuori e basta!…”
Non equivochiamo: tutti i musicisti fanno musica per venderla… Ma si dovrebbe rispettare anche le proprie idee, rischiarle davanti al pubblico… in equilibrio con i gusti della gente…
Col primo grande avvento dell’elettronica, la semplificazione delle sedute di registrazione, l’elaborazione dei segnali sonori… si rese molto più efficace massificare e riprodurre il suono che “va per la maggiore”… Si accese una aperta sfida tra le Majors (che dopo una ventina di anni le porterà alla crisi nera!!! Ben gli sta!) a produrre artisti simili e sfruttare una moda e gareggiare a chi vende di più!… Spesso creando dal nulla un personaggio, che non è un musicista, o comunque non è quello che ci fan conoscere, ma un prodotto studiato da abili produttori della comunicazione, ma non più dell’arte!
Et Voilà gli Anni ’80!
Intendiamoci, non c’è solo questo negli ’80, ma il sentimento generale verso le produzioni di allora era proprio questo… specie dopo i mitici ’60 e ’70!
L’uniformazione del prodotto musicale di massa ha fatto sì che una “Madonna” assolutamente priva di qualunque talento artistico, sia a tutt’ora la più grande fucina di idee degli ultimi 20 anni!
Una dannosa confusione tra messaggio di comunicazione, di moda e pubblicità con quello artistico…
Proprio i ’70 chiusero i battenti con un colpo di coda incredibile e rumoroso:
Il Punk rock!
Alla fine dei seventies, i ragazzi anglosassoni e non solo, inventarono
“la grande truffa del Rock&Roll”!
Il non saper suonare, il brutto e sporco sul palco, come riappropriazione delle dinamiche espressive, di una cultura incomprensibile alla massa uniformata…
Proprio come accadde nei Sixties col FreeJazz!
In quel caso l’arte espressiva del jazz si mosse contro l’appropriazione della cultura afroamericana da parte del mondo intero, ignorante, in massima parte delle sue radici… Si era in pieno movimento della Pantera Nera… Malcom X…
I ragazzi del Punk contro l’omologazione e la normalità della musica e delle mode giovanili, svilite di significati… e contro la monarchia (in Inghilterra) e le sue “formali deformità”.
Ma poco dopo furono omologati anche loro: l’industria discografica fiutò l’affare ed era già troppo potente per qualunque movimento culturale; e loro troppo ingenui dietro a quegli abiti trasgressivi e quella musica distorta.
Furono prodotti e riprodotti; si allontanarono dai loro propositi, divennero sempre meno “musica” e il loro “non saper suonare” non si trasformò mai in un nuovo modo di suonare… ma in un mero replicare…
Gli effetti del Punk furono certamente uno schiaffo alla dormiente società borghese, e oggi si sta riproponendo, per i medesimi motivi, ma senza originalità o carica artistica adeguate.
I suoni proposti oggi non sono certo novità, o idee rivoluzionarie. Ma stili codificati e riproposto dalle Major, oramai non più scopritrici di talenti e di arte, ma abili annusatori di aria e di mode!
I Sex Pistols furono gli apripista.. I Clash gli ideologhi, gli strateghi… il tentativo era nobile: creare nuovi suoni, un movimento organizzato e duraturo… ma si infranse contro la natura stessa del rock… perdere la carica “generatrice” in favore di una più comoda e certa “riproduttrice”.
Faccio i nomi: Clash e Sex Pistols appunto, ma poi
Adam Ant, Siouxsie and The Banshees, Damned e… alla fine del movimento gli onorevolissimi Cure!
… …
Ma proprio negli ’80, oramai celebrati ed imitati in raccolte e in nuove produzioni discografiche, Paul Weller, che pure il Punk lo aveva masticato, cominciò ad acqiuistare dischi di Jazz!.. A suonare un Pop-Soul nuovo, insieme a Mick Talbot… E dal primo e mitologico Cafè Bleu, gli
Style Council diedero alla musica e ai musicisti una nuova spinta a suonare, comporre e “sincopare”…
Simply Red, Swing Out Sister,  Matt Bianco.. ecc. Iniziarono a modellare il pop con suoni morbidi di bassi jazz, ritmiche funky, sezioni fiati Rithm&Blues e testi Rappeggianti…
ma questa… è un’altra storia…
Eh! Eh!

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Nighty

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Eh! Vabbe'.
AriCiao Nighty

Pubblicato il 23/2/2005 alle 11.52 nella rubrica A.genzia V.iaggi M.usicali.

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