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Racconto interattivo: 2° giorno

Points of Suspence
prima parte

Seconda parte
… … …
- No! Fermo! E’ inutile che vai avanti, credimi!
Quella presenza è così incombente e inquietante, ma sa che è lì per lui, preoccupato della sua capacità innata di mancare le occasioni; e ora lo sprona nella ricerca della concentrazione.
- Cosa c’è?…- Gli risponde, sorpreso dall’intervento inaspettato: sperava in un silenzioso rimuginare, ma invece…
L’editor, amico e professionista rispettato, lo ha raggiunto immediatamente dopo una allarmata telefonata, offrendogli la sua attenzione critica e anche la sua spalla… Una affettuosa gentilezza: ha voluto vedere tutto lo “scritto” ed è rimasto lì per un po’; ora attende lumi sul tracciato del racconto dell’amico che continua:
- Potrei far crescere il personaggio; lavorare sulla ricerca interiore,i significati dell’esistenza… Oppure sulla sua vita coppia ingolfata dai sensi di colpa, dall’insoddisfazione; l’ansia della realizzazione professionale!…
- E’ statico!
- E’ statico…
- E’ statico, si! Fermo, non c’è movimento ne ritmo: è un racconto? Si o no? Così lo trasformi in un interminabile melodramma! Cambia!
- E ti pareva!? Cambia!… Cosa pensi, che io possa tirar giù un plot dall’albero e…
- Umorismo, ironia, sarcasmo nell’analisi di una vita intensa e dannata… Movimento!
- Umorismo?… Vediamo…
… … …
Puntini di sospensione…
- Cosa vedi?
Sussurrò all’orecchio della setosa presenza che gli scaldava la parte destra del petto, con l’espressione di chi si aspetta una risposta precisa, premeditata…
- Niente!
La sua voce era cristallina, leggera come il volo di una “passera”… Davanti a questa riflessione lui l’aveva istintivamente guardata al basso ventre e iniziato una leggiadra conversazione.
Il miglior modo per scappare da una festa noiosa: trovare una ragazza allegra e affascinata dallo scapestrato scrittore e dileguarsi in un attimo.
- Cosa ti piace di me?
Aveva azzardato filosofica e profonda la ragazza all’abbordaggio.
- Il tuo nome…- Guardandola sempre lì, un po’ preso dai deliranti discorsi di zio Jack Daniel.
- Oh! Tu mi scruti dentro allora…?
- Perché?
- Perché sai il mio nome… Ma io non te l’ho detto!…- Ride sciocchina, girandosi da un lato e tenendosi la fronte.
- Eh! Intuito, empatia, sintonia perfetta…
- Sei profondo! Sento che potresti toccarmi dove nessuno è mai giunto…
- Lo ritengo impossibile…- Ironico.
- Tu hai le armi per scavare il mio intimo…
- …Per strapparti le mutande!… Andiamo da me?
- …Si!…
Prese il giacchino in pelle, salutò amici e conoscenti a si avviò in dolce compagnia all’uscita.
Proprio sull’uscio, lei si volta dopo l’ultimo saluto all’ultima amica “stramodella” e:
- Comunque, io sono Sara!…- Lui si blocca in un sorriso beffardo.
- Andiamo?…- Termina lei, ondeggiante di fianchi generosi e sensuali!
Ora è lì, sul suo letto, che finge interesse per quei fogli scarabocchiati, e per lui… anche il giorno dopo…
- Come niente? Dai: cosa vedi?- E le rimette il foglio sotto gli occhi.
- Allora, vediamo: “… Tu vorresti fa… No!”- Svogliatamente rilegge a macchinetta le poche parole dell’ultima frase scritta.
- No!
- L’ho letto: “No!”…
- No!…
- Si! Questo c’è scritto e non mi confondere con i tuoi discorsi strambi ora!… “Tu! Vorresti! Fa… No!”
- No!
- Cosa non ho capito di questa poetica ed inarrivabile espressione tronca?
- Guarda bene, rifletti…
- Cosa stai insinuando? Pensi che io non ne sia capace? Pensi che sia una sciocca, soltanto perché sono venuta a letto con te?
- Questo è l’insulto più originale che mi abbiano mai rivolto.
- Quale insulto?…
- Era bello, cioè: essere venuta con me la prima sera, senza conoscerci, voleva dire che eri una sciocca! Quindi io sono uno sciocco… capito?
- E chi l’ha detto questo? Io dicevo solo che tu pensavi che io fossi una di quelle che la da subito…
- Ah! Ecco…
- …A uno come te!…- Termina con lo stesso sorriso della sera prima.
- Non riesco a capire se ci fai o ci sei!…
- Oh! Ma dimmi cosa c’è, andiamo avanti e non perdiamo tempo!
- Certo cara: dai, concentrati, voglio testare se il mio messaggio arriva!
- Non arriva!… Vuoi un caffè?
- Non arriva?… Tu non ci arrivi!
- Ah! E’ così? E allora che cavolo vuoi da me?…
- Un caffè!- Riabbassando la testa sui fogli sparsi sul letto.
- Imbecille! Intendevo: da me cosa diavolo pretendi se…
- Perché il caffè chi lo fa?- Sempre a testa bassa, noncurante e sufficiente.
- Visto che te la prendi tanto… Ecco! Mi siedo davanti a te e ti ascolto: allora?
Lui la vede a pochi centimetri dai suoi occhi. Sente l’attenzione forzata dalle sue scostanti battute, farsi sincera e complice e:
- …Il caffè non lo fai più?
- Ma allora sei stronzo!- La donna si alza innervosita dalla battuta e dalle chiacchiere inutili; dal ridacchiare sommesso che commenta il suo camminare verso la cucina.
- Vado a fare ‘sto benedetto caffè, va bene?
Rumori dalla stanza vicina:
- Il caffè è nel barattolo scuro sullo scaffale- La aiuta orientandola dal letto e ricomincia a scarabocchiare idee su fogli usati.
Lei mette il caffè nel filtro.
Stringe la moka.
- Ehi! Ma non avevi fretta di finirlo ‘sto racconto?
Accende il gas.
- Aspetto il caffè… E te!
Prepara le tazzine.
- Zucchero?…- Un po’ bassa di tono mentre cerca i cucchiaini nel cassetto.
Lui dall’altra stanza alza la voce…
- Ho bisogno di te e tu mi snobbi! Ecco la tua solidarietà, la sensibilità femminile… Ho bisogno del tuo aiuto, non è che poi me lo rinfacci pure…- Poi più sottovoce:- Ma guarda un po’ che tipa questa…
- Allora? Dicevi?
- No! No! Niente…
- Sicuro?
- Si! Sicuro! Non preoccuparti, ti aspetto, dai! Devo testare se il messaggio arriva…
- Si, si! Arrivo!
Passi leggeri sulla moquette.
Vassoio ai piedi del letto.
La donna si adagia su un fianco, prende la caffettiera e versa la bevanda calda nelle tazzine.
Lui, immediatamente:
- Dai! Rileggi…
- Ma stavo…- Nota lo sguardo supplicante ed impaziente dell’uomo; muove l’espressione contrariata in un mielato e rassicurante ghigno, prende il foglio e rilegge:
- Dunque, vediamo: “Tu vorresti fa… No!” Come prima? ‘Mbeh!?
- No!- Agitando gli appunti:- Leggi tutto! Meglio! Ti perdi qualcosa per strada!
Affianca la sua testa a quella della compagna e inizia a leggere tutta la frase.
- …Lui la vede distante. Si avvicina sfiorandole le spalle e le sussurra: “Tu vorresti fa…”
- “No!”- Conclude la donna.
- No! Cavolo, aspetta…!
- Ahah! Ma che vuoi che ci legga in un “NO!”?…
Lui ferma l’attenzione sulla misera porzione di scritto.
- Leggi con me: “Tu…”
- “Tu…”- Lei ripete.
- “Vorresti…”
- “Vorresti…” Si fredda il caffè…
- …Ora lo prendo…- E indica.
Lei lo guarda, poi segue il dito e, titubante riprova.
- Noooo?
Lui indica di nuovo, silenzioso, trattenendosi.
Lei cerca nel punto dove l’indice batte con insistenza.
- Ma cosa indichi? I puntini di sospensione?
- Perché? Secondo te i puntini di sospensione non si leggono?
- E cosa dovrei dire per farti contento: “tu vorresti fa, puntini di sospensione, No!?”
- Ma va al diavolo! I puntini si fanno sentire! Danno il tempo, l’intonazione e il sottinteso: “Tu vorresti venire con me?… Vorresti fare l’amore con me?” Ma poi nota la refrattarietà della donna e rompe la frase con un imbarazzato “No!” C’è l’intenzione nascosta della frase, capisci?
- Si vede che l’hai nascosta bene!…- Trattiene a stento le risa:- Refrattarietà… Ah! Ah!
- Ma va! E io che ti sto a sentire! Fammi prendere sto caffè va…
Prende la tazzina che attendeva lì, in un angolo del vassoio metallico: beve.
- Puuuh! Ma è completamente amaro!? Lo zucchero?
- Tu hai detto: “Niente! Niente! Lascia perdere…”- Imitando il tono scostante di poco prima.
-Ma lascia perdere…- Incavolato, mentre nervosamente versa un paio di cucchiaini di zucchero nel caffè gelato!
La donna infastidita, prende il vassoio e torna in cucina.
- Io mi faccio una doccia! Tu intanto testa da solo se arriva ‘sto messaggio: Scemo!
- Si! Si, ho capito…
- No!- Si riaffaccia lei:- Stai dimenticando i “puntini di sospensione”, il sottinteso, cioè: “imbecille, stronzo, cretino…”
A sfumare, andando verso il bagno…
… … …
- Lascia perdere!

E ora che succede?... Continua qui!
Dite la vostra a nighty@katamail.com
Commentate liberi e felici.
A domani
Nighty

Pubblicato il 15/3/2005 alle 17.12 nella rubrica Racconti Sconnessi.

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