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Il Mio Sogno!

Scrivere perché è liberatorio.
Compro Moleskine invece di quaderni perché costano di più e io non ho soldi da buttare…
E voi starete pensando che sono pazzo…
E io vi dico che così penso bene, da pigro e insicuro qual sono, a pesare bene le mie azioni di penna.
Scrivere perché ricomincio ad utilizzare il corsivo
che altrimenti perderei per uno stampatello leggibile, ma spesso ibrido, frettoloso e inespressivo.
Scrivere perché l’idea non evapori dai miei pori silenziosa ed inerte… Sterile!…Che si manifesti invece e resti viva tra altre di altri!
Scrivere perché paghi il giusto per poter leggere scritture altrui.
… …
Parlare perché possa ascoltare risposte, chiedere nuove domande e conoscere, divertire, animare questo stanco essere umano che sta perdendo le capacità comunicative…
Domande… Perché io amo le domande e parlare e cercarne di nuove… Ma stiamo perdendo il desiderio vitale di porne di sconosciute a sconosciuti… E ci accoccoliamo tremebondi tra le solite braccia del solito.
Da una domanda può venir fuori una battuta esilarante, una rivelazione illuminante… un complesso di domande capaci di ridisegnare il profilo di chiunque, la storia… e il futuro.
Parlare perché avvicina i corpi, taglia l’aria che ci separa, piega lo spazio e il tempo come solo la legge della relatività può dimostrare.
… …
Disegnare, perché gli occhi ciechi di frenetiche ed innaturali immagini imposte da abitudini figurative preconfezionate, possano riconnettersi all’immaginazione… Che dall’immaginazione germoglino vere idee creative, una scenografia, un dipinto, uno scarabocchio che lasci altri immaginare addirittura ciò che esiste già… Oltre l’impossibile!
La Musica?
Ah! Se sapessi come si fa!
Però quando appoggio le dita sulla tastiera del vecchio pianoforte scordato, ma mai dimenticato, di mia madre; quando soffio nel mio “Stonato Sax”; quando schiaffeggio una “Conga”… Beh!
Come sempre: non è per esibizione, per assurde velleità artistiche e compositive, ma semplicemente per comunicare!
Poi ogni tanto, tra una stecca e uno starnazzo metallico… qualche idea di indubbio valore spruzza le pareti della stanza e anima ricordi e sogni… Ed è la Mia!
… …
Si! Ma il sogno qual è?
Il sogno?
Il mio Sogno è semplice: che io non debba mai far leggere, ascoltare, vedere ciò che faccio per assunzione di meriti artistici o qualità geniali o morali particolari… Ma che essenzialmente tutto venga visto come piccole parti di un “tutto”, che in fondo è molto meno strano, lunatico, inavvicinabile e incomprensibile di quanto pensato fino ad ora…
Un E.ssere U.mano che si sente solamente un po’ distante dal “monolinguaggio” comune… ma che ne sogna continuamente l’efficacia e le capacità associative…
Il mio Sogno è che qualcuno “Faccia” prima di dire che non può… Che riesca a stimolare chiunque a provare a fare ciò che un normalissimo essere umano come me ha già fatto…
Il mio sogno è che mi si chieda chi sono prima di sputarmelo in faccia!
… …
Ora lo leggerete il mio libro?

Il sentiero sconnesso che ci gira intorno raccontandone il parto: Riflessi Sabbiati (per ora a ritroso, alla fine del percorso linkerò dalla prima all’ultima le puntate… per ora buona rincorsa).
La mia Musica è sparsa qua e là tra le A. V. M.
La mia Città è tutta dentro “La Mia Città”
Il Rugby del Six Nations domani saluta e io vi rimando a tutto ciò che ho partorito a proposito.
Ciao
Nighty

Pubblicato il 18/3/2005 alle 20.3 nella rubrica Frattaglie poetiche.

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