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V° Capitolo 4° Parte

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V° Capitolo


Squilla il cellulare! Di corsa risponde uscendo fuori perché altrimenti non c’è campo:
– Chi è?
– Sono Paco! Che fai ‘sti giorni?
– Niente!… Cioè il solito. Sto in un periodo di riflessione “mistica”!
– Che significa?! Fottile tutte, quelle così si fottono! Quelle vere si tengono per amiche!
– No! Non si tratta di donne!… Hai delle amiche?
– Ah! Ah! Divertente! Certo, persone con le quali non c’è bisogno di inventarsi strani amori per uscire e…
– … Trombare!… – Incalza Andy.
– No! No!… E parlare conoscersi! Con le altre trombo!
– Ma chi sono le altre?…– Ridono, Andy accarezza Alex e lo saluta per Paco.
Alex scodinzola e tenta di annusare il cellulare e sbarra gli occhi…
– Alex! Ciao!… Andy senti, l’ultimo dei 4hero ce l’hai? Grande! Io faccio serate tutti i sabati e i martedì, poi curo un programma radiofonico con musiche particolari… insomma mi conosci!
– Sì! Sì! Sono contento! Appena riesco ad organizzare un gruppo “vivace” vengo a trovarti, in bocca al lupo!
– Crepi, ciao Andy! –… – Ciao, Paco!
Ogni volta che parla con Paco, qualunque sia l’argomento, si va a finire alle sue storie estive, ai suoi tumultuosi rapporti con… se stesso, con il lavoro… l’animazione.
Paco è uno dei tanti che ha cominciato con “loro” tanto tempo fa. Ha cercato di convincerli in tutti i modi delle sue abilità, delle sue idee per l’animazione e il cabaret; e ora che ci è riuscito continua come per… non sa spiegarsi perché, però gli è simpatico e gli ricorda la passione che tutti loro manifestavano il primo anno di lavoro con… “METAMORFOSI GROUP”.

Danny era il più talentuoso: canto, ballo, recitazione. Doti innate, ma incontrollabili. Spesso eccessivo ma trascinante e geniale. Era stato convinto da Mauro a partecipare alla stagione tanto per “chiudere” il suo periodo di servizio militare. Si era scontrato con altre gerarchie, che mal si digeriscono in estate, ma grazie alla sua testardaggine e alle sue capacità si era accorto di esserne oramai inzuppato in modo irreversibile.
Fabio era taciturno, e lo è tuttora. Dal suo silenzio vengono fuori taglienti battutine e espressioni fulminanti che pochi riescono a comprendere del tutto. Poi vederlo condurre le serate è come assistere ad una summa fra Alberto Sordi e Mike Bongiorno… gaffe comprese…
Mauro era il “capo” nel senso… non è bel chiaro in quale senso, ma aveva molte stagioni alle spalle e le prime serate le caricava completamente su di lui. Gli altri erano tutti apprendisti e Andy più di tutti, nonostante brevi collaborazioni estive, non poteva vantare stagioni o esperienze di nessun tipo nel campo… ma aveva passione e volontà di uscire, prima ancora di entrarci completamente, dal personaggio dell’operaio, e la smania di dimostrarsi “nuovo”, valido e vivo!…
…Spento il cellulare, rimandato l’appuntamento con Paolo a data da destinarsi si era rituffato, come Paperone nel deposito, nel tesoro di quei manifesti, biglietti, ritagli di giornale che componevano il mosaico dell’attività del gruppo dei primi anni: il piccolo biglietto della prima sera. Il “pierraggio” casinaro, martellante, convincente, asfissiante, per spiazzare la concorrenza; il primo “casting” per il musical, le prove, le risa, le facce nuove, le prime conosciute senza timidezze senza falsi alibi; il manifesto fatto a mano della prima serata di cabaret; il ricordo del televisore montato sul palco ad imitare uno studio di un TG. Le riprese fatte nella cucina del locale. Le gambe, che tremavano ogni volta che salivano davanti alle alogene, non sarebbero più scese, per molto tempo.

I primi sguardi timidi ad un pubblico troppo conosciuto, il peggior critico possibile, poi sciolto in risate incessanti, come il rimmel di Raffaella.
E scorrono immagini di vecchie videocassette e alla melodica musica di altri suggestivi ricordi, ora si sostituisce l’allegro swing di Harry Connick Jr: la prima sigla del cabaret.

Musica e ancora musica: latina, disco, rock. L’importante era ballare e far divertire! Arrivò anche il primo “stage di formazione” per animatori, organizzato da un gruppo di animazione che non aveva ancora piena coscienza di sé, dell’ambiente che voleva invadere ma aveva grinta, passione ed idee e… tante facce nuove da convincere, per convincersi!
Ma prima dello stage ricorda chiaramente alcune tappe fondamentali per se stesso e per il gruppo che da lì a cinque anni avrebbe rappresentato il centro verso il quale convogliare il massimo delle sue energie,. Fasi intense, colme di soddisfazioni, precedute da disarmanti delusioni, ricostruite su inevitabili tensioni, ispirate da sogni ed aspirazioni comuni…
...Continua...

Pubblicato il 1/12/2005 alle 18.2 nella rubrica Disertori.

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