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Lady "D" & Mr. "C"

Lo Specchio di Lady “D”

…Un artista che esprima il suo genio, il suo estro senza tener conto di chi ne ammirerà l’opera, è incompleto… sterile!

“…Io sono bella!
Mi guardo allo specchio e non posso fare a meno di riconoscermi avvenenza, profondità di spirito e animo, intelligenza…
Non per vanità o per supponenza, ma per una vitale e necessaria dose di buon senso…
Di obiettività!
Ma questo non vuol dire che debba alzare il prezzo…
Non vuol dire cambiare vetrina per una più centrale e prestigiosa…
Nemmeno nascondermi e celare me stessa!
Cosa otterrei se tenessi per me le passioni e le mie spontanee manifestazioni di dolcezza… di richieste di aiuto… di…
No!
Sarei sterile ed incompleta e… poco intelligente!

Invece penso che dovrei solamente smettere di sentirmi in vendita per acquirenti che non mi interessano. Devo chiudere il mercato, aprire la porta di casa e andare fuori.
Paura?
Si! Ma aiuta ad essere… a vivere…
Sicurezza?
Aiuta a vincere sulla piatta normalità delle persone in vetrina… delle cose “giuste” o sbagliate… delle persone belle o brutte!
E…
Io sono bella!
Sorrido a chi mi sorride.
Vivo per chi mi vive.
Vivo per me!

Prima di uscire a guardare, a conoscere… a sorridere…
Mi guardo ancora nello specchio e mi riconosco in quel riflesso… anche se è soltanto un’immagine, mentre io… sono qui e posso toccarmi e…
Sono bella!
… …

La Mansarda di Mr. “C”

Rovisto tra le cianfrusaglie accatastate.
Alzo polvere, la scanzo con lo sguardo e le mani e fendo l’aria e i raggi luminosi sul pulviscolo della mansarda della mia mente.
Tutto ‘sto scavare, smanacciare, guardare, alimenta un pesante mal di testa.
Mi stimola un pensiero triste e malinconico intorno a ciò che erano tutte quelle cose sparse, rotte o invecchiate che sto smuovendo; a ciò che sarebbero dovute diventare; a quante fossero sempre state inutili o dannose e che non ho mai deciso di buttar via!

Ritrovo sorridenti occhi del mare adolescenziale… il Gargano!
Le grandi scoperte giovanili nel Parco d’Abruzzo…

Mi abbagliano ancora i primi imbarazzi a scuola, i primi ìmpari confronti con i ragazzi e ragazze della mia rampante generazione, io timido e in possesso di un altro passo, altri ritmi… altre curiosità!
E i loro volti molto più scaltri e “fighi”!
La musica di Duke la domenica mattina al posto della solita sveglia!
La matita sul foglio, prima di iniziare a parlare!
La penna sul quaderno prima di avere il coraggio di “parlarne”!
I sogni…

“Lei” che non arriva mai, che si chiamava Alessia, poi Morena, poi Eleonora, poi Stefania… Poi Mariassunta… poi…
Ma che non arriva mai… e va via sempre troppo presto!

E io che in fondo son sempre là… dentro 'sta mansarda che rovisto, che mi chiedo dove ho sbagliato, che cerco se e dove ho fatto un passo giusto…
Che mi dispero per tutte quelle “Lei” sfumate in un pugno di parole e in strane e ingiustificabili timidezze!

Poi alzo lo sguardo fuori dal lucernaio e odo voci che mi chiamano da fuori…
Indosso il mio cappotto di imbarazzi e battute… i miei occhiali scuri per scoprire sogni ed emozioni altrui ed esco!

Da lontano, mentre mi lascio guidare da nuove domande, mi volto e guardo la mansarda, penso:
“…In fondo… in fondo… mi assomiglia abbastanza…”

...Continua...

Pubblicato il 18/1/2006 alle 10.29 nella rubrica Racconti Sconnessi.

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